Wednesday, August 31, 2016

Mario, l’ultimo dei mohicani italiani all’estero

"Caro Max il tuo articolo sulla mia storia ha colpito l’attenzione dei tuoi lettori, specie di quelli che vivono all’estero e che pensano che tornare in patria e’ una passeggiata.” Chi mi scrive e’ mario, e’migrato italo-argentino che mi aveva raccontato la sua storia di emigrato che rientra in Italia.
“Caro Max” continua Mario “concordo con un commento fatto sulla mia storia. I miei familiari o amici che, raramente mi hanno aiutato lo hanno fatto e poi me lo ricordano 24 ore al giorno.
E non e’ che non volessi lavorare al contrario. Il problema e’ che non trovo lavoro in Italia e dopo un lungo viaggio dall’Argentina con la mia famiglia, con i soldi finiti non posso tornare in Argentina nemmeno se volessi. I miei risparmi sono finiti”.
E qui Mario mi svela alcune email che aveva mandato ai suoi familiari quando aveva chiesto un aiuto per l’auto.
“Caro Max a me non piace particolarmente guidare. Ma in Italia se non hai lauto non puoi fare compere gli autobus sono rari. E se devi portare la tua bimba dal medico hai bisogno dell’auto se piove a dirotto. La mia richiesta era perciò’ normale. Ma leggi e giudica da solo.”
E allora caro lettore ti passo coi’ che mario mi ha mandato:

Cari familari
Se voleste farmi un regalo per il compleanno vorrei una automobile (anche usata non c'e' problema). Purtroppo qui in Italia ci bagniamo (io, mia moglie ei i miei bimbi) sempre quando piove perche' le persone sono incivili e schizzano sempre con la macchina.
L'opzione di fare lezioni di scuole guida e' fuori discussione perche' e' carissima qui.
Qualora non potete fare questo regalo vi ringrazio lo stesso.
Non fate nient'altro. Grazie Mario”

Questa e’ la risposta del fratello di Mario quello che guadagna oltre venticinquesima euro: “Per quel concerne l'auto, a parte l'inusuale offerta e le difficolta' pratiche nel porla in essere (quantomeno da parte del sottoscritto), temo che le mie attuali finanze - colpite da successive convergenze non mi permettano un simile esborso. Allo stesso tempo, mi domandavo se non ti conveniva affittare un auto piuttosto che comprarne una nuova, il che ti eviterebbe rogne e costi connessi con il passaggio di proprieta', l'assicurazione e la manutenzione (oltre al doverla rivendere se decidete un giorno di ripartire dall'Italia) “

E questa e’ l’amara risposta di Mario ai suoi dopo i molti rifiuti:

“Cari familiari
data la gravissima mancanza di macchina che ha causato numerosi svenimenti per strada da parte dei miei figli 
e il totale disinteresse da parte vostra a riguardo per dare un minimo di supporto a riguardo
vi annuncio che tutte le visite e incontri in futuro sono totalmente cancellati.
Mario”

Che dire? Mario e’ probabilmente l’ultimo dei modicani italian all’estero, una razza destinata a sparire. Perché’ dimenticata da tutti, da coloro che non gli offrono lavoro, che lo abbandonano a se stesso con la sua piccola famiglia”.

Soprattutto abbandonato dalla sua famiglia di origine che vuole che questa razza di modicani si estingua per sempre e non rompa più’ il loro caldo conforto.

E se anche tu appartieni alla razza dei modicani italiani all’estero mio caro lettore, sta attento. Forse chi vuole il tuo scalpo e’ proprio nella tua famiglia di provenienza o tra i tuoi amici.

Tuesday, August 30, 2016

Italiano che torna dall’estero: quale futuro in Patria?

“Caro Max tu scrivi degli italiani all’estero. Dovresti anche descrivere quelli che tornano in patria: cosa fanno, cosa li aspetta”. Questo mi scrive il mio amico di Buenos Aires, recentemente tornato in Italia. La sua storia fa male al cuore, perché’ mostra un’altra Italia, brutta, egoista, chiusa su se stessa.

“In Italia non c’e’ più’ solidarietà’. Le persone pensano solo a se stesse. Sono diventate vecchie cattive.. Senti la mia storia.” Ed eccomi qui davanti a lui, Mario, un vecchio che sembra aver visto tutto nella vita.

Mario torno’ in Italia tre anni e mezzo fa. Affitto’ una casa con la sua famiglia che porto’ dall’Argentina. E subito si rese conto di come l’Italia era cambiata.
All’inizio chiese aiuto ai suoi due fratelli, che guadagnavano molto e che erano ben sistemati finanziariamente. La richiesta di Mario cadde nel vuoto. “Devi capirmi, le mie spese sono tante: ho tre cameriere, una casa da mantenere, due rette scolastiche salate delle mie figlie. E’ vero guadagno venticinquesima euro al mese ma non posso aiutarti non ti posso dare niente” mi disse un mio fratello” racconta Mario.
L’altro nemmeno rispose. Era troppo occupato nei suoi affari.
Un giorno d’estate Mario doveva fare compere al supermercato. Il sole era molto caldo e la sua figlia non sopporto’ il calore eccessivo. Quasi svenne e anche la moglie si senti’ male. Mario non aveva l’auto. Il supermercato più’ vicino distava chilometri e aveva bisogno di un auto per raggiungere il supermercato. Mario aveva chiesto ai suoi familiari un piccolo aiuto ai suoi familiari.

Nemmeno una risposta, lui era un argentino ormai, uno straniero in patria.
Solo un suo caro amico di lunga data l’aiuto’ e gli dette un auto.
Nel frattempo Mario prese un appartamento. L’affitto era molto alto ma ne aveva bisogno per la sua famiglia.
I lavori precari che trovava non bastavano a coprire i costi. Le riserve portate dall’Argentina stavano esaurendosi. Mario aveva bisogno di lavorare ma era considerato troppo vecchio. Aveva quasi 60 anni ma il suo viso era gia’ stanco.

Andava in giro a cercare lavoro. Nessuno glielo offriva. Si rivolgeva agli amici del passato ma con qualche eccezione nessuno lo aiutava.
‘Come potevo tirare avanti e mantenere i miei figli?” mi chiede Mario mentre continua la sua storia.

Gli italiani sono diffidenti, ti trattano come straniero. Tutti hanno un conto in banca, un auto, una casa. ma se parli con loro si lamentano sempre. Dicono che non arrivano alla fine del mese. Poi prendono l’auto e tornano a casa.
Ip ho fatto tutto da solo, senza l’auto di nessuno, da quando sono rientrato.
Io per l’auto ho dovuto cominciare da classe 15 anche se guido da secoli perché’ la legge italiana protegge solo quelli che hanno genitori che con la legge Bersani, abbassano il costo dell’assicurazione. Io non l’ho potuto fare. Senza parlare dei problemi di salute”

“Ma allora perché’ sei rientro in Italia?” chiedo a Mario.

“Perché’ volevo far vivere i miei figli nel mio paese. Pensavo di fare un bel regalo a loro e al mio paese. Invece e’ stato il contrario.”

E con queste parole di mario chiudo questo articolo. Molti italiani sono andati all’estero per avere una vita migliore, per sfuggire alla povertà’. Tornare in Italia? Pensateci due volte: i vostri parenti e amici a parole vi vogliono, ma quando tornerete potrete trovare amare sorprese.