Wednesday, November 26, 2008

Quaderni di Milano: sussidi governativi a vantaggio del profitto individiduale

“Caro Max tu parli tanto dei sussidi alla stampa italiana all’estero ma di scandali simili in Italia non ne parli. E quelli sono peggiori” mi dice il mio amico giornalista col naso aquilino al bar dei cronisti italiani poveri di Sao Paolo. “E quello che e’ peggio e’ che gli sprechi in Italia sono colossali rispetto ai quattro centesimi che danno all’estero” continua naso aquilino.
Ed allora eccomi qua in questa calda notte brasiliana a raccontarvi uno dei piccoli grandi scandali dell’editoria nostrana, una corporazione dai tratti quasi feudali che rifiuta sistematicamente chi non gli appartiene. Figurarsi uno come il sottoscritto che lavora ll’estero.

Oggi vi parlero’ di un contributo che originariamente era stato stabilito anche a favore del cosiddetto terzo settore, il no-profit. La legge 7 agosto 1990 n. 250 art. 3 comma 3 aveva previsto contributi da erogarsi a favore di cooperative, fondazioni o enti morali o da societa’ la cui maggioranza sia posseduta dalle stesse entita’ (cooperative, etc.).
Si trattava chiaramente del buon cuore del legislatore nel facilitare un settore che e’ cronicamente in difficolta’ nel reperire fondi. Contributi diretti niente male perche’ costituiscono soldi pesanti in questi tempi di vacche magre del bilancio statale. Con la imminente crisi che sta arrivando poi si tratta di veri e propri soldi benedetti. Fin qui niente di male. Il problema e’ quando ne beneficia chi non dovrebbe o chi ne approfitta a suo vantaggio.

Secondo la relazione pubblicata nel sito del governo per l’anno 2006 una impresa chiamata Editing Italia cooperativa a responsabilita’ limitata ha ricevuto la bellezza di 312.000 euro, una somma niente male visto che l’anno precedente non aveva ricevuto niente e due anni prima 214.656 euro (con una crescita del 46%). La Editing Italia pubblica i Quaderni di Milano, che dovrebbero essere una pubblicazione periodica. Fin qui nulla di male.

Il problema e’ che QM - Quaderni di Milano e’ un settimanale di informazione con Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 704 del 20/12/1986. E allora direte voi miei cari lettori?
Mi sono cimentato nell’impresa cercando di trovare questa pubblicazione in internet, cosi’ cara al contribuente italiano e cosi’ economica al consumatore, visto che costa solo 1 euro. Alla fine ho trovato ho trovato una pubblicazione chiamata “On the road” edita dalla Editing Italia, rivista che si autodefinisce “Il giornale di chi viaggia o ci sta pensando”. On the road e’ una rivista di turismo di Milano che ha come direttore responsabile Carlo Vezzoni. Il luogo di pubblicazione potrebbe essere a Monza. Per la pubblicita’ si consiglia di chiamare il numero 02.6706650. Siccome sono curioso ho investigato un po’ e ho scoperto che questo numero nel passato corrispondeva al numero di fax di un bed e breakfast di Monza che si chiama Errigal. Guarda caso la pubblicita’ dello stesso bed e breakfast si trova dentro la rivista “On the road”.
Piuttosto che contributi dati ad una ong che opera no-profit o ad una cooperativa sembra che i contributi finiscono ad un piccolo gruppo editoriale di turismo con annessa relativa compagnia turistica. E non e’ finita qui.
Il signor Carlo Vezzoni aveva fatto parte della direzione provinciale della Margherita milanese, e in passato si era candidato per la lista DEMOCRAZIA E’ LIBERTA’ CON RUTELLI a Milano.
Ricordiamo che la Margherita milanese a fine 2006 cadde nella bufera per uno scandalo di tesseramenti falsi.
Vezzoni e’ stato anche assessore alla comunicazione per la Provincia di Milano e si presume conosca bene i meccanismi di finaziamento erogati dallo stato nel settore della comunicazione.
Dopodiche’ Vezzoni si e’ dato al giornalismo turistico e tutti lo sapevano. C’e’ una bella foto dello stesso in un viaggio della Giver Viaggi insieme con molti altri colleghi del settore che scrivono in giornali molto piu’ famosi. Questa e’ la lista dei partecipanti: Nicoletta Longhi (Repubblica), Daniela Campora (Repubblica), Susanna Tanzi (Capital), Beba Marsno (Bell'Europa), Maria Antonietta Zancan (Famiglia Cristiana), Luca Beretta (L'Orso), Stefano Brambilla (Qui Touring), Laura Forti (V&S), Antonella Mariotti (La Stampa) e Carlo Vezzoni (On the Road).
Ad onor del vero non e’ assolutamente detto che i suoi collghi sapessero delle molteplici attivita’ del Vezzoni. E si’ perche’ non sono finite qui. Infatti alla Errigan (l’agenzia di viaggio menzionata prima) lavora Imelda Behan Vezzoni. Questa e’ molto attiva nel terzo settore perche’ lavora anche nella Associazione Le vele Onlus.

Insomma in questo intricata rete di attivita’ del sign. Vezzoni e familiari solo una cosa sembra chiara: i contributi dello stato per l’editoria a favore del cosiddetto no-profit o cooperativo sembra invece beneficiare la produzione del profitto individuale. E come ha detto il dott. Bonaiuti, per i prossimi due anni non c’è tempo per correggere le distorsioni del sistema attuale e tutto rimane cosi’.
Non mi resta che rispondere cosi a naso aquilino: “Meglio berci sopra una birretta gelata, perche’ qui in Brasile la nostra professione non e’ considerata molto, forse sarebbe meglio metter su una cooperativa o una ong in Italia per avere soldi del governo italiano”.

1 comment:

maxbono said...

Cari amici

nel novembre 2008 scrissi un articolo su una pubblicazione periodica che riceve soldi pubblici e che si chiama Quaderni di Milano.
Da allora la stampa italiana ignoro' il mio articolo.
Oggi per curiosità' sono andato a controllare il totale di sussidi pubblici che Quaderni di Milano ha ricevuto (perché' ancora riceve soldi pubblici0 negli ultimi 10 anni.
Be la subdivision per anni e' qui sotto.
il totale e' incredibile: oltre due milioni di euro.
se leggete l'articolo nel link sotto vi renderete conto che si tratta di un vero e proprio scandalo, tra l'altro legato alla forza politica di governo.
Beh forse Renzi dovrebbe controllare questi sprechi di soldi pubblici.

Fatto sta che continuano proprio quando si chiadono sacrifici disumani a noi italiani.
Bella cosa, complimenti.

Max Bono