Tuesday, August 5, 2008

Quotidiani teletrasmessi: che significa per la stampa italiana all’estero?

Confesso che ho un debole per le cose complicate. Piu’ non capisco e piu’ tento di capire. Saranno le parole del mio vecchio professore di liceo: “Caro Max, mai fermarsi alla soluzione piu’ semplice. Cercare di approfondire sempre per quanto possibile. Ma attento agli errori”.

E quindi mio caro lettore perdonami se commettero’ alcuni errori. Questa volta pero’ sono scusato. La scarsezza dei dati a disposizione e’ impressionante, visto il dettato di trasparenza che i recenti governi italiani avevano assunto. Speriamo che il nuovo governo migliori cio’.

Ed infine andiamo a tentare di sbrogliare la complicata matassa dei contributi ai giornali italiani all’estero, impresa titanica per un semplice cronista che ha a disposizione poche risorse.
Quello che tenteremo di comprendere e’ gli incroci che avvengono tra contributi a giornali italiani all’estero ed accordi con giornali nostrani.

Partiamo dall’ultimo articolo pubblicato quello delle coincidenze nei contributi per la stampa italiana all’estero. Avevamo rilevato che nel 2006 i giornali che ricevevano una fetta impressionante dei fondi pubblici (piu’ del 70 % del totale) erano concentrati in solo 3 testate e solo nei paesi anglosassoni.
Cose queste sicuramente anomale visto che le scelte di erogazione di fondi pubblici dovrebbero essere basate su principi di equita’ di distribuzione e politiche per gli italiani all’estero e non preferenze quali-quantitative solo per alcune aree (anglofone) o solo per un numero ridottissimo di testate (solo 3). Se a questo si aggiungeva che una, il Corriere Canadese, e’ di proprieta’ di una multinazionale straniera e con la possibilita’ di perdere il management italiano la situazione diveniva veramente dubbia.
Avevamo altresi’ rilevato che tutti e tre avevano accordi di distribuzione con un giornale italiano, La Repubblica, che e’ un nome a 5 stelle dell’editoria italiana.

Dopo un ulteriore analisi dei contributi pubblici abbiamo rilevato un’ altra categoria, quella dei contributi a quotidiani italiani teletrasmessi in Paesi diversi da quelli membri dell'Unione europea.
La legge del 7 marzo 2001, n. 62, art. 3 li definisce cosi’(sito della Presidenza del consiglio):
“Il contributo previsto è riservato alle imprese editrici di giornali quotidiani che abbiano attivato sistemi di teletrasmissione in facsimile delle testate edite in Paesi diversi da quelli membri dell’Unione europea. Il contributo erogabile, per un totale di euro 2.065.827,596 l’anno (2004), è determinato dal 50% dei costi annui documentati relativi all’acquisto carta, stampa e distribuzione riguardanti la diffusione delle copie delle testate teletrasmesse aventi i requisiti previsti.”
Tuttavia e’ presumibile attendersi che oggigiorno i costi della teletrasmissione sono soprattutto quelli della stampa e della connessione via internet, con cui si inviano i giornali all’estero in tempo reale.

E qui cominciano le difficolta’ per il vostro cronista. Infatti, contrariamente ai dati summenzionati (del 2006), inspiegabilmente i dati per questa seconda categoria di contributi non sono disponibili per il 2006. Questa asimmetria di dati disponibile e’ difficile da intendere visto che non deve trattarsi di un calcolo complicato. Ma tant’e’.

I primi dati disponibili sono quelli del 2004 e sono i seguenti:
1) GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO S.p.A. LA REPUBBLICA 1.325.982,39 euros
2) R.C.S. QUOTIDIANI S.p.A. IL CORRIERE DELLA SERA 739.845,20 euros.

Sono dati vecchi di 4 anni e quindi non molto significativi, ad eccezione di dare un indicazione di massima. E qual’è tale indicazione?

E’ la seguente: data la difficolta’ di penetrazione di mercati esteri, il primo quotidiano menzionato si e’ presumibilmente affidato ad accordi con quotidiani di lingua italiana all’ estero che comportano la distribuzione congiunta dei due giornali (La Repubblica e l’altro giornale del paese anglofono). In questo caso i lettori trovano inserita all’interno del giornale all’estero l’edizione internazionale de “la Repubblica”.
Fin qui nulla di male. In piu’ l’edizione internazionale de “la Repubblica” e’ “teletrasmessa” e stampata a totale suo carico, come lo stesso direttore di America Oggi Andrea Mantineo ha dichiarato alla stampa nel 2002.

Il problema e’ che, con i contributi statali a quotidiani italiani teletrasmessi chi paga veramente e’ il governo italiano non il giornale menzionato. In altre parole La Repubblica riceve i contributi pubblici molto rilevanti e poi a costi molto ridotti teletrasmette e stampa i propri prodotti fuori dell’Unione Europea. E, in piu’, appoggiandosi a quotidiani loro stessi gia’ pesantemente sussidiati dallo stato italiano, che gia’ di per se’ stessi quindi producono a costi ridotti.
Non si puo’ negare che in questo modo c’ è un beneficio oggettivo per i famosi 3 giornali italiani all’estero, che hanno la possibilita’ di vendere a costo zero i propri giornali con l’edizione internazionale della Repubblica.
Ma lo stesso giornale La Repubblica si beneficia di cio’ poiche’ a costo molto basso diffonde all’estero i propri giornali e soprattutto riceve grandi contributi pubblici per questo.
Tutto cio’ appoggiandosi alla rete di distribuzione di giornali italiani all’estero che, come detto, gia’ ricevono contributi pubblici dallo stato italiano.

Se abbiamo svelato il mistero dei contributi pubblici ai grandi giornali italiani all’estero onestamente non lo so.
Ma francamente rimane il fatto che un sistema che in teoria dovrebbe beneficiare i giornali italiani all’estero per trasmettere i sentimenti e le impressioni delle nostre comunita’ all’estero, si trasforma, oggettivamente, in uno strumento per facilitare la diffusione all’estero e ricevere sostanziosi contributi pubblici per grandi giornali nazionali.

Inoltre i contributi pubblici, dall’altro lato, beneficiano un numero ridottissimo (3) di giornali italiani all’estero. E tutto cio’ quando giornali genuinamente italiani all’estero sono in una situazione di cronica penuria di fondi e dovrebbero essere aiutati dallo stato italiano per il loro lavoro svolto.

http://www.italiaenamerica.com/index.php?IdNot=17999

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=22568

http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5339

http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2194

http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10436/2008-08-07.html

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