Sunday, September 25, 2016

I mostri e gli italiani all'estero


“Qual’e’ la sua professione? Alto funzionario del Senato della Repubblica? Prossimo professore universitario a Roma? Esperto giuridico di nome? No la sua professione e’ mostro, mio caro Max. Un mostro che non ha pieta’ di niente e di nessuno”.

Chi mi e’ davanti e’ un emigrato di lungo corso andato in Italia dal Venezuela, America Latina.

Una persona che ha vissuto un amarezza enorme, disumana. L’amarezza di colui che e’ stato abbandonato da tutto e da tutti nel momento di massimo bisogno. Nel momento in cui la sua famiglia, lui, la moglie i due bimbi erano da soli nella tempesta.

Il suo orgoglio gli diceva di non chiedere aiuto. Ma la faccia triste dei suoi figli vinceva sull’orgoglio.
Doveva fare qualcosa. Qualunque cosa. Per risolvere la situazione.
Percio’ aveva messo da parte l’orgoglio e si era rivolto ad un gruppo di persone per aiutarlo.

Ma aveva scoperto una cosa terribile: la maggior parte di coloro a cui aveva chiesto aiuto erano dei mostri, degli autentici mostri. Senza pieta’ per niente e nessuno, per bimbi che conoscevano da anni. Gente senza vergogna che anteponeva i soldi a tutto e tutti.

E oggi vi racconteremo di uno di loro.

Nei prossimi articoli menzioneremo tutti loro. Non per esporli alla gogna. Ma per mostrare come si puo’ arrivare a un livello cosi’ alto di disumanita’.

Torniamo a Francesco, il mio amico italiano all’estero, che mi racconta una storia dura da ascoltare figuratevi da vivere.

E Francesco comincia cosi’:

“Caro Max sono emigrato anni fa in Venezuela. Poi sono tornato con la mia famiglia in Italia. La vita in Venezuela e’ diventata durissima oggigiorno. Molti italiani sono tornati in Italia. Non e’ piu’ possibile mantenersi in quel paese se non hai un attivita’ florida. E io con due figli non riuscivo proprio piu’. Con grande amarezza son tornato in Italia. Ma questo periodo sono tornato in Venezuela. La nonna di mia moglie, a cui lei e’ molto legata, sta molto male. Sono dovuto tornare. ma sarei tornato in italia. I bimbi dovevano tornare e sarei tornato in ogni caso”.

E qui Francesco, gia’ con gli occhi lucidi fa una pausa. Ma poi riprende:

“Con grande sforzo sono tornato. Ma dovevo prendere una casa per i miei bimbi e non avevo i soldi. Allora mi sono rivolto a lui, l’unico mio fratello, Gennaro. Trattandosi di un alto funzionario del Senato mi sono detto non avrebbe avuto alcuna difficolta’ ad aiutarmi con un piccolo prestito.

Nel Lazio non e’ facile affittare. Devi lasciare una caparra di due mesi, un mese anticipato e un mese al mediatore immobiliare. Quattro mesi anticipati sono una somma enorme per me che sono appena tornato da un paese in macerie. Mio fratello guadagna quasi trentamila euro al mese, e’ alla fine della carriera. Per lui la somma e’ ridicola, la spende in un fine settimana.
Percio’ gli ho scritto chiedendo un piccolo prestito.

Mio fratello Gennaro non mi hai mai risposto. Lui sa e conosce bene i miei bimbi piccoli di 4 e 6 anni. Sa bene che ero senza alcuna possibilita’ di trovare la somma. Ma non ha fatto niente. Non mi ha dato niente. Ha una seconda casa a Lavinio, vicino Roma, poteva imprestarla per il periodo in cui ero in mezzo alla strada. E invece niente.

So cosa pensi. Cosa gli ho fatto per comportarsi cosi’? Niente, proprio niente. Italiano all’estero e’ considerato cosi’, come una persona da evitare. Persino i tuoi familiari ti trattano male.

La differenza tra un italiano e un venezuelano e’ questa: l’italiano ha e si lamenta, ma sotto sotto non crede a niente che un altro italiano gli racconta, lamentandosi. Si’, perche’ l’italiano mente, l’altro italiano mente pure e quindi ognuno dei due sa della menzogna dell’altro.

Il venezuelano non e’ cosi’, non si lamenta ed anzi sorride. E soprattutto non ha niente.

Quindi quando un italiano incontra un venezuelano pensa che questi sta mentendo e che sta bene perche’ il venezuelano non si lamenta ed anzi e’ allegre. Non sa che il venezuelano non ha niente. E se anche il venezuelano glielo dicesse l’italiano non gli crederebbe.
Morale della favola: l’italiano ti abbandona senza pieta’.

Alla fine ce l’ho fatta e ho trovato una casina e sto bene. Ma quello che e’ successo mi ha cambiato dentro.”

“E che pensi di tuo fratello?” gli chiedo io.

“ Ho una pena una grandissima pena per lui. E’ ricco, ricchissimo ma in realta’ e’ un miserabile, un mostro. Si perche’ la ricchezza vera e’ quella di chi aiuta senza chiedere niente in cambio, anche con un sorriso. Chi invece ha e non da e’ povero, e’ morto dentro, e’ un autentico mostro.”

Saturday, September 3, 2016

Brasile dove l'arroganza del potere non paga, al contrario dell'Italia

“Fora Dilma” gridavano I protestanti mesi fa. E la presidente Dilma Rouseff minimizzava dicendo: “ Sono solo gruppi minori, che non rappresentano nessuno” .
Dopo pochi mesi Dilma ha perso il potere dopo un processo di impeachment.
“Fora Temer” gridano I manifestanti in tutte le principali citta' del Brasile.E il nuovo presidente Michel Temer dalla Cina dove si trova, minimizza: “Sono solo gruppi minori, che non rappresentano nessuno”. La storia si ripete ma l'approccio dei politici e' sempre lo stesso: minimizzare, sempre minimizzare.

Ma cosa succede in Brasile, grande paese sudamericano dove nuove proteste si stanno spargendo in tutto il paese?

Benvenuti nel mondo dell'arroganza senza limiti del potere. La politica e' sempre stata brutale dietro la sua apparenza di voler far del bene alle classi piu' povere.
In questo il Brasile non e' diverso dagli altri paesi.

Anche in Italia ad esempio il potere mostra la sua arroganza quando si ignora volutamente la crisi economica in atto. Affermazioni ridicole sulla crescita economica che non c'e' continuano ad essere fatte dai politici al potere. Non si vuol dire che la situazione sta peggiorando sempre di piu'.

Ma la differenza e' nel approccio seguito dal popolo brasiliano, che dice basta alla vecchia politica. Il popolo vuole buttare fuori questi politicanti da quattro soldi che hanno governato e continuano a governare il Brasile.
Diverso e' il popolo italiano che beve tutte le frottole che il governo continua a propinargli.
Anche la possibile sconfitta al referendum non dovrebbe metter in pericolo il governo e Renzi.
Diversamente dalla Gran Bretagna dove la sconfitta ha “detonato” l'ex-primo ministro Cameron.

L'arroganza senza limiti del potere che non nasconde la sua poco vergogna ha pero' un limite nel comportamento del popolo.
Il popolo brasiliano reagisce e protesta con forza.
Il popolo italiano no, beve le panzane del governo con piacere.
Ma c'e' anche un altra ragione. Il popolo brasiliano e' giovane, vuole avere una speranza che va al di la' dei prossimi due- tre anni, che e' l'ottica dei governanti attuali.
Il popolo italiano e' invece vecchio, la sua ottica e' molto ridotta. Non si importa del futuro nei prossimi cinque – dieci anni. Molti italiani che supportano questo governo saranno vecchi o vecchissimi tra dieci anni e non gliene frega niente di cosa accadra' ai propri figli o nipoti.

Ma gli stessi figli sono fortemente influenzati dai loro vecchi e hanno paura di cambiare. Cosi' facendo condannano il paese a non avere speranza di cambiamento.

In Brasile invece vogliono cambiare e subito. Non vogliono aspettare nemmeno un anno perche' cio' accada.
Per questo le persone protestano e continueranno a farlo. Prima o poi anche Temer sara' buttato fuori. Si spera che il prossimo sara' migliore di lui. Certamente sara' diverso da lui.

In Italia invece I politici saranno sempre gli stessi, ovvero coloro che garantiscono che le cose non cambiano mai.
In Brasile l'arroganza dle potere non paga, in Italia invece si.