Wednesday, June 15, 2016

Copacabana, capitale di Vecchiolandia

Gennaio 2001: La bella mulatta cammina ondeggiando sulla splendida sabbia di Copacabana. Il sole forte si specchia sulle acque del mare limpide. La brezza che viene dal mare rinfresca i bagnanti. Tutti si voltano a vedere la venere nera mentre l’atmosfera e’ squisita.

Gennaio 2016. La anziana signora cammina trascinandosi verso la strada dalla spiaggia. Il vento le scompiglia i capelli bianchi tinti di falso biondo. Il viso raggrinzito non nasconde le profonde rughe e piegature del corpo bruciato dal sole. Un odore nauseabondo si alza del mare sporco.

Nella spiaggia sporca il superbatterio prolifera e penetra nei piedi dei gitanti al mare.

La spiaggia e’ popolata per la maggior parte da persone anziane mentre un afa africana opprime i gitanti.

Che succede in quella che una volta veniva definita la spiaggia piu’ bella del mondo, Copacabana?

Benvenuti nel Brasile moderno, che invecchia ad una velocita’ spaventosa. E Copacabana, una volta un sogno di spiaggia, e’ divenuta il simbolo di questo Brasile in profonda decadenza.

Sparite le belle mulatte che spesso venivano dalla periferia per adescare i turisti stranieri.

Spariti anche i turisti stranieri che con i prezzi praticati a Copacabana spendono molto di piu’ in Brasile che in Europa.

Sparita la bella spiaggia, deturpata da una infinita’ di eventi musicali e non, da lingue nere di scolo che vanno direttamente in mare.

Sparito il bel mare limpido che ora e’ molto inquinato.

Ma in compenso e’ arrivato il superbatterio, che nessun antibiotico al mondo puo’ battere.

I prezzi sono alle stelle. Il turismo e’ crollato. E la popolazione anziana, i vecchi, dominano la scena. Sono dappertutto e sono tantissimi. I supermercati hanno file lunghissime di gente vecchia a volte molto vecchia che spende tantissimo per il mangiare. I prezzi sono alle stelle. C’e’ una grande proliferazione di farmacie.

Le persone non fanno piu’ figli e hanno moltissimi cani proprio come in Europa.

Le domestiche che vivevano in regime di quasi schiavitù sono quasi del tutto sparite perche’ oggigiorno bisogna regolarizzarle e percio’ sono care.

L’autobus costa una follia, 3, 80 quasi un euro e non c’e’ possibilita’ di biglietto cumulativo. Ogni volta che cambi autobus devi pagare. Se sei una famiglia di 4 persone in visita prendendo due autobus all’andata e al ritorno spendi 16 euro solo per muoverti.

In queste condizioni perche’ mai qualcuno dovrebbe andare a Rio de Janeiro?

L’aria di spensieratezza e bohémienne e’ definitivamente finita. Al suo posto gente che lavora da domenica a domenica per guadagnare sempre di piu’. Non c’e’ tempo per parlare in un boteco (bar povero). Ora devi muoverti se vuoi mantenerti in citta’.

Il traffico poi e’ folle. Tutti usano l'auto e il metro’ che raggiunge livelli “cinesi” con vagoni pienissimi. Tanto che nelle ore di punta ci sono vagoni per sole donne visto che si vuole evitare che malintenzionati salgano in vagoni pieni durante queste ore.

Ma cos’e’ successo al simbolo del Brasile, Copacabana?

E’ successo quello che succede ad un paese che non vuole crescere mentalmente di pari passo con la sua ricchezza: invecchiamento, inquinamento, crollo di prospettive.

I proprietari di appartamenti a Copacabana continuano ad affittare gli stessi appartamenti di 20 anni fa senza alcuna miglioria. Tutto bene dirai tu mio caro lettore.

Ma 20 anni fa i prezzi erano un decimo di quelli attuali. E non ci sono state migliorie nel frattempo. Ma i prezzi sono aumentati di 10 volte. Una follia. Non ha senso pagare questi valori (200 reais o 50 euro al giorno) per appartamenti che cadono a pezzi, gli stessi di 20 anni fa.

Ma allora perche’ venire a Rio de Janeiro oggi?

Beh, francamente la risposta e’ difficile, visto che la cidade maravilhosa e’ sempre bellissima.

Ma l’insieme e’ peggiorato e molto.

In fondo arrivare a Copacabana ci verrebbe da dire: “Benvenuto a Vecchiolandia”.

Ti e' piaciuto l'articolo? Allora clicca sull'annuncio pubblicitario qui sotto. Cosi'contribuisci al mio lavoro a costo zero per te grazie

No comments: