<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624</id><updated>2011-11-27T18:56:48.909-08:00</updated><title type='text'>max bono</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>104</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5136840176143311372</id><published>2011-09-22T09:36:00.000-07:00</published><updated>2011-09-22T09:37:21.547-07:00</updated><title type='text'>Brics aiutare l’Italia e l’Europa? Ma mi faccia il piacere</title><content type='html'>“Caro Max questa storia che i Brics aiutano l’Europa e l’Italia e’cosi’ buffa da apparire uno scherzo. La cosa peggiore e’ che c’e qualcuno in Italia che ci crede”. &lt;br /&gt;Chi mi siede davanti sembra avere visto tutto anche se non si sa mai nella vita. Qui nel centro finanziario di são Paolo, Brasile, le cose di finanza internazionale sono viste senza le illusioni e la poesia (o ipocrisia) che c’e’ in Europa. E il mio amico, consultore italo-brasiliano internazionale mi racconta il punto di vista dei Brics senza i “fru-fru” europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma diciamoci la verita’” dice il mio amico “chi sono i Brics? Brasile, Cina, India, Russia e Sud Africa’. &lt;br /&gt;La Cina, il vero potere finanziario del mondo oggi non ha la minima intenzione di aiutare l’Europa se non ad um prezzo politico molto alto. Chi spera nell’aiuto cinese gratis o per entrare in qualche organizzazione internazionale si illude. I cinesi sono perfettamente consci del proprio potere e ad esempio in Africa ed america Latina lo stanno usando senza alcuna leggerenza per questioni ecologiche o economiche. Puro sfruttamento delle risorse produttive ad un prezzo basso, bassissimo. Prendere o lasciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi viene l’India che ancora non e’ uscita completamente dalla fase di consolidamento del suo potere economico. E’ presumibile attendersi che l’India vorra’ strutturarsi di piu’ e meglio. E aiutera’ solo quei paesi che sono contrari al Pakistan, nemico storico. Per la verita’ l’ Europa e’ indifferente su questo punto ma l’India e’ um paese com mille culture difficile da mettere insieme. Morale della favola: difficile attendersi posizioni “aggressive” come aiuti finanziari all’ Europa dall’ India.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi viene la Russia. Qui la corruzione e’ incredibile. La gestione della cosa pubblica anche. E’ difficile che in questo scenario la russia, potenza decaduta, dia soldi all’ Europa, visto che l’Est europeo risente della crisi come i paesi europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sud Africa? Paese giovane, pieno di contraddizioni, com uma poverta’ enorme. E’ difficile pensare che aiuti la ricca europa e non se’ stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi infine viene il Brasile. E qui la cosa divente veramente buffa. Pensare che il Brasile aiuti l’ Europa. E’ piada (cosa ridicola)? In Brasile c’e’ sempre la mentalita’ di arrichirsi a spese dello straniero non il contrario. Per la verita’ le cose sono cambiate e molto. &lt;br /&gt;Il Brasile e’ oggi uma democarzia ricca, molto ricca. Ma il problema e’ la mentalita’ che e’ quella del povero. In Brasile anche um ricco cerca sempre di avere uno sconto, di evitare di pagare, di piangere miseria. I ricchi, a dirla loro, sono poveri. Per questo lo straniero e’ sempre visto come um milionario. Tutto e’ dovuto ad um semplice fatto: l’educazione. L’educazione dei brasiliani e’ molto spesso demandata ai poveri. Perche’? Perche’ le baba’ (le nursey o babysitter) sono molto spesso donne povere, molto povere e sottopagate. Questo e’ vero anche nei casi in cui i bambini da accudire sono ricchi. Di conseguenza la cultura con cui il bambino brasiliano nasce e cresce e’ quella dei poveri del Brasile. E’ per questo che i ricchi non donano mai niente, non aiutano nessuno in questo paese disuguale. Perche’ il loro modo di pensare e’ dei poveri, che non hanno niente e niente possono dare.&lt;br /&gt;E tu pensi che com questa mentalita’ il Brasile aiuterebbe l’ Europa?&lt;br /&gt;Ma mi faccia il piacere direbbe Toto’”.&lt;br /&gt;Max Bono&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5136840176143311372?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5136840176143311372/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5136840176143311372' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5136840176143311372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5136840176143311372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2011/09/brics-aiutare-litalia-e-leuropa-ma-mi.html' title='Brics aiutare l’Italia e l’Europa? Ma mi faccia il piacere'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2276286502243478024</id><published>2011-02-24T03:48:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T03:49:49.426-08:00</updated><title type='text'>Italia-Libia: la sporca verità</title><content type='html'>“Caro Max tu parli del sistema Italia all’ estero per giustificare la “protezione” di Gheddafi dall’ Italia. Ma questa è solo una parte della verità. L’analisi di Sergio Romano sul Corriere della Sera è anche molto acuta, quando dice che tutti i governi italiani hanno appoggiati Gheddafi negli ultimi decenni. Ma anche questa è una parte della verità.&lt;br /&gt;Tutta la verità è molto piu’ complessa”. Chi siede di fronte a me è un vecchio amico. Esperto di relazioni internazionali, esperto di finanza internazionale, Giovanni ha la faccia scavata e profonde rughe che solcano il volto. Ha l’aria di una che la sa lunga. Ma ascoltiamo cio’ che dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In realtà le relazione tra l’Italai e la Libia sono di lunga data. L’Italia ha colonizzato la Libia per quasi 40 anni. Ma è stato dopo, con l’avvento di Gheddafi, che fu saldato il patto d’acciaio tra Gheddafi e l’ Italia. Il patto era il seguente: Gheddafi salvava il capitalismo italiano dagli attachi interni ed estrni e l’Italia salvava Gheddafi dagli attachi interni ed esterni. &lt;br /&gt;Il patto ha sempre funzionato benissimo.&lt;br /&gt;C’è molta ipocrisia sul baciamano di Berlusconi a Gheddafi. Da decenni prima Gheddafi è stato protetto militarmente dall’Italia, con forniture di ami, munizioni, invio di mercenari e anche protezione dell’ esercito italiano ed invio di informazioni riservate.&lt;br /&gt;Non è stato proprio Andreotti ad ammettere che quando gli americani decisero di farla finita con Gheddafi e di bombardarlo fu proprio Bettino Craxi a telefonare a Gheddafi ed ad avvertirlo di fuggire prima del bombardamento americano. E l’ episodio di Sigonella quando Craxi salvo’ Gheddafi dai caccia americani?&lt;br /&gt;L’Italia politica ha fatto molto, moltissimo per la vita politica di Gheddafi.&lt;br /&gt;Ma anche Gheddafi ha fatto moltissimo per il capitalismo italiano. C’è da dire che il capitalismo italiano ha sempre avuto una rete di sicurezza in Gheddafi, questi è stato come si dice in inglese il protettore di “last resort” del capitalismo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedi la Fiat, che era praticamente fallita quando il fondo di investimento libico divenne il principale investitore finanziario in passato. Lo stesso dicasi per la principale banca italiana, Unicredit, che ha come principale investitore di nuovo la Libia. E la Finmeccanica, grande impresa statale, con fortissima presenza in Libia? E l’ Impregilo, con commesse milionarie in Libia? E persino la Juventus, la piu’ blasonata squadra di calcio italiana? Senza parlare delle tantissime partecipazioni libiche in imprese di medie dimensioni in Italia e Libia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accordo è il seguente: tutte le volte che le grandi imprese italiane rischiano di cadere in mani straniere la Libia interviene e le “salva”. Poi quando la situazione economica migliora la Libia esce dall’azionariato. Ha sempre funzionato a meraviglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gheddafi ha due caratteristiche molto nette: è pazzo da legare, è un sanguinario che sterminerebbe il proprio popolo per rimanere al potere usando anche i gas se necessario. Ma è anche molto intelligente e ha capito perfettamente come funziona il capitalismo. Sa benissimo che senza il supporto del capitalismo cadrebbe subito per questo si è circondato da pretoriani, mercenari  e si fida poco del suo esercito. Sa che solo intrecciandosi con il capitalismo puo’ sopravvivere.&lt;br /&gt;Ha in pugno il meglio del capitalismo italiano. E tutto questo senza parlare dell’ ENI che senza di lui affonderebbe. Non è per questo che l’ENI non manda a casa i suoi tecnici? Non ha forse paura che gli insorti invadrebbero subito i “suoi” territori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ora la situazione è cambiata. Gheddafi sta sterminando il suo popolo e il supporto è piu’ difficile da parte dell’ Italia. Fosse per i politici italiani (di destra e di sinistra in egual misura) rimarrebbe là senza problemi. Ma Gheddafi ha esagerato. Le basi militari italiane sono in posizione di massima allerta. Si dice che Gheddafi sta ricattando Berlusconi ed il capitalismo italiano. Dice che se salta lui saltano tutti. Non solo Berlusconi ma tutti i politici e le imprese italiane. Il gioco è divenuto molto pericoloso. Qualcuno già sta pensando di toglierlo di mezzo. &lt;br /&gt;Il problema è che la situazione è cosi’ incerta che gli italiani hanno paura che chi viene dopo di Gheddafi non manterrà il patto con il capitalismo italiano. Già le insurrezioni nel paese stanno mettendo a repentagli i giacimenti dell’ ENI. Che succederà? Non lo sa nessuno.&lt;br /&gt;Quello che è certo è che questa storia delle relazioni Italia- Libia è veramente una sporca storia”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2276286502243478024?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2276286502243478024/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2276286502243478024' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2276286502243478024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2276286502243478024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2011/02/italia-libia-la-sporca-verita.html' title='Italia-Libia: la sporca verità'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8628509576346025207</id><published>2011-01-28T16:42:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T16:45:58.160-08:00</updated><title type='text'>Ferie a Copacabana con Battisti</title><content type='html'>"Caro Max questa che si racconta e´davvero incredibile. Qui a Rio si dice che alcuni tour operator stanno gia´ organizzando viaggi tour di Rio de Janeiro in cui si spiera´da lontano l´assassino Battisti prendendo la tintarella a Copacabana. &lt;br /&gt;Quando lo scarcereranno a Febbraio dovrebbe scomparire per un po´e poi sara´ lanciato come romantico romanziere di successo. Si dice che gli editori fanno a pugni per pubblicare i suoi libri anche in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara´considerato comeun Robin Hood, un romantico avventuriero, un nuovo Che Guevara. Sembra che riceve giu´decine di lettere d´amore, lui povero perseguitato dalla giustizia italiana. E le donne di tutto il mondo impazziscono per tipi come lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi concedera´interviste a pagamento in cui discutera´i terribili anni di piombo quando lui,perseguitato dalla strisciante dittatura italiana, cercava di salvare il mondo con i pensieri.&lt;br /&gt;Finalmente descrivera´nei suoi libri l´incredibile avventura della fuga in Francia ed in Brasile, braccato dai rappresentanti della contro-informazione.Ed infine l´ arrivo nella terra della liberta´,il Brasile, dove gli uomini sono veramente liberi, non come nell´ítalia fascista di oggi dove solo i ricchi vanno al potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I libri avranno un successo enorme, lui sara´santificato e vivra´di rendita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo lui e ún perseguitato politico, praticamente l´ha detto anche Lula.&lt;br /&gt;I quattro morti ammazzati a tradimento? Tutte menzogne.&lt;br /&gt;E la scena da film quando si nascose in un angolo e finse di baciare l´innamorata di turno,aspetto´con terribile freddezza che il poliziotto uscisse dal portone e poi, lasciando di lato la complice che baciava, freddo´senza pieta´e vigliaccamente alle spalle il tipo? &lt;br /&gt;Sono passati piu´di 30 anni, dimentichiamo il passato, dimentichiamo tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi il nostro governo,il ministero degli esteri, ha dimostrato una incredibile efficienza a sistematicamente fallire tutte le occasioni per coinvolgere la comunita´ ítalo-brasiliana, si e´accanita a voler fare tutto da solo e ha clamorosamente perso tutte le battaglie sul caso.&lt;br /&gt;Se l´Italia fosse un paese serio il ministro si sarebbe dimesso, ma poiche´non lo e´sara´anche santificato, vedrai".&lt;br /&gt;Vi diro´la verita´: dopo il favela tour, il giro delle favele di Rio,non mi sarei aspettato il Battisti tour.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Brasile e´ un paese molto creativo. L´Italia sembra essere interessato solo alle avventure amorose del nostro premier.&lt;br /&gt;Pare che alcuni rappresentanti del governo e dell´ opposizione in Italia hanno gia´prenotato i voli per il Carnevale di Rio.&lt;br /&gt;Quest´anno il Carnevale sara´ai primi dimarzo.&lt;br /&gt;Se il Tribunale Supremo brasiliano si riunira´per decidere la sorte di Battisti in Febbraio,Battisti dovrebbe essere gia´libero prima del carnevale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto cé´da scommettere che nei Battisti tour ci saranno anche alcuni nostri parlamentari in vacanza,magari solo per sbiarciare da lontano con invidia questo tipo che e´riuscito a diventare un eroe in Brasile mentre loro sono considerati dei soldati senza valore in Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8628509576346025207?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8628509576346025207/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8628509576346025207' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8628509576346025207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8628509576346025207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2011/01/ferie-copacabana-con-battisti.html' title='Ferie a Copacabana con Battisti'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8265339080099622791</id><published>2011-01-09T13:11:00.000-08:00</published><updated>2011-01-09T13:13:24.908-08:00</updated><title type='text'>Le grandi ambiguità delle associazioni italiane in Sudamerica</title><content type='html'>Penso che con il nuovo anno bisogna che ci sia vita nuova e quindi bando a tutte le ipocrisie del passato.&lt;br /&gt;Lasciatemi pertanto chiarire una di queste, che riguarda la comunità italiana in sudamerica.&lt;br /&gt;Questa è formata da diverse tipologie ma una di queste è rappresentata da persone che, deluse dall’ Italia e da come le cose andavano li’, hanno lasciato tutto alle spalle e hanno cominciato una nuova vita in Sudamerica.&lt;br /&gt;Cosa molto positiva e legittima. Poichè gli italiani sono gran lavoratori, gli emigrati sono cresciuti socialmente e hanno raggiunto posizioni importanti e anche creato delle associazioni italiane che hanno intrecciato rapporti con la madrepatria.&lt;br /&gt;Tutto cio’ ha generato programmi di scambio, di viaggi e altre cose con le istituzioni italiane nazionali e regionali. E’ evidente che queste associazioni hanno una loro valenza in quanto rappresentano un legame di amicizia con la madrepatria e anche una specie di “ambasciata” politico-istituzionale della regione o del gruppo di appartenenza italiano all’ estero. Fin qui tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia il problema di coerenza politica sorge ed è particolarmente grave. Il processo descritto è stato svolto anche da altre comunità straniere all’ estero, tipo quell’americana, inglese o israeliana.&lt;br /&gt;La particolarità italiana pero’ è la seguente: anche i membri piu’ elevati delle associazioni di origine italian mantengono posizioni a volte contrarie a quelle italiane o della regione di appartenenza.&lt;br /&gt;Cosa pienamente legittima da un punto di vista personale ma impossibile da verificarsi da un punto di vista istituzionale. E’ impensabile che il presidente di una associazionale nazionale o regionale italiana ad esempio assuma posizioni contrarie a quelle del governo o del presidente della regione di appartenenza. Cio’ mai accade per le associazioni di, ad esempio, americani all’ estero ma succede e spesso per le associazioni di italiani all’ estero. Questo anche perchè l’appartenenza ad associazioni nazionali e regionali comporta il ricevere fondi regionali e nazionali. Un minuto dopo una dichiarazione incompatibile con la linea nazionale un ambasciatore viene licenziato o degradato.&lt;br /&gt;Nel caso delle associazioni queste vengono depennate dalla lista di quelle che ricevono fondi. In sostanza l’ essere il rappresentante di una comunità nazionale o regionale comporta limiti simili a quelli dei diplomatici. In caso contrario le proprie associazioni “affondano” nelle liste dei riceventi fondi.&lt;br /&gt;Cosa triste ma vera.&lt;br /&gt;Pertanto la politica italiana di “avere i piedi in due scarpe” o “sputare nel piatto in cui si mangia” non puo’ essere perseguita e accettata dai vertici di associazioni italiane all’ estere.&lt;br /&gt;Il caso Battisti ha evidenziato posizioni di questo tipo da vertici di associazioni nazionali o regionali all’ estero. A questo punto bisogna che si prendano provvedimenti seri dalle regioni di appartenenza per verificare la compatibilità delle associazioni che ricevono fondi italiani con la politica regionale in tema di terrorismo.&lt;br /&gt;Per essere piu’ chiari i vertici delle associazioni che mantengono posizioni favorevoli a Battisti o si dimettono dalle stesse o siano depennate da quelle che ricevono fondi pubblici. Cio’ a meno che la regione di appartenenza sposi la posizione di difesa del pluriomicida Cesare Battisti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8265339080099622791?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8265339080099622791/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8265339080099622791' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8265339080099622791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8265339080099622791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2011/01/le-grandi-ambiguita-delle-associazioni.html' title='Le grandi ambiguità delle associazioni italiane in Sudamerica'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3011897012866077712</id><published>2010-12-28T18:21:00.000-08:00</published><updated>2010-12-28T18:22:23.656-08:00</updated><title type='text'>Battisti, l’ultima beffa ai danni degli italiani all’ estero</title><content type='html'>Siamo tutti li’ a fare la conta al rovescio per il capodanno con lo spumante in mano. Meno 5, meno 4 , meno 3 meno 2 meno 1 e stop: Lula concede asilo politico a Cesare Battisti, condannato per pluriomicidio in Italia. Colpo di scena all’ ultimo secondo l’assassino italiano guadagna le vacanze a Copacabana per il resto dei suoi giorni. Il chicken game è finito. Il banco vince.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve l’aspettavate? Si? No? Forse? La querelle del caso Battisti è stata talmente discussa, ridiscussa, affrontata da tutte le angolature che francamente gli italo-brasiliani sono in attesa della fine. Altra cosa è il lieto fine pero’. Quello non ci sara’ probabilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa si puo’ apprendere da questa storia? Che l’Italia ancora una volta ha perso una occasione per valorizzare il suo popolo oltre frontiera, quello degli italiani all’ estero.&lt;br /&gt;I 30 milioni di italiani oriundi che fanno del Brasile il paese piu’ italiano al mondo fuori dei confini nazionali sono dimenticati, guardati con indifferenza per non dire con distacco.&lt;br /&gt;L’Italia ignora i suoi figli. Non vuol sapere di loro. La disapora italiana, la maggiore della storia dell’umanità è ignorata dalla Patria.&lt;br /&gt;Nessuna sorpresa che poi l’Italia non è in grado di influenzare minimamente la politica del Brasile nemmeno nel farsi ridare il pluriomicida condannato in Italia.&lt;br /&gt;Umiliata da un paese che annovera tra i suoi massimi dirigenti molti con il nome italiano. Ma solo il nome è italiano. Il resto è brasiliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè? Perchè l’ Italia non ha una politica verso gli italiani all’ estero. Meno ne sente parlare meglio è. Quando un businessman italiano viaggia all’ estero l’ultima cosa che fa è consultare un italiano nel paese dove si reca. Al contrario degli inglesi o americani o francesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia e gli italiani in Italia non sanno valorizzare il loro patrimonio all’ estero. Al contrario sono completamente ignoranti a riguardo e non lo conoscono. Risultato: una politica estera altalenante, senza direzioni, senza scopi. Una politica estera da bocciare in toto.&lt;br /&gt;E questo non perchè la destra è al potere. La sinistra faceva la stessa cosa. La cosa paradossale è che quando si tratta di italiani all’ estero le differenze tra i blocchi politici italiani scompaiono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica è la stessa. Ignorare gli italiani all’ estero. Di tanto in tanto si sviluppano alcuni programmi a favore di istituzioni italiane che colla scusa di aiutare gli italiani all’ estero ricevono soldi dallo stato e se ne beneficiano. Senza ricadute concrete sugli italiani all’ estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I consolati sono tagliati selvaggiamente nei programmi ministeriali. I corsi di lingua diventano sempre meno. L’editoria italiana all’ estero ha tagli sempre piu’ grossolani ed è terra di conquista per alcuni gruppi editoriali che ricevono la maggior parte dei benefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere italiano all’ estero significa essere nelle mani di Dio, specie se si è detenuto all’ estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’enorme potenziale economico-finanziario della comunità italaina oriunda nel mondo è dilapidato in maniera grossolana dai nostri politici che quando le visitano le trattano come fenomeni di barracone. Gli eletti all’ estero, con qualche eccezione, sono talmente censurabili che alcuni sono anche finiti in galera per collusione con mafia e ndrangheta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E alla fine l’ironia della sorte: la comunità italo-brasiliana è addirittura accusata di non appoggiare la richiesta di estradizione di Battisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ proprio vera la famosa frase di Toto’ a riguardo. Guardando in faccia la nostra classe politica verrebbe da dire: ma fatemi il piacere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3011897012866077712?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3011897012866077712/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3011897012866077712' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3011897012866077712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3011897012866077712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2010/12/battisti-lultima-beffa-ai-danni-degli.html' title='Battisti, l’ultima beffa ai danni degli italiani all’ estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-6289913883263674637</id><published>2010-12-11T03:36:00.000-08:00</published><updated>2010-12-11T03:37:10.432-08:00</updated><title type='text'>La vergogna italiana sui bimbi innocenti di Bahia</title><content type='html'>“Max, tu hai scritto del bimbo italiano abbandonato nella scuola pubblica brasiliana. Hai visto le reazioni. I diplomatici e i politici se ne fregano. Ma c’è di peggio di molto peggio che accade qui in Brasile, a Salvador de Bahia”. Chi mi parla è un mio vecchio amico italiano di Salvador, di quelli che conosce tutto e tutti nel mondo italiano di questa città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vai nella Suburbana, per esempio, li’ ci sono alcuni dei peggiori”. La Suburbana, per chi non lo sapesse, è la strada che va da Salvador a Paripe, nella periferia della città. Una strada famosa perchè terrificante, completamente abbandonata. Un vecchio titolo di Zagor, il famoso fumetto italiano, la definisce in pieno: Terra senza legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li’ c’è un italiano che ha gusti abbietti. Ha visto un bimbo di 8 anni, povero. E’ andato dalla sua famiglia e gli ha “chiesto” di adottarlo. Famiglia poverissima che ha accettato, visto i quattro soldi offerti. Poi il mostro pedofilo ha preso con se’ il bimbo, senza alcun pezzo di carta, e lo tiene con sè a suo piacere, divertendosi come gli pare. Il bimbo è rassegnato e vive con lui da alcuni anni.&lt;br /&gt;Come lo chiami tu questo nostro connazionale?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo già sentito parlare della Suburbana. Una volta alle 8 del mattino in una sala di attesa dell’ ospedale la tv mostro’ le immagini di due uomini sanguinanti che erano stati trovati nelle sterpaglie al margine della strada della Suburbana. Non so come non vomitei a vedere quelle immagini, tipiche nella tv sensazionalista brasiliana. La Suburbana è dove tutto accade ma nessuno lo sa nè lo vuole sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francamente questa è un’ altra storia disgustosa di italiani mostri che vengono qui in Brasile a fare cose che non potevano fare in Italia. C’è pero’ un ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nostre autorità diplomatiche (specie consolari onorarie a Salvador di Bahia) se non sanno possono sapere cio’ che accade.  Ma non  fanno niente. Il console onorario di Salvador pare inamovibile. Il ministero degli Esteri sembra avergli dato l’incarico a vita. Niente e nessuno le tira di là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bimbo italiano nella scuola di Bahia, il bimbo brasiliano della Suburbana sono vittime di mostri italiani e di menefreghismo istituzionale grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno fa niente. E i mostri italiani e stranieri continuano a proliferare a Bahia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-6289913883263674637?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/6289913883263674637/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=6289913883263674637' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6289913883263674637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6289913883263674637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2010/12/la-vergogna-italiana-sui-bimbi.html' title='La vergogna italiana sui bimbi innocenti di Bahia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4183126859552697012</id><published>2010-12-09T13:37:00.000-08:00</published><updated>2010-12-09T13:39:11.976-08:00</updated><title type='text'>Salvador de Bahia, vergogna italiana</title><content type='html'>“Non mi battere por favor, non mi battere”. Per tutta risposta un pugno duro cade sull’orecchio e si alza un grido di dolore. Scena triste, tristissima, che accade in una scuola brasiliana, a Salvador de Bahia.&lt;br /&gt;Due particolari pero’ colpiscono: 1) la scuola è un asilo nido, dove ci sono bimbi di 4 e 5 anni. Il secondo è che il bambino, D., non è brasiliano. E’ italiano. Nato a Roma con passaporto italiano, figlio di un carabiniere in pensione (pensione baby) che vive a Salvador de Bahia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma com’è possibile che un italiano lascia il proprio figlio in una scuola come questa? Dove i bambini sono pieni di malattie, dove sono brutalmente picchiati a sangue da altri bambini della loro età, che chissà quali altre violenze subiscono nelle loro case e che “sfogano” la loro rabbia nella scuola?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo sa il carabiniere in pensione cosa succede nella scuola pubblica brasiliana? E qui la risposta è di quelle che mi fa vergognare: lo sa ma non se ne frega niente, nemmeno del proprio figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha abbandonato la madre che ora vive in miseria in una squallida casa. Dopo essersi invaghito della donna, l’ha portata in Italia, dove è nato il bimbo. Per un po’ sono stati in Italia poi hanno deciso di tornare in Brasile. Hanno vissuto circa un anno insieme, con molti agi. La pensione di carabiniere non è male per chi vive in Brasile. Poi lui si è invaghito della cameriera ed è fuggito con lei. Poi con un altra ed un altra. E qui mi fermo perchè non so con chi è adesso.&lt;br /&gt;Ma so con chi è suo figlio. In una scuola dove non è abbandonato, è brutalmente e quotidianamente picchiato. D. ha modi da bimbo italiano, non ha la malizia e la crudeltà dei colleghi di classe nati nelle favelas di Salvador e che hanno imparato prestissimo la vita. Dove sono alla mercè di tutto e tutti. Dove già in classe vogliono innamorarsi, minacciano di morte i professori a soli 4 e 5 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. non sa difendersi. Nessuno lo difende. Suo padre se ne frega. La sua famiglia italiana se ne frega. L’Italia ed il console onorario se ne frega. Tutti se ne fregano. E’ solo. E se sopravviverà alla tortura quotidiana e alle malattie che prende a scuola diventerà un marginale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so che la vita è dura e che le ingiustizie sono all’ordine del giorno. Ma che un bimbo di 4-5 anni “appanha” (è battuto) tutti i giorni anche per un colpa di un nostro connazionale francamente lo reputo una vergogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiano all’ estero non è questo. Ma bisogna anche parlare di questo. Per non dimenticare. Per fare qualcosa. Per D., che anche oggi avrà la sua razione quotidiana di pugni e calci in faccia. Senza alcuna colpa. Sua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4183126859552697012?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4183126859552697012/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4183126859552697012' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4183126859552697012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4183126859552697012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2010/12/salvador-de-bahia-vergogna-italiana.html' title='Salvador de Bahia, vergogna italiana'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5060437001258404895</id><published>2010-08-09T12:32:00.001-07:00</published><updated>2010-08-09T12:32:41.281-07:00</updated><title type='text'>Vivere come un locale in Brasile?</title><content type='html'>“Voglio vivere come un locale, come un brasiliano” mi dice il mio amico che mi visita dall’ Italia. “Sei sicuro?” dico io, che vivo come un locale qui in Brasile. Eh si’ perchè vivere come un locale è dura, veramente dura, specialmente per un italiano. Perchè? Perchè hai tutti gli svantaggi di essere un brasiliano e quelli di essere un italiano. I primi si riassumono nelle qualifiche professionali, che in Italia dovrebbero essere un vantaggio e qui in Brasilesono un handicap.&lt;br /&gt;Si’, perchè sei troppo qualificato tu italiano e quindi (specie nel Nord Est del Brasile) non ti offrono mai un lavoro dove il tuo capo non ha nemmeno un decimo delle tue qualifiche e guadagna un decimo di quanto guadagnavi tu in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè allora non sei tornato in Italia? Facile a dire ma difficile a farsi, specie quando nel tuo cv ci sono anni in Brasile che interrompono una splendida carriera. Ma forse tornero’, perchè una cosa è stare all’ estero in vacanza un ‘altra è viverci ed il Brasile in questo è completamente diverso da quelle della cartolina quando ci vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo, gli svantaggi di essere italiano. Si riassumono in questi: tutti (o quasi) qui pensano che sei milionario e quindi un pollo da spennare, sempre. Di conseguenza i prezzi per te sono il doppio o il triplo di quelli per un brasiliano. Appena apri la bocca i venditori dei negozi ti sorridono e ti corteggiano. Poi quando sei alla cassa scopri il perchè: il conto.&lt;br /&gt;Senza parlare dell’ “assedio” nelle strade, nelle spiaggie da parte di mendicanti e di persone interessate. Nella spiaggia del Porto da Barra a Salvador gli italiani di mezza età, con la pancetta e l’avanzata calvizie scoprono che poi in fondo non sono cosi’ sovrappeso ne’ poco attraenti come erano considerati quando vivevano in Italia. Li’ a stento raccattavano sguardi di occhialute bruttone. Qui splendide ragazze dalle curve vertiginose sono li’ a guardarli con occhiate ammalianti che fanno volare l’autostima. E poi, inutile dettaglio, il conto al ristorante o all’ albergo o al negozio quando le portano per qualche regalino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a “vivere come un locale”. Sono 20 minuti che aspetto in piedi l’autobus che non arriva, con un vento terribile che mi scompiglia i capelli. Non quella brezza del mare che ti fa sentire meglio ma un vento selvaggio che viene dal mare e che annuncia burrasca. Da tutte le parti locali camminano con cose pesanti in mano, che caricano personalmente perchè pochissimi hanno l’auto. Se stai male l’ospedale pubblico assomiglia ad un lager.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola pubblica inutile parlarne perchè è come un punto di smercio di droga. Hai il coraggio di portare i tuoi figli li’? E allora giu’ a spendere 400 reais per la scuola privata, che diventano 800 ( quasi 350 euro) per due figli. E quando è economica, perchè quella cara costa il doppio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora mi torna alla mente la domanda che ho fatto all’ inizio al mio amico: “Ma sei sicuro che vuoi vivere come un locale?”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5060437001258404895?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5060437001258404895/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5060437001258404895' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5060437001258404895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5060437001258404895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2010/08/vivere-come-un-locale-in-brasile.html' title='Vivere come un locale in Brasile?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-14690619095070092</id><published>2010-01-09T14:06:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T14:08:59.885-08:00</updated><title type='text'>L’ emigrazione dura degli italiani in Bahia</title><content type='html'>“Vai la’ in Brasile. Ti pagano il viaggio.Ti danno casa, 2 mucche, 40 ettari di terra, trattori, tutto.” Ed il contadino, reduce dalla durissima guerra mondiale, che era poverissimo ma con tanti figli, senza prospettive, senza futuro, abboccava.&lt;br /&gt;La mamma Italia cacciava i suoi figli. Quando mai si e’ visto che una madre, in una situazione di grande difficolta’, incoraggia i suoi figli ad andare via, per sempre? Che mamma e’ questa? L’ Italia del dopoguerra, anni ‘50.&lt;br /&gt;“E’ una storia vecchia Max, nessuno la vuole piu’ sentire, e’ noiosa, ma si deve raccontare perche’ e’ la storia della nostra vita. Si vive una volta sola e a me hanno tolto la vita, hanno tolto il diritto di vivere nella mia patria”. Cosi’ parla il mio amico Antonio, di Itirucu, citta’ dell’interno dello stato di Bahia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per arrivare li’ si passa per una strada pericolosissima. Su 5 viaggi su quella strada 3 incidenti, l’ultimo davanti ai miei occhi. L’autista dell’ autotreno ha perso il controllo del mezzo, un colpo di sonno e ha invaso l’altra carreggiata. Per miracolo l’autotreno che arrivava in direzione opposta ha evitato lo scontro frontale ed il conducente dell’ autobus dov’ ero ha rallentato improvvisamente evitando lo scontro.&lt;br /&gt;E allora sono ancora qui a raccontare la storia di Antonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando me ne sono andato dalla cittadina vicino Pescara dove vivevo nel ’50, si viveva con il bagno fuori di casa. Ma c’era la luce, la corrente elettrica, le strade, l’acqua potabile e trattori per arare la terra. Quando sono arrivato qui a Itirucu non c’era niente. Solo mata (foresta). Ne’ acqua ne’ casa, ne’ luce, niente.&lt;br /&gt;Siamo tornati indietro 50 – 100 anni nel tempo. Abbiamo dovuto disboscare, lavorare la terra, a volte improduttiva, a volte a mani nude, con le unghie. Qui in Brasile non conoscevano l’ insalata, il pomodoro, tutti i prodotti tipici dell’agricoltura italiana. Abbiamo dovuto prendere l’acqua e le donne caricavano per kilometri i secchi d’ acqua sulla testa fino a quando abbiamo trovato l’ acqua vicino casa e fatto i pozzi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ stato durissimo, disumano. Non abbiamo avuto opportunita’ di studiare, una cosa che mi e’ dispiaciuto molto. Il migliore qui ha la quinta elementare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ Amerika, quella dei sogni, delle promesse a Pescara, si e’ rivelata per quello che era: ci hanno buttato via, espulsi dall’ Italia.” “Ma”, dico io, “in Italia dicono che e’ stata una vostra scelta, che nessuno vi ha caricato a forza sulla nave per emigrare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma dimmi tu Max, che doveva fare mio padre: morto di fame, tanti figli e il sogno della terra gratis? Ha fatto bene, anch’io avrei fatto lo stesso. Ma poi qua a Itirucu abbiamo visto che la realta’ era molto differente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ora vieni tu e mi dici che l’Italia e’ interessata a noi, quei figli che 60 anni fa ha abbandonato. Ma tu, se fossi in me ci crederesti?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma sai qual’e’ la vendetta del destino caro Max? E’ che ora l’ Italia ha lo stesso problema del passato al contrario, di flussi di immigrati dall’ Africa, dagli altri paesi. E lei, che ha espulso i suoi figli, deve accogliere i figli degli altri, e non puo’ non farlo, perche’ lei stessa e’ un paese di emigrati, non puo’ puo’ discriminare gli emigrati degli altri. Bella ironia no?”&lt;br /&gt;E a te caro lettore giro la domanda di Antonio di Itirucu, italiano di Bahia, Brasile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-14690619095070092?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/14690619095070092/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=14690619095070092' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/14690619095070092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/14690619095070092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2010/01/l-emigrazione-dura-degli-italiani-in.html' title='L’ emigrazione dura degli italiani in Bahia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8115636855157233601</id><published>2009-04-24T17:45:00.001-07:00</published><updated>2009-04-24T17:45:26.858-07:00</updated><title type='text'>Italiani all’estero: la luce in fondo al tunnel?</title><content type='html'>“Max avevi detto che era finita, che non c’era piu’ speranza, che era inutile scrivere sugli italiani all’estero ed eccoti qua a scrivere di nuovo. Cos’è successo?” mi chiede con occhi socchiusi in un questa fredda giornata di aprile il mio amico al bar nel porto da Barra, Salvador, Bahia.&lt;br /&gt;Il freddo e la pioggia la fanno da padrona in questo periodo e nessuno esce fuori di casa se puo’. Come al solito in questa citta’ quando piove crollano le case costruite nelle favelas e invacoes con materiale fragile. E soprattutto la gente muore. Come e’ accaduto ad una bimba di un mese che nella favela della Gamboa, Contorno e’ stato uccisa da un masso che, staccatosi dal terreno friabile, l’ha fatta a pezzi.&lt;br /&gt;Favela della Gamboa. E’ proprio questa la risposta alla domanda del mio amico. Ci sono stato. Li’ ho incontrato Daniele Valieri, un ragazzo di quarant’anni perseguitato dalla cattiva sorte e da persone cattive, ma anche da molta ingenuita’. Dopo aver visitato questo nostro connazionale che viveva da indigente in condizioni disumane ho scritto in dicembre 2008 un articolo che ha commosso molte persone. Ho ricevuto molte emails di solidarieta’. Tuttavia la situazione di Daniele non e’ cambiata. Il console onorario di salvador non ha alzato un dito per aiutare Daniele che ha continuato a vivere in una situazione infernale. Leggete l’articolo nel mio blog per sapere i dettagli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver cessato di scrivere ho cominciato ad interagire con un gruppo di italiani all’estero di quelli veri, che vivono all’estero e che conoscono sul serio i nostri problemi. Non politici che hanno la residenza all’estero e vivono tranquillamente sempre in Italia. Vengono all’estero solo di passaggio, vengono eletti e poi spariscono. Colpa nostra ad eleggerli direte voi lettori. E avete ragione perche’ e’ colpa nostra anche se l’ombra dei brogli e’ sempre presente quando si parla di voto all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio ero un po’ scettico ma piano piano questa comunita’ di italiani all’estero mi ha conquistato. Persone che vanno dall’ Australia alla Germania, dal Brasile agli Usa, dal Giappone all’Europa: si tratta di persone che conoscono bene i problemi degli italiani all’estero. A volte si discute animatamente su argomenti politici e per questo ho creato un blog che parla esclusivamente dei problemi delle comunita’ italiane all’estero a cui tutti partecipano, tanto di destra quanto di sinistra. Il blog ha cercato di trattare problemi quali quello della pensione ricevuta all’estero, i diritti degli italiani all’estero, cosa significa essere cio’ in vari paesi del mondo, etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che c’entra questo ti chiederai mio caro lettore? C’entra e molto. Perche’ ieri per caso dopo non averlo sentito per mesi ho chiamato a Daniele. Con una voce rotta mi ha comunicato che, abbandonato da tutti, non aveva i soldi nemmeno per pagare l’affitto nella favela. Sarebbe andato a vivere sotto il ponte del Contorno. Quando mi ha detto cio’ ho avutro un brivido lungo la schiena.&lt;br /&gt;Il ponte del Contorno. Quando sono andato li’ a visitare Daniele non sapevo vivesse li’ vicino. L’ho scoperto dopo, quando ho seguito le sue indicazioni che mi aveva dato dal cellulare.&lt;br /&gt;Il ponte del Contorno e’ qualcosa di  ributtante: topi, scarafaggi, siringhe, spazzatura, vetro rotto. E la strada d’accesso per la favela e probabilmente il posto di spaccio di droga del posto. Il pantano che si crea quando piove fa affogare le scarpe. Li’ ci sono case diroccate, abbandonate, senza elettricita’. So che pensate miei cari lettori. Posti cosi’ ci sono anche in Italia. E invece no credetemi.&lt;br /&gt;Qui in Sudamerica allo schifo delle condizioni igienico-sanitarie disumane si mischia la poverta’ estrema di alcuni che vivono nelle favelas che possono ammazzarti senza pieta’ per prenderti i jeans, perche’ le scarpe non ce l’ha nessuno che vive la’ e quindi nemmeno Daniele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza esitazioni ho contattato il gruppo di italiani all’estero, miei nuovi amici. Non citero’ i nomi delle persone perche’ sarebbe ingiusto escludere alcuni. Sono tanti eroi anonimi che si sono mobilitati subito, senza esitazione e senza conoscere assolutamente Daniele. Una cosi’ subitanea solidarieta’ mi ha francamente meravigliato. Alcuni si sono offerti di aiutare finanziariamente Daniele, tutti abbiamo scritto all’ambasciata, al Ministero degli Esteri ai politici eletti all’estero. Con la sola eccezione di Fabio Porta che ha promesso il suo subitaneo interessamento nessuno di questi ha risposto.&lt;br /&gt;Poi il “miracolo”. Il console di rio de Janeiro, gran brava persona da poco arrivato a Rio, Umberto Malnati ci ha scritto affermando che sono stati stanziati mille reais per aiutare Daniele ad uscire dall’inferno dove si trovava. Inoltre la sua situazione sara’ seguita in futuro. E dire che il console onorario sapeva tutto da mesi e non ha fatto niente. Piccolo passo avanti che salvera’ la vita di daniele per lo meno per il momento.&lt;br /&gt;Ma, al di la’ della gioia di aver potuto aiutare veramente e non a parole un italiano indigente c’e’ un fatto che ci deve far pensare.&lt;br /&gt;La solidarieta’ internazionale e concreta tra gli italiani all’estero ha aiutato un nostro connazionale a non morire di stenti. E’ un fatto. Si tratta di una luce in fondo al tunnel degli italiani all’estero. Forse la sola e unica via di aiutare gli italiani all’estero, abbandonati dai politici, e’ di aiutarci tra di noi. Come nel caso di Daniele.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8115636855157233601?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8115636855157233601/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8115636855157233601' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8115636855157233601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8115636855157233601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/04/italiani-allestero-la-luce-in-fondo-al.html' title='Italiani all’estero: la luce in fondo al tunnel?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5900856932996937701</id><published>2009-04-06T05:58:00.000-07:00</published><updated>2009-04-06T06:06:33.127-07:00</updated><title type='text'>Italiani del Brasile</title><content type='html'>Salvador de Bahia - Marzo 2007, autobus Aeroporto, Salvador de Bahia: la signora anziana vestita di nero che parla portoghese stentato con forte accento abbruzzese sembra uscire da un film del dopoguerra italiano.&lt;br /&gt;Ma la ultra settantenne con viso raggrinzito e simpático che parla con la figlia, bella signora brasiliana di mezza età, è lo specchio di questo Brasile moderno.&lt;br /&gt;Per una strana combinazione l'aeroporto internazionale Luiz Eduardo Magalhães di Salvador è vicino a "Little Abruzzi" dove vive una delle maggiori comunità abruzzesi fuori d'Itália.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Febbraio 2007, Ilhéus (sud della Bahia), zona campi. L'agricoltore con la faccia piena di rughe parla con forte accento napoletano sulle difficoltà della coltivazione dei campi quest'anno. Il figlio, un simpatico mulatto risponde con accento napoletano, "C'avimma fà papà?" e prende sottobraccio la bella biondina dell'entroterra baiano.&lt;br /&gt;In queste due immagini si vede la differenza tra l'emigrazione in Brasile e quella negli altri paesi del mondo. Gli italiani emigrati in Brasile, come la simpática ultrasettantenne, sono ormai brasiliani, vivono con sfiducia il rapporto con la madrepatria, che li ha dimenticati in fretta bollandoli come "poveri emigranti".&lt;br /&gt;I figli degli emigranti italiani in Brasile sono parte della comunità locale. Sono brasiliani 100%, non sono italiani.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La recente polemica divampata in Italia sugli italiani del Brasile e sulla necessità di chiudere la retorica dell'emigrazione, è stata scatenata da un'altra ultrasettantenne, illustre articolista del Corriere.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l'ironia di ciò è che il sunto della polemica è di dimenticare in fretta la figura folcloristica dell'emigrante novecentesco, partito con la classica valigia di cartone.&lt;br /&gt;Ciò perchè il Brasile è cambiato, è diverso, è un Paese unitario.&lt;br /&gt;E questo è verissimo, non c'è nessun Paese al mondo più integrato del Brasile.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mescolanza di razza di lingue, di religioni, che specialmente si vede qui a Bahia, non esiste in nessun paese al mondo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto vero? Dimentichiamo gli emigranti?&lt;br /&gt;Beh no, perchè sono ancora tanti, sono vivissimi, sono italiani e sono dimenticati dall' Italia .&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapevate che moltissimi emigranti di lunga data sono in situazione di completa indigenza?&lt;br /&gt;Sapevate che questi italiani che hanno sofferto tutto il possibile, sono invecchiati in terra straniera e dimenticati dai propri familiari e dalla propria patria, sono ancora molti, specie in Bahia?&lt;br /&gt;Sapevate che pochissimi di loro sono registrati all'AIRE, che per l' Italia abitano ancora nel Vecchio continente, ammesso che hanno ancora il registro nel Paese d'origine?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora qual'è la ragione di questa profonda disaffezione con la madrepatria "anima e core"?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due passi alla Casa d' Italia , ultimo bastione italiano di Salvador de Bahia, dà un immagine della situazione di abbandono in cui versa la comunità italiana.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza italiana a Bahia, istituzionale e commerciale, lascia molto a desiderare.&lt;br /&gt;Il consolato onorario, "ospitato" dalla Casa d' Italia , è ancora il bastione indissolubile del dubbio console onorario Pisanu. Domande circa la sua gestione finanziaria allà corte dei Conti a Roma sono ancora rimaste inevase.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uffici commerciali dell'Ambasciata di Brasilia, interpellata circa attività di investimento italiana a Bahia, non risponde. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, quando l'amministrazione pubblica italiana rispondeva a muso duro o ignorava le domande inoltrate.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente c'è una felice eccezione nel comportamento fine ed educato del Console di Rio de Janeiro Massimo Bellelli, che risponde sempre per tempo alle domande della stampa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè dunque la donna ultrasettantenne abruzzese dovrebbe credere nella propria patria, quando ancora oggi per un certificato la si costringe alla gogna pubblica della fila nella canicola di Salvador, fuori della Casa d' Italia ?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le altre istituzioni italiane, i partiti politici che stanno cercando di espandere la propria presenza all'estero per crescere la  presenza parlamentare?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tentativi di creare una filiale dei DS a Salvador sono stati stroncati dal diktat del segretario político del Brasile Andrea Lanzi. Qui in Brasile sembra che la ventata di riformismo dei partiti di sinistra non hà attraversato l'Atlantico ed il concetto di democrazia interna non esiste.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peggio ancora fanno i partiti di destra italiana, che praticamente non esistono a Bahia.&lt;br /&gt;E le Acli, i patronati, le altre istituzioni? Con la eccezione della UIL a Salvador non esistono, nè si prevede di crearli.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perchè la comunità spagnola o portoghese a Bahia, come in altre parti del Brasile, è così forte, compatta, autoprotettrice, mentre quella italiana è disgregata nel Nordest brasiliano?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè si tratta di una comunità che è partita povera, e lo è rimasta anche qui in Brasile. Mentre gli spagnoli o portoghesi dominano qualunque attività economica bahiana, gli italiani non sono importanti, con alcune notevoli eccezioni come l'ospedale São Rafael.&lt;br /&gt;Gli italiani sono sperduti, diffidenti, addirittura hanno paura di registrarsi all'AIRE, (i giovani emigrati perchè temono di perdere i benefici fiscali in patria).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora qual'è la verità sulla "retorica dell'emigrazione italiana in Brasile"?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente la verità sta nel mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero che le nuove generazioni sono brasiliane e nemmeno parlano l'italiano (e nemmeno vogliono a volte).&lt;br /&gt;E' però anche vero che gli arzilli ultrasettantenni italiani di Bahia sono vivi e vegeti ed hanno lo stesso diritto di rispetto e considerazione da parte della nostra amata Patria degli ultrasettantenni di là, alcuni di loro illustri commentatori del Corriere della Sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(pubblicato il 2 aprile 2007)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5900856932996937701?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5900856932996937701/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5900856932996937701' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5900856932996937701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5900856932996937701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/04/italiani-del-brasile.html' title='Italiani del Brasile'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1319572070584579202</id><published>2009-04-05T10:25:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T10:26:12.522-07:00</updated><title type='text'>Il giullare degli indigenti italiani</title><content type='html'>Finalmente e’ risolto. L’annoso problema degli emigrati in condizione di estrema indigenza. Si adottera’ la soluzione finale. Quella ultima. Quella fisiológica.&lt;br /&gt;Considerato che:&lt;br /&gt;1) stiamo parlando di ultrasessantacinquenni in condizione di indigenza in particolare nelle favelas sudamericane;&lt;br /&gt;2) se ne è cominciato a parlare nel 1975 alla Prima Conferenza Nazionale dell'Emigrazione, come há autorevolmente confermato l’onorevole Bafile (sono gia’ passati 30 anni e morti chissa’ quanti emigrati nel frattempo);&lt;br /&gt;3) si prevede una gradualità progressiva per l'erogazione dell'assegno di solidarietà in base alla quale non verrebbe erogato immediatamente l'importo mensile di 123 euro ma per il primo anno di applicazione della legge verrebbero dati 90 euro mensili, per il secondo anno 106,5 euro e si arriverebbe solamente nel terzo anno di applicazione alla cifra di 123 euro: proposta Bafile se e chissa quando sara’ approvata, e com cifre cosi’ basse da sembrare fatte com spirito umoristico,&lt;br /&gt;la soluzione finale sembra la seguente: aspettiamo che questi indigenti passino a miglior vita.&lt;br /&gt;Infatti, considerando che la vita media in américa Latina (specialmente nelle favelas) difficilmente supera i 65 anni, gia’ i nostri connazionali indigenti sono um esempio di longevita’ per gli standard sudamericani.&lt;br /&gt;Se a questo aggiungiamo che lê difficolta’ di approvazione di proposte di legge come quella della onorevole citata e la fragilita’ del presente governo, e’ evidente che la proposta di legge (quella vera, segreta, non rivelata ma che si puo’ dedurre daí fatti citati), la soluzione del governo dell’Illustrissimo Danieli sembra essere:&lt;br /&gt;facciamola finita com ‘sti vecchi, aspettiamo che crepino. In fondo dal 75 ad oggi la maggior parte gia’ se ne e’ andata, e’ solo questione di aspettare un poco perche’ anche gli ultimi si esauriscano.&lt;br /&gt;Ma sapete qual’e’ l’ironia della sorte?&lt;br /&gt;Che se, come nelle commedie medievali, un giullare invertisse i destini di alcuni degli ultrasettantenni poveri indigenti (próprio in Sudamerica) con quelli di alcuni illustri rappresentanti di questi che siedono al Parlamento della loro stessa eta’, questi ora vivrebbero nelle favelas sudamericane e la soluzione fisiologica sarebbe adottata proprio per loro.&lt;br /&gt;Pertanto fortuna per loro che queste cose succedono solo nelle commedie, anche se nella vita mai dire mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(articolo pubblicato il 28 ottobre 2007 )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1319572070584579202?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1319572070584579202/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1319572070584579202' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1319572070584579202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1319572070584579202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/04/il-giullare-degli-indigenti-italiani.html' title='Il giullare degli indigenti italiani'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1611448295693499842</id><published>2009-04-02T10:42:00.001-07:00</published><updated>2009-04-02T10:42:43.191-07:00</updated><title type='text'>Italiani all’estero: e’ finita?</title><content type='html'>“Caro Max dimmi una cosa: perche’ continui a scrivere sugli italo-brasiliani e sugli italiani all’estero? Non vedi che ormai molti non ti pubblicano, che dici cose scomode, che non guadagni niente a dire la verita’?”. Chi mi siede di fronte nel boteco (bar povero) dei giornalisti italiani di Sao Paolo e’ il mio amico basso e tarchiato di origini meridionali. Ma l’altro cronista, spilungone nordico aggiunge: “Max, non lo vedi che e’ finita? Che gli italiani all’estero non contano piu’ niente? Che sono usati per meri fini elettorali, e che alla fine  sara’ loro tolto anche il diritto di votare rappresentanti all’estero? Con il tuo background dovresti scrivere di finanza, di mille altre cose, piuttosto che di italiani all’estero”. Il clima e’ davvero di depressione totale e per alleviare questo caldo africano-tropicale solo una cervejinha (birra) gelata.&lt;br /&gt;“La verita’ e’ che siamo alla fine della corsa. Gli italiani all’estero sono stati di moda per un certo periodo di tempo ma ora e’ praticamente finita per loro. Ne’ da destra ne’ da sinistra c’e’ alcun segnale per loro. Solo silenzi. E solo alcuni cronisti onesti lo dicono. Il resto a sperticarsi in elogi ed arrampicarsi sugli specchi per negare cio’ che evidente: di noi italiani all’estero non gliene frega niente a nessuno” aggiunge con accento romanesco l’amico dal fondo.&lt;br /&gt;“E vedete le figure che dominano il panorama degli italiani all’estero nella politica italiana. Con qualche emerita eccezione veramente di valore, sembra di tornare ai tempi di prima di tangentopoli in Italia. Mezze figure a volte sinistre, furboni e trasformisti dell’ ultima ora, persone che sono eletti all’estero e subito si candidano in Italia perche’ hanno fiutato l’aria che tira e vogliono evitare di perdere la poltrona. Per non parlare di imbroglioni autentici arrivati non si sa come in Parlamento. E l’ironia della sorte sai qual’e’? Che fuori d’Italia abitano alcuni degli italiani migliori, quelli che sono stati cercati da grandi corporations o istituzioni per lavorare perche’ mancavano skills adeguate in quei paesi. E emigrati antichi, di grandissimo valore che hanno dedicato la loro vita a guadagnarsi il pane onestamente. Ma ambo le categorie si tengono alla larga dalla politica. Sembra che pensano che sia una cosa torbida. E come si puo’ dare loro torto viste le figure che circolano in quell’ambiente degli italiani all’estero?” si chiede il tipo basso e tarchiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con questa domanda vi lascio miei cari lettori. Sto francamente pensando di smettere di scrivere. Come dicono i miei colleghi, sembra una lotta difficile e impari. Ma cio’ che e’ peggio, inutile. Il “nuovo” e’ come il vecchio o anche peggio. Le leve nuove e brillanti sono emarginate sempre di piu’ dalla politica degli italiani all’estero. Crescono e si fortificano persone di dubbia qualita’. Ci sono elementi validissimi che lavorano alacremente e onestamente. Ma loro stessi sono sfiduciati.&lt;br /&gt;Perche’ continuare a scrivere percio’?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1611448295693499842?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1611448295693499842/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1611448295693499842' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1611448295693499842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1611448295693499842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/04/italiani-allestero-e-finita.html' title='Italiani all’estero: e’ finita?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5962823407617894062</id><published>2009-04-02T05:31:00.001-07:00</published><updated>2009-04-02T05:39:00.814-07:00</updated><title type='text'>Di Girolamo, la vergogna  degli italiani all’estero</title><content type='html'>“Caro Max scrivi sempre sul caso Battisti, e hai ragione. Tuttavia per parlare degli italiani all’estero devi parlare anche di altri casi. Che ne pensi del caso Di Girolamo?” mi chiede il mio lettore dal Belgio.&lt;br /&gt;A ricordare il meraviglioso Belgio, dove decenni fa studiai al famoso College d’Europe di Brugge (reputata la migliore scuola al mondo per studi sull’Unione Europea), riconosco che il caso Di Girolamo mi fa vergognare di essere italiano. Ironia della sorte per uno come me che e’ sempre stato fiero di essere italiano. Tuttavia cio’ che si insegnava al College d’Europe sulla formazione di un futuro europeo era basato su un principio molto semplice: il rispetto delle leggi, per lo meno quelle basilari. Ed il caso Di Girolamo rappresenta il contrario. Rappresenta il buggerarsi di tutte le regole sulle quali si fonda la democrazia. Nessuna sorpresa che quando si parla di abolire i rappresentanti italiani eletti all’estero, il primo caso che viene citato e’ sempre il suo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E bisogna ammetterlo. Con alcune eccezioni questo caso mostra quello che e’ sempre stato evidente in Italia. Quando si tratta di difendere i propri colleghi, la solidarieta’ di casta e’ spietata. Ma facciamo un passo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo che dice il sito Wikipedia a riguardo del “senatore abusivo” di Girolamo:&lt;br /&gt;“Nelle elezioni del 2008 si candida per il Popolo della Libertà nella circoscrizione estero. Tuttavia, di Girolamo non risulta, all'atto della candidatura, residente all'estero, ma avrebbe presentato domanda di residenza in Belgio solo l'8 maggio 2008, dopo le elezioni. Mancherebbero dunque i requisiti per l'elezione. Per questo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha chiesto per di Girolamo gli arresti domiciliari con le accuse di aver attentato ai diritti politici dei cittadini, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla sua identità, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici determinata dall'altrui inganno, concorso in falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, concorso in falsità in atti destinati alle operazioni elettorali determinata dall'altrui inganno, concorso in abuso di ufficio, falsità in atti destinati alle operazioni elettorali, false dichiarazioni sulle sue generalità.&lt;br /&gt;Nel settembre 2008, il Senato non concede però l'autorizzazione all'arresto; le prove contro di lui sono però utilizzate dalla stessa Giunta per proporne la decadenza dal seggio di senatore.&lt;br /&gt;Il 29 gennaio 2009 l'Assemblea del Senato - respinta la proposta di rinvio della discussione sulla decadenza dal seggio - ha preferito capovolgere la proposta della Giunta, a cui è stato ordinato di riesaminare il caso e di riportarlo in Assemblea solo dopo la sentenza penale definitiva.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto e’ evidente che, se anche uno come Tremaglia (PDL) definisce il caso di Girolamo “una vergogna” significa che una cosa abominevole e contro tutte le regole democratiche sta accadendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma veniamo alla solidarieta’ di casta. Il 24 settembre, con il voto segreto al Senato questi sono stati i risulati sull’arresto di Di Girolamo: 204 no all’arresto (Pdl, Lega, Pd, Udc), soltanto 43 sì (IdV e qualche pidino sciolto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora diciamocelo francamente. Quello che conta e’ la solidarieta’ di casta. Come nel caso Di Girolamo. E allora evitiamo di incolpare gi italiani all’estero per le vergogne nazionali. Come quella della solidarieta’ di casta per il caso di Girolamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5962823407617894062?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5962823407617894062/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5962823407617894062' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5962823407617894062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5962823407617894062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/04/di-girolamo-la-vergogna-degli-italiani_02.html' title='Di Girolamo, la vergogna  degli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1214144387435466450</id><published>2009-03-31T05:04:00.001-07:00</published><updated>2009-03-31T05:04:46.257-07:00</updated><title type='text'>Che succedera’ ai parlamentari eletti all’estero?</title><content type='html'>“Caro Max ho letto i tuoi recenti articoli sul caso Battisti. Devo riconoscere che hai un acume notevole. Hai previsto il no di Lula quando tutti dicevano che era Genro che era contrario all’estradizione. Sicuramente sei la fonte piu’ attendibile in Brasile su cio’ che succede li’. Tuttavia non sono d’accordo sul lato “italiano” della faccenda. La tua interpretazione dell’uso del caso Battisti per “far fuori” gli eletti all’estero mi pare eccessiva. Quali sono gli elementi su cui basi questa posizione? Hai detto che dal lato brasiliano c’e’ una sorda lotta per il potere in corso e mi hai convinto. Ma dal lato italiano cosa sta succedendo? Qual’e’ il gioco in corso?” mi chiede il mio lettore da Buenos Aires, Argentina.&lt;br /&gt;Devo ammetterlo. Dopo l’ultimo mio articolo sulla teoria dei giochi sono subissato di emails chiedendomi di decifrare gli oscuri giochi di potere in corso tanto in Italia quanto in Brasile. Bisogna dire che non ho il tempo per rispondere a tutti i quesiti ricevuti. Ma a questa osservazione del lettore italo-argentino voglio rispondere. Perche’ arriva al cuore del problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da piu’ parti mi e’stato chiesto infatti di decifrare il lato italiano del “gioco” Battisti. Beh, al contrario del chicken game in corso dal lato brasiliano, nel lato italiano siamo in presenza di un classico caso di “win-win” game. Il che significa che qualunque sia il risultato il banco (nel caso il governo italiano) vince. Perche’?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto e’ il seguente. Il caso Battisti ha determinato la maggiore crisi diplomatica della storia repubblicana italiana recente. Mai si era giunti a ritirare l’ambasciatore nei confronti di un paese “amico” come il Brasile. Ministri di primissimo piano come quello della Difesa e degli Esteri italiani hanno preso posizioni durissime contro il ministro della Giustizia brasiliano ed altre autorita’ di quel governo. Si e’ trattata di una escalation di posizioni difficilmente sanabili nel breve termine. Se, come prevedibile, la risposta finale sara’ no all’estradizione, l’indignazione italiana raggiungera’ livelli mai toccati nella storia recente delle relazioni internazionali italiane. Si parla di ricorso dell’ Italia alla Corte di Giustizia dell’ Aja, una cosa fatta per criminali di guerra come Karazic. Anche volendo sposare l’approccio “soft” di alcune ali del governo italiano non si puo’ non ignorare la situazione di incredibile “disconfort” che un diniego dell’estradizione determinerebbe. E sicuramente comincerebbe la caccia alla streghe, al colpevole della mancata estradizione. Gia’ in passato questa caccia al caso espiatorio aveva identificato la comunita’ italo-brasiliana come responsabile di questa mancata estradizione. E questa era stata la posizione anche di membri del governo non di persone di terz’ordine della politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nel caso di una posizione definitiva negativa sull’estradizione bisognera’ “incolpare” qualcuno di piu’ in alto. Qualcuno o un gruppo che ha mostrato di non essere utile, di essere inefficace, di essere incapace di dare un contributo tangibile al proprio paese. E chi risponde a questo identikit meglio della categoria degli eletti italiani all’estero?&lt;br /&gt;Questa categoria non e’ mai stata amata in Italia. Definita di “papponi”, di spesa inutile. Molti degli appartenenti alla categoria hanno gia’ mostrato di essere trasformisti, alcuni hanno violato leggi, e in definitiva si tratta di una categoria gia’ discreditata. Ci sono anche galantuomini ma purtoppo in una cesta con 10 uova buone e una marcia quest’ultima e’ quella che viene notata subito, specie dalla stampa nostrana. Ed inoltre lo stesso governo che ha partorito questa categoria lo ha fatto piu’ per merito di Tremaglia che non di una posizione unica e monolitica del governo stesso. Infine si tratta di una categoria che molti da destra a sinistra ne farebbero volentieri a meno.&lt;br /&gt;C’è poi un piccolo segnale. Persino un eletto all’estero della maggioranza ha incolpato gli italo-brasiliani della mancata estradizione in passato. Il messaggio era quasi questo: sono quegli italiani all’estero (gli italo-brasiliani) non tutti gli italiani all’estero che sono colpevoli di cio’. Dopodiche’, ad ulteriore conferma del “disagio” di appartenere alla categoria (o per assicurarsi una poltrona in futuro) la persona in questione si e’ candidata ad elezioni in Italia.&lt;br /&gt;L’impressione e’ quindi lapalissiana: se l’estradizione fosse negata, sull’onda dell’indignazione, si potrebbe fare di tutt’erba un fascio e finalmente “far fuori” questi scomodi ed indesiderati inquilini del Parlamento. I recenti e forse tardivi tentativi di aggregazione della categoria sicuramente mostrano che la preoccupazione degli eletti all’estero e’ palpabile.&lt;br /&gt;Percio’ siamo in presenza di un “win-win” game. Se Battisti e’ estradato in Italia il governo (specie il ministro degli esteri che ha messo la sua faccia su questa storia) sarebbe molto felice. Se non lo sara’ si puo’ approfittare di cio’ per spazzar via questi ospiti indesiderati capitati quasi per caso in Parlamento (gli eletti all’estero). A meno che? A meno che se ne parli prima e si sveli il segreto piano in corso. Perche’ cosi’ sara’ piu’ difficile attuarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1214144387435466450?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1214144387435466450/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1214144387435466450' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1214144387435466450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1214144387435466450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/03/che-succedera-ai-parlamentari-eletti.html' title='Che succedera’ ai parlamentari eletti all’estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-726744525568125776</id><published>2009-03-11T19:01:00.002-07:00</published><updated>2009-03-11T19:02:28.094-07:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: nervi a fior di pelle</title><content type='html'>“Caro Max sul caso Battisti i nervi sono a fior di pelle” mi dice il mio amico del boteco (bar povero) di Sao Paolo. “Quella email che mi hai mostrato lo dimostra” continua lui. “Da qua fammi leggere” afferma l’altro collega squattrinato del bar. Una cosa e’ in comune ai miei amici del boteco di Sao Paolo: tutti in gamba e senza un soldo. Sembra questo essere il destino di noialtri giornalisti italiani di Sao Paolo. “Ma guarda un po’. Un tipo cosi’ serio che scrive queste cose”.&lt;br /&gt;E non facciamo impazzire di curiosita’ il lettore e leggiamola questa email di un illustre parlamentare italiano ricevuta dal sottoscritto.&lt;br /&gt;“Caro Amico,&lt;br /&gt;un solo commento: perché, nel raccontare quel che fa l'Italia politica, si ostina a non parlare mai del voto unanime della Camera dei Deputati dello scorso 26 febbraio?&lt;br /&gt;A oscurare quella notizia, ci pensano già i giornali, sotto la spinta dei salotti radical-chic di Parigi, e perfino il governo che forse non vuole grane col Brasile o, appunto, coi Francesi (alla Camera è stato il governo a far tardare di diverse settimane la discussione della nostra mozione unitaria).&lt;br /&gt;Ma perché ci si mette pure lei? Non capisce che questo voto chiarissimo e unanime della Camera, che rappresenta al livello piú alto l'intera Nazione secondo la nostra Costituzione, è la prova piú evidente che Battisti NON è un perseguitato politico? Non si rende conto che censurare questa notizia e dare tutte le altre che evidenziano gli errori e le contraddizioni del nostro Governo è un grosso favore alla insopportabile campagna di Battisti, che oscilla fra proclami di innocenza e richieste di perdono?&lt;br /&gt;Evidentemente no, non lo capisce. Oppure fa finta di urlare contro Battisti, ma sotto sotto le sta simpatico. Peccato.&lt;br /&gt;Cordiali saluti,&lt;br /&gt;XY”&lt;br /&gt;“E tu che hai risposto Max?” mi chiede il mio amico con gli occhi infuocati.&lt;br /&gt;“ Caro XY&lt;br /&gt;ammetto di non aver citato nei miei articoli il voto della Camera dei Deputati. Lo faro' in futuro. Mi dispiace che lei pensa che Battisti mi sta simpatico. Le garantisco che prende una gran cantonata.&lt;br /&gt;In ogni caso i miei articoli sono volti a evidenziare le problematiche vere dietro il caso Battisti. Non per voler sminuire l'importanza del voto alla Camera. Mi permetta una piccola domanda a riguardo: se la Camera fosse cosi' unanime riguardo a Battisti perche' non vota qualche misura che veramente possa ottenere la sua estradizione (come rottura delle relazioni diplomatiche con il Brasile, sfiducia verso il ministro degli esteri italiano che evidentemente ha mal gestito l'intera faccenda), etc.?&lt;br /&gt;Penso che se veramente si vuole ottenere l'estradizione di Battisti bisogna votare misure diverse e piu' efficaci. In Brasile la notizia del voto non e' stata presa in considerazione come una grave rottura con l'Italia. Al contrario la percezione qui e' che l'Italia ingoiera' il rospo senza fiatare. E questo tanto da parte del governo che dell'opposizione.&lt;br /&gt;Nel mio piccolo mi limito a descrivere le misure veramente efficaci. Purtroppo so bene che il potere dei parlamentari italiani di questi tempi e' piuttosto limitato e che persino di molti membri del governo.&lt;br /&gt;E' peraltro vero che alcuni suoi colleghi della Camera sono venuti qui in Brasile a spese della Camera per viaggi di efficacia quantomeno dubbia (per non dire spreco di soldi pubblici) con la scusa di risolvere il caso Battisti. Perche' nessuno lo dice alla Camera?&lt;br /&gt;In ogni caso e' cosi' palese che Battisti non e' un perseguitato politico ma solo un volgare criminale che non lo ripeto spesso nei miei articoli.&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;Max”&lt;br /&gt;“Max hai fatto bene non devi essere il megafono di nessuno anche quando si tratta di iniziative meritevoli come quella citata” mi dice uno dal fondo.&lt;br /&gt;Eh si, man mano che la sentenza del caso Battisti si avvicina i nervi sono a fior di pelle.&lt;br /&gt;Ma permettemi di dire una cosa. Se e’ vero che dobbiamo operare nella stessa direzione, e’ altrettanto vero che (non e’ il caso del parlamentare che mi scrive) molti dicono di fare ma pochi veramente fanno qualcosa. Molti sono frustrati. La realta’ e’ che, come ho scritto ad un altro parlamentare, “Al giorno d'oggi (con tutto il rispetto) i parlamentari non sono poi cosi' importanti nella politica italiana.”&lt;br /&gt;Lo scollamento tra rappresentanti eletti e elettori e’ impressionante. Specialmente quelli eletti all’ estero. Il caso Battisti ha drammaticamente messo cio’ in evidenza. Le comunita’ italiane all’estero manifestano sempre di piu’ la loro insofferenza verso la mancanza di attenzione dell’Italia verso di loro. A questo punto e’ bene che cio’ sia messo nella dovuta evidenza. Per evitare che (nel caso degli eletti all’estero) la soluzione presa, forse anche figlia di una frustrazione sul caso Battisti, sia cio’ che sta covando da tempo: eliminare i rappresentanti eletti all’estero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-726744525568125776?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/726744525568125776/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=726744525568125776' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/726744525568125776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/726744525568125776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/03/caso-battisti-nervi-fior-di-pelle.html' title='Caso Battisti: nervi a fior di pelle'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3145869401553432118</id><published>2009-03-11T19:01:00.001-07:00</published><updated>2009-03-11T19:01:48.999-07:00</updated><title type='text'>L’attacco finale agli italiani all’estero</title><content type='html'>Finalmente se ne parla apertamente. E dire che i segnali c’erano da tanto tempo. Ma adesso ci sono entrambi. Le parole e i fatti. Ed entrambi dicono la stessa cosa:  eliminazione dei rappresentanti italiani eletti all’estero.&lt;br /&gt;“Ma cosa dici Max, vaneggi?” sembri pensare mio caro lettore. Ed invece no. E te lo dimostero’. Leggi qua sotto e vedrai se le mie sono parole campate in aria o una seria possibilita’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole. Dichiarazioni circa l’inutilita’ dei rappresentanti italiani eletti all’estero abbondano. Le prime dichiarazioni ci sono state sin dall’inizio della scorsa legislatura. In quella i rappresentanti italiani eletti all’estero erano decisivi per la maggioranza ma non seppero approfittare di cio’ per beneficiare i propri elettori. Al contrario furono quasi del tutto inconsistenti e, giustamente, molti di loro non furono rieletti. In questa legislatura non sono decisivi ed il loro peso ed importanza e’ stato ridimensionato drasticamente. E di nuovo le voci circa la loro eliminazione dal Parlamento italiano sono tornate con maggiore insistenza. Di certo non ha aiutato il carattere folkloristico di alcuni di loro o alcune irregolarita’ anche penali che hanno gettato un pesante cono d’ombra sull’intera loro categoria. Gia’ tacciati (indirettamente) di papponi, soldi sprecati dello stato italiano, si sa che la implacabile scure del Ministero delle Finanze sta cercando di eliminare tutte le spese considerate inutili. Difatti l’intera categoria degli italiani all’estero hanno subito una riduzione nel bilancio dello stato quasi epocale che testimonia la scarsa attenzione di questo governo agli italiani all’estero. E’ inutile nasconderlo. E’ un fatto. Cio’ altro non e’ che la continuazione di cio’ che e’ avvenuto in passato con il precedente governo, di opposta tendenza politica. Solo che le dichiarazioni sembrano anticipare un disegno di eliminazione della categoria dei rappresentanti italiani all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti. Sembra ormai un fuggi-fuggi. Tra candidati a governi stranieri e italiani di regioni, provincie e comuni, sembra che i rappresentanti italiani eletti all’estero usino la loro carica come trampolino per una carriera in altri liti, molto spesso italiani. Nulla di male che un politico decida di cambiare obiettivo. Tuttavia il farlo quando esercita’ gia’ una carica per la quale e’ stato eletto denuncia per lo meno mancanza di attenzione verso il popolo dei suoi elettori, per non dire il loro tradimento. Il trasformismo e’ un male antico della politica italiana. Ma probabilmente mai si era visto che nell’arco di pochi mesi o qualche anno un eletto optasse subito per un’altra carica pubblica nel proprio o in un altro paese senza troppi complimenti per i suoi antichi elettori.&lt;br /&gt;Ma la domanda e’: sara’ che questa scelta di cambiamento di campo e’ anche motivato dall’aria che tira, dal fiutare che ormai per i rappresentanti italiani eletti all’estero siamo alla frutta e che e’ meglio scegliersi un’altra carriera prima di rimanere a piedi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh si mio caro lettore, parole e fatti sembrano andare in un’unica direzione: farla finita con i rappresentanti italiani eletti all’estero. Ma e’ un bene o un male?&lt;br /&gt;Per cio’ che hanno prodotto (quasi niente) sembrerebbe essere un bene e tuttavia non lo e’. Ma ci vuole una seria correzione. Per evitare un trasformismo sfacciato bisogna che nell’esercizio del loro mandato gli eletti all’estero si appoggino ai rappresentanti delle comunita’ italiane all’estero. Ma non ai Comites e altre istituzioni barocche, senza alcun contatto con la realta’. Ma ai veri rappresentanti delle comunita’, quelli che hanno il polso della situazione, che ne conoscono i loro bisogni e che sappiano agire in loro difesa. Senza di questi i parlamentari italiani eletti all’estero saranno liberi di farsi irretire dalle sirene del potere e dimenticare da dove vengono e le loro comunita’. Diventando veramente un costo inutile che la scure de ministro del Tesoro potrebbe tagliare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3145869401553432118?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3145869401553432118/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3145869401553432118' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3145869401553432118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3145869401553432118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/03/lattacco-finale-agli-italiani-allestero.html' title='L’attacco finale agli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8875443006907714815</id><published>2009-03-11T19:00:00.000-07:00</published><updated>2009-03-11T19:01:08.089-07:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: caso chiuso?</title><content type='html'>“Mio caro Max, c’è oggi in Italia una corrente incredibilmente ottimista circa il caso Battisti. Tutti dicono che la Corte Suprema dara’ giudizio positivo sul processo di estradizione. Tu che ne pensi?” mi chiede il mio amico del bar dei cronisti poveri di sao Paolo. “In questo periodo in Italia c’è una gran confusione e nessuno intende che sta succedendo. Percio’ quelli che parlano sul caso Battisti hanno gioco facile” mi dice un altro.&lt;br /&gt;Beh miei amici vi diro’ che ne penso. Questo anche per chiudere su questo argomento che ha avuto troppa attenzione e troppe speranze. Francamente spero che la Corte Suprema brasiliana dia parere favorevole all’estradizione. Questo per una ragione molto semplice. Questo atto farebbe cadere per sempre l’ipocrisia e l’ignoranza che si ha su questo argomento in Italia. E perche’ metterebbe finalmente a nudo una verita’. La nostra politica estera e’ risibile in quanto carica di speranze fatti tutto sommato non rilevanti.&lt;br /&gt;Cosa intendo? E’ il seguente. La decisione di dare asilo politico e’ stata del presidente Lula. Tuttavia si e’ data la “colpa” a Genro in Italia, mostrando una ignoranza di come vanno le cose qui in Brasile. Piu’ volte abbiamo ribadito questo concetto ma in Italia si ostinano a pensare che intendono cio’ che accade qui. Noi siamo la comunita’ italiana in Brasile, sappiamo cosa succede. Ma tant’è. Ritorniamo a cio’ che dicevamo.&lt;br /&gt;Qualora la Corte Suprema brasiliana desse parere favorevole all’estradizione si tratterebbe di un parere obbligatorio ma non vincolante. In altre parole a questo punto la decisione finale sull’estradizione di Battisti verrebbe presa da Lula. In questo caso si vedrebbe finalmente quello che tuttti sanno in Brasile e che nessuno sembra capire in Italia. Lula direbbe no e punto. Il caso e’ chiuso, come lui stesso ha detto tempo fa.&lt;br /&gt;Finalmente cadrebbe quel velo di ipocrisia e ignoranza su questo caso in Italia. Finalmente si capirebbe che e’ meglio (e piu’ economico) consultare noi che viviamo qua piuttosto che organizzare viaggi inutili e carissimi in Brasile per incontrare persone di dubbio effetto sul caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse per il futuro si potrebbe definire una nuova politica estera italiana, consultando gli italiani negli USA per i rapporti con gli USA, in Australia con gli italiani di quel paese e cosi’ via. E non parliamo delle autorita’ consolari o parlamentari perche’ i primi sono troppo dentro le cose d’Italia e i secondi in Italia ci vivono e lavorano. Chi ha veramente il polso della situazione siamo noi che ci viviamo all’estero. Provate a chiedere la stessa domanda alla lobby ebraica negli USA e vedrete la risposta. Chissa’ perche’ cio’ che e’ pacifico per altri paesi in Italia e’ assurdo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8875443006907714815?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8875443006907714815/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8875443006907714815' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8875443006907714815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8875443006907714815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/03/caso-battisti-caso-chiuso.html' title='Caso Battisti: caso chiuso?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7824984070312788189</id><published>2009-03-11T18:59:00.000-07:00</published><updated>2009-03-11T19:00:22.282-07:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: la soluzione gaucha?</title><content type='html'>“Caro Max, il carnevale e’ finito, i parlamentari italiani sono tornati a casa dopo una dispendiosa visita qui in Brasile e qual’è la situazione ora? Cosa succedera’ nel caso Battisti?” mi chiede il mio amico nel bar dei cronisti poveri di Sao Paolo. “La situazione e’ fluida, i parlamentari italiani sono tornati carichi di aspettative ma penso che la situazione non e’ mutata: nessuna chance di estradare il terrorista” risponde al mio posto il mio amico basso e tarchiato davanti alla immancabile cervejinha (birra gelata) nel caldo estivo di sao Paolo. “Ma perche’ ai nostri parlamentari piace fare visite care e senza risultati, io invece saprei la soluzione” risponde uno spilungone con accento del Sud del Brasile dal fondo. “Chi e’ che parla?” chiedo io. “E lui risponde: “Sono Tommaso, cronista italiano povero gaucho di Porto Alegre, Rio Grande do Sul”.&lt;br /&gt;“Vieni qui Tommaso e dicci la tua soluzione” rispondo io.E Tommaso viene dal fondo e inizia: “Se avessero parlato con noi, la voce della comunita’ italiana del Brasile, avremmo evitato di spendere soldi al Parlamento italiano e avremmo dato un suggerimento molto piu’ efficace di quattro chiacchiere con i parlamentari di Brasilia”.&lt;br /&gt;“Vai dicci tutto, non tenerci sulla corda” risponde il mio amico basso e tarchiato con il tipico temperamento “focoso” meridionale.&lt;br /&gt;“Il punto e’ il seguente: nel Brasile la comunita’ italiana piu’ vicina all’Italia vive nel Sud, specie a Rio Grande do Sul. Li’ siamo forti, molti di noi parlano italiano correntemente (a differenza di altri parti del Brasile), sentiamo forte il legame con l’Italia. In piu’ i legami economici sono forti e si è sentito l’effetto ad esempio nello stato di Santa Caterina (stato vicino al nostro) di un annullamento di una visita italiana di commercio a causa del caso Battisti”. “E allora?” interrompe il tipo bassino.&lt;br /&gt;“E allora ecco di cosa si tratta: il ministro della giustizia Tasso Genro e’ il probabile pre-candidato del PT a governo dello stato. E’ interessatissimo a questa carica. Tuttavia si tratta di una elezione complicata. Il peso della comunita’ italiana e’ sicuramente decisivo per vincere le elezioni. Se la comunita’ italo-brasiliana in conseguenza della negazione dell’estradizione di Battisti votasse per il candidato opposto a Genro, questi sicuramente perderebbe le elezioni. E voi pensate che Genro rischierebbe le elezioni per Battisti?”. “Ma chi sono gli italiani con maggiore influenza sull’elettorato gaucho?” chiede il mio amico toscano con il suo inconfondibile accento. “Bonaspetti, Andrini, tutte persone che hanno ricevuto un grande numero di voti di italo-brasiliani alle ultime elezioni. E altri ancora”. “Ma Max sempre dice che la decisione circa l’estradizione di Battisti e’ stata presa da Lula non da Genro.”interviene il meridionale. “Beh,” intervengo io, “e’ vero, come e’ altrettanto vero che se Genro sentisse il pericolo di perdere l’elezione a Porto Alegre e’ probabile che farebbe pressione su Lula. Ne nascerebbe una bella confusione. Ed anche Lula penserebbe due volte prima di dire no all’Italia” affermo continuando.&lt;br /&gt;“Ma e’ una interferenza nella politica brasiliana” afferma qualcuno dal fondo. “E qual’è la novita’?” afferma un terzo.  “Questo accade tutti i giorni negli USA con altre comunita’ e nessuno si scandalizza. Anzi e’ proprio cosi’ che si valorizzano le comunita’ all’estero, con consultazioni tra la madrepatria e la stessa comunita’ per trovare un punto comune di azione. Non come fa l’Italia che ci ignora, ci accusa e poi viene qui per il carnevale con la scusa di intervenire per Battisti”.&lt;br /&gt;E con quest’ultimo commento vi lascio e giro il suggerimento al presidente della Camera Fini. Se ci avesse consultato poteva risparmiare le spese di costosi viaggi all’erario italiano con questo suggerimento del nostro amico gaucho, forse di maggior valore di quello ottenuto nei corridoi di Brasilia dagli inviati del Parlamento italiano. Speriamo solo che la prossima volta ci chiami prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7824984070312788189?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7824984070312788189/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7824984070312788189' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7824984070312788189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7824984070312788189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/03/caso-battisti-la-soluzione-gaucha.html' title='Caso Battisti: la soluzione gaucha?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7407979208735356112</id><published>2009-02-24T13:25:00.001-08:00</published><updated>2009-02-24T13:25:25.012-08:00</updated><title type='text'>Il Carnevale del Parlamento italiano in transferta</title><content type='html'>Buco nell’acqua. Spreco di soldi pubblici. Soldi buttati dalla finestra. Questo sembra il vero risultato dell’ultimo tentativo dei parlamentari italiani di influenzare quello che sembra un risultato scontato: la non estradizione del terrorista Battisti. Perche’? Cerchiamo di spiegarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni a Brasilia si parla italiano.&lt;br /&gt;Guarda caso nella settimana del Carnevale brasiliano siamo stati onorati dalla contemporanea presenza di due delegazioni di parlamentari italiani che sono venuti in Brasile per tentare di influenzare il risultato del processo di estradizione. Nientemeno che il vice-presidente della Camera Maurizio Lupi in compagnia dell’onorevole Porta (su esplicita richiesta del presidente Fini) hanno incontrato il neoeletto presidente della Camera dei deputati brasiliana, Michel Temer.&lt;br /&gt;''Il colloquio -informa un comunicato dell'ufficio stampa di Lupi- ha consentito di trasmettere un messaggio chiaro e autorevole di calorosa attenzione e di forte aspettativa di una soluzione positiva del caso Battisti.” I due ''hanno inoltre sottolineato la vivissima aspettativa dell'Assemblea e di tutte le Istituzioni italiane circa una pronuncia del Supremo Tribunal Federal a favore dell'estradizione di Cesare Battisti.”&lt;br /&gt;E c’era bisogno di venire fino a Brasilia dopo un carissimo giro per il Brasile per manifestare questa aspettativa? Quanto e’ costato il viaggio dei nostri parlamentari: 10, 20, 30 mila euro? Tutto questo per un buco nell’acqua?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso le delegazioni delle Associazioni di amicizia tra Italia e Brasile, composte per parte italiana dal presidente Domenico Scilipoti (IdV) e dal segretario Carlo Monai e per parte brasiliana dal presidente Mauricio Trindade, hanno incontrato il vice ministro, Pedro Abramovay, il senatore Eduardo Suplicy e il deputato Jose Eduard Cardezo, per discutere del caso di Cesare Battisti. Inoltre i due parlamentari italiani hanno incontrato il senatore Josè Sarney, presidente del Senato federale brasiliano per la stessa ragione. Stesso risultato e probabilmente stesso costo del viaggio. Non sappiamo se il costo di questo viaggio e’ a carico del nostro Parlamento e giriamo questa domanda ai diretti responsabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte il caso dell’onorevole Porta, che vive in Brasile e che e’ aduso a venire qui, la spiegazione piu’ plausibile di un viaggio durante il periodo di Carnevale per influenzare il risultato del processo di estradizione che dipende dalla decisione del Supremo Tribunal Federal e’ il carnevale stesso. Perche’? direte voi miei lettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh il punto e’ il seguente: sia il ministro della Giustizia brasiliano che il presidente hanno gia’ chiarito che per loro il caso e’ chiuso. L’unica possibilita’ di rimettere tutto in discussione e’ se il Supremo Tribunal Federal dichiara la illegittimita’ della norma che affida al ministro di giustizia la decisione di un processo di estradizione.&lt;br /&gt;Lasciatemi fare una domanda. Il Supremo Tribunal Federal equivale alla nostra Corte Costituzionale. Ora se la Corte Costituzionale italiana dovesse decidere a legittimita’ o meno di una norma italiana, avrebbe senso incontrare il presidente della Camera o del Senato per influenzare la decisione dell’ alta Corte? Anche uno studente di giurisprudenza risponderebbe che si tratterebbe di una pretesa assurda. Di qui il risultato sarebbe un prevedibile buco nell’acqua.&lt;br /&gt;Se il costo dei viaggi di entrambi le delegazioni fosse a carico del Parlamento italiano si tratterebbe di un costo probabilmente di minimo 50.000 euro. Soldi che potrebbero essere utilizzati per gli emigrati italiani in condizione di indigenza in Sudamerica. Se si desse 500 euro a testa si potrebbero assistere 100 indigenti, il che non e’ poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora perche’ i nostri parlamentari (con l’eccezione di Porta) sono venuti in Brasile, visto che era prevedibile il buco nell’acqua?&lt;br /&gt;Ma come non pensarci? Vedere il Carnevale, nel Sambodromo, a spese del Parlamento italiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7407979208735356112?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7407979208735356112/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7407979208735356112' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7407979208735356112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7407979208735356112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/il-carnevale-del-parlamento-italiano-in.html' title='Il Carnevale del Parlamento italiano in transferta'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2900547106981513829</id><published>2009-02-19T09:40:00.000-08:00</published><updated>2009-02-19T09:41:13.081-08:00</updated><title type='text'>Chi sono i veri rappresentanti degli italiani all’estero?</title><content type='html'>“Caro Max dopo i tuoi recenti articoli e’ tutto un fiorire di rappresentanti italiani all’estero. In sudamerica come in Nordamerica, in Australia come in Sudafrica questo termine e’ diventato comune dentro le comunita’ italiane all’estero. Molti si alzano ed affermano che loro sono i veri, gli autentici rappresentanti della comunita’. Ma chi sono per te veramente i rappresentanti degli italiani all’estero?” mi chiede il mio lettore dal Peru’?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, la domanda e’ complessa perche’ si tratta di individuare una categoria molto ambita ma poco conosciuta veramente. Quando si spazia su aree enorme come interi continenti e’ illusorio pensare che qualcuno possa rappresentare gli umori della comunita’ italiana in un cosi’ vasto spazio. Tuttavia se si analizzano bene le caratteristiche delle comunita’ italiane all’estero si trovano comuni denominatori che fanno si’ che l’impresa di identificare chi possa rappresentare tali comunita’ non e’ poi cosi’ impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo percio’ a fare alcune comparazioni che sono assolutamente arbitrarie ma che danno idea di cosa parliamo. Che Guevara fu indubbiamente a torto o a ragione un leader dell’intera America Latina. Amato o odiato il Che fu colui con cui milioni di latinoamericani si identificarono. Forse la ragione di tale successo fu il fatto che, al di la’ delle ragioni politiche, il Che conosceva bene la realta’ sociale del popolo latinoamericano indipendentemente da dove si trovasse. Cio’ perche’, avendo viaggiato molto, aveva conosciuto le differenti realta’ dei vari paesi latinoamericani e, al di la’ delle notevoli differenze, aveva inteso le similitudini di base. Questa e’ forse la ragione della sua popolarita’ tra tutti gli strati sociali, al di la’ delle idee politiche. Ecco il leader di comunita’ cosi’ grandi da avvolgere interi continenti deve necessariamente conoscere le varie realta’ non “dall’ alto”, incontrando personalita’ di vertice delle comunita’, ma “dal basso”, parlando con le persone umili delle comunita’ e discutendo con loro i problemi. Sia che si tratti di leader di destra che di sinistra il leader vero e’ colui che ha queste caratteristiche. La persona che il popolo sente parte di esso perche’ lo conosce e conosce i suoi problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso delle comunita’ italiane all’estero si verifica la stessa cosa. I sistemi rappresentativi instaurati in passato (Comites, etc.) sono assolutamente inutili e dannosi nel rappresentare le comunita’ all’estero. Nessuna sorpresa che sia da destra che da sinistra se ne chiede la loro abolizione o revisione. Se chiedete ad un italiano medio residente all’estero che e’ il membro del suo comites e cosa fa al 95% la risposta sara’: non so. Stesso dicasi per i parlamentari eletti all’estero. Molto spesso l’appartenenza ad un patronato o ad un partito facilita la diffusione del suo nome prima delle elezioni. Tuttavia se ripetete la domanda di cui sopra la risposta al 95% sara’ la stessa: non so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo perche’ le circoscrizioni sono troppo grandi perche’ le persone elette siano conosciute, direte voi. Probabilmente e’ vero. C’e’ tuttavia un’altra ragione anche piu’ importante: al di la’ della notorieta’ o meno dell’ eletto in questione, la comunita’ italiana all’estero sa che il tipo non conosce i loro problemi. Questi e’ indicato da partiti o appoggiato da sindacati ma pochi lo conoscono nella comunita’ italiana. Peggio ancora lui stesso la conosce poco. I suoi galoppini di tanto in tanto fanno interrogazioni “senz’anima” in parlamento su cosa succede ad esempio in Venezuela o in Cile, ma lui, l’eletto, non sa come si comporta la comunita’ la’, ne’ (molto spesso) gli importa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia recentemente con l’aumento dei viaggi e la diffusione di internet e’ nata una nuova generazione di persone che si muovono in un continente come il sudamerica, il nordamerica o l’australia come se fossero a casa loro. Hanno i contatti con le comunita’ locali e soprattutto ricevono periodicamente da esse segnalazioni sui loro problemi. Il rapporto e’ immediato e non mediato da galoppini di politici. Per queste persone, veri e propri rappresentanti delle comunita’ italiane all’estero, ricevere una email di un parlamentare o da un modesto cittadino italiano all’estero e’ lo stesso. Non sono interessati alla notorieta’ o alla carriera politica ma a cercare di risolvere i problemi delle comunita’. A volte queste persone “stand up for your rights” come diceva Bob Marley. Subito sorgono dietrologhi che cercano di capire la loro corrente politica (di destra o di sinistra), persone che tendono a delegittimarli, che si sentono da loro offesi o imbarazzati. Si tratta di persone che si muovono con logiche del passato e che guardano a questo nuovo fenomeno con diffidenza. In fondo la stessa elezione di Obama negli USA si e’ basata sullo stesso principio: riconoscersi nelle idee nuove piuttosto che nelle persone vecchie del passato. Idee che sono rappresentate da persone come Obama che incarna i valori della comunita’ che rappresenta. Dal Wyoming all’Arizona, da New York alla California le persone hanno visto in Obama una persona vera che portera’ cambiamenti perche’ conosce i problemi. Una persona umile ma ferma. Un vero rappresentante della comunita’ americana.&lt;br /&gt;Alla stessa maniera i veri rappresentanti delle comunita’ italiane all’estero sono persone che, al di la’ della loro provenienza, capiscono i problemi delle loro comunita’ anche se vaste. Persone che vengono dal basso, che non sono scelte dall’alto. Per questo sono amate dalle loro comunita’ e temute dai politici vecchio stile, che non sanno come avere a che fare con loro.&lt;br /&gt;Tuttavia, fintantoche’ questi veri rappresentanti delle comunita’ italiane saranni ignorati dal potere centrale, aumentera’ sempre piu’ lo scollamento tra politica e comunita’, tra pensiero e azione.&lt;br /&gt;Con il risultato che alla fine le comunita’italiane all’estero si senteranno sempre meno legate all’Italia e per sempre perdute dall’Italia. C’e’ qualcuno in Italia che forse si augura questo regalo.&lt;br /&gt;“Timeo Danaos et dona ferentes” dicavano i latini a riguardo di questi tipi di regali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2900547106981513829?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2900547106981513829/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2900547106981513829' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2900547106981513829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2900547106981513829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/chi-sono-i-veri-rappresentanti-degli.html' title='Chi sono i veri rappresentanti degli italiani all’estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-757738581905150292</id><published>2009-02-16T08:32:00.000-08:00</published><updated>2009-02-16T09:45:00.072-08:00</updated><title type='text'>L’Italia, il paese del carnevale delle relazioni internazionali</title><content type='html'>“Mio caro Max per valutare come funzionano le relazioni internazionali bisogna comparare differenti situazioni di crisi e l’approccio usato da diversi paesi. Solo cosi’ si puo’ vedere se l’approccio usato da un paese e’ credibile o no”. Nelle parole del mio vecchio professore di liceo si riassume tutta la filosofia della politica di relazioni internazionali. Le lezioni del mio umile e sapiente professore di liceo mi sono tornate alla mente per valutare tre differenti crisi internazionali di diversa gravita’ tra paesi europei e sudamericani. Come vedremo l’approccio usato e’ molto differente, cosi’ come la credibilita’ internazionale dei paesi coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo caso. Caracas, Venezuela. L’eurodeputato spagnolo Luis Herrero che voleva svolgere il ruolo di osservatore internazionale per le elezioni presidenziali e’ stato espulso dal paese. Il regime di Chavez ha ritenuto (a torto o a ragione) che Herrero con le sue dichiarazioni stava interferendo con il processo di elezioni che si svolgera’ li’. Immediatamente il governo spagnolo ha convocato l’ambasciatore del Venezuela in Madrid per spiegazioni circa la espulsione dell’eurodeputato. Il governo spagnolo ha voluto dare un segnale chiaro che non si puo’ toccare un proprio deputato (anche se opina sul processo democratico di un altro paese) senza porre in rischio le relazioni tra i due paesi. E questo immediatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo caso. Zurigo, Svizzera. Una brasiliana che si dice attacata da skinheads locali dice di aver perso i propri figli di cui era in attesa per colpa dell’attacco. Immediatamente dichiarazioni del Ministro degli esteri brasiliano e dello stesso presidente di quel paese criticano ferocemente l’accaduto. La stampa brasiliana fa lo stesso e attacca di razzismo il paese svizzero.&lt;br /&gt;Dopodiche’ la polizia svizzera afferma che la donna non era incinta e che al contrario era tutta una invenzione. La stampa svizzera insorge. Si attacca violentemente l’irresponsabilita’ di ministri e dello stesso presidente brasiliano che sembrano aver sposato la tesi della brasiliana senza aver minimamente atteso i risultati delle indagini. La stampa brasiliana e’ tacciata di sensazionalista, che scrive menzogne senza alcuna verifica. Il partito SVP svizzero chiede un processo contro la brasiliana. Questa probabilmente sara’ esplulsa. Le relazioni tra i due paesei (Brasile e Svizzera) sono irrevocabilmente incrinate. Tutto questo avviene immediatamente. Ancora una volta il segnale del paese europeo verso il paese sudamericano e’ immediato forte e chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo caso: Rio de Janeiro, Brasile. Battisti, pluriomicida terrorista italiano viene arrestato. Il Brasile dopo alcuni anni dall’arresto, nega l’estradizione. In piu’ il ministro della Giustizia brasiliano fa affermazioni gravissime e offensive sull’intero sistema giudiziario italiano. Il processo di estradizione e’ ancora aperto. Il presidente Lula afferma che il caso e’ chiuso. Il ministro degli esteri italiano afferma che tutto e’ a posto e che confida nel risultato positivo del processo di estradizione. La telenovela Battisti si trascina da mesi con affermazioni da un lato e dall’altro sempre piu’ pesanti. Si supera di gran lunga il tenore delle polemiche dei due precedenti casi. Tuttavia (al di la’ di un ridicolo balletto dell’ambasciatore italiano che viene e va da Brasilia) le relazioni tra i due paesi non sono minimamente messe in discussione. Non si ferma nemmeno una misera amichevole di calcio (che francamente si poteva evitare per lo meno per evitare una brutta figura calcistica). L’onore dell’ Italia e’ sotto i piedi. Le reazioni di Svizzera e Spagna, altri paesi europei di rango simile al nostro, non sono minimamente comparabili. Loro alzano subito alla minima offesa noi non reagiamo nemmeno ai pugni in faccia. La credibilita’ internazionale del nostro paese e’ azzerata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sta per arrivare il Carnevale. Si dice tanto che il Brasile e’ il paese del Carnevale. Sara’ per questo che in questi giorni una delegazione di alto livello di politici italiani e’ in Brasile. Invece di incontrare gli italo-brasiliani non avranno tempo per loro ma vedranno solo autorita’ di “alto livello”. Il tempo ci dira’ se questa visita sara’ di valore o solo un ennesimo spreco di soldi del governo italiano. Cio’ che ci sembra di poter affermare con chiarezza, dall’analisi di questi tre casi di relazioni internazionali tra paesi europei e sudamericani, e’ che con certezza, come il mio professore concluderebbe, l’Italia e’ il paese del carnevale delle relazioni internazionali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-757738581905150292?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/757738581905150292/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=757738581905150292' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/757738581905150292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/757738581905150292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/litalia-il-paese-del-carnevale-delle.html' title='L’Italia, il paese del carnevale delle relazioni internazionali'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3986503171109005704</id><published>2009-02-16T08:31:00.001-08:00</published><updated>2009-02-16T08:31:53.837-08:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: qual’e’ la verita’?</title><content type='html'>“Caro Max cosa pensi degli ultimi sviluppi del caso Battisti?” mi chiede il mio amico toscano nel ristorante dei cronisti poveri di Sao Paolo. “E che vuoi che pensi? La solita solfa: tante chiacchiere e niente fatti.” risponde il mio amico col naso aquilino che tradisce le radici italiche. E continua “In questi giorni una delegazione di politici di alto livello viene dall’Italia in Brasile per la crisi tra i due paesi. Incontri importanti ma la comunita’ italo-brasiliana ancora una volta ignorata. Buffi questi politici italiani: danno la colpa a noi del caso Battisti pero’ quando vengono non ci consultano nemmeno. Vengono per parlare col presidente del Brasile ma siamo noi che lo scegliamo il presidente. Noi italo-brasiliani siamo decisivi in Brasile. Ma sara’ che vengono per il Carnevale brasiliano (che sara’ a giorni)?”.&lt;br /&gt;“Ma perche’ e’ tutta una farsa, noi siamo usati come capro espiatorio ma in realta’ in Italia non sono interessati veramente ad avere Battisti. Vedete il balletto dell’ambasciatore: richiamato in patria in maniera plateale e ritornato in Brasile in sordina. Un’altra farsa della nostra diplomazia. E cosi’ continuiamo a perdere credibilita’ internazionale.” aggiunge il tipo basso e tarchiato di origini meridionali.&lt;br /&gt;“Un punto da sottolineare e’ che il Brasile ha ragione: ha le sue leggi e se secondo queste non si estrada Battisti non verra’ estradato ed e’ giusto cosi’” afferma il tipo romano con il suo tipico accento della capitale. “E’ questo il punto” ribadisce il mio amico tarchiato “loro hanno le loro leggi e hanno ragione a fare cio’ che vogliono. Ma nelle relazioni internazionali quando uno stato fa una scelta ne paga  le conseguenze. E quali le conseguenze paventate dall’Italia? Nessuna.&lt;br /&gt;Al contrario i membri del governo italiano si sono affrettati a ribadire che assolutamente non ci saranno conseguenze, nessuna, nemmeno l’annullamento di una partita di calcio dove siamo stati umiliati per mancanza di gioco, una cosa simile a cio’ che e’ successo con la nostra diplomazia. Perche’ mai il Brasile dovrebbe restituire Battisti? E tutto un balletto per catturare i voti non lo capite?” afferma il toscanaccio dal fondo.&lt;br /&gt;“Vedrete, alla fine Battisti non lo estradano ma daranno la colpa a noi italo-brasiliani. Loro non ci sanno fare e danno la colpa a noi. Max di’ agli italiani d’Italia che noi non abbiamo niente a che fare con questo giochetto. Noi italo-brasiliani siamo dalla parte delle legittime richieste dei familiari delle vittime dei terroristi. Noi non siamo stati ne’ saremo consultati dal Ministero degli esteri italiani ne’ da nessuna delle autorita’ italiane. Se Battisti non sara’ estradato e’ colpa della politica double-face della diplomazia italiana (faccia dura davanti e sorriso dietro le quinte).”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che volete che aggiunga alle parole dei miei amici del ristorante povero di sao Paolo? E’ un gruppo di cronisti che ha visto quasi tutto, emigrati in una situazione economica dura, approdati in Brasile e che guadagna duramente da vivere. I nostri politici quando vengono qui stanno alla larga da noi, non ci considerano importanti. Poi pero’ prendono cantonate madornali, creano crisi internazionali, si comportano in maniera ingenua. Finora tutti (ma proprio tutti) i passi del processo Battisti sono stati persi “in malo modo” (per usare un linguaggio calcistico). Tuttavia dall’Italia si continua quasi a cantare vittoria facendo affidamento a presunte faide interne al Supremo Tribunale Federale competente per la decisione sull’ estradizione. Sembra proprio che i miei amici hanno ragione. E’ solo fumo negli occhi gli italiani.&lt;br /&gt;E allora italiani d’Italia passo il messaggio dei miei amici di Sao Paolo: Nel caso Battisti state attenti ai fatti non alle parole. Se Battisti sara’ estradato sara’ merito della nostra diplomazia. Se non lo sara’ sara’ suo demerito. Questi sono i fatti. Il resto saranno chiacchiere al vento. La comunita’ italo-brasiliana e’ stata ignorata dall’inizio alla fine di questa storia. E’ stata una scelta precisa dell’Italia. Solo il tempo mostreara’ se questo e’ giusto o no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3986503171109005704?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3986503171109005704/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3986503171109005704' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3986503171109005704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3986503171109005704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/caso-battisti-quale-la-verita.html' title='Caso Battisti: qual’e’ la verita’?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3092376673442805083</id><published>2009-02-08T06:42:00.001-08:00</published><updated>2009-02-08T06:42:59.786-08:00</updated><title type='text'>Brasile-Italia: 2-0 con autogols della diplomazia italiana</title><content type='html'>Le squadre scendono in campo concentrate a Londra. Siamo i campioni del mondo. Il Brasile scende in campo agguerrito. E’ da tempo che vuole vincere qualcosa. Ma e’ difficile di questi tempi. La crescita e’ forte, l’ economia va relativamente bene. E poi c’e’ lei la Francia, la nostra eterna nemica, al tempo stesso la piu’ grande amica del Brasile. L’abbiamo battuta in finale ma e’ sempre li’ a tramare contro di noi. Questa volta fa da arbitro ma qualcuno dice che e’ sospetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palla al centro. La palla si chiama Cesare Battisti. Gli italiani con il loro solito stile, difesa e contropiede, il Brasile anche con fantasia e attacco corale. Siamo subito in difficolta’. In particolare la difesa che sembra non in palla. Marcature dure ma grandi svarioni difensivi. Forte tiro del ministro brasiliano della giustizia. Palla sotto la traversa dopo che rimbalza su un nostro difensore. Il ministro italiano degli esteri sbraita che la palla non era entrata ma l’arbitro convalida. Vibranti proteste dell’ Italia. Ma la verita’ e’ che la difesa e’ stata terribilmente ferma. Che faceva quando l’attaccante brasiliano e’ entrato liberissimo in area? Parlava di un fuorigioco d’ altri tempi, i diplomatici erano li’ a parlare tra di loro mentre il ministro brasiliano entrava con una serpentina in area. L’ultimo italiano in difesa, il nostro ambasciatore, e’ stato “bevuto” con una piroetta facile. Ma forse il brasiliano era in fuorigioco. L’arbitro, bella donna francese di origini italiane, non ha fischiato e il ministro brasiliano ha fatto gol. Battisti e’ entrato in rete e poi ne e’ uscito. Libero come un uccello.&lt;br /&gt;Il pubblico italiano rumoreggia. Per la maggior parte era favorevole al match ma la parte che appoggia il governo era contraria. Di fatto il match beneficia l’opposizione. Perche’ mostra tutte le pecche della difesa, la nostra diplomazia, che con i suoi errori sembra essere gia’ in clima di Carnevale.&lt;br /&gt;Il Brasile e’ sicuro di vincere. Ma nel calcio mai dire mai. L’europubblico appoggia  l’Italia, quasi all’unanimita’. Ma il Brasile, conscio delle sue forze, non si fa intimorire. E poi c’è quell’ arbitro francese che da’ sempre il cartellino giallo. Gli interventi sono un po’ duri ma non cattivi.&lt;br /&gt;Grandi ingenuita’ difensive dell’Italia . Come quella di ignorare la comunita’ italo-brasiliana, grande dodicesimo giocatore in campo. L’Italia lo  ignora e preferisce fidarsi esclusivamente dello schema difesa e contropiede. Ma i tempi sono cambiati. La visione moderna del gioco, che ci ha permesso di vincere il campionato del mondo, e’ stata seguita da una involuzione del gioco. Si è tornati ai vecchi schemi e logiche. La nostra diplomazia sembra essere bloccata. E per questo sbaglia. Sbaglia di nuovo. Il ministro brasiliano e’ indiavolato. Dice che siamo bloccati agli anni di piombo. E scorazza a destra e manca. Il gol e’ nell’aria. Ma e’ di nuovo colpa della nostra difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo occupata ad accusare l’ avversario per elaborare una strategia che chiuda tutti i varchi. Commerciali, diplomatici, di scambio tra i due paesi. Una volta l’importante per l’Italia era il risultato ora sembra il contrario. Vuole mostrare che sta facendo qualcosa anche se il risultato sembra scontato a favore del Brasile. Ed infatti arriva il secondo gol. O meglio il secondo autogol. E sempre della difesa. Si accusa il pubblico italo-brasiliano di nuovo.  Come nella semifinale Argentina-Italia giocata a Napoli nella Coppa del mondo di tanti anni fa. Allora si accusarono in napoletani di fare il tifo per Maradona piuttosto che per l’Italia. Ora si accusano gli italo-brasiliani di non fare abbastanza rumore sul caso Battisti. Allora come ora si cerca di mascherare i nostri difetti con accuse infondate. Ed il risultato e’ lo stesso. Perdiamo male. Grande delusione.&lt;br /&gt;Ma in fondo e’ solo un’amichevole. I due capi di governo ribadiscono che la sconfitta non influira’ sulle eccellenti relazioni tra i due paesi. Ma allora era tutto un gioco? Forse pero’ non lo e’ stato per Alberto Torreggiani e gli altri, vittime della palla Cesare Battisti, veloce a rotolare da un lato all’altro per salvarsi. Che peccato che le sue vittime tanti anni fa non hanno potuto fare lo stesso e sono morte sotto i suoi colpi della sua pistola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3092376673442805083?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3092376673442805083/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3092376673442805083' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3092376673442805083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3092376673442805083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/brasile-italia-2-0-con-autogols-della.html' title='Brasile-Italia: 2-0 con autogols della diplomazia italiana'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4976340206970880934</id><published>2009-02-07T15:06:00.001-08:00</published><updated>2009-02-07T15:06:31.137-08:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: Che fara´l´ Italia?</title><content type='html'>“Mio caro Max, nella política internazionale non si aspetta mai ma si gioca sempre d ´anticipo. Chi aspetta non conta molto” mi diceva il mio professore di liceo. Vecchio saggio che dovrebbe essere nominato ministro o per lo meno sottosegretario invece che campare con la misera pensione statale. Ma torniamo alle parole del professore: “quando si gioca d´anticipo, quando si stabilisce prima cosa accadra´dopo, solo cosi´si sta veramente giocando per vincere. Quando l´avversario sa che cosa succede se fa certe mosse allora sa i costi delle sue decisioni e si regola di conseguenza”.&lt;br /&gt;E continuando, “Se invece caro Max il soggetto dell´ azione diplomática sta fermo, e´in attesa della mossa dell´avversario, questo e´perche´ha, di fatto, come minimo, gia´rinunciato a giocare. L´atteggiamento passivo o attendista significa delle due l´una: o il tipo há gia´mollato o non conta molto e percio´non puo´fare molto. In ambedue i casi non e´rilevante a livello di política internazionale”.&lt;br /&gt;E se applichiamo lê conclusioni del mio professore di liceo al caso Battisti che vediamo?&lt;br /&gt;Che il nostro ministro degli esteri aspetta la decisione della Corte Suprema brasiliana. E qual´é il piano B se la corte suprema dice no? Non c´é´piano B. E che figura farebbe, che credibilita´avrebbe un ministro che dice che “tutto e´a ´posto” se poi va male? Eh si perche´c´e´una responsabilita´politica mica da poco.&lt;br /&gt;Sicuramente in futuro non sarebbe considerato seriamente a livello internazionale. Si trarrebbero le famose conseguenze, inevitabili in caso di fallimento dellázione diplomatica?&lt;br /&gt;Mah dubito: l´Italia come vero paese del Carnevale troverebbe sicuramente la formula per giustificare l´ennesimo fiasco della nostra diplomazia. Una cosa sembra sicura: la comunita´italo-brasiliana e la sua voce non sara´consultata, come e´avvenuto in passato. Com le conseguenze che si vedono.&lt;br /&gt;Eh si come direbbe il mio professore di liceo: “Mala tempore currunt”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4976340206970880934?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4976340206970880934/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4976340206970880934' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4976340206970880934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4976340206970880934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/caso-battisti-che-faral-italia.html' title='Caso Battisti: Che fara´l´ Italia?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8473123925321573821</id><published>2009-02-07T15:05:00.001-08:00</published><updated>2009-02-07T15:05:46.340-08:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: Tutto a posto?</title><content type='html'>“I paragoni sono sempre uma cosa difficile da fare mio caro Max, mai abusarne”. Il mio vecchio professore di liceo era uno che ponderava le parole e forse tanti ministri dovrebbero apprendere da lui. Tuttavia, mi perdoni mio caro professore ma a volte alcuni esempi forzati servono a dare un´ idea del senso delle proporzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dare rifugio ad um terrorista internazionale o nazionale non e´uma cosa che va molto di moda oggigiorno. Recentemente paesi sono stati invasi da grandi e piccole potenze per cose del genere. E´ovvio che si tratta di reazioni sproporzionate, esagerate e francamente a volte disumane. Ma atti simili servono a dare um senso di come si prende sul serio dare rifugio ad un terrorista a livello internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non cosi´in Itália. Nel momento in cui si ritira l´ambasciatore il nostro ministro degli esteri si sforza in tutte le maniere di ridurre l´impatto del suddetto atto diplomático. Francamente non sembra essere uma mossa troppo efficace nel convincere l´ altra parte.&lt;br /&gt;Scorrendo le affermazioni minimaliste del nostro ministro degli esteri sul caso Battisti ci viene a mente il caro vecchio gioco del poker.&lt;br /&gt;Infatti chi mai in un gioco di poker si alzerebbe dal tavolo dicendo: “Non ho assi ne´regine, ne´re e al massimo posso fare um tris”? Gli altri giocatori al tavolo si metterebbero a ridere a crepapelle. Potrebbe questa essere un´altra fine mossa diplomática? Francamente ne dubitiamo. Sembra piu´essere uma mossa da armata Brancaleone. Sicuramente non impressiona gli altri giocatori.&lt;br /&gt;Se Lula dice: “Il caso e´ chiuso”, rispondere:”E´tutto a posto” aggrappandosi ad uma spiegazione semântica della frase del presidente brasiliano sembra veramente dare una magra figura della nostra diplomazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l´ umiliazione dell ´Italia si allarga nelle parole del terrorista, che non solo ammazza il padre e ferisce il figlio ma lo offende in interviste francamente censurabili. Inoltre Battisti conferma che i servizi segreti francesi l´hanno fatto fuggire in Brasile e, di fatto, lo stretto legame Francia-Brasile nel suo caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che rispondera´il nostro governo a questa ennesima provocazione? Il countdown per il 2 febbraio quando ci sara´la risposta della Corte Suprema brasiliana ci lascia indifferenti. Noi pensiamo, da ítalo-brasiliani, che se Lula dice che il caso e´chiuso, il caso e´chiuso. Non ce ne voglia il nostro amico Torreggiani ma la mobilitazione si basa su fatti concreti non su vuote differenze semantiche, come quelle usate dal nostro ministro degli esteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saremo felici di parlare con il ministro in futuro per dargli la nostra opinione su come funzionano lê cose qui in Brasile ma siamo sicuri che ci risponderebbe: “E´tutto a posto”. Peccato che non lo sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8473123925321573821?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8473123925321573821/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8473123925321573821' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8473123925321573821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8473123925321573821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/caso-battisti-tutto-posto.html' title='Caso Battisti: Tutto a posto?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-735728394156911203</id><published>2009-02-07T15:04:00.001-08:00</published><updated>2009-02-07T15:04:56.752-08:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: protesta all´Italiana</title><content type='html'>Dobbiamo ammetterlo: noi italiani siamo unici. Anche quando protestiamo. Siamo arrabbiati, arrabbiatissimi, o forse solo um po´arrabbiati. Eh si perche´a leggere lê dichiarazioni del nostro ministro degli esteri sembra che la farsa continua.&lt;br /&gt;La nostra política estera fallimentare continua, ignorando la voce della comunita´italiana e (ahime´) dando false speranze ai parenti delle vittime. Permettetemi di dire al nostro amico Alberto Torreggiani che siamo con lui sul serio (non come dicono di esserlo vari parlamentari ed esponenti del governo italiano) . Perche´?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perche´la ritirata dell´ambasciatore sembra piu´essere una macchietta alla Toto´che un atto diplomático serio. Il ministro degli esteri infatti si affretta ad affermare che siamo arrabiatissimi, pero´(e´ovvio) non si mette in discussione l´amichevole tra Itália e Brasile di cálcio. Il calcio e´uma cosa seria non puo´certo essere messo in discussione. Chissa´che ne pensera´l´ amico Alberto e se gioira´ad um gol dell´ Ítalia, il paese che ha preso tanto a cuore il bárbaro omicidio del padre da non mettere in discussione una misera amichevole.&lt;br /&gt;Il Brasile nel G8 poi nemmeno in discussione, e´un´altra cosa. Il ministro si affretta a dire che, di nuovo, e´tutto a posto. Ci chiediamo che cosa sia a posto e cosa no.&lt;br /&gt;Intendiamoci: noi amiamo il Brasile come l´Italia. Noi ítalo-brasiliani pero´siamo dalla parte delle vittime del terrorismo sul serio, non come dicono di esserlo i politici italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia um´altra osservazione: tanto la partita quanto il G8 non farebbero smuovere la posizione del Brasile di uma virgola. E´solo mediante uma crescita dei rapporti commerciali tra l`Itália ed il Brasile ed una valorizzazione della comunita´italo-brasiliana che si potra´avere uma maggior você in capitolo con il Brasile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo invece a parole fa sul serio. Noi francamente pensiamo che, tra un paio di mesi, quando le acque si saranno calmate l´ambasciatore tornera´a Brasília e buonanotte.&lt;br /&gt;I parenti delle vittime rimarranno nel loro dolore, Battisti tornera´sulla spiaggia di Copacabana per la tintarella domenicale che lo ispíra per i suoi gialli e l´Italietta (non il Brasile) continuera´ad essere il paese del Carnevale, dove tutto finisce a tarallucci e vino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-735728394156911203?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/735728394156911203/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=735728394156911203' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/735728394156911203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/735728394156911203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/caso-battisti-protesta-allitaliana.html' title='Caso Battisti: protesta all´Italiana'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2566652564584079678</id><published>2009-02-07T15:03:00.001-08:00</published><updated>2009-02-07T15:03:58.263-08:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: la peggiore umiliazione dell´Italia degli ultimi anni</title><content type='html'>Umiliati. Schiaffo in faccia. O pugno sul muso. Finalmente l´ ipocrisia e´finita. Battisti non tornera´in Italia. E´stata chiesta l´archiviazione del processo di estradizione di Battisti nella Corte Suprema.&lt;br /&gt;Il fallimento della nostra diplomazia e´totale. Ritirato l´ambasciatore italiano in Brasile. Francamente per quello che era successo e´stata la cosa migliore da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Permettetemi uma osservazione. Questa del caso Battisti e´sicuramente la peggiore umiliazione del nostro paese negli ultimi decenni. Mai si era giunti a subire una tale umiliazione e, in particolare, da um paese amico.&lt;br /&gt;Ma forse il punto e´ un´altro. Fino a quando l´Italia non fara´sentire il suo peso político-economico a livello internazionale? Fino a quando ignorera´ l´unico “value-added” (valore aggiunto) che ha rispetto agli altri paesi nel mondo, le proprie comunita´all´estero?&lt;br /&gt;E che valore aggiunto, milioni di oriundi che pesano in maniera decisiva nella política di paesi grandi (USA, Canada, Austrália, Brasile, Argentina) e piccoli (non li contiamo dato il loro grande numero)! Fino a quando la voce delle comunita´ italiane all´estero sara´ignorata?&lt;br /&gt;Se cio´fosse avvenuto nel caso Battisti forse il risultato potrebbe essere stato diverso. Dire cose illogiche (il ministro Genro responsabile della decisione personale di Lula, gli ítalo-brasiliani di fatto “responsabili” della mancata estradizione) ha fatto solo perdere tempo, creare confusione e perdere punti all´Italia.&lt;br /&gt;Chiaro dopo i politici sono tornati indietro sui loro passi, hanno finalmente visto che noi ítalo-brasiliani eravamo fortemente contro la mancata estradizione, in due parole hanno fatto uma pessima figura. Ma cio´conferma, una volta di piu´ che ci ne capisce veramente delle cose dei paesi stranieri non sono ne´le cosiddette istitituzioni italiane all´ estero o i parlamentari eletti li´ma lê comunita´ italiane all´estero e le loro “voci”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo gia´anticipato, ben prima del risultato finale di proposta di archiviazione del processo, che si stava seguendo la via diplomatica errata, che non avrebbe funzionato, che bisognava usare un´altro approccio.&lt;br /&gt;Siamo stati ignorati, e il risultato e´un disastro. Perche´il ministro Frattini non chiama chi veramente ne capisce di fatti di altri paesi come noi voci della comunita´italiana all´estero? Forse i meccanismi del passato non hanno determinato um approccio diverso del Ministero degli esteri nonostante il cambiamento di governo. Siamo stati in contatto con alcune delle vittime del terrorismo e abbiamo suggerito loro che fare. Loro ci hanno ascoltato di piu´, anche se in realta´potevano fare ben poco senza l´assistenza del governo.&lt;br /&gt;Cio´sia di monito per il futuro. Se qualcosa ha insegnato il caso Battisti e´che la voce della comunita´ italiana in Brasile aveva anticipato che fare, a chi rivolgersi e come fare. Non siamo stati ascoltati e il risultato negativo e´venuto. Sicuramente apprendere dai propri errori significa rivolgersi a noi in futuro con regolarita´ per sapere come le cose accadono in Brasile e all´ estero in generale.&lt;br /&gt;Avverra´? Lo speriamo bene ma non ci crediamo molto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2566652564584079678?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2566652564584079678/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2566652564584079678' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2566652564584079678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2566652564584079678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/caso-battisti-la-peggiore-umiliazione.html' title='Caso Battisti: la peggiore umiliazione dell´Italia degli ultimi anni'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3791076112228484437</id><published>2009-02-07T15:02:00.000-08:00</published><updated>2009-02-07T15:03:04.366-08:00</updated><title type='text'>La voce della comunita’ e la voce del padrone</title><content type='html'>“Mio caro Max, il caso Battisti ha sollevato il velo di ipocrisie e di falsita’ che avvolge gli italiani all’estero. Mai come ora si vede la differenza tra la voce della comunita’ e la voce del padrone” mi dice con voce lenta e ferma il mio amico italo-brasiliano, emigrato di lunga data, che mi siede davanti nel classico boteco (bar povero) di Sao Paolo.&lt;br /&gt;“Vedi. Il punto e’ il seguente. Le varie istituzioni di italiani all’estero (Comites, Intercomites, Cgie etc.) non hanno alcun contatto con la realta’ degli italiani all’estero. Agiscono quasi come sette segrete. Pochi sanno quando si riuniscono, di cosa discutono, le loro deliberazioni e soprattutto i loro componenti. Per la verita’ una gran parte degli italiani all’estero nemmeno sa che esistono ne’ che hanno la possibilita’ di fare loro proposte.”&lt;br /&gt;E continua “I parlamentari eletti all’estero poi sono completamente slegati dalla realta’ delle comunita’ italiane elette all’etsero. Visitano tali comunita’ di tanto in tanto, stringono mani, fanno promesse e poi spariscono come sono arrivati. Non lasciano alcun segno. Molto spesso la comunita’ nemmeno sa che vengono. Sono i notabili locali che li incontrano. I nostri rappresentanti agiscono come i signorotti locali medioevali, che visitano il loro grande feudo incontrando solo i loro sottoposti e i consoli locali. Anche in Italia e’ un po’ cosi. Ma per gli italiani all’estero lo scollamento tra comunita’ civile e istituzioni italiane e’ totale.”&lt;br /&gt;Il mio amico si ferma e sorseggia le cervejinha (birretta) locale in questo caldo asfissiante di Sao Paolo. E poi ricomincia. “Il sistema istituzionale italiano degli italiani all’estero e’ percio’ molto simile a quello medioevale dove non c’era contatto tra i governanti e i governati.&lt;br /&gt;I governanti, da un lato, fanno sentire la voce del padrone. Tramite le cosiddette istituzioni italiane all’estero, i consolati ei i vari giornali all’estero fanno dichiarazioni completamente slegate dalla realta’ delle comunita’ italiane all’estero. Permettimi una piccola digressione per i giornali, anche quelli on-line con poche eccezioni. Sembrano quasi dei megafoni dei vari partiti di destra e di sinistra in Italia, intervistano e sentono solo loro i signorotti locali all’estero, vale a dire i rappresentanti dei partiti, dei Comites, delle istituzioni italiane all’estero. Tutte persone che, con qualche eccezione, hanno da molto tempo perso il contatto con la realta’ vera delle comunita’. Si’, e’ vero, alcuni sono democraticamente eletti, ma alla stessa maniera di quegli organi che sorsero nelle fasi iniziali di democrazia nella storia dell’umanita’. Sistemi democratici eletti per quote, un po’ simili alla camera dei Lord in Gran Bretagna, molto poco rappresentativi. Dei parlamentari all’estero abbiamo gia’ detto.”&lt;br /&gt;E qui, data l’eta avanzata il mio amico si ferma per raccogliere fiato.E ricomincia dopo un grande sospiro. “E veniamo a loro alle comunita’ italiane all’estero. Loro sono nate da sole, quasi autoctone piccole isole di italiani all’estero. Poco legate tra di loro e con la madrepatria, spesso perche’ essa si presentava a loro in questa maniera quasi autoritaria, dando loro istruzioni su cosa fare, tramite i consolati, i Comites o i cosiddetti giornali italiani all’estero. Come nel medioevo le istruzioni venivano dall’alto senza nessuna consultazione con la base, che passivamente subiva queste senza alcuna voce in capitolo. Ci sono stati alcuni casi ad esempio di consoli onorari, tipo quello di Salvador, che dovrebbero essere eletti tra le persone piu’ popolari della comunita’. Ebbene, in questo come in altri casi e’ esattamente il contrario ma il popolino della comunita’ all’estero non e’ stato minimamente consultato a riguardo.&lt;br /&gt;E’ chiaro che in questa situazione le comunita’ italiane all’estero hanno cominciato a vivere di vita propria, in maniera totalmente slegata dalle istituzioni italiane all’estero, vissute quasi come i loro signorotti medioevali. Sono fiorite radio, giornalini locali ed e’ nata lei, la voce della comunita’ italiana. Molto spesso si trattava di persone che vivevano all’interno della comunita’, la conoscevano bene, parlavano pacatamente ed incontravano le persone membri di tale comunita’ e diffondevano le loro voci. Senza alcun tornaconto personale, ma solo perche’ membri loro stessi della comunita’. Poi d’improvviso internet ha cambiato tutto”.&lt;br /&gt;Qui il mio amico si ferma e con gli occhi arrossati continua: “Con internet la voce della comunita’, che prima non usciva dalla stessa , e’ finalmente uscita da li’ dentro e si e’ internazionalizzata. E’ interessante notare che le voci delle varie comunita’ italiane all’estero si sono diffuse e dicono quasi le stesse cose. Le problematiche degli italiani all’estero sono le stesse dovunque nel mondo e mai sarebbero state conosciute se non fosse stato per internet.&lt;br /&gt;Il caso Battisti ha messo drammaticamente a nudo questa realta’: da un alto la voce del padrone, autoritaria, forte, che, come in passato, ha dato direttrici su come la comunita’ italiana in Brasile doveva muoversi, cosa doveva fare e dire, senza alcun contatto con le problematiche della stessa, senza sapere quali sono i problemi quotidiani di tale comunita’, da vero signorotto medioevale.&lt;br /&gt;Dall’altro la voce della comunita’ italiana in Brasile, che tu Max e pochi altri hanno sollevato. Questa voce ha smascherato le verita’ di questo caso. E vediamole queste verita’.&lt;br /&gt;Le accuse alla comunita’ italiana in Brasile fatte per mascherare le inefficienze croniche nell’ handling (gestione) del processo di estradizione; il balletto diplomatico che e’ terminato con l’ambasciatore che alla fine rimane a Brasilia.&lt;br /&gt;Le feroci accuse al Ministro di Giustizia brasiliano Genro, che denotano una profonda ignoranza di come vanno le cose in Brasile. Infatti la decisione dell’estradizione e’ stata personale del presidente Lula, checche’ se ne dica. Genro non poteva prendere da solo una tale decisione. Accusare Genro e’ come accusare un colonnello di voler iniziare una guerra: si tratta di una decisione del generale-presidente non di un semplice colonnello.&lt;br /&gt;Ed infine (last but not least) lo scollamento tra comunita’ civile e politica. Tutti contro tutti sul caso Battisti. Dentro i partiti e tra i partiti. Un marasma che mostra solo come solo pochi sanno come funzionano le cose in Brasile e soprattutto dentro la comunita’ italiana.&lt;br /&gt;La voce della comunita’ si e’ fatta sentire questa volta e ha ribattuto e rispedito al mittente le ingiuste accuse. Ma la domanda e’:&lt;br /&gt;L’italiano in Italia avra’ capito tutto cio’? O dimentichera’ tutto al sole di Copacabana ballando durante il Carnevale?”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3791076112228484437?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3791076112228484437/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3791076112228484437' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3791076112228484437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3791076112228484437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/la-voce-della-comunita-e-la-voce-del.html' title='La voce della comunita’ e la voce del padrone'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3458766237580028990</id><published>2009-02-07T15:01:00.002-08:00</published><updated>2009-02-07T15:02:19.278-08:00</updated><title type='text'>Caso Battisti: come se ne esce?</title><content type='html'>“Max hai sollevato um polverone. Era molto piu´semplice dire che  e´vero, non c´é stata mobilitazione degli ítalo-brasiliani, per ragioni storiche, geografiche (queste due vanno sempre bene nelle spiegazioni dei politici), che ci vuole uma collaborazione maggiore com l´Italia per il futuro, e voila', tutto si sistema” afferma il mio amico basso e tarchiato davanti al piatto di maccheroni nel ristorante povero di São Paolo.&lt;br /&gt;“Eh no, siamo emigranti ma non fessi. Il Picchiato e gli altri hanno esagerato, non sono capaci di ottenere niente e giu´a criticare noi per poter salvare la loro faccia” afferma il mio amico pedante mentre mette il formaggio sui maccheroni. “E dire che Il Picchiato ha anche mandato una email spocchiosa a Max dicendo: “Avrei gradito un pronunciamento dei Comites Brasiliani sulla vicenda. Avrei gradito una presa di posizione forte degli eletti nella circoscrizione America Meridionale. Avrei gradito almeno qualche voce di singoli cittadini. Non si è sentito nulla. Gli italiani residenti in Brasile o gli italo brasiliani avevano ed hanno il dovere morale di dissentire rispetto alle scelte del Governo Lula. Non lo hanno fatto. Ne prendiamo atto.”&lt;br /&gt;“Si” , ribadisce il pedante ” perche´al Picchiato, piacciono dichiarazioni senza valore, come politico vive di queste. Figurati se l´AIVITER (Associazione Italiana Vittime del terrorismo) si contenterebbe di parole vuote. Diciamoci la verita: Le dichiarazioni degli organi menzionati dal Picchiato non cambierebbe in nulla la situazione sulla spiaggia di Copacabana del Battisti.”&lt;br /&gt;“Ma allora che fare?” mi chiede il tipo basso e tarchiato.&lt;br /&gt;E qui la risposta e´difficile. La Francia ha buttato la liberta´di Battisti in um piatto di una complessa negoziazione di 12 miliardi di dollari. E l’Italia che fa? Vuote parole Del Picchiato o di qualche membro del governo? Ma mi faccia il piacere direbbe Toto´.&lt;br /&gt;L´ammissione del Brasile nel G8 (caldeggiata dalla Francia e, in passato anche dall´Italia)? Poco, ancora pochino. Sanzioni diplomatiche, ritirata dell´ambasciatore? Mah, dubito che funzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto e´che l’ Italia deve fare qualcosa. Non dichiarazioni del Picchiato, quelle servono solo a farci digerire meglio i maccheroni con grandi risate. Servono atti formali. Fatti. L’ Italia deve dimostrare che non puo´essere umiliata cosi´. Ma qui in Brasile quello che conta sono i soldi.&lt;br /&gt;E se gli italiani boicottassero il turismo in Brasile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione perche’ qui arriviamo ad un punto caldo. Fin qui si e’ fatto appello agli italo-brasiliani che al momento contano poco o niente come gruppo nella politica brasiliana.&lt;br /&gt;Tuttavia la soluzione della crisi sta in Italia non in Brasile. Il boicottaggio di tutte le istituzioni brasiliane che realizzano scambi con l’Italia (universita’come l’Ufba, etc.), ma soprattutto del turismo italiano in Brasile, questo si’ farebbe sentire al Brasile effetti indesideranti che potrebbero indurlo a ripensarci su Battisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda e’: gli italiani d’Italia rinunceranno al Carnevale di Rio per l’onore d’Italia? Rinunceranno a danzare il samba o l’axe’ per rimpatriare Battisti?&lt;br /&gt;In casi simili di terrorismo cio’ e’ avvenuto per gli USA ma francamente ne dubitiamo molto nel caso italiano. Chissa’ che non incontreremo proprio il Picchiato a danzare tra splendide mulatte a Rio. In questo modo si smaschererebbe l’italica ipocrisia che fa degli amici (italo-brasiliani) dei nemici e degli inefficienti (i politici italiani responsabili del disastro della mancata estradizione di Battisti) delle vittime. E si vedrebbe veramente se gli italiani d’Italia sono poi cosi’ indignati da rinunciare alle proprie ferie ai tropici per l’ onore dell’Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3458766237580028990?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3458766237580028990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3458766237580028990' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3458766237580028990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3458766237580028990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/caso-battisti-come-se-ne-esce.html' title='Caso Battisti: come se ne esce?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-6999781805931086844</id><published>2009-02-07T15:01:00.001-08:00</published><updated>2009-02-07T15:01:33.839-08:00</updated><title type='text'>Battisti: gli italo-brasiliani capro-espiatorio di una politica colabrodo</title><content type='html'>Finalmente. E’ stato trovato il colpevole. Non e’ stato facile ma alla fine lo conosciamo. Il responsabile della mancata estradizione del terrorista Battisti e’ lui, il popolo degli italo-brasiliani. La frase che riassume tutto e’ questa, di un nostro illustre parlamentare all’estero:&lt;br /&gt;“E' grave che i nostri connazionali abbiano fino ad ora taciuto su questi fatti. Quando c'è da chiedere la cittadinanza italiana, maggiori mezzi finanziari o l'assistenza sociale gratuita la voce degli aspiranti italiani o degli italiani residenti (in Brasile) si fa sentire forte e chiara, in questo caso invece un silenzio assordante”.&lt;br /&gt;Sembra quasi che l’abbiamo nascosto tra di noi il pluriomicida, e’ in casa nostra, nascosto dalla polizia italiana. E’ un susseguirsi di attachi, di accuse contro di noi. Ironia della sorte nessuno ci difende, neanche i nostri rappresentanti all’estero, eletti da noi e che siedono nel parlamento italiano. E dire che quando i nostri voti ci cercano, ci chiamano, ci adulano. Ora sono come gli struzzi, con la testa sotto-terra, per lo meno fino alle prossime elezioni. Ci lasciamo soli sotto questa valanga di accuse contro di noi.&lt;br /&gt;Ma forse la ragione di cio’ e’ chiara e di politica interna italiana: la gestione dell’estradizione di Battisti e’ stata malgestita sin dall’inizio, in altre parole e’ stata un vero disastro di diplomazia. A cio’ si e’ aggiunto un vero e proprio affaire politico affaristico franco-brasiliano che ha beneficiato il terrorista.&lt;br /&gt;Risultato: l’Italia ha fatto una figura penosa, e’ stata umiliata, si e’ messo in discussione il suo sistema giudiziario, che francamente e’ molto piu’ garantista di quello brasiliano.&lt;br /&gt;L’umiliazione e’ stata totale: se un paese come il Brasile dove (ricordiamolo) ogni anno 50.000 sono uccise (molto piu’ che nel Medio Oriente) per ragioni varie, ci vuole dare lezioni di garantismo significa solo una cosa. Contiamo cosi’ poco che non si avuto nemmeno la delicatezza di badare alla sostanza (non estradare il terrorista) ma si e’ voluto anche usare una forma che fosse volutamente umiliante (dire che Battisti era un perseguitato politico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere un membro del G8 (l’Italia) e poi essere umiliato in questo modo da un aspirante tale come il Brasile riflette la poca considerazione che l’Italia ha in campo internazionale. A questo punto bisognava deviare l’attenzione dell’opinione pubblica italiana dall’umiliazione e trovare un capro-espiatorio: il popolo degli italo-brasiliani.&lt;br /&gt;E gli italiani d’Italia avranno “bevuto” questa storiella? Ci crederanno? Forse si forse no.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla frase del nostro illustre  parlamentare: quando c’e’ da chiedere, la nostra voce si sente forte e chiara. Davvero?&lt;br /&gt;Il gruppo dei cronisti poveri di Sao Paolo apre una crassa risata a questa frase.&lt;br /&gt;Primo, il gruppo dubita che la nostra voce si senta affatto, immagina se forte e chiara.&lt;br /&gt;E poi il pedante del gruppo afferma: chiedere tutti possono ma ottenere quasi nessuno. Infatti l’illustre parlamentare non ha potuto usare questa parola (ottenere) perche’ non abbiamo mai ottenuto niente, afferma il pedante. E  pare anche che per avanzare richieste leggittime e riconosciute dalla Costituzione italiana dobbiamo pagare un pedaggio in termine di sit-in di protesta e blocchi stradali per chiedere l’estradizione di Battisti.&lt;br /&gt;Gli italo-brasiliani come gli altri italiani all’estero sono ancora una volta umiliati in Patria per colpe della Patria stessa. E se cio’ avviene da parte di alcuni nostri rappresentanti all’estero significa che noi italiani all’estero siamo proprio alla frutta. Ne’ a destra ne’ a sinistra c’è stata una voce a nostro favore.&lt;br /&gt;A questo punto lasciatemi terminare questo articolo con l’affermazione del pedante: questo parlamentare e’ proprio picchiato dice toccandosi la testa con un dito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-6999781805931086844?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/6999781805931086844/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=6999781805931086844' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6999781805931086844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6999781805931086844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/02/battisti-gli-italo-brasiliani-capro.html' title='Battisti: gli italo-brasiliani capro-espiatorio di una politica colabrodo'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2324474547189685370</id><published>2009-01-20T06:01:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T06:02:18.314-08:00</updated><title type='text'>L’ilarita’ degli italo-brasiliani e il caso Battisti</title><content type='html'>“Lo vedi Max che non ti legge nessuno? Su questa storia di Battisti le dichiarazioni e gli appelli alle autorita’ brasiliane e alla comunita’ italo-brasiliana si susseguono in maniera monotona e inutile. La tua spiegazione geopolitica non sembra averla letta nessuno” dice il tipo col naso aquilino mentre sorseggia la cervejinha gelata. “E quello che e’ peggio e’ che questi appelli si rivolgono anche ad autorita’ di alto livello italo-brasiliane” sgnignazza il tipo tarchiato con il viso rotondo che tradisce le origini meridionali.&lt;br /&gt;Siamo a Sao Paolo, boteco (bar povero) dei cronisti italiani. Caldo pomeriggio di gennaio. I miei colleghi si divertono a prendermi in giro sui miei recenti articoli sul caso Battisti, da me commentato con un affaire polico-affaristico franco-brasiliano. Il punto che suscita la strisciante ilarita’ e’ il richiamo alle origini italiane da parte di autorita’ di alto livello nazionali italiane per sensibilizzare la comunita’ italo-brasiliana per il rimpatrio del terrorista.&lt;br /&gt;Il mio punto e’ che solo un rapporto di business ongoing (corrente) tra la comunita’ italiana in patria ed in Brasile puo’ influire sulle decisioni dei due paesi. In mancanza d’esso il richiamo al cognome di origine italiano e’ destinato a cadere nel vuoto. “Delle due l’una: o sono dichiarazioni ingenue o manca in Italia una reale coscienza di come funzionano le comunita’ nazionali all’estero, non solo quella italiana.” afferma il tipo con il naso aquilino.&lt;br /&gt;Sono propenso a scegliere questa seconda opzione. Per ironia della sorte, l’Italia si rivolge a noi in circostanze che sono sempre a noi rinfacciate: quando ne ha bisogno. Quando ha bisogno di un nostro intervento, un nostro atto a favore della Patria. “Con che faccia ci chiedono di intervenire quando ci chiamano papponi, scroccatori a sbafo, quando non fanno mai niente per noi?” insiste il tipo basso e tarchiato. C’è dell’acredine nelle parole del mio amico ma e’ comprensibile.&lt;br /&gt;Italiano all’estero è vilipeso spesso, sembra di sparare sulla croce rossa. “E non solo residente italiano all’estero. Guarda ad esempio quel povero Giovanni Falcone, che inferno deve passare per vedere suo figlio Angelo. Detenuto italiano all’estero e’ anche peggio” dice il tipo col naso aquilino, riferendosi all’incredibile caso del genitore italiano di un ragazzo lasciato a marcire nelle carceri indiane. “Non discuto se il figlio sia colpevole o no, ma il suo diritto di scontare la pena in Italia” aggiunge naso aquilino.&lt;br /&gt;E forse questo caso e’ emblematico. Nel caso di Angelo nessuno della famosa e aristocratica intellighenzia italiana si e’ mobilitato. Al contrario e’ ignorato quasi con disprezzo.&lt;br /&gt;Nel caso di Battisti si e’ mobilitato nientemeno che Henry Levy, uno dei massimo intellettuali mondiali. Battisti, e’ bene ricordarlo, e’ un pluriomicida. Angelo invece e’ accusato di traffico di droga.&lt;br /&gt;E nel caso di Battisti, Levy si e’ mobilitato sul serio. Nonostante l’avanzata eta’, ha incontrato il ministro della giustizia brasiliana per la sua liberazione. Ma qui in Brasile circola un’altra voce. La figlia di Levy e’ ex-compagna dell’ex-compagno di Carla Bruni (con cui ha avuto un figlio), a sua volta moglie del presidente Sarkozy. In altre parole la linea diretta tra Levy e la Bruni e’ quasi di sangue e non ideologica, come si e’ raccontato in Italia. E’ evidente che l’appoggio alla liberazione di Battisti era fortissima.&lt;br /&gt;Pertanto per ribattere alle critiche dei miei compagni di boteco fatemi rispondere cosi’: chi ignora la dimensione dell’affaire Battisti richiamandosi ai nostri cognomi italiani in Brasile piu’ che al business sembra farlo piu’ per dovere di patria che per ragione.&lt;br /&gt;Gli italo-brasiliani non scenderanno in piazza per l’estradizione di Battisti, nemmeno sanno chi e’ ne’ lo vogliono sapere. Ne’ li si puo’ biasimare. Ci hanno lasciato nel dimenticatoio per troppo tempo e ora richiamarsi a noi, questo si’, suscita l’ilarita degli italo-brasiliani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2324474547189685370?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2324474547189685370/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2324474547189685370' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2324474547189685370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2324474547189685370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/lilarita-degli-italo-brasiliani-e-il.html' title='L’ilarita’ degli italo-brasiliani e il caso Battisti'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7203708059743018208</id><published>2009-01-20T05:15:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T05:16:40.232-08:00</updated><title type='text'>I dollari e gli italiani all’estero</title><content type='html'>“Mio caro Max i soldi fanno girare il mondo ormai. Quasi tutte le maggiori decisioni politiche, economiche, giudiziarie, vengono prese in funzione del colore verde, del dollaro. Ed anche il caso Battisti si spiega cosi’. E questo non l’hanno capito in Italia”. Chi mi siede davanti nel boteco (bar povero) di sao Paolo e’ un vecchio cronista che davanti alla cervejinha (birra) gelata mi da la sua interpretazione del caso Battisti. Ma ascoltiamolo.&lt;br /&gt;“In Italia hanno dato la colpa di tutti a lei, Carla Bruni, la traditrice dell’Italia. Ma le cose sono molto piu’ complesse.” “E allora spiegamele tu” gli chiedo io.&lt;br /&gt;“Ascolta bene. Sarkozy, capo di stato francese, e’ venuto in Brasile a fine anno per due ragioni: una professionale e l’altra personale. Lui ha firmato un contratto tra lo stato francese e quello brasiliano per un valore complessivo di 12 miliardi di dollari di forniture militari (il primo sottomarino nucleare dell’America Latina tra le altre cose probabilmente). Un contratto gigantesco, forse il maggiore stipulato da un paese europeo con il Brasile negli ultimi anni. E in piu’ e’ venuto in Brasile per andare a farsi due bagni a Itacare’, nello stato di Bahia, paradiso dei surfisti”.&lt;br /&gt;“E allora?” incalzo io. “E’ chiaro, mio caro Max: davanti a un contratto di queste dimensioni, che aumenta notevolmente il peso militare del Brasile nell’America Latina, Lula avrebbe accettato qualsiasi cosa. Cosi’ quando Carla ha chiesto, come ciliegina sulla torta, la liberta’ di Battisti, la risposta era ovviamente si”. “Si tratta di geopolitica di alto livello in cui si e’ inserito il nome di Battisti” dico io di rimabalzo.&lt;br /&gt;“Esatto, le proteste italiane era gia’scontate, deboli ed inconsistenti. La stesso Lula ha affermato che l’Italia doveva accettare la decisione di un paese sovrano come il Brasile, praticamente senza discutere”. “Ma cosa poteva fare l’Italia per evitare cio’?” chiedo io.&lt;br /&gt;“Beh e’ semplice: Lula e’ sotto grandissima pressione per le elezioni del 2010 gia’ da quasi un anno. Non per se’ stesso ma per appoggiare la candidatura della sua pupilla Dilma. E’ ovvio che per battere le richieste francesi c’erano due modi: o fare un contratto simile a quello francese (cosa non possibile perche’ da costruirsi nel tempo come hanno fatto i francesi) o appoggiarsi al peso elettorale della comunita’ italo-brasiliana.&lt;br /&gt;I 30 milioni di oriundi italiani sono decisivi per decidere il prossimo presidente. Se Lula avesse minimamente pensato di attirarsi le antipatie dell’elettorato italo-brasiliano per la decisione di non estradare Battisti mai e poi mai avrebbe preso questa decisione. Anche in presenza di un contratto grandioso con la Francia.&lt;br /&gt;Prima il potere, poi il resto, questa e’ la regola. Tuttavia la comunita’ italo-brasiliana e’ slegata, abbandonata dall’Italia. Non esiste una politica a favore degli italiani all’estero. E’ ovvio che se si chiede a questa di agire in favore dell’Italia, la domanda ovvia sarebbe: e perche’ mai? Cosa diversa e’ per lobby straniere in altri paesi, (tipo USA), che non hanno difficolta’ ad influenzare la politica di quel paese. Ma, di nuovo, la ragione di tutto e’ il biglietto verde, il dollaro. Se quelle lobby non avessero uno scambio costante di business con la madrepatria mai agirebbero a favore di essa. Non dobbiamo mitizzare la fedelta’ alla patria. La vera fedelta’, come vedi e’ al biglietto verde”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse l’analisi del mio amico italo-brasiliano e’ un po’ troppo cinica ma ha senso.&lt;br /&gt;Il grande potere delle comunita’ italiane all’estero non e’ nelle loro radici ma nel potenziale di business che possono sviluppare con la madrepatria. E’ su questo e solo su questo che si puo’ costruire un rapporto di forza internazionale che da’ autorevolezza alle proprie richieste.&lt;br /&gt;E’ inutile illudersi: dalla notte dei tempi le relazioni internazionali sono state dominate da rapporti di forza e di business. E’ solo su questo che si possono inserire richieste ad altri stati.&lt;br /&gt;Ma putroppo pare che la nostra politica estera si basa ancora su una visione delle feluche un po’ da addobbo rinascimentale, questa si’ antidiluviana e anacronistica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7203708059743018208?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7203708059743018208/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7203708059743018208' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7203708059743018208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7203708059743018208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/i-dollari-e-gli-italiani-allestero.html' title='I dollari e gli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4385940875598037622</id><published>2009-01-17T07:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-17T07:14:14.877-08:00</updated><title type='text'>Battisti: l’umiliazione dell’Italia colpa della mancanza di attenzione agli italo-brasiliani</title><content type='html'>Gennaio 2009: uno dei leader storici di Hezbollah, detenuto da 2 anni negli USA, non viene estradato in Israele. Nonostante la domanda personalmente inoltrata al Presidente Bush quest’ ultimo decide che si tratta di un caso di persecuzione politica e decide di negare la domanda, concedendo asilo politico. L’ironia della sorte e’ che, alcuni mesi prima, il presidente Bush, visitando Israele, aveva praticamente “promesso”l’estradizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia immaginaria la nostra, compilata dalla nostra redazione di New York. Tuttavia questa storia illustra bene l’umiliazione sofferta dall’Italia nel caso di mancata estradizione di Cesare Battisti del gruppo Proletari Armati. Perche’? Semplice: la nostra storia immaginaria e’ molto simile a quella vera successa nel caso Battisti. Cambiate gli stati coinvolti (gli USA ed Israele con Brasile e Italia), le persone (leader di Hezbollah con Cesare Battisti) ma lasciate uguali le circostanze. Vedrete che i fatti coincidono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda e’: perche’ un caso simile si e’ verificato in Brasile e mai si verificherebbe negli USA?&lt;br /&gt;Semplice: la lobby ebraico-americana avrebbe fatto un rumore d’inferno e il leader di Hezbollah sarebbe stato immediatamente estradato. La lobby ebraica e’ cosi’ insericata nella politica di Washington e quella di Tel Aviv che decide praticamente tanto nella prima quanto nella seconda capitale. Non cosi’ quella italo-brasiliana. Essa conta come il due di briscola tanto per la politica brasiliana quanto per quella italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ironia della sorte e’ che lo stesso giudizio puo’ essere usato per la politica estera italiana. La figura fatta dal nostro ministro degli esteri e dalla nostra diplomazia e’ penosa. Non contiamo niente. Se non riusciamo ad influire su decisioni come quella del caso Battisti dobbiamo ammetterlo che la nostra politica estera e’ fallimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo la causa di tutto e’ la bassissima attenzione data agli italiani all’estero e, nel caso concreto, agli italiani del Brasile. Non ci si puo’ lamentare che non  valiamo molto e siamo umiliati se poi noi stessi umiliamo in patria l’unico punto di appoggio che l’Italia conta in Brasile. I 30 milioni di oriundi italiani che hanno un peso elettorale enorme, che possono decidere il prossimo presidente del Brasile, se fossero uniti e si muovessero all’unisono con l’Italia.&lt;br /&gt;Cosa normale negli USA per la lobby ebraica, cosa assurda per la lobby italiana in Brasile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, come gia’ detto in passato, la ragione e’ perche’ l’Italia abbandona completamente gli italiani all’estero, come quelli in Brasile, piuttosto che coltivarseli con gelosia, come fanno gli altri paesi con i loro discendenti all’estero. E fintanto che cio’ avverra’ e’ inutile illudersi: fatti come questi continueranno e l’Italia mangera’ la polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vedersi avverare le proprie predizioni, come Cassandra, e’ proprio una magra soddisfazione per chi, come il sottoscritto, ripete questa cose da anni. Fintantoche’ non muta la relazione con gli italiani all’estero, la politica estera dell’Italia rimarra’ cosa da Pulcinella. Fino a quando l’Italia umiliera’ gli italiani all’estero e sara’ umiliata dagli stessi paesi dove quegli italiani risiedono?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4385940875598037622?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4385940875598037622/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4385940875598037622' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4385940875598037622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4385940875598037622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/battisti-lumiliazione-dellitalia-colpa.html' title='Battisti: l’umiliazione dell’Italia colpa della mancanza di attenzione agli italo-brasiliani'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1752782760583231275</id><published>2009-01-17T06:43:00.000-08:00</published><updated>2009-01-17T06:49:17.589-08:00</updated><title type='text'>COMUNICAZIONE AI LETTORI</title><content type='html'>Cari lettori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un errore non voluto alcuni mei articoli sono stati pubblicati a mia insaputa su un sito (corriere caraibi) da cui mi dissocio totalmente tanto nei contenuti quanto nelle forme dei suoi articoli.&lt;br /&gt;Ho chiesto al gestore del sito di ritirare immediatamente i miei articoli dal sito.&lt;br /&gt;Volevo farvi sapere che, se per qualche ragione, vedete i miei articoli in quel sito, non ho nulla a che fare con loro&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;Max&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1752782760583231275?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1752782760583231275/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1752782760583231275' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1752782760583231275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1752782760583231275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/comunicazione-ai-lettori.html' title='COMUNICAZIONE AI LETTORI'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-580632437015098334</id><published>2009-01-14T06:03:00.000-08:00</published><updated>2009-01-14T06:04:11.580-08:00</updated><title type='text'>Italians: film “che si fa sempre riconoscere” sugli italiani all’estero</title><content type='html'>Confesso che non l’ho visto. Probabilmente non lo vedro’. Ma leggendo la trama del nuovo film Italians, di prossima uscita in Italia, mi torna alla mente la frase del mio vecchio professore di liceo: “Caro Max, quando si parla di un luogo, di un popolo, vai sempre alla fonte, come ricercatore parla e se puoi vivi con le persone del luogo. E’ sempre meglio l’interpretazione autentica piuttosto che quella filtrata, di persone che non sono state mai in quel luogo o, peggio ancora, sono state li’ per turismo”.&lt;br /&gt;Forse una delle ragioni per cui sono divenuto italiano all’estero e’ questa, perche’ non volevo leggere di cio’ che accadeva in posti che non conoscevo con commenti di persone che andavano li’ per un breve periodo come giornalisti o turisti. Preferivo andare di persona e “vivere” il posto e le persone del luogo, specialmente gli italiani all’estero. Cosi’ ho conosciuto alle radici le tematiche degli italiani all’estero. Ironia della sorte, nonostante le mie profonde conoscenze dell’ argomento, non sono mai stato convocato da alcuna delle numerose commissioni parlamentari su queste tematiche. E dire che a queste commissioni vanno “cani e porci” per parlare dell’universo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cio’ che mi preme oggi e’ di sottolineare una moda di lunga data del nostro cinema: quella di dipingere l’italiano all’estero, in maniera macchiettistica, l’eterno furbone in vacanza, che cerca di sbarcare il lunario con trucchi, con inghippi, con inganni.&lt;br /&gt;Purtroppo l’ immagine che si ha in Italia dell’italiano all’estero e’ questa: Italians e’ solo l’ultimo di una lunga serie di film che si sono arrichiti con uno stereotipo di italiano all’estero che e’ tanto comico quanto lontano anni luce dal vero. L’italiano “che si fa sempre riconoscere”, la macchietta. A questo riguardo bisogna essere realisti: il cinema e’ fatto per guadagnare e film su persone che lavorano alacremente all’estero sarebbero considerati barbosi e probabilmente sarebbero un disastro in biglietteria. Il furbone, quella che pensa di saperla lunga, che vuole fare fesso gli altri, quello si che vende. In realta’ questa immagine solletica l’immaginario collettivo dell’italiano medio:&lt;br /&gt;vado all’estero dove mi libero dalle catene della societa’ italiana ingessata e mi scateno nell’ avventura anche selvaggia. Come se all’estero, specie nei paesi meno sviluppati, non ci fossero regole, si vivesse ne far west.&lt;br /&gt;Per lo meno in questo questi film sono veritieri: gli italiani che vivono in Italia e vengono ad esempio in Brasile per turismo a volte si comportano proprio cosi’, con festini a base di sesso, droga e rock’n ‘roll che infangano la comunita’ italiana residente in Brasile, che vive e lavora in maniera onesta qui in Brasile. Non e’ l’italiano all’estero ma e’ proprio l’italiano d’Italia in vacanza che si comporta cosi’ da avventuriero, da pirata. Poi quando torna in patria e’ il primo a denigrare l’italiano all’estero e come si vive la’, anche se lui va segretamente proprio per queste ragioni.&lt;br /&gt;L’ipocrisia regna sovrana.&lt;br /&gt;Pertanto un consiglio ai miei lettori: se volete vedere il film Italians per fare due risate andateci pure, probabilmente ne vale la pena.&lt;br /&gt;Ma se, dopo aver assistito al film, pensate di aver visto come vivono gli italiani all’estero, mi dispiace deludervi: vi sbaglierete di grosso.&lt;br /&gt;L’italiano all’estero, nella maggior parte dei casi, vive e lavora duramente: il furbone che vedrete nel film ritrae piu’ il regista del film che guadagna “sulle spalle nostre” che noi italiani all’estero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-580632437015098334?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/580632437015098334/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=580632437015098334' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/580632437015098334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/580632437015098334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/italians-film-che-si-fa-sempre.html' title='Italians: film “che si fa sempre riconoscere” sugli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7113426001886696713</id><published>2009-01-14T06:02:00.002-08:00</published><updated>2009-01-14T06:03:29.740-08:00</updated><title type='text'>Il potere degli italiani all’estero</title><content type='html'>Presenza molto numerosa nel parlamento brasiliano. Lo stesso vale per quello argentino, degli Stati Uniti, del Canada e di altri paesi (perdonatemi se non li cito tutti). Futuro candidato alla presidenza della Repubblica argentina (non discutiamo della qualita’ ma della novita’ della candidatura).&lt;br /&gt;Capo della CIA. Tutto cio’ solo nel settore pubblico internazionale.&lt;br /&gt;Senza menzionare la miriade di posizioni di responsabilita’ a livello di ministri, di direttori, di entita’ pubbliche e para-pubbliche.&lt;br /&gt;Nel settore privato poi e’ anche “peggio”. Incarichi di responsabilita’ elevatissimi in tutto il mondo.&lt;br /&gt;In due parole la comunita’ di origine italiana nel mondo ha un peso straordinario nella economia e politica mondiale. Cognomi di origine italiana dominano i top ranking dei vertici mondiali pubblici e privati. E, d’altra parte, l’Italia, un nano politico a livello internazionale.&lt;br /&gt;Nelle elezioni USA e’ impensabile che il presidente eletto non abbia l’ appoggio della potentissima lobby ebraica. Non cosi’ per quella italiana. Eppure gli italo-americani sono piu’ numerosi degli ebrei americani. E’ pero’ importante notare una cosa.&lt;br /&gt;Quando si parla di lobby ebraica si parla di un gruppo di potere politico-economico che va da Washington a New York a Tel Aviv. E questa e’ la differenza con la lobby di origine italiana. Questa si ferma a New York e non varca l’oceano Atlantico.&lt;br /&gt;In altre parole l’Italia e’ ininfluente nelle decisioni “di potere vero”, tanto negli USA quanto in Brasile, in Argentina, etc.&lt;br /&gt;Peggio ancora, l’Italia e’ in posizione subalterna e a volte umiliata.&lt;br /&gt;L’enorme potere negoziale di tipo politico-economico della comunita’ italiana all’estero che potrebbe beneficiare la madrepatria e’ completamente sprecato. Peggio ancora gli italiani all’estero e le comunita’ oriunde sono umiliate in Italia, al contrario di altri paesi anche piccoli come l’Irlanda o Israele.&lt;br /&gt;Invece di disegnare la politica estera in funzione del grandissimo potere delle comunita’ italiane ed oriunde all’ estero, queste vengono ignorate o offese.&lt;br /&gt;E’ come una ricchezza che viene completamente sprecata. Ma c’è una ragione.&lt;br /&gt;Per avere un “ritorno” dalle comunita’ italiane all’estero, in termini di potere di influenza delle loro decisioni politiche ed economiche, l’Italia non si puo’ limitare a ricordare l’origine italiana dei cognomi dei potenti.&lt;br /&gt;L’Italia deve mantenere un legame, uno scambio costante con le comunita’ italiane all’estero, deve mantenere un legame economico, finanziario, culturale, linguistico. Ma cio’ implica una serie di investimenti verso le comunita’ e soprattutto un’ ottica culturale diversa.&lt;br /&gt;Un’ottica che considera le comunita’ italiane all’estero come un asset (bene) e non una liability (passivita’). Ma l ‘Italia politica in maniera taccagna e miope fa il contrario.&lt;br /&gt;Salve poi scoprire persone di origine italiana di successo e corrergli dietro.&lt;br /&gt;Il meno che ci si puo’ aspettare da un tale comportamento e’ che la persona oriunda italiana di successo ignori le richieste provenienti dall’Italia.&lt;br /&gt;Non si puo’ cavalcare il campione quando si e’ affermato, bisogna coltivarselo e crescerlo per poi correre con lui. Nel mondo delle relazioni politico-commerciali internazionali si e’ “riconoscenti” verso chi fa qualcosa per te, non verso l’ultimo arrivato. E un paese che ha generato un genio dell’analisi del potere come Macchiavelli sembra ignorare le basi del pensiero politico-economico come quelle enunciate. E’ proprio vero che frasi “italians do it better” non sono sempre valide, specie nella politica estera nostrana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7113426001886696713?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7113426001886696713/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7113426001886696713' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7113426001886696713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7113426001886696713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/il-potere-degli-italiani-allestero.html' title='Il potere degli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5065034363518720041</id><published>2009-01-14T06:02:00.001-08:00</published><updated>2009-01-14T06:02:33.770-08:00</updated><title type='text'>Complotto contro gli italiani all’estero?</title><content type='html'>E’ partita. La campagna di dinformazione. Potente. Oscura, nebulosa ma costante.&lt;br /&gt;Ma di che parli, Max, vaneggi? ti starai chiedendo mio caro lettore.&lt;br /&gt;No, e se leggi quest’articolo fino all’ultima riga capirai di cosa parlo.&lt;br /&gt;Di una rottura dello status quo, del pantano in cui le comunita’ degli italiani all’estero sono rimaste infognate per anni e che un gruppo di persone sta cercando (e anche con discreto successo) di tirarle fuori.&lt;br /&gt;E permettemi, prima di arrivare al dunque di questa oscura storia, di fare una precisazione (e poi vedrete il perche’ di essa).&lt;br /&gt;Max Bono non e’ una persona, lo scrivente e’ solo l’ultima ruota del carro e neppure la piu’ importante. Il contenuto degli articoli scritti da Max Bono e’ coordinato da un team di persone basate a Sao Paolo, a Rio de Janeiro, a Salvador de Bahia, a Buenos Aires, a New York, a Milano, in Sud Africa. Percio’ screditare lo scrivente influisce in poco o niente sul lavoro del team che puo’ facilmente trovare un sostituto al sottoscritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E veniamo a lei, alla campagna, al complotto contro lo scrivente, che in realta’ ha come obiettivo finale gli italiani all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando Max Bono ha scoperchiato il vaso di Pandora delle tematiche degli italiani all’estero ne e’ uscito di tutto, ma veramente di tutto. Politici di livello, parlamentari, gruppi di opinione sugli italiani all’estero, persone comuni che hanno subito torti di varia natura all’estero, tutti hanno inondato la casella di email &lt;a href="mailto:freethinking2004@yahoo.com" target="_blank" rel="nofollow" ymailto="mailto:freethinking2004@yahoo.com"&gt;freethinking2004@yahoo.com&lt;/a&gt; di Max Bono e persino della ong per cui lavoro APK.&lt;br /&gt;Un dibattito vivace, salutare, dinamico sulle problematiche degli italiani all’estero come mai in passato si e’ esteso ai siti su cui scrivo e persino sulle agenzie specializzati e giornali cartacei. Sembra che il bisogno di espressione delle comunita’ italiane all’estero si sia rivelato finalmente con decisione.&lt;br /&gt;Ma ahime’, insieme a cio’, e’ uscita fuori lei, la campagna di dsinformazione tesa a denigrare il sottoscritto, a diminuire il valore di cio’ che scrive, a dire che e’ tutto falso, errato, senza senso.&lt;br /&gt;Tutto e’ cominciato con una email innocente di un lettore che, sconvolto da un mio articolo sugli indigenti di Bahia, si e’ nobilmente offerto di aiutare l’indigente menzionato nell’articolo.&lt;br /&gt;Poi pero’, lungi da fare cio’ menzionato, e’ partita dallo stesso lettore su un sito una serie di critiche costanti sul sottoscritto che ha sconfinato nell’offensivo. Dopo che finalmente questo lettore e’ stato posto in condizioni di non nuocere, strane emails sono arrivate tanto al sottoscritto quanto ai siti per cui scrivo. Nelle emails che io ricevevo si denigravano i siti e in quelle che ricevevano i siti si denigrava il sottoscritto.&lt;br /&gt;Insomma una vera e propria campagna di disinformazione e’ in atto tanto sul sottoscritto quanto sui siti dove scrivo.&lt;br /&gt;Ma perche’?&lt;br /&gt;E qui arriviamo al nocciolo della questione. Le comunita’ italiane all’estero, anche per la loro inerzia (in alcuni casi) sono state mantenute in un sonno soporifero per decenni. Poi improvvisamente e’ stato dato loro il potere di avere propri rappresentanti al Parlamento italiano.  Questo pero’ senza modificare in nulla la loro situazione economica, finanziaria sociale e politica.&lt;br /&gt;Esiste una potente lobby politico-diplomatica che e’ fermamente decisa a protrarre lo status quo di situazione soporifera in cui versano le comunita’ italiane all’estero. Esiste anche una lobby economica legata ai fondi per gli italiani all’estero con la stessa finalita’ tanto in Italia e all’estero. A questa lobby piace che le discussioni sugli italiani all’estero siano mantenute eteree, piene di discussioni vuote, senza contenuti concreti e soprattutto senza effetti.&lt;br /&gt;Discutere su tutto per non cambiare nulla questo sembra essere il loro motto. E l’atteggiamento delle comunita’ italiane all’estero, da sempre cronicamente senza voce in capitolo, sembrava facilitare e assecondare questa strategia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma inprovvisamente arriva il team Max Bono, con le sue campagne a favore degli indigenti, dei detenuti all’estero, che questiona i fondi all’editoria ed il comportamento della rete consolare e soprattutto le dichiarazioni molto spesso senza alcun effetto dei rappresentanti italiani eletti all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo team con l’appoggio di siti prestigiosi in Italia e all’estero, specializzati e non, sembra rompere il vuoto di informazione sulle comunita’ italiane all’estero, sembra scuoterle dal loro torpore secolare. Cio’ non va bene, sembra dire la potente lobby.&lt;br /&gt;Ed ecco spiegata la campagna di disinformazione in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avra’ effetto? A te lettore l’ardua sentenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5065034363518720041?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5065034363518720041/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5065034363518720041' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5065034363518720041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5065034363518720041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/complotto-contro-gli-italiani-allestero.html' title='Complotto contro gli italiani all’estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2467063032997726661</id><published>2009-01-10T05:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-10T05:33:31.958-08:00</updated><title type='text'>Il vaso di Pandora degli italiani all’estero</title><content type='html'>Lo confesso. Non me l’aspettavo. Ci speravo ma non me lo aspettavo. Sono riuscito in una impresa titanica. Aprire il vaso di Pandora degli italiani all’estero. Non vorrei esagerare. Ma e’ sicuramente vero che dopo i miei ultimi articoli si e’ scatenata una ampia discussione in vari siti internet in cui scrivo sulle problematiche degli italiani all’estero.&lt;br /&gt;In un sito c’è una discussione molto interessante e vivace sulla condizione dei detenuti italiani all’estero. Penso che in passato raramente ci sia stata una discussione simile dal “basso”, di persone normali, su tale tema. In piu’ ho ricevuto varie emails da specialisti sull’argomento che discutono con fervore sull’argomento. Ho scoperto che anche c’è molta ignoranza (ovvio non voluta) dalla maggior parte dei lettori.&lt;br /&gt;In un altro sito c’è stato un veemente attacco alle mie conoscenze in materia di commercio estero e sull’attivismo delle comunita’ italiane all’estero. Attivismo sicuramente verissimo in certi casi ma ho forti dubbi che cio’ possa essere generalizzato per tutte le comunita’ italiane all’estero. Intendiamoci: il mio vuole essere uno sprone non una critica. Io stesso faccio parte di una comunita’ italiana all’estero e conosco benissimo i problemi di essa. Tuttavia sembra che quando si debba passare al dunque, all’azione, ci sia una apatia degli italiani all’estero. Non di tutti ma di molti. E non solo in Brasile. Ho ricevuto varie emails di conferma di cio’ dall’ America del Sud, del Nord, dall’Africa, dall’Asia per non dire dall’ Europa.&lt;br /&gt;Un effetto buffo di cio’ che ho scritto e’ che, rispetto al passato, ora i politici italiani eletti all’estero mi rispondono rapidamente, con argomenti concreti. Tuttavia ancora mancano dettagli importanti nelle loro risposte, del tipo: quali sono le persone responsabili che stanno elaborando, ad esempio, la politica di equalizzazione delle erogazioni delle pensioni INPS a quelli INPDAP (argomento particolarmente a cuore di alcuni pensionati in Brasile)? Eh si perche’ se e’ vero che si sta lavorando per questo (scusa normalmente addotta dai nostri parlamentari) non basta piu’ dire che c’e’ stato un sollecito all’ufficio competente, bisogna sapere i passi concreti svolti a riguardo.&lt;br /&gt;Un’altro parlamentare mi promette che sta facendo il possibile per i parlamentari indigenti. Sara’ vero? A parole sembra di si. Ma i vecchi italiani indigenti continuano nelle favelas sudamericane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parliamo poi delle emails ricevute per il trattamento scortese o arbitrario di alcuni consolati italiani all’estero. Qui c’è la quasi unanimita’. Fatemi ribadire la mia posizione: ci sono ottimi consolati italiani all’estero, ma alcuni lasciano veramente a desiderare nel loro modus operandi. Questo deve cambiare. Se gli italiani all’estero potessero votare il gradimento dell’operato del proprio consolato all’estero (nuova proposta) penso che molti consolati cambierebbero consoli e direttori.&lt;br /&gt;Ma e’ sull’editoria italiana all’estero che l’unanimita’ e’ quasi generale. E’ incredibile che, a fronte di questa valanga di critiche, il governo continuera’ ad applicare le vecchie regole. Perche’? Francamente la scusa del ritardo non e’ accettabile.&lt;br /&gt;E qui dobbiamo segnalare una cosa: le repliche, le emails, sono per la maggior parte di comuni italiani all’estero ed anche di parlamentari.&lt;br /&gt;Il governo pero’ tace. Sembra ignorare questo dibattito. Non e’ una cosa molto onorevole, in fondo gli italiani all’estero sono milioni e meritano risposte.&lt;br /&gt;Tuttavia fatemelo dire: sono contento. Riuscire nell’erculea impresa di aprire questo vaso di Pandora non e’ una cosa facile, specialmente perche’ si parla del popolo piu’ ignorato al momento in Italia: gli italiani all’estero.&lt;br /&gt;Che ben vengano critiche, dibattiti, emails, discussioni di qualunque tipo. Cio’ significa che non siamo tutti passivi, moribondi o papponi, come molti pensavano tanto in Italia quanto all’estero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2467063032997726661?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2467063032997726661/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2467063032997726661' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2467063032997726661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2467063032997726661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/il-vaso-di-pandora-degli-italiani.html' title='Il vaso di Pandora degli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4376324191629072818</id><published>2009-01-06T07:29:00.000-08:00</published><updated>2009-01-06T07:32:01.236-08:00</updated><title type='text'>I politici italiani eletti all’estero</title><content type='html'>“Caro Max ho letto il tuo articolo e devo dire che non sono d’accordo. E’ facile criticarci, dire che agiamo come “marionette”. La verita’ e’ che i parlamentari italiani eletti all’estero incontrano mille difficolta’ tanto nella maggioranza quanto  all’ opposizione. Percio’ e’ ingiusto formulare giudizi come i tuoi” mi scrive il parlamentare di cui, per rispetto alla sua volonta’, non rivelero’ il nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che non sono nuovo a contatti diretti con persone illustri e poiche’ i miei lettori me l’hanno spesso chiesto, raccontero’ un aneddoto che si e’ verificato la scorsa legislatura.&lt;br /&gt;Ero a casa all’ora di pranzo piu’ di un anno fa.&lt;br /&gt;Improvvisamente squilla il mio cellulare. Dall’altra parte della cornetta una voce gentile mi chiede: “Max Bono?” “si” rispondo sorpreso. “Il parlamentare XY vuole parlare con lei” risponde con voce educata la sua segretaria. A mia volta rispondo “Ora non posso perche’ sono occupato”. La segretaria sorpresa mi chiede: “Quando potra’ parlare?” “piu’ tardi tra qualche ora”. La segretaria si consulto’ con il parlamentare e poi fisso’ l’appuntamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimasi sorpreso perche’ il mio numero di cellulare e’ praticamente conosciuto a pochissimi e sicuramente (pensavo) non a Roma. Ma mi sbagliavo. Le via di Roma sono infinite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’epoca (come ora) mi battevo per i diritti degli italiani indigenti all’estero. All’appuntamento fissato il parlamentare mi chiede perche’ insisto su di lui e io candidamente rispondo che non era una battaglia personale, al contrario. Chiedevo il rispetto dei diritti degli italiani indigenti. E li’, ilvecchio marpione mi chiese: “Ma mi dica i nomi che io li comunichero’ a chi di dovere per poterli aiutare”. Io risposi: “Guardi che non voglio interventi ad personam a favore di qualcuno od un altro. Cio’ che chiedo nei miei articoli e’ l’elaborazione di una politica a favore degli italiani indigenti all’estero”. L’illustre parlamentare rimase deluso ma mi disse che avrebbe fatto il possibile. Il giorno dopo il parlamentare fece una dichiarazione alla stampa attaccando i miei articoli e le sue strumentalizzazioni da parte di avversari politici. A quel punto capii che se avessi fatto nomi, come lui voleva, li avrebbe usati affermando che i miei articoli erano motivati da interessi personali. Il furbastro aveva tentato di “convincermi” il giorno prima per denigrarmi il giorno dopo. Fortunatamente non era cascato nel tranello anche perche’ le mie motivazioni erano genuinamente a favore degli indigenti piuttosto che per guadagni personali. L’illustre parlamentare non fu poi rieletto e qualcuno dice anche grazie ai miei articoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconto questo aneddoto per specificare che con i miei articoli non ho mai avuto interessi personali ma al contrario non ho mai guadagnato un centesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma per rispondere all’osservazione dell’attuale parlamentare vorrei sottolineare che ci sono quattro punti che i parlamentari tanto di governo quanto di opposizione eletti all’estero dovrebbero intervenire subito per far passare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)      Assistenza agli italiani indigenti all’estero. Questo per evitare che “la strage dei poveri vecchi italiani innocenti all’estero” continui.&lt;br /&gt;2)      Rimpatrio dei detenuti italiani all’estero. Non discuto se sono colpevoli o no. E’ pero’ giusto che passino i periodo carcerario in Italia piuttosto che all’estero.&lt;br /&gt;3)      Eliminazione dei sussidi all’editoria italiana all’estero nell’attuale maniera e loro direzionamento all’informazione di ritorno di giornalisti italiani genuinamente all’estero.&lt;br /&gt;4)      Ristrutturazione non tanto della rete consolare ma del suo modus operandi. In altre parole eliminazione di comportamenti arbitrari ed eccessivamente burocratici di alcuni consolati italiani all’estero.&lt;br /&gt;Come vede, mio illustre parlamentare, non si tratta di richieste esorbitanti ma di cose dovute.&lt;br /&gt;E’ora pero’ che anche noi italiani all’estero facciamo la nostra parte e la smettiamo di lamentarci ma agiamo a favore del nostro paese promuovendolo e cercando di sviluppare un flusso economico-finanziario verso l’Italia tramite atti concreti. Questo per dimostrare che non chiediamo sempre ma che diamo anche qualcosa all' Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4376324191629072818?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4376324191629072818/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4376324191629072818' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4376324191629072818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4376324191629072818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/i-politici-italiani-eletti-allestero.html' title='I politici italiani eletti all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2546928211936952110</id><published>2009-01-04T10:51:00.000-08:00</published><updated>2009-01-04T10:52:33.801-08:00</updated><title type='text'>Italiani all’estero: popolo senza leader</title><content type='html'>“Caro Max, ho fatto una ricerca su google sugli italiani all’estero. Mi sono concentrato solo sugli articoli che parlano circa il sentimento delle comunita’ italiane all’estero. Ho scartato quindi le dichiarazioni dei politici, dei diplomatici, dei giornalisti che tessevano le lodi di politici in patria e all’estero. Cercavo qualcosa che riguardasse veramente cio’ che accade nelle comunita’ italiane all’estero, chi sono le persone membri di tali comunita’ etc.. Devo dire che sono rimasto deluso dal risultato: ci sono pochissime fonti che descrivono bene chi e’ l’italiano all’estero. Devo dire che tu sei uno di questi pochi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio il mio lettore dalla Svizzera italiana, che descrive una realta’ vera e poco conosciuta. La mancanza di fonti attendibili circa la realta’ degli italiani all’estero.&lt;br /&gt;Ma la ragione di cio’ e’ dovuta ad un fenomeno forse unico nella storia dell’umanita’: la diaspora dell’unico popolo “bianco” appartenente ad un paese molto sviluppato. Un popolo, un paese che appartiene al G8, uno dei popoli teoricamente piu’ ricchi del mondo: il popolo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia ha un popolo di emigranti sparpagliato in tutto il mondo. Solo in Brasile tra oriundi ci sono circa 30 milioni di persone. Le altre nazioni “sviluppate”, Gran Bretagna, Spagna, Francia, anche loro hanno avuto e tuttora hanno una grande penetrazione nel mondo, ma da conquistatori non da emigranti.&lt;br /&gt;In Brasile ad esempio gli italiani sono stati i “negri bianchi”, che hanno sostituito gli schiavi nelle piantagioni. Per questo ci sono addirittura state leggi che per un periodo hanno proibito l’ emigrazione italiana in Brasile.&lt;br /&gt;E’ evidente che la dimensione del popolo italiano nel mondo, se si comprendono tutte le persone di origini italiana, e’ grandiosa. Tuttavia, a differenza di altri paesi, l’italiano nel mondo e’ deriso, in primo luogo in patria. E’ tacciato di pappone, e’ considerato con vergogna, con fastidio. Il governo attuale ha ridotto ancor di piu’ i miseri fondi destinati ad esso. L’editoria italiana all’estero e’ terra di saccheggio di fondi pubblici di soggetti in patria e all’estero. Gli italiani indigenti sono abbandonati nelle favelas sudamericane.  E soprattutto la grande potenza economico-finanziaria della comunita’ di origine italiana nel mondo e’ignorata con sufficienza dalla madrepatria. Alcuni dei leaders economici e politici del pianeta sono di origine italiana ma cio’ viene scoperto solo di tanto in tanto con curiosita’.&lt;br /&gt;I politici che ci rappresentano si muovono quasi come marionette nelle mani dei partiti di appartenenza. Con alcune eccezioni le autorita’ diplomatiche ci trattano con sufficienza e quasi con fastidio anche per ricevere alcune cose elementari come un certificato qualunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la colpa di tutto e’ probabilmente della stessa comunita’ italiana nel mondo. Quest’ultima non si unisce, non si muove all’unisono. Si fa strumentalizzare molto spesso per la realizzazione di programmi pilotati dall’Italia che beneficiano piu’ gli italiani in patria che all’estero. Abbaimo piu’ volte menzionato in passato i corsi di dubbia qualita’ organizzati in America Latina da Italia Lavoro e altre entita’.&lt;br /&gt;Ma forse, piu’ di tutto, il punto e’ che non facciamo sentire la nostra voce, la voce della nostra comunita’, non abbiamo un leader che abbia il coraggio di parlare e far sentire con forza la nostra voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio lettore italo-svizzero ha verificato con la sua ricerca questa triste verita’. Fintantoche’ ci muoveremo separati, senza una voce forte ed unica, chiedendo solo per i nostri interessi particolari, non otterremo niente. Se invece svilupperemo una politica unica, che generi un flusso economico-finanziario da e per l’Italia, saremo capaci di poter far sentire la nostra voce e avere rispetto tanto in Italia che all’estero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2546928211936952110?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2546928211936952110/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2546928211936952110' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2546928211936952110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2546928211936952110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2009/01/italiani-allestero-popolo-senza-leader.html' title='Italiani all’estero: popolo senza leader'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7330953032986095330</id><published>2008-12-31T04:39:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T04:40:29.406-08:00</updated><title type='text'>Internet: il giornalista protagonista dell’ informazione</title><content type='html'>“Mio caro Max tu parli di internet e notizie, perche’ non chiarisci chi vince e chi perde da questo cambiamento che sta avvenendo nel mondo dell’informazione?” mi chiede il mio lettore da Tucson, Arizona, USA.&lt;br /&gt;Devo dire che da quando ho cominciato a scrivere sul mondo dell’editoria e dell’informazione in generale l’attenzione a cio’ che scrivo e’ aumentata vertiginosamente. Ricevo continuamente richieste di chiarimenti a riguardo.&lt;br /&gt;Se non fosse per il lavoro (pagato) che svolgo per APK, la ong di assistenza degli italiani del Nord Est del Brasile (&lt;a href="mailto:apk.salvador@yahoo.com.br" target="_blank" rel="nofollow" ymailto="mailto:apk.salvador@yahoo.com.br"&gt;apk.salvador@yahoo.com.br&lt;/a&gt;) , non riuscirei a sopravvivere perche’ il lavoro di giornalista e quello di rispondere alle emails dei lettori e’ quasi non remunerato.&lt;br /&gt;Ma voglio rispondere alla domanda del mio lettore italo-americano perche’ riguarda un punto essenziale del giornalismo attuale.&lt;br /&gt;Internet ha per sempre cambiato i rapporti di forza all’interno del mondo dell’informazione con uno shift (spostamento) epocale del focus dal giornale al giornalista. Mi spiego.&lt;br /&gt;In passato un giornalista che chiamava una persona per raccogliere notizie o per una intervista si qualificava dicendo ad esempio: “ Lavoro per il Corriere della Sera, per la Repubblica”. Oggi no.&lt;br /&gt;Quando chiamo per raccogliere informazioni dico: “Sono Max Bono, giornalista”.&lt;br /&gt;Il cambiamento e’ abissale e si spiega con un altro cambiamento altrettanto importante che e’ avvenuto nel mondo dell’informazione. Oggigiorno i giornali come veicoli di informazione sono inutili. La pura notizia, cio’ che e’ accaduto nel luogo X all’ora Y, e’ di dominio pubblico grazie ad internet. Chiunque puo’ sapere le notizie in tempo reale senza problema.&lt;br /&gt;E’ finita l’epoca in cui solo il giorno dopo, leggendo il giornale, si conosceva cio’ che era accaduto. Cio’ era gia’ cambiato con l’avvento della tv ma internet ha mutato cio’ in maniera radicale. In pratica i giornali cartacei hanno gia’ cambiato la loro funzione. Come veicoli di informazione sono inutili, persino dannosi perche’ possono indurre ad errori di informazione. L’unico valore aggiunto di un giornale e’ nel commento che danno alla notizia, non nella notizia in se’.&lt;br /&gt;Ma (ovvio) il commento deve essere di qualita’ perche’ altrimenti anch’esso e’ inutile. Percio’ il giornale (tanto fisico quanto on-line) ha disperatamente bisogno di giornalisti che scrivano commenti di qualita’. Giornalisti- analisti che vedano al di la’ della notizia per interpretare e vedere cio’ che essa comporta per il futuro di tutti noi.&lt;br /&gt;Il lettore compra il giornale per questo, per avere un valore aggiunto alla notizia in se’, che puo’ avere gratis da internet. Si tratta pertanto di un cambiamento abissale che colloca il giornalista commentatore al centro del mondo dell’informazione. Il giornale ha perso per sempre la sua centralita’ nel mondo dell’informazione, sostituito dal giornalista. Il preistorico mondo dell’editoria italiana non ha ancora capito cio’ e questo spiega perche’ molti giornali stanno affondando nelle vendite. E’ pero’ vero che l’intero modello di business dell’informazione e’ cambiato.&lt;br /&gt;Il  giornalista commentatore ha tuttavia ancora molta difficolta’ ad emergere e per questo deve svolgere un secondo lavoro, specie se non appartiene alla “casta” del mondo dell’informazione del passato. L’editoria italiana per decenni e’ vissuta sulle notizie “pilotate” e si rifiuta disperatamente di accettare il cambiamento imposto dal mondo di internet. Ovvio, non ci riuscira’, ma sicuramente sta ritardando il cambiamento.&lt;br /&gt;Parlando di cambiamenti, molti mi chiedono ad esempio perche’ scrivo per vari giornali on-line piuttosto che per quelli “fisici”. Beh, la spiegazione e’ la seguente. Il tempo medio tra scrivere l’articolo e la sua pubblicazione on-line e’ di un giorno mentre sui giornali “fisici” (che in piu’ vogliono l’esclusiva) e’ di 3 – 4 giorni. In pratica quando pubblicato sul giornale cartaceo il mio articolo e’ gia vecchio.&lt;br /&gt;Francamente preferisco la diffusione on-line, anche se quasi non remunerata, ma libera rispetto a quella cartacea, mal pagata, che esce con grande ritardo, con “direttive” su come scrivere e che scrivere.&lt;br /&gt;Tanto, penso, il giornalista commentatore on-line e’ il futuro anzi il presente e nel frattempo continuo, per il mio sostentamento, a lavorare per APK.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7330953032986095330?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7330953032986095330/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7330953032986095330' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7330953032986095330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7330953032986095330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/12/internet-il-giornalista-protagonista.html' title='Internet: il giornalista protagonista dell’ informazione'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1858471279354981560</id><published>2008-12-28T13:59:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T14:00:36.245-08:00</updated><title type='text'>Internet, il vero giornale degli italiani all’estero</title><content type='html'>“Quali sono i giornali italiani che leggi?” chiedo al mio intervistato. Ho fatto questa domanda migliaia di volte intervistando gli italiani di Bahia per la ricerca della ong APK, l’unica di assistenza della comunita’ italiana del Nord Est del Brasile (&lt;a href="mailto:apk.salvador@yahoo.com.br" target="_blank" rel="nofollow" ymailto="mailto:apk.salvador@yahoo.com.br"&gt;apk.salvador@yahoo.com.br&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Cio’ che impressiona e’ che la risposta e’ stata quasi sempre la stessa: “Tutti, chiaro su internet”. Ed inoltre: “ I giornali italiani sono carissimi qui in Brasile, arrivano con grande ritardo, con notizie vecchie. In internet invece ricevi le notizie in tempo reale, riesci a leggere persino le notizie della tua cittadina di appartenenza, e, ovvio, costa pochissimo”.&lt;br /&gt;Internet ha permesso di mantenere il legame con la madrepatria tramite il continuo aggiornamento delle notizie. In passato i costi proibitivi dei giornali scoraggiavano l’acquisto degli stessi da parte degli italiani all’estero e di conseguenza le comunita’ all’estero perdevano gradualmente il contatto con l’Italia.&lt;br /&gt;L’immagine della nostra patria diveniva opaca, folkloristica, senza contatto con la realta’ attuale. Oggi tutto questo non esiste piu’. Persino ultrasettantenni leggono con regolarita’ le notizie che accadono in Italia con la dimestichezza di ragazzini. L’immagine dell’Italia e’ la stessa che si ha in Italia, persino i tormentoni politici che si commentano sulle spiaggie brasiliane dall’italiano di turno sono gli stessi che in Italia. L’italiano all’estero conosce (o meglio puo’ conoscere) l’Italia come l’italiano in patria.&lt;br /&gt;Ci sono tuttavia alcuni fenomeni interessanti che riguardano l’informazione on-line e gli italiani all’estero poco conosciuti o discussi. In primo luogo mentre l’italiano all’estero sa benissimo cosa accade in Italia non e’ vero il contrario. L’immagine dell’italiano all’estero in Italia e’ ancora molto folkloristica, e’ l’immagine del “paisa’”, dell’emigrante con la valigia di cartone. Una immagine tanto falsa quanto quella che avevano gli italiani all’estero di quelli in Italia in passato. Solo che l’italiano all’estero si e’ aggiornato grazie ad internet mentre l’italiano in patria no.&lt;br /&gt;E’ forse questa la vera ragione della disaffezione (per non dire dell’immagine di “pappone”) che l’italiano in patria ha di quello all’estero. Sfortunatamente la cosiddetta “informazione di ritorno”, l’informazione circa le comunita’ italiane all’estero da parte di giornalisti italiani sul luogo, quasi non esiste in Italia. Al contrario i sussidi governativi per la stampa italiana all’estero (quelli si’) vanno, per la maggior parte, a “papponi” che pubblicano giornali italiani all’estero che ben pochi leggono. Questi sussidi dovrebbero essere indirizzati allo sviluppo dell’informazione di ritorno invece che essere “sprecati” in mille rivoli o andare a foraggiare il gruppo Assopigliatutto-La Repubblica con il “metodo” dei quotidiani teletrasmessi.&lt;br /&gt;Infine e’ interessante la discussione che si strascina per anni sul “sesso degli angeli” riguardo a Rai international. Una discussione francamente inutile perche’ Rai international all’estero la vedono in pochi per non dire in molto pochi. Di nuovo i costi elevati associati a ricevere il segnale tramite la tv via cavo o satellite scoraggia seriamente l’italiano all’estero. E perche’ poi? Con internet vedi con un po’ di ritardo le trasmissioni rai senza alcuno costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ evidente che internet ha distrutto per sempre il mondo preistorico dell’editoria italiana. E questo e’ ancora di piu’ vero all’estero. Paradossalmente pero’ ha anche centralizzato l’attenzione del teleutente sui giornali tradizionali, nella loro versione on-line. Mi spiego.&lt;br /&gt;Il “brand” dei giornali tradizionali e’ decisivo nel momento di scegliere dove leggere le notizie. In pratica si va in google si scrive il nome della testata nazionale piu’ famosa o conosciuta e si leggono le notizie italiane. Mai prima d’ora i giornali tradizionali sono stati tanto forti e tanto deboli. Tanto forti perche’ sono i principali che si leggono in internet, tanto deboli perche’ i giornali fisici (anche in Italia) si leggono sempre meno. Riportano notizie vecchie, inutili. In prastica vale la pena leggerli per i commenti e per i titoli a nove colonne piu’ che per le notizie. Questo spiega perche’ i giornali sportivi sono sempre sull’auge dell’onda in Italia.&lt;br /&gt;Un’ altro fenomeno ancora piccolo anche se in crescita vorticosa riguarda i giornali on-line poco conosciuti o i siti blog. Questi non hanno “il nome” ma nella ricerca in google escono anche loro. Ed il lettore, una volta che li sperimenta, se gli piacciono, torna sempre di piu’. Ed alla fine persino abbandona il giornale tradizionale, limitatamente pero’ all’area di competenza del giornale on-line specializzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morale della storia: i giornali cartacei hanno un valore ed un impatto sempre piu’ ridotto mentre molto maggiore e’ l’impatto delllo stesso giornale online. I giornali online “nuovi” invece stanno attraversando un severo processo di selezione naturale accentuato dalla recente crisi economica e sopravviveranno solo quelli che dimostreranno di avere una specializzazione vera nell’area di competenza. E cio’ per i giornali degli italiani all’estero significhera’ avere una vera informazione di ritorno, non una copia sbiadita della comunita’ italiana che esce dai libri di storia dell’emigrazione.&lt;br /&gt;Ora pero’ mi fermo e torno al duro lavoro di ricerca per APK. Se aspetto i sussidi governativi sto fresco. Al momento la mia informazione di ritorno mi da un ritorno di buon immagine ma non un altrettanto ritorno finanziario. Devo guadagnarmi la pagnotta io e con l’inflazione crescente qui in Brasile (altra informazione di ritorno che vi passo) non posso aspettare i tempi biblici del governo per la modifica dei criteri di erogazione dei fondi pubblici all’editoria italiana all’estero. E qualcosa mi dice che anche questa ci sara’, i futuri beneficiari saranno i soliti noti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1858471279354981560?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1858471279354981560/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1858471279354981560' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1858471279354981560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1858471279354981560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/12/internet-il-vero-giornale-degli.html' title='Internet, il vero giornale degli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-974730885381292865</id><published>2008-12-27T06:01:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T06:02:12.147-08:00</updated><title type='text'>Brasile, dove essere "differenti" non fa molta differenza</title><content type='html'>“Max tu scrivi tanto bene degli italiani all’estero ma non parli mai di quelli con difficolta’ psico-motorie, quelli che in Italia vengono definiti disabili”. Lo confesso, l’osservazione del mio lettore italiano e’ vera. Ma non perche’ non voglia scrivere sull’argomento. Al contrario. La ragione vera a ha che vedere con il modo di vivere che si ha in Brasile.&lt;br /&gt;Le persone che vengono a vivere qui lasciano tutto alle spalle. Tutti i problemi, fisici e psicologici. Qui le persone sembrano cominciare una nuova vita. Qui tutti sono uguali. Questo e’ veramente il paese in cui si ricomicia una vita nuova, da zero. E qui i disabili, i “differenti” non lo sono poi tanto. Al contrario. E cio’ perche’ le persone non sembrano poi tanto impressionate dai “difetti” fisici o psicologici. E la storia che vi racconto oggi sembra provare cio’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nel quartiere turistico della Barra a Salvador de Bahia. Per il mio lavoro di analisi della comunita’ italiana di Bahia con la ong APK (apk.salvador@yahoo.com.br ) incontro italiani di tutti i tipi.&lt;br /&gt;Ma quello che incontro in questa calda notte estiva di Salvador e’ sicuramente una persona speciale. Un simpatico siciliano di Catania che ha un famoso ristorante - pizzeria di nome “Luna Rossa”. Mario, come lo conoscono tutti, e’ una di quelle persone con la sua simpatia ti cattura subito. Gioviale persona di 52 anni, e’ proprietario del ristorante con alcuni soci. In piu’ svolge attivita’ di consulenza per alcune ditte importanti. Ha avuto una vita “movimentata” in cui si e’ sposato e separato e adesso ha una nuova compagna. Guida, ha tre figlie, conosce bene la citta’ di Salvador dove ha lavorato tanti anni come executive di una impresa. Il suo ristorante e’ molto avviato, ha una clientela fissa, il che non e’ facile per una citta’ turistica come Salvador. Mario ha viaggiato molto in Brasile e torna in Italia spesso, ma come turista perche’ la sua vita vera e’ qui a Bahia ora.&lt;br /&gt;La conversazione scivola via amabile e simpatica. E nel finale Mario mi racconta dell’incidente. Un incidente terribile sul lavoro. L’esplosione gli tiro’ via le braccia. Rimasero solo alcuni lembi delle braccia che usa per chiamare col cellulare. Ma anche per guidare. Mario mi dice: “Vedi caro Max la vita a Bahia mi piace molto e per questo non tornerei piu’ in Italia. Ma c’e’ anche un’altra cosa. Una persona come me qui a Salvador fa una vita perfettamente normale. In Italia non sarebbe cosi’. Mi guarderebbero sembre con quell’aria di pietismo che mi fa piu’ male e rabbia dei miei “problemi” fisici. In Italia la mentalita e’ questa: sarei considerato come uno che va bene solo per il circolo della briscola, che non esce di casa, che si vergogna di cio’ che e’. Qui no, qui ho avuto molte donne, una carriera discreta, una famiglia, insomma tutto cio’ che “gli altri” hanno senza sentire quella aria di finta compassione e senza sentire quel “poverino” che vedo negli occhi della gente quando vado in Italia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E bisogna ammetterlo. In Italia una persona con difficolta’ psico-motorie, un disabile come si dice, e’ visto come un diverso. E forse lui stesso si sente tale, si sente colpevole di cio’ che ha. Ma in realta’ lui non ha niente. E’ la societa’ che gli affibbia il “titolo” di disabile. Qui in Brasile Mario e’ il proprietario del ristorante, e’ l’italiano, non e’ il disabile. Lui non e’ colpevole ne’ si sente tale.&lt;br /&gt;Forse sara’ perche’ questo paese non ha la cultura europea. Una cultura magnifica e a volte terribile. Che condanna senza processo il “diverso”. In Brasile, invece, ci sono mille razze, lingue religioni, in pratica sono tutti diversi. Per questo nessuno e’ diverso. E questo Mario lo sa.&lt;br /&gt;Mentre esco dal ristorante entra una coppietta. La ragazza sorride a Mario che con un largo sorriso da marpione italiano sorride ai due. E si’ mi sa proprio che Mario ci sa fare, che si diverte sul serio nella vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-974730885381292865?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/974730885381292865/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=974730885381292865' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/974730885381292865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/974730885381292865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/12/brasile-dove-essere-differenti-non-fa.html' title='Brasile, dove essere &quot;differenti&quot; non fa molta differenza'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3511601308940207790</id><published>2008-12-25T05:05:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T05:07:39.971-08:00</updated><title type='text'>Gli italiani? Sono fratelli e non lo sanno</title><content type='html'>“Max tu sei una persona intelligente. Cerca percio’ di risolvere questo mistero. Perche’ a differenza degli spagnoli, portoghesi, inglesi, americani, etc. gli italiani quando sono all’estero sono sempre disuniti, distanti, individualisti, non fanno gruppo, ognuno per se’ e Dio per tutti, specie qui in Sudamerica?”.&lt;br /&gt;Siamo al Farol da Farra, posto turistico per eccezione di Salvador. Seduti al tavolino sono io, napoletano, il mio amico Paolo, toscanaccio inveterato, Gianni, milanese purosangue, Peppe, siciliano con la tipica sapienza della sua splendida isola, e Romolo, (inutile dirlo) di Roma.&lt;br /&gt;Un gruppo eterogeneo, raro a formarsi all’estero, che pero’ rappresenta quello stivale che si chiama Italia.&lt;br /&gt;“E’ proprio un bel mistero, difficile da risolvere” dico io “ma cerchiamo di risolverlo. Se ci fossero riusciti in passato, gli italiani non avrebbero passato tanti problemi, tanto in Patria quanto all’estero”. “Diciamocelo francamente” interviene Paolo, “l’italiano e’ diffidente, non ha spirito di corpo. Gli spagnoli, a confronto, agiscono come un tutt’uno, danno il “dizimo” (un decimo dello stipendio) per il club che rappresenta il loro paese senza alcun problema, agiscono come una corazza, fanno business tra loro”. E Peppe interviene “La colpa di tutto e’ che, come diceva Metternich, l’Italia e’ una espressione geografica. E’ unita da poco piu’ di 150 anni, ad eccezione del Sud Italia che e’ unito da piu’ tempo. Ed infatti gli italiani del sud sono piu’ solidali tra di loro, si sentono piu’ fratelli, mentre quelli del Nord ed anche quelli del Centro sono piu’ distanti da noi, tanto culturalmente quanto mentalmente.” E Gianni interviene “E’ vero, come e’ vero che quelli del Sud sono tradizionalmente visti con diffidenza al Nord ed anche al Centro. Non sempre e non da tutti. Ma la storia della mafia, della sporcizia, dell’eterno tentativo di saltare la fila da parte di quelli del Sud e’ radicato tra di noi. Io so che non e’ vero, ma e’ inutile dirlo che fa parte della nostra cultura”. “Ricordo che una volta lavoravo a Milano in una famosa banca” intervengo io, “e la mia segretaria credendomi di farmi un complimento mi disse: sai Max tu lavori tanto e bene, neanche sembri napoletano. E’ pero’ vero che noi del Sud abbiamo le nostre colpe e tante, specie nella connivenza con certe situazioni poco trasparenti che succedono, specialmente al Sud.”&lt;br /&gt;“Questo non significa che siamo tutti mafiosi”, interviene Peppe punto sul vivo, “provateci voi nordici a vivere con persone che se parlate vi ammazzano senza pieta’ e senza che nessuno dello Stato alzi un dito”.”Come diceva Kennedy, non chiedete cosa lo stato possa fare per voi, ma cosa voi potete fare per lo Stato” afferma Paolo. “Sacrosante parole” affermo io.”Nella mia vita mi sono sempre opposto a quella atmosfera di eterna rassegnazione che ho vissuto a Napoli. Non che i napoletani siano passivi, al contrario. Ma e’ che ci si aspetta sempre un intervento che cada dal cielo a risolvere i nostri problemi. Siamo noi che li dobbiamo risolvere, anche andando fuori se necessario invece che stare fermi a lamentarci”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse la ragione di questa scarsa unita’ nazionale (unica eccezione e’ la partita della nostra nazionale di football) e’ che siamo una nazione apparentemente giovane, siamo uniti da poco tempo, abbiamo molte lingue culture differenti, modi di pensare, di esprimerci che sono anche in contraddizione tra di loro. A volte ci fidiamo piu’ di uno straniero che di un compatriota di una regione differente. E questo rimane all’estero, si trasmette tra generazioni anche all’estero, genera questa mancanza di unita’ che si esprime nella disgregazione della comunita’ italiana all’estero. Tuttavia c’e’ un ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani, indipendentemente dalla regione di provenienza, sono  veramente fratelli tra di loro e non lo sanno. Il loro comportamento abituale e’ veramente simile, la loro cultura e’ la stessa. Gli italiani all’estero si vedono al bar, parlano di calcio, vestono con stile, mangiano pasta con il pomodoro, bevono il caffe’ “corretto”, guardano le donne che passano con ardente desiderio. E questo in maniera uguale quelli del Nord quelli del Centro e quelli del Sud. Sono sempre un po’ spacconi, hanno sempre l’aria di saperla lunga (anche se poi molto spesso prendono “bidoni” senza saperlo), interrompono sempre la conversazione per vedere la bionda o la bruna che passa.&lt;br /&gt;Questo comportamento e’ veramente italiano, totalmente italiano, e’ il nostro popolo che esprime i duemila anni della nostra storia. E’ vero siamo vissuti separati per secoli. Ma la nostra cultura di base e’ la stessa, siamo uguali nel nostro modo di pensare.&lt;br /&gt;Siamo tutti figli dell’impero romano, del liceo classico, della moda delle discoteche, del vestirsi bene, del mangiar bene, della vanita’ tutta italiana. E allora dovremmo ammetterlo che siamo un unico popolo, dovremmo smetterla con questa eterna diffidenza verso il connazionale quando apprendiamo che non e’ della nostra regione di appartenenza.&lt;br /&gt;Tanto che lo vogliamo o no siamo tutti figli d’Italia e piangiamo insieme quando la nazionale di calcio che ci rappresenta vince la Coppa del Mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3511601308940207790?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3511601308940207790/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3511601308940207790' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3511601308940207790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3511601308940207790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/12/gli-italiani-sono-fratelli-e-non-lo.html' title='Gli italiani? Sono fratelli e non lo sanno'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8557815836231511666</id><published>2008-12-20T04:59:00.000-08:00</published><updated>2008-12-20T05:00:38.601-08:00</updated><title type='text'>Italiani indigenti all’estero: una triste realta’ dimenticata</title><content type='html'>“Caro Max ma perche’ non parli piu’ degli emigrati indigenti? Sono passati di moda?” mi chiede il mio lettore da Austin, Texas, USA. No caro lettore non sono passati di moda, non sono mai stati di moda. Al contrario l’Italia non ne vuole sapere. Ma bisogna parlarne perche’ sono cittadini italiani a tutti gli effetti. E oggi vi parlero’ di uno che conosco bene, una persona tanto buona quanto sfortunata.&lt;br /&gt;Dani e’ una persona che ha avuto tante disavventure ma la cosa incredibile e’ il finale della storia e come l’assoluta assenza di interventi delle autorita’ italiane lascia questo nostro connazionale vivere in una favela di Salvador de Bahia. Che, al contrario di quelle di Rio de Janeiro, e’ caratterizzata dalla assoluta assenza di condizioni sanitarie basiche (servizio di scolo di liquami), di strade, di sicurezza basica, insomma in una parola di tutto cio’ che oggigiorno a torto o a ragione viene definito di civilizzazione. Ma andiamo con ordine e raccontiamo per sommi capi la storia di questo nostro connazionale abbandonato da tutto e da tutti a Salvador de Bahia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dani non e’ uno sbandato o una persone senza formazione professionale. Al contrario e’ un cameramen professionista che ha lavorato per la Rai, per varie imprese di Milano (sua citta’ di origine) dove ha fatto spot di successo per imprese anche famose. Una persona che guadagnava bene con uno stile di vita non elevatissimo ma neanche di basso livello. Dani aveva un debole per il Brasile ed in particolare per la Bahia dove era stato in viaggio in passato. Un’ altro italiano innamorato de Brasile direte voi miei cari lettori. Probabilmente e’ vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita in Brasile e’ cosi’ differente da quella in Italia che a volte sembra di essere in un altro pianeta. Purtroppo pero’ le cose piu’ spiacevoli e meno veritiere sul Brasile si scoprono dopo, non quando si viene come turista ma quando si viene a vivere qui. E poi se si viene nel Nordest del Brasile si vive una realta’ a sua volta completamente differente da quella di Sao Paolo o Rio de Janeiro. Qui la vita e’ apparentemente molto piu’ bella e disinibita, in realta’ molto piu’ dura e difficile per chi non ha “i soldi”. Quello dappertutto direte voi lettori. E’ vero, ma qui e’ molto piu’ vero.&lt;br /&gt;Perche’ senza “i soldi” non si riesce a vivere semplicemente perche’ non c’e’ lavoro per uno straniero, ad eccezione quello di professore saltuario di lingua. Avere buone qualificazioni molto spesso non e’ sufficiente perche’ l’ ambiente sociale di livello e’ virtualmente chiuso per chi vuole valorizzare le sue conoscenze. Senza avere cio’ che veramente conta, “i contatti”.&lt;br /&gt;Con il risultato che chi non porta un capitale per cominciare e va a Bahia non ha praticamente possibilita’ di trovare un lavoro qualificato, a meno che non l’abbia trovato prima di arrivare. Arrivare senza soldi e senza un lavoro contando solo con un buon curriculum significa rischiare seriamente di finir male.&lt;br /&gt;Risultato: nonostante il buon curriculum Dani ha trovato a Bahia solo lavori saltuari dando lezioni private di italiano. Paga misera ma ancora un po’ decente.&lt;br /&gt;Ma questa della paga e’  stata solo uno dei problemi e nemmeno il maggiore.&lt;br /&gt;I problemi veri sono stati altri. Dani sembra essere un enciclopedia di casi sfortunati. E’ sposato e separato da una moglie con due figli. Ha avuto un altro figlio con un altra donna che si e’ rivelata una approfittatrice che per “spremergli” soldi e’ fuggita con il figlio che ha lasciato con la nonna che vive in una favelas nell’interno dello stato. Qui il figlio di Dani vive con altri figli, anche loro abbandonati dalle loro madri, a loro volta tutte figlie della nonna che ha insegnato alle figlie il “mestiere” di rimanere incinte per partorire e poi spremere soldi ai loro padri. Purtroppo i bambini vivono in condizioni che per un italiano sarebbero considerate disumane ma che nell’interno dello stato di Bahia non sono considerate poi cosi’ anormali.&lt;br /&gt;Dani mi aveva chiesto se pubblicizzando il suo caso in Italia c’era la possibilita’ per lui avere assistenza legale qui in Brasile. Io gli avevo spiegato che la sensibilita’ verso gli italiani all’estero oggigiorno e’ cosi’ bassa da essere livello zero. Speranze nulle praticamente. Lui era disperato. Per un uomo di piu’ di 40 anni rassegnarsi a lasciare il figlio in quella situazione era un dolore indicibile. In Brasile qualunque azione legale per togliere i figli alla madre e’ quasi certamente destinata ad essere persa. In questo modo la madre guadagna la guardia legale del figlio e la tanto sospirata “grana”, gli alimenti del padre. Non e’ una regola ma quando la condizione sociale della madre e’ molto debole cio’ che e’ accaduto a Dani non e’ improbabile, anzi.&lt;br /&gt;Ma la sfortuna di Dani non e’ finita qui, anzi. Dani viveva in un palazzo di classe bassa al centro di Salvador. Le difficolta’ finanziarie per sostenere i costi della causa erano troppo grosse per poter rimanere a vivere al centro. Si e’ cosi’ trasferito in una favela del Contorno vicino al centro (Campogrande). E qui una serie incredibile di casi sfortunati hanno fatto precipitare la sua situazione. Si e’ tagliato un piede camminando su una pietra aguzza nel mare e dopo qualche tempo ha avuto un incidente e ha battuto la testa. La ferita al piede si e’ infetta e insieme a quella alla testa ha provocato una infezione generalizzata in tutto il corpo. E’ stato internato all’ospedale con pericolo di vita. Quanto e’ tornato alla “casa” nella favela gli avevano rubato tutto. In piu’ per mantenersi ha continuato a dare lezioni di italiano ma il camminare gli ha provocato l’apertura della ferita al piede e una nuova infezione. Di nuovo l’ospedale.&lt;br /&gt;La cosa tragica e’ che non ha un soldo. Se va a lavorare la ferita’ si infettera’ di nuovo e rischia la vita. Se non va, muore di fame. L’ho visitato nella favela. La sua “casa” cui si arriva tramite una strada tortuosa sul mare e’ una stanza semplice da pranzo piu’ un’altra separata da uno straccio che funge da separe’. Li’ un rozzo letto coperto da stracci e’ dove Dani dorme insieme ad altri 4 o 5 persone della favela. Chiunque in qualunque momento puo’ entrare in casa, rubare tutto ed andarsene. Chiunque puo’ ammazzare chiunque, mettergli una pietra al collo e gettarlo nel mare e mai sara’ trovato. Topi e liquame a cielo aperto. Le persone fanno i propri bisogni nel mare.&lt;br /&gt;“Ma non hai chiesto aiuto a nessuno?” gli ho chiesto mentre occhi furbi da finestre e dai cespugli della favela spiavano ogni mio movimento. “Certo, ma mia madre mi ha detto che non vuole saperne. Stesso discorso per gli amici e conoscenti. Il consolato poi e’ inutile parlarne”. E aggiunge “ora sono qui e non ho nemmeno 10 reais (meno di 4 euro) per mangiare e mi sento gia’ molto debole”. “Ma perche’ non te ne vai?” gli chiedo e lui: “e dove? Senza un soldo, con il piede tagliato. E poi i miei figli sono a Bahia, se me ne vado non li vedro piu’”.&lt;br /&gt;Lasciatemi dire una cosa: il fatto che un cittadino italiano si trova in situazione come questa descritta e’ una autentica vergogna. Gli indigenti italiani all’ estero sono una drammatica e attualissima realta’. E questa storia che mangiano a sbafo dell’Italia e’ abominevole.&lt;br /&gt;Prima di andamene Dani mi chiama. “Ti do il numero di telefono di mia madre. Cosi’ se muoio faglielo sapere. E’ giusto cosi’” mi dice senza rancore, anzi con amore per la propria madre.&lt;br /&gt;E con una piccola lacrima che spunta dal mio volto, gli rispondo “Non ti preoccupare, ciao.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8557815836231511666?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8557815836231511666/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8557815836231511666' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8557815836231511666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8557815836231511666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/12/italiani-indigenti-allestero-una-triste.html' title='Italiani indigenti all’estero: una triste realta’ dimenticata'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5145218649520149525</id><published>2008-12-20T04:58:00.000-08:00</published><updated>2008-12-20T04:59:18.507-08:00</updated><title type='text'>Papponi: in Italia o all’estero?</title><content type='html'>Lo confesso. Sono un pappone. Secondo la definizione del dizionario italiano pappone e’ colui a cui piace pappare, mangiar bene. E a me piace. E molto. Anche se per le carenze del bilancio familiare non lo posso fare sempre. Pertanto pur non partecipando alla Conferenza degli italiani nel mondo a Roma non mi sento per niente offeso dalle dichiarazioni del giornale Libero.&lt;br /&gt;E si’ perche’ bisogna riconoscere due cose.&lt;br /&gt;Primo in Italia siamo in democrazia e ciascuno e’ libero di dire stupidaggini, di qualunque tipo. Secondo e ben piu’ importante perche’ la dichiarazione del giornale Libero non e’ isolata contro gli italiani nel mondo.&lt;br /&gt;Libero esprime il sentimento comune che si ha in Italia (ed anche dentro il governo) verso gli italiani all’estero. Papponi, a sbafo. Persone che sanno solo lamentarsi e chiedere soldi all’ Italia. Le comunita’ italiane all’estero sono considerate con fastidio, con antipatia, quasi con disgusto. “Ma cosa vogliono questi? Ma perche’ non spariscono una volta per tutte?” sembra dire il sentimento comune in Italia verso gli italiani all’estero. E Libero che, anche se e’ un grande pappone di sussidi pubblici cerca pur sempre di vendere qualche copia, interpreta questo sentimento italico diffuso. La colpa non e’ di Libero, che scrive solo cio’ che vende. La colpa e’ di questa disinformazione che crea il mito degli italiani all’estero come eterni lamentoni che mangiano a sbafo del governo italiano.&lt;br /&gt;Tuttavia se vediamo alcune recenti inchieste sulla stampa italiana all’estero scopriamo che i papponi tra noi ci sono e tanti. Ma soprattutto che il piu’ grande pappone di tutti, che riceve piu’ dell’ 80% dei sussidi alla stampa italiana all’estero in maniera indiretta con il sistema dei quotidiani teletrasmessi e’ in Italia il gruppo Assopigliatutto-La Repubblica.&lt;br /&gt;Buon pappone questo. E’ pur vero che le briciole che lascia sono pappate da gruppi editoriali locali all’estero che, con qualche eccezione, sono di dubbia fattura o agiscono in maniera illegale.&lt;br /&gt;Tornando in Italia Libero entra nella categoria dei papponi nazionali grazie ai grandi sussidi ricevuti per vendere un giornale di dubbia qualita’.&lt;br /&gt;La colpa di tutto probabilmente e’ dei rappresentanti italiani al Parlamento eletti all’estero, che pappano quasi tutto e ci elargiscono a noi poveri italiani all’estero dichiarazioni tanto gentili quanto ridicole nei contenuti e negli effetti. E che hanno fatto per noi finora? Quasi niente.&lt;br /&gt;Mah, lasciatemi finire di pappare questa pappa al sugo di pomodoro.&lt;br /&gt;Questa, perlomeno, l’ho pagata io. Sono libero io, anche se non pappo sussidi pubblici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5145218649520149525?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5145218649520149525/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5145218649520149525' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5145218649520149525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5145218649520149525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/12/papponi-in-italia-o-allestero.html' title='Papponi: in Italia o all’estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-6523080028103418515</id><published>2008-11-26T06:49:00.000-08:00</published><updated>2008-11-26T06:50:02.467-08:00</updated><title type='text'>Quaderni di Milano: sussidi governativi a vantaggio del profitto individiduale</title><content type='html'>“Caro Max tu parli tanto dei sussidi alla stampa italiana all’estero ma di scandali simili in Italia non ne parli. E quelli sono peggiori” mi dice il mio amico giornalista col naso aquilino al bar dei cronisti italiani poveri di Sao Paolo. “E quello che e’ peggio e’ che gli sprechi in Italia sono colossali rispetto ai quattro centesimi che danno all’estero” continua naso aquilino.&lt;br /&gt;Ed allora eccomi qua in questa calda notte brasiliana a raccontarvi uno dei piccoli grandi scandali dell’editoria nostrana, una corporazione dai tratti quasi feudali che rifiuta sistematicamente chi non gli appartiene. Figurarsi uno come il sottoscritto che lavora ll’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi parlero’ di un contributo che originariamente era stato stabilito anche a favore del cosiddetto terzo settore, il no-profit. La legge 7 agosto 1990 n. 250 art. 3 comma 3 aveva previsto contributi da erogarsi a favore di cooperative, fondazioni o enti morali o da societa’ la cui maggioranza sia posseduta dalle stesse entita’ (cooperative, etc.).&lt;br /&gt;Si trattava chiaramente del buon cuore del legislatore nel facilitare un settore che e’ cronicamente in difficolta’ nel reperire fondi. Contributi diretti niente male perche’ costituiscono soldi pesanti in questi tempi di vacche magre del bilancio statale. Con la imminente crisi che sta arrivando poi si tratta di veri e propri soldi benedetti. Fin qui niente di male. Il problema e’ quando ne beneficia chi non dovrebbe o chi ne approfitta a suo vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la relazione pubblicata nel sito del governo per l’anno 2006 una impresa chiamata Editing Italia cooperativa a responsabilita’ limitata ha ricevuto la bellezza di 312.000 euro, una somma niente male visto che l’anno precedente non aveva ricevuto niente e due anni prima 214.656 euro (con una crescita del 46%). La Editing Italia pubblica i Quaderni di Milano, che dovrebbero essere una pubblicazione periodica. Fin qui nulla di male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema e’ che QM - Quaderni di Milano e’ un settimanale di informazione con Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 704 del 20/12/1986. E allora direte voi miei cari lettori?&lt;br /&gt;Mi sono cimentato nell’impresa cercando di trovare questa pubblicazione in internet, cosi’ cara al contribuente italiano e cosi’ economica al consumatore, visto che costa solo 1 euro. Alla fine ho trovato ho trovato una pubblicazione chiamata “On the road” edita dalla Editing Italia, rivista che si autodefinisce “Il giornale di chi viaggia o ci sta pensando”. On the road e’ una rivista di turismo di Milano che ha come direttore responsabile Carlo Vezzoni. Il luogo di pubblicazione potrebbe essere a Monza. Per la pubblicita’ si consiglia di chiamare il numero 02.6706650. Siccome sono curioso ho investigato un po’ e ho scoperto che questo numero nel passato corrispondeva al numero di fax di un bed e breakfast di Monza che si chiama Errigal. Guarda caso la pubblicita’ dello stesso bed e breakfast si trova dentro la rivista “On the road”.&lt;br /&gt;Piuttosto che contributi dati ad una ong che opera no-profit o ad una cooperativa sembra che i contributi finiscono ad un piccolo gruppo editoriale di turismo con annessa relativa compagnia turistica. E non e’ finita qui.&lt;br /&gt;Il signor Carlo Vezzoni aveva fatto parte della direzione provinciale della Margherita milanese, e in passato si era candidato per la lista DEMOCRAZIA E’ LIBERTA’ CON RUTELLI a Milano.&lt;br /&gt;Ricordiamo che la Margherita milanese a fine 2006 cadde nella bufera per uno scandalo di tesseramenti falsi.&lt;br /&gt;Vezzoni e’ stato anche  assessore alla comunicazione per la Provincia di Milano e si presume conosca bene i meccanismi di finaziamento erogati dallo stato nel settore della comunicazione.&lt;br /&gt;Dopodiche’ Vezzoni si e’ dato al giornalismo turistico e tutti lo sapevano. C’e’ una bella foto dello stesso in un viaggio della Giver Viaggi insieme con molti altri colleghi del settore che scrivono in giornali molto piu’ famosi. Questa e’ la lista dei partecipanti: Nicoletta Longhi (Repubblica), Daniela Campora (Repubblica), Susanna Tanzi (Capital), Beba Marsno (Bell'Europa), Maria Antonietta Zancan (Famiglia Cristiana), Luca Beretta (L'Orso), Stefano Brambilla (Qui Touring), Laura Forti (V&amp;amp;S), Antonella Mariotti (La Stampa) e Carlo Vezzoni (On the Road).&lt;br /&gt;Ad onor del vero non e’ assolutamente detto che i suoi collghi sapessero delle molteplici attivita’ del Vezzoni. E si’ perche’ non sono finite qui. Infatti alla Errigan (l’agenzia di viaggio menzionata prima) lavora Imelda Behan Vezzoni. Questa e’ molto attiva nel terzo settore perche’ lavora anche nella Associazione Le vele Onlus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma in questo intricata rete di attivita’ del sign. Vezzoni e familiari solo una cosa sembra chiara: i contributi dello stato per l’editoria a favore del cosiddetto no-profit o cooperativo sembra invece beneficiare la produzione del profitto individuale. E come ha detto il dott. Bonaiuti, per i prossimi due anni non c’è tempo per correggere le distorsioni del sistema attuale e tutto rimane cosi’.&lt;br /&gt;Non mi resta che rispondere cosi a naso aquilino: “Meglio berci sopra una birretta gelata, perche’ qui in Brasile la nostra professione non e’ considerata molto, forse sarebbe meglio metter su una cooperativa o una ong in Italia per avere soldi del governo italiano”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-6523080028103418515?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/6523080028103418515/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=6523080028103418515' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6523080028103418515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6523080028103418515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/quaderni-di-milano-sussidi-governativi.html' title='Quaderni di Milano: sussidi governativi a vantaggio del profitto individiduale'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5882571501267083774</id><published>2008-11-22T08:27:00.001-08:00</published><updated>2008-11-22T08:27:44.610-08:00</updated><title type='text'>Piero, il maestro toscano di Bahia</title><content type='html'>Questa Bahia e’ proprio sorprendente. Trovi italiani di tutti i tipi. Forse piu’ che in altri parti del Brasile e del Sudamerica, si trova davvero di tutto. Dal riccone all’indigente, dal simpatico all’antipatico, dalla persona distinta al criminale, da quello che aiuta i poveri a quello che li sfrutta.&lt;br /&gt;Tutto l’universo mondo e’ qui.&lt;br /&gt;Ma oggi vi voglio raccontare di un personaggio forse unico in questa ricca fauna baiana: il maestro toscano di Bahia, Piero Bastianelli. Un pisano di 73 anni radicato a Bahia da quasi 50 anni ma che ha mantenuto quella sapienza, ironia, allegria di vita tutta toscana. Una persona che anche nel visuale e’ simile a quei maestri toscani, artigiani nella fala e nell’acume.&lt;br /&gt;E tra lui, toscano purosangue e me, cronista napoletano di Bahia, si intavola una conversazione tra il serio ed il faceto, con punte di arguzia e di ironia che mi ricordano le indimenticabili scenette di Troisi e Benigni del passato.&lt;br /&gt;Piero ha una sapienza che viene da lontano, che si rivela nella conversazione di questa calda serata bahiana vicino al magico Farol da Barra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero mi rivela che studio’ musica al Conservatorio Boccherini di Lucca, dove divenne violoncellista. All’inizio comincio’ freelance (si direbbe oggi) con “l’ orchestra del telefono” mi dice. In che consisteva? gli chiedo. E lui: “All’epoca (fine anni 50) il sindacato dei musicisti era una vera potenza. Loro chiamavano a casa e chiedevano: Vuoi suonare a San Gimignano, a Braga (provincia di Lucca)? Io rispondevo di si, prendevo il trenino dell’epoca e arrivavo al paesino di turno. Cosi’ (con il telefono) si contattavano gli altri musicisti, di qui l’orchesta del telefono” dice Piero. E aggiunge, con la classica risata sardonica toscana “Si chiamava spedizione punitiva: una prova e poi via per l’esecuzione, i soldi erano pochi, i concerti quasi improvvisati ma venivano bene”.&lt;br /&gt;“E come mai sei venuto in Brasile?” gli chiedo. “Perche’ in una delle tante spedizioni punitive (a Zurigo) incontrei un tedesco che mi propose di venire a lavorare in Brasile. Io accettai ma poi non credetti veramente all’invito, che invece arrivo’ puntualmente a casa mia”. A quel punto Piero parti’. “Pensai, foreste, serpenti, coccodrilli, mi piace, questa era l’idea del Brasile all’epoca”.&lt;br /&gt;Con il volo della Pan Air Piero sbarco’ a Bahia dove fu accolto molto bene. C’era molto bisogno di persone con esperienza allora come ora, e Piero con il suo bagaglio culturale invidiabile ricevette la proposta di insegnare all’universita’ di Bahia, oltre che lavorare all’orchestra. Accetto’ e rimase. Il gruppo dell’orchestra era molto internazionale: tedeschi, inglesi, etc.&lt;br /&gt;Qui l’unica nota amara di Piero.&lt;br /&gt;Il lavoro all’universita’ fu tutta la sua vita ma per la regola del ritiro in pensione a 70 anni questo tipo di vita fini’. “Quando si e’ nel pieno dell’esperienza e sei in grado di trasmettere esperienze concrete vai in pensione”. E io gli chiedo in tono provocatorio: “Questo e’ fatto per dare spazio ai giovani, in fondo e’ cio’ che e’ successo anche a te quando sei venuto in Brasile”. E Piero ribatte con il suo impagabile sorriso: “E’ vero ma quando sono venuto io il professore precedente non e’ stato mandato in pensione. I vecchi non sono da buttare”.&lt;br /&gt;Gli chedo: “Come ti sei integrato nella realta’ di Bahia dell’epoca?”. “La cosa fondamentale” risponde “e’ il tuo atteggiamento rispetto alle altre persone: bisogna entrare nella societa’ e conoscerla, piuttosto che criticarla senza sapere cosa c’è intorno a te”. L’orchestra era stata il suo primo ambiente sociale, poi l’universita’.&lt;br /&gt;Una mia provocazione “Cosa pensi di lasciare ai posteri in questo mondo?”.  Piero risponde: “alunni che hanno appreso veramente qualcosa, che viaggiano il mondo intero, Stati Uniti, Europa, che non e’ facile per chi viene da Bahia. A me piace insegnare, trasmettere qualcosa, ma di vero non di formale”. A Piero non interessa che i suoi alunni hanno titoli di dottorato di master, ma che apprendano veramente qualcosa. “Il cambiamento del sistema universitario brasiliano dal modello francese a quello americano iniziato nel 1969 e’ la causa del suo declino” racconta Piero. Qui la realta’ e’ diversa dagli USA e la centralizzazione delle finanze a livello statale (federale) ha creato una riduzione di mezzi finanziari e confusione culturale che ha danneggiato l’ universita’ brasiliana. Oggigiorno si pensa solo ad avere diplomi per il mercato del lavoro non ad imparare. L’importanza dell’universita’ e’ insegnare, educare e questo e’ cio’ che mi interessa fare”.&lt;br /&gt;La visione di Piero e’ quella del maestro di scuola di una volta, quello di vita piu’ che di cultura tecnicista. Il maestro deve avere carisma e deve insegnare ai suoi allievi a fare bene.&lt;br /&gt;E la nostra conversazione si chiude in modo comico con un commento sulla politica italiana.&lt;br /&gt;Piero mi dice: “Adoro assistere alla politica italiana. I nostri politici sono veri artisti. Si’ perche’ solo veri artisti sanno parlare con autentica convinzione di cose in cui non ci credono nemmeno un poco. Io non ci riesco ma loro si, e’ un vero teatrino”.&lt;br /&gt;Un’ altra considerazione: “Dobbiamo promuovere la cultura contemporanea invece che giacere su quella nostra passata. Intendiamoci, la nostra cultura e’ tesoro dell’umanita’ ma bisogna promuovere il presente non il passato. In questo modo la musica, la cultura sono concepiti come una cosa vecchia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai ragione mio caro Piero. E’ arrivato il momento dei saluti. “E’ stato un piacere maestro”, dico io, e lui con quel sorriso ironico mi risponde: “Maestro si ma maestro toscano”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5882571501267083774?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5882571501267083774/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5882571501267083774' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5882571501267083774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5882571501267083774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/piero-il-maestro-toscano-di-bahia.html' title='Piero, il maestro toscano di Bahia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5494518782730942790</id><published>2008-11-21T08:28:00.000-08:00</published><updated>2008-11-21T08:29:16.948-08:00</updated><title type='text'>Vecchi e giovani italiani all’estero: uguali a quelli in Italia?</title><content type='html'>“Vedi mio caro Max, la differenza tra i vecchi e i giovani italiani, in Patria come all’estero, e’ proprio questa. I vecchi hanno un attaccamento ad alcuni valori, che possono essere la Patria, la bandiera, i propri costumi, le proprie tradizioni, i propri dialetti, mentre i giovani no, non sono attaccati a niente”. Chi mi parla e’ un emigrato ultrasettantenne italiano in questa calda notte di Salvador de Bahia dove, seduto ad un bar della piazza del Porto da Barra, discutiamo di differenze generazionali e comportamentali degli italiani, in Italia come all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che, da quando APK, la nota ong di assistenza degli emigrati italiani di Bahia (apk.salvador@yahoo.com.br), ha cominciato questa ricerca socio-economica sulla realta’ italiana di Bahia, non riesco piu’ a rispondere a tutte le emails che ricevo sull’argomento. L’interesse su chi sono, come vivono e dove vivono i nostri emigrati, vecchi e giovani, a Bahia, in Brasile ed in America Latina, e’ enorme. C’e’ una grande curiosita’ su questo popolo italico, da sempre dimenticato dalle autorita’ consolari locali, che oggi sembra essere uscito finalmente dal cono d’ombra che lo avvolgeva e sta rivelando personaggi tra i piu’ disparati e piu’ variegati. Sembra quasi che questo studio e’ una vera e propria cartina di tornasole per tutta la comunita’ italiana all’estero nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo al mio amico ultrasettantenne e alle sue considerazioni generazionali. Alle sue scettiche affermazioni sui giovani italiani emigrati recentemente qui a Bahia replico io in tono provocatorio: “Va bene ma questa storia dell’attaccamento ai valori umani e solidari dei vecchi italiani e’ tutta da verificare. In altre parole molti vecchi e’ come se predicassero bene e razzolassero male, alla fine si comportano ne’ piu’ ne’ meno che come i giovani. E’ solo nei fatti, all’atto pratico che si puo’ verificare la veridicita’ o meno delle tue affermazioni”. Ed il mio compaesano mi risponde: “E’ vero. Tuttavia cio’ che si nota nei giovani e’ un comportamento opportunistico a volte esasperato. Una discussione come quella che stiamo facendo qui e ora un giovane non la farebbe, perche’ la considererebbe una perdita di tempo, non ne avrebbe interesse”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero, penso io, un giovane si alzerebbe e se ne andrebbe. “I giovani di oggi pensano solo ai soldi, sono figli dalla cultura consumista” continua l’amico. E io replico: “Non qui a Bahia, dove l’attaccamento ai vestiti firmati o al Rolex di turno si perde nella semplicita’ del modo di vivere locale”. “E’ vero”, ribatte lui, “ma la mentalita’ rimane, l’atteggiamento mentale speculativo rimane, e se la cosa non interessa al giovane, questi se ne va, non perde tempo, se non si guadagna niente.”. Ed io: “Hai ragione, quello che pero’ mi colpisce dei giovani italiani e’ che pensano sempre che le domande che faccio hanno un secondo fine, per guadagnare qualcosa, quando scrivo sui problemi degli indigenti o degli italiani in genere. Nel mio caso non lo faccio per i soldi e i miei editori lo sanno. Non e’ detto che si fa tutto sempre per guadagnare qualcosa, si puo’ farlo anche perche’ ci si crede”. “I vecchi”, dice lui “hanno dei valori, anche nostalgici, di attaccamento alla patria, che fa si’ che aiuterebbero un conterraneo in difficolta’. I giovani che vengono qui a Bahia sono senz’arte ne’ parte, vogliono solo divertirsi e non pensano a niente, non sono attaccati a niente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la verita’ dubito che i vecchi emigrati aiutino come dice il mio amico, per lo meno nel quantum piuttosto che nel se. Tuttavia cio’ che distingue i giovani che vengono a vivere qui a Bahia e’ che, anche se non sono attaccati alla patria e alla bandiera, come dice l’ultrasettantenne che mi sta di fronte, sono anch’essi italiani. In altre parole l’atteggiamento di menefreghismo alla patria e alle tradizioni italiane e’ solo di facciata. Dentro di se’ i giovani italiani all’estero sono veramente italiani. Vanno al bar dello sport, vedono le partite di calcio italiano, discutono con calore su cio’ che accade in Italia, pensano alle donne alla stessa maniera che in Italia (tutte da conquistare ad eccezione della santa da sposare). Il menefreghismo di facciata maschera un’altra realta’: la mancata vera integrazione con la realta’ locale. I giovani italiani di Bahia conoscono (in generale) solo Barra, Ondina ed il Pelourinho, i quartieri turistici, non vanno nelle fine dell’INSS dove vanno i locali per andare all’ospedale pubblico. Vanno dal medico privato, vivono come eterni turisti, anche se si vendono come locali con gli italiani in Patria. E forse la differenza con i vecchi e’ che la nostalgia della patria di cui parla il mio amico, e’ piu’ mascherata mentre nei vecchi e’ piu’ esplicita.&lt;br /&gt;Togli loro il caffe’, la partita di calcio al bar, l’andare dietro alle donne (tutte cose che i giovani italiani fanno in patria) e vedi che che loro, i giovani italiani all’estero, non sono piu’ gli stessi. In altre parole riproducono lo stesso atteggiamento culturale e mentale che hanno in patria, in maniera non differente da come fanno i vecchi italiani all’estero. E forse, quindi,  sono tutti uguali, giovani e vecchi italiani, in patria e all’estero.&lt;br /&gt;Forse tutti no. Devo correre alla fila dell’ INSS dell’ospedale pubblico per prendere il numero per fare la vaccinazione di mio figlio, non ho i capitali dei giovani italiani all’estero, vado al servizio pubblico io. Ma nella vita ci sono sempre delle eccezioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5494518782730942790?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5494518782730942790/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5494518782730942790' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5494518782730942790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5494518782730942790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/vecchi-e-giovani-italiani-allestero.html' title='Vecchi e giovani italiani all’estero: uguali a quelli in Italia?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5632458576866795656</id><published>2008-11-20T05:31:00.000-08:00</published><updated>2008-11-20T05:32:09.761-08:00</updated><title type='text'>Editoria italiana all’estero: si cambia? Quando?</title><content type='html'>Finalmente. Stavamo aspettando da tanto tempo. La parola del governo sul destino dell’editoria italiana all’estero e’ arrivata. O no? E si, perche’ forse non siamo molto bravi di comprendonio, ma non abbiamo capito che cosa accadra’ e soprattutto quando.&lt;br /&gt;Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega per l'editoria, Paolo Bonaiuti, nella sua audizione presso la Commissione Cultura della Camera ha dichiarato: “Fino a questi ultimi giorni ho continuato a ricevere lettere riguardanti tale regolamento, ma, pur allungando i tempi, ho voluto ascoltare tutti, ma proprio tutti, per far sì che ci fosse una definizione del regolamento più condivisa possibile".&lt;br /&gt;Ah dott. Bonaiuti, il suo naso assomiglia a quello di Pinocchio. Tutti ma proprio tutti no. Il sottoscritto, misero cronista italiano in Brasile che ha scritto una inchiesta sulla editoria italiana all’estero che (mi dicono) ha messo in luce tutti i trucchi ed inghippi usati in questo settore, non se lo e’ filato nemmeno di striscio. E dire che una piccola email gliel’ho mandata.&lt;br /&gt;Ma non voglio fare polemica di basso profilo, dopotutto sono solo un giornalista italiano in Brasile.&lt;br /&gt;Il fatto veramente grave e’ che, come dice Bonaiuti “L'operatività delle norme non partirà dal 1 gennaio 2009, ma a gennaio 2010. Per il contributo del 2008 rimarrà tutto vigente tranne alcune norme minori. Abbiamo dinanzi a noi un anno nel quale discutere per arrivare a una legge condivisa sull'editoria.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mai dare giudizi affrettati. Analizza i fatti, solo i fatti mio caro Max” diceva il mio vecchio professore di liceo. E analizziamoli questi fatti. Secondo quanto detto dallo stesso Bonaiuti un regolamento governativo sul tema dell'editoria era gia’stato annunciato già ai primi di luglio. Tuttavia solo “il 17 settembre è stato messa al vaglio di una platea di rappresentanti dell'editoria venuti a Palazzo Chigi per eventuali modifiche” dice Bonaiuti. Poi in un gesto di grande democrazia, Bonaiuti ha voluto sentire tutti (ma non proprio tutti). Risultato: siamo arrivati al 19 novembre e buonanotte. I tempi sono troppo stretti e se ne riparla nel 2010.&lt;br /&gt;Gli scrocconi del passato, La Repubblica-Assopigliatutto e tutti gli altri continueranno a beccare i contributi secondo le regole antiche e questo in un periodo in cui si taglia dappertutto per gli italiani all’estero.&lt;br /&gt;Francamente per un governo che era stato salutato come portatore di una ventata di efficienza e rapidita’ nell’affrontare i problemi e’ proprio una bella delusione per noi italiani all’estero, ultima ruota del carro della locomotiva Italia.&lt;br /&gt;Attenzione pero’ perche’ le buone notizie arrivano ora: “ci sarà, seguendo delle direttive del Governo, una semplificazione fortissima delle procedure e degli atti di accesso ai contributi sia diretti sia a credito agevolato. Inoltre - continua Bonaiuti - verrà introdotto un criterio di parametrazione dei contributi rispetto alle vendite effettive e non alla distribuzione.”&lt;br /&gt;Bello, bellissimo che peccato che accadra’ (se accadra’) cosi’ lontano nel tempo.&lt;br /&gt;C’e’ pero’ una ventata di serieta’: “ho chiesto che sia avviata da parte del Ministero degli Affari Esteri un'indagine conoscitiva riguardo i giornali italiani all'estero" dice Bonaiuti. Beh, non e’ che non ci vogliamo credere ma delegare la ripulita del buco nero dell’ editoria italiana all’estero a quello stesso organo che lo ha mantenuto in queste condizioni finora non e’ proprio il massimo della vita. Infatti, se non erro, era proprio il MAE il responsabile dei controlli nel passato. Svolta colossale o piccolo topolino uscito dal cilindro di Bonaiuti?&lt;br /&gt;Ed ecco, udite, udite, la grande svolta: “Si cercherà di indirizzare i contributi per favorire nuovi posti di lavoro nel giornalismo. Tutta l'editoria sta attraversando un momento particolare. C'è molta preoccupazione riguardo la situazione lavorativa nel mondo del giornalismo".&lt;br /&gt;Attenzione attenzione fatemi passare cari colleghi, mi candido in prima persona subito, sin da ora.&lt;br /&gt;Ma chissa perche’ qualcosa mi dice che il mio posto gia’ e’ stato occupato, forse da qualcuno della cricca dell’editoria del passato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5632458576866795656?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5632458576866795656/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5632458576866795656' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5632458576866795656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5632458576866795656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/editoria-italiana-allestero-si-cambia.html' title='Editoria italiana all’estero: si cambia? Quando?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-667885594593060703</id><published>2008-11-18T17:34:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T17:35:17.536-08:00</updated><title type='text'>Vita in Brasile? Costa quanto in Italia</title><content type='html'>Hai letto bene il titolo mio caro lettore. Non ti illudere. E’ finalmente arrivata l’ora di sfatare un mito, molto radicato in Italia, che si riassume in due parole: “Prendo i soldi e scappo in Brasile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si perche’ su questo mito generazioni di italiani hanno passato i migliori anni della propria vita a sospirare nella penombra dei loro uffici a sognare una vita su una spiaggia brasiliana  da sogno, circondati da caipirinhas, splendide mulatte e l’immancabile ombra di una palma di cocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per realizzare questo sogno era facile. Bastava mettere da parte un gruzzolo, rispettabile ma non enorme, e poi via verso il sole brasiliano dimenticando la vita magra con il capoufficio di turno.&lt;br /&gt;Mi dispiace disilluderti mio caro lettore ma i tempi sono cambiati. Il tuo gruzzoletto non durera’ molto, specialmente se la tua idea e’ quella di mettere su famiglia e ricominciare una nuova vita all’ombra della palma di cocco.&lt;br /&gt;Il livello di vita della classe media brasiliana, equiparabile a quello di quella medio-bassa italiana, ha un costo drammaticamente simile a quello italiano. Inutile illudersi che il gruzzolo duri in eterno come altrettanto illusoria e’ l’idea di mettere su un ristorante o un alberghetto e cosi’ integrare i soldi del “tesoretto” messo da parte con ricavi in loco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perche’ dici questo? mi chiederai mio caro lettore, frustrato per aver il proprio sogno di vita infranto. Beh, gli argomenti sono i seguenti. Uno puramente numerico ma con una premessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sogno continua se, dopo aver mollato tutto si sbarca in Brasile per vivere una vita basica senza conforts da classe media, un appartamento molto piccolo e soprattutto niente famiglia. In questo caso i costi sono ancora abbastanza bassi, anche se i costi della propria alimentazione sono aumentati notevolmente rispetto a 5 – 10 anni fa. Ma se si arriva in Brasile a mezz’eta’ con volonta’ di ricominciare una vita con una famiglia nuova, inutile illudersi, la sentenza e’ terribile: i costi sono gli stessi del paese che si e’ lasciato, l’Italia.&lt;br /&gt;Perche’? Facile a spiegare. Tutto e’ basato sulla privatizzazione di fatto dei servizi pubblici in Brasile. Che significa? Istruzione e sanita’ qui si paga mio caro lettore e anche molto salata. E' bene specificare che stiamo parlando in particolare del Nord Est del Brasile.&lt;br /&gt;Puoi sempre andare all’ospedale pubblico, a volte anche efficiente. Ma il piu’ delle volte non troppo differente da qualcosa di simile a una macelleria a cielo aperto, dove uomini, donne e bambini sono curati in maniera cosi’atroce che non permetteresti lo stesso trattamento nemmeno al tuo peggior nemico.&lt;br /&gt;E la scuola? Quando ci sono, banchi, sedie e aule, la violenza che le attinge ha raggiunto livelli cosi’ impressionanti che la polizia e’ chiamata per sedare le numerose risse che succedono.&lt;br /&gt;Infine i conti. Secondo uno studio di APK, una ong di assistenza degli italiani dello stato di Bahia, una famiglia di 4 persone (con casa di proprieta’ e due figli) paga, in media 1000 reais per una scuola di livello medio-buono. La necessaria assicurazione sulla salute aggiunge altre 1500 reais al bilancio familiare (stima per difetto). Se poi a cio’ aggiungiamo spese per alimentazione, vestiario e divertimento si arriva ad altri 2000 reais in media. Totale 4500- 5000 reais, equivalente a circa 2000 euro. In altre parole il costo della vita di una famiglia di classe medio-bassa in Italia. E l’integrazione del proprio bilancio con un attivita’ in loco (ristorante, albergo)?&lt;br /&gt;A questo riguardo bisogna sfatare un’ altro mito: l’ 80% delle nuove iniziative imprenditoriali in Brasile muore prima di completare un anno di vita. In altre parole l’improvvisazione (che colpisce tanto i brasiliani quanto gli stranieri nelle loro attivita’ imprenditoriali) e’ mortale per l’iniziativa privata. Non e’ piu’ sufficiente essere italiano, saper fare una buona pasta al sugo e dare un buon look al proprio ristorante per sbarcare il lunario.&lt;br /&gt;La concorrenza e’ spietata, il brasiliano (ed il turista) ruota moltissimo il posto dove mangiare la sera e “farsi una clientela” non e’ facile. In piu’ c’e’ in Brasile un’ attenzione esagerata ai costi: quanto piu’ economico, meglio, anche a scapito della qualita’. In pratica e’ durissima. E mentre i ricavi languono i costi crescono in maniera esponenziale proprio quando l’attivita’ non riesce a decollare come all’inizio.&lt;br /&gt;Risultato: alta percentuale di fallimento del settore della ristorazione. Esempio: a Salvador il ristorante alla Casa d’Italia, centro storico della comunita’ italiana di Salvador, non e’ durato piu’ di un anno, e in questo caso la locazione nella Casa d’Italia doveva essere un punto di forza, oltre alla cucina tipicamente mediterranea del ristorante. Discorso simile per gli alberghetti e pensioni aperti da italiani che pensano di saperla lunga a riguardo e poi falliscono miseramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione: mio caro lettore, se decidi, nella penombra del tuo ufficio nel centro di Milano, Roma o anche nella periferia italiana, di venire in Brasile, pensa a che vieni a fare e come, e organizza il tutto molto bene con analisi preventiva di costi e ricavi. Il tempo dell’improvvisazione e’ finito e se non farai cosi’ potresti anche finire male ed essere costretto al rimpatrio in Italia per mancanza di fondi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-667885594593060703?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/667885594593060703/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=667885594593060703' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/667885594593060703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/667885594593060703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/vita-in-brasile-costa-quanto-in-italia.html' title='Vita in Brasile? Costa quanto in Italia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-6873524154636546731</id><published>2008-11-17T08:54:00.001-08:00</published><updated>2008-11-18T09:04:38.376-08:00</updated><title type='text'>Pelourinho, dove gli italiani non si fidano di nessuno</title><content type='html'>Lo confesso. Mi sono sbagliato. Pensavo che incontrare gli italiani di Salvador e fare loro due domande su come se la passano fosse semplice. Specialmente per quelli che vivono e lavorano nelle zone turistiche.E tra queste a Salvador di Bahia sicuramente il Pelourinho e’ l’area principe.&lt;br /&gt;Niente di piu’ sbagliato mio caro lettore. Gli italiani del Pelourinho, con qualche notevole eccezione, si adattano perfettamente all’atmosfera del Pelo’. Sono malfidati, ambigui, diffidenti, ti guardano con sospetto, con circospezione, manco fossi una spia o (peggio ancora un agente delle tasse). In fondo sono un giornalista, le dichiarazioni fatte al sottoscritto sono pubblicita’ per loro e per i loro ristoranti.&lt;br /&gt;L’analisi socio-economica che faccio degli italiani di Bahia puo’ portare loro benefici e visibilita’ di fronte alle autorita’ italiane, che da sempre fanno come se non esistessero. In altre parole questi italiani hanno tutto da guadagnare a parlare con il sottoscritto. Ed invece no, mio caro lettore.&lt;br /&gt;Mi chiedono chi sono, che faccio, perche’ devono rispondere alle domande. E poi giu’ con la tipica lamentela italiana. Le cose non cambieranno mai per loro, non hanno fiducia nel governo italiano, peggio ancora nel consolato onorario di Salvador.&lt;br /&gt;Massimo dell’internet cafe del Pelourinho, all’angolo del Terreiro di Jesus, e’ il piu’ rude: “Non credo per niente nell’utilita’ di queste domande e questionari, noi per il governo italiano non esistiamo”. “Ma se rispondi alle domande puo’ darsi che qualcuno in Italia si accorgera’ dei vostri problemi” ribatto io. E lui replica prontamente: “Ma in Italia li sanno benissimo i nostri problemi e non fanno ne’ faranno mai niente”. Bisogna capirlo a Massimo. L’astio delle sue parole e’ giustificato da decenni di abbandono totale del governo e del consolato alle problematiche degli italiani di Bahia. La sfiducia e’ totale. Sembra che io che faccio le domande rappresenti il governo italiano. E lui che non puo’ sfogarsi con il governo lo fa con me in maniera anche pesante.&lt;br /&gt;Sono le 9 di sera di una lunga giornata in cui ho lavorato duramente intervistando italiani di diverse parti di Salvador ed in particolare del Pelourinho. Sono stanco (e’ comprensibile) e sto facendo il mio lavoro (non molto pagato). La giornata era cominciata nel Largo 2 di luglio, in una vecchia casa di questo quartiere di classe bassa. Qui vive Antonio Pelosi, un emigrato italiano di lunga data. Lo chiamo alla reception del vecchio palazzo ma lui si rifiuta di parlare. Gli dico che parlando con me avrebbe l’opportunita’ di denunciare i suoi problemi, primo fra tutti quello dell’assistenza sanitaria dall Italia. Ma lui grida dal telefono della reception del suo palazzo: “L’assistenza sanitaria dall’Italia non l’ho mai avuta e non voglio parlare con nessuno, basta” e riaggancia. L’ira di questo anziano italiano traspare dall’amarezza delle sue parole che manifestano una condizione di completo abbandono.&lt;br /&gt;Vado a piedi al Pelourinho ed incontro una persona squisita, una vera eccezione in questo panorama di italiani malfidati. Salvatore Distefano, 39 anni di Padova, proprietario del ristorante La figa. Simpatico, dinamico, gioviale, mi spiega che sta aprendo un ristorante nella citta’ di Morro di Sao Paolo. Salvatore ha un ristorante avviatissimo dove si mangia bene. E alla fine della nostra conversazione mi parla di cosa pensa sia il maggior problema per gli italiani del Pelourinho. “Siamo visti dai locali come sfruttatori non come investitori. Non e’ colpa mia se il salario minimo e’ di 400 reais e se qualche ladruncolo cerca di derubare i clienti io intervengo. Ma parlando con la polizia o con i locali la risposta molto spesso e’: qui le cose sono cosi’ se non ti piace tornatene in Italia.” Non e’ giusto ribatto’ e lui aggiunge: “E’ vero, ma non tutti la pensano cosi’”.&lt;br /&gt;Vado in un ristorante lussuoso italiano dove il proprietario mi accoglie con un caloroso sorriso. Ma questo scompare subito quando gli spiego che vorrei fargli due domande invece che mangiare. Mi spiega che deve verificare, di lasciargli le domande e mi fara’ sapere. Quanta burocrazia per alcune innocenti domande, penso. Ma poi percepisco che la diffidenza serpeggiante salta fuori con il dinego a rispondere.&lt;br /&gt;Incontro Giovanni di un internet cafe’, simpatico 42enne di Roma che mi spiega la difficolta’ di integrarsi nella societa’ brasiliana, specie al Pelo’. “Qui recentemente arrivano due categorie di italiani, quelli che vogliono solo divertirsi e quelli che vogliono mettere radici. I primi dopo un po’ se ne vanno ma anche tra i secondi alcuni se ne vanno”. “Ogni uomo ha in media tre donne e 15 figli, non ci si puo’ veramente integrare in una societa’ cosi’”.&lt;br /&gt;Ed infine l’incontro con Massimo dell’internet cafe’.&lt;br /&gt;Che dire degli italiani del Pelo’?&lt;br /&gt;Con le eccezioni di Salvatore e Giovanni, hanno mostrato che non si fidano per niente di un loro connazionale. Triste cosa: e’ vero che il governo li ignora ma e’ altrettanto vero che, con questo comportamento, rimarranno sempre in questa situazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-6873524154636546731?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/6873524154636546731/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=6873524154636546731' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6873524154636546731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6873524154636546731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/pelourinho-dove-gli-italiani-non-si.html' title='Pelourinho, dove gli italiani non si fidano di nessuno'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-318053616957537938</id><published>2008-11-09T08:18:00.001-08:00</published><updated>2008-11-09T08:18:35.170-08:00</updated><title type='text'>Il grido di dolore degli italiani indigenti di Bahia</title><content type='html'>Il mio lavoro a volte e’ ingrato. Mi porta a raccontare storie, come quella di oggi, che non possono non lasciare indifferente anche un cronista navigato come il sottoscritto. Un misto di rabbia, rassegnazione ed indignazione si mescolano in un turbinio di emozioni che colpiscono chi legge e chi scrive. Ma andiamo con ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Largo 2 di luglio, centro storico di Salvador di Bahia, Brasile. Quartiere decaduto del centro storico di Salvador alle spalle della Rua Chile, un tempo una via chic della citta’. In questa piazza il rumore assordante di uno spettacolo di quarta categoria di questo venerdi’ sera domina la scena nelle lunghe penombre della sera. In un palazzaccio di classe medio-bassa chiedo alla reception di incontrare Annina de Gregorio, una emigrata italiana di lungo corso. Sembra di stare a Napoli. Il portiere chiama la signora che accosente all’intervista. Salgo le scale al primo piano di questo palazzo antico ed una anziana signora mi attende alla porta dell’appartamento del secondo piano. Comincio a parlare con la signora di come e’ venuta in Brasile. Mi colpiscono le sue gambe. Il diabete le ha rese di un  rosso violaceo. Ha alcune fasce attorno ad una gamba. Forse per fermare il dolore. Il dito del piede e’ completamente fasciato ed e’ stato operato.&lt;br /&gt;Nel mezzo della conversazione si sente una voce flebile che viene dall’altra stanza. “Chi e’?” chiede. “E’ un ricercatore italiano, Maria non ti preoccupare.”, risponde Annina. “Vieni qui parlami di lui”, dice la voce, ed Annina sparisce nella penombra della stanza. Poi torna e mi chiede di accompagnarla. Nell’altra stanza una signora molto anziana mi attende.&lt;br /&gt;Sdraiata completamente nel letto, molto debole, malata, con due cuscini sotto il capo fa fatica a parlare. Mi chiede cosa sto facendo. Le spiego che sto investigando gli emigrati italiani di Bahia, in particolare gli indigenti. Lei mi sorride e mi chiede di ascoltarla. E cosi, su una poltrona a fianco al suo capezzale, con l’aiuto della sorella mi racconta una storia di dolore e di sofferenza, che dovrebbe essere letta da tutti gli italiani, specialmente da quelli che pensano che gli emigrati italiani che chiedono soldi al governo italiano sono approfittatori che vogliono solo denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1957 l’Italia del dopoguerra aveva lasciato una situazione durissima che costrinse all’emigrazione intere famiglie, specie del Centro- Sud.&lt;br /&gt;Annina e Maria de Gregorio lasciarono Bolognano, in provincia di Pescara, per arrivare a Salvador de Bahia, per raggiungere i propri familiari. Inutile dire che l’adattamento delle due donne all’inizio non fu facile. Mentre Annetta comicio’ a lavorare come sarta, Maria ebbe una formazione di insegnante e comincio’ a lavorare nella Dante Alighieri, la rinomata scuola di italiano di Salvador. Tuttavia le cose peggiorarono perche’ il fratello mori’ e Maria fu costratta a lasciare la scuola per assistere i genitori nel lavoro dei campi all’interno dello stato di Bahia. Lavoro durissimo nelle piantagioni di famiglia, che rendeva poco ma era estremamente pesante. Questo lavoro comincio’ a minare la salute di Maria. E nei decenni la salute peggioro’ sempre di piu’. I genitori morirono e della grande famiglia rimasero solo alcuni nipoti. Dopo tanto tempo le due donne decisero di vivere insieme a Salvador, nella capitale. Il povero appartamento di una stanza da pranzo, bagno e stanza da letto accolse le due donne che furono costrette a sacrifici notevoli.&lt;br /&gt;Ma il finale di questa storia e’ certamente impressionante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria si e’ gravemente ammalata ed e’ stata ricoverata per quasi un mese ad un ospedale di Salvador. Dopo essere stata dimessa giace nel suo letto e non si puo’ muovere. A 82 anni cio’ e’ pienamente possibile mi dirai mio caro lettore, anche in Italia. Ed invece no.  Perche’?&lt;br /&gt;Perche’ Maria riceve la pensione minima di 420 reais (153 euro) al mese. “Con questi soldi se mangio non bevo, se bevo non mangio. Inutile poi parlare delle medicine”. Il problema maggiore e’ la visita del medico a domicilio. Nelle condizioni in cui Maria si trova, chiaramente non puo’ muoversi. Tuttavia il costo di una visita a domicilio e’ assolutamente proibitiva: 300 reais. In altre parole se Maria sta male chiama il medico e finiscono i soldi del mese. Se non lo chiama puo’ morire.&lt;br /&gt;“Ma e l’Italia non ti aiuta?” chiedo io. E lei con voce flebile mi risponde: “Non c’e’ interesse e questo non e’ giusto per un governo che dimentica i suoi figli”. Maria si mantiene perche’ la sorella riceve una pensione maggiore che le permette di pagare le spese mediche di Maria. Ma perche’ non ti sei naturalizzata brasiliana per godere dei benefici sociali legati a cio’?” le chiedo. “Il Brasile e’ un paese molto accogliente ma la terra mia (l’Italia) e’ la terra mia.” mi risponde. “L’Italia non si puo’ dimenticare anche se lei si dimentica di te” continua Maria.&lt;br /&gt;E la conversazione scivola via in questa calda notte di novembre a Salvador di Bahia nello sfondo della musica assordante del concerto di quart’ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ giunto il tempo dei saluti. Annina mi chiede se puo’ avere benefici dall’Italia legati al diabete ed al diritto ad un accompagnante. Non so rispondo, bisogna verificare.&lt;br /&gt;Mi avvicino al capezzale di Maria. E lei con una voce fioca e soave al tempo stesso mi dice: “Ti ringrazio tantissimo per avermi ascoltato e sei puo’ fare qualcosa per me, per l’amor di Dio, fallo”. Ed io, con difficolta’ per trattenere le lacrime davanti a questa donna in fil di vita, rispondo: “Se posso, lo faccio”. E spero davvero che questo articolo lo faccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-318053616957537938?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/318053616957537938/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=318053616957537938' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/318053616957537938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/318053616957537938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/11/il-grido-di-dolore-degli-italiani.html' title='Il grido di dolore degli italiani indigenti di Bahia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3425908826319984294</id><published>2008-10-26T17:38:00.000-07:00</published><updated>2008-10-26T17:39:13.976-07:00</updated><title type='text'>La grande crisi</title><content type='html'>Sta arrivando. Sara’ terribile. Stiamo parlando della grande crisi. Una crisi senza uguali negli ultimi 80 anni. Forse sara’ come quella del 1929. Ricordiamolo: ci sono voluti 10 anni per superarla e con una guerra mondiale. Inutile illudersi. Dovremo affrontarla e affidandoci solo alle nostre forze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le similitudini con la Grande Depressione sono molte. Un gigantesco crollo della borsa di valori negli USA e nel mondo. Il crollo del mercato immobiliare. La paralisi del credito. La crisi del sistema bancario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se la crisi diventera’ Grande Depressione dipende da noi. La chiave sara’ la riduzione dei consumi. Se questa avverra’ in grandi dimensioni sara’ la fine. Entreremo in un vortice vizioso da cui sara’ difficile uscirne. Niente consumi significhera’ niente investimenti anche in presenza di aumento del credito.&lt;br /&gt;L’immediato intervento delle autorita’ monetarie mondiali, con un intervento concertato per facilitare l’espansione del credito e’ la grande differenza con la Grande depressione del 1929, per lo meno al suo inizio. Tuttavia se i consumatori perdono la fiducia e riducono drasticamente i consumi, l’intervento monetario delle banche centrali sara’ inutile. Un’altra differenza e’ che (al momento) i risparmi dei consumatori non sono stati ridotti in maniera drastica. E’ vero che, specialmente negli USA, il crollo del mercato finanziario ha colpito significativamente il pubblico in genere, ma e’ altrettanto vero che i crolli delle banche sono stati ridotti al minimo. L’intervento delle banche centrali ha ridotto il rischio di corsa agli sportelli. Cosa ingiustificata.&lt;br /&gt;Tuttavia e’ vero che i dati marcoeconomici hanno influenzato i mercati. E’ bene essere realisti. Questi dati sono orribili ed i prossimi saranno anche peggio. Ci sara’ una forte contrazione dell’attivita’ economica. Ma non bisogna farsi prendere dal panico. Non e’ la fine. Perche’ questa sara’ decisa solo da noi consumatori. Ridurre i consumi con moderazione e’ giusto e accettabile. Altra cosa e’ il panico e la fuga dai mercati.&lt;br /&gt;Rischiamo di comprometterci da soli. Ricordiamolo: la stragrande maggioranza di noi non sa cos’è una depressione, siamo cresciuti nella credenza (errata) che il capitalismo e’ invincibile.&lt;br /&gt;Per questo la liberalizzazione sfrenata dei mercati ha determinato comportamenti pirateschi delle banche che hanno venduto ai loro clienti prodotti finanziari pieni di derivati senza che gli stessi clienti capissero un acca di cosa stavano comprando. Molto spesso le stesse banche non sapevano che stavano vendendo, visto che giravano ai clienti prodotti fabbricati a Londra o a New York da scienzati della finanza che non si interessavano degli effetti collaterali dei loro prodotti. Badavano solo al bonus (stellare) che avrebbero guadagnato quell’anno e niente piu’.&lt;br /&gt;Attenzione pero’: non siamo in presenza di un complotto di un gruppo di scienzati pazzi della finanza senza scrupoli. Si’ perche’ l’avidita’ in relazione ai prodotti finanziari, ai ritorni stellari, era collettiva. Di molti, anche se non di tutti. Non dei risparmiatori con un gruzzolo sudato che avevano investito senza saperlo in prodotti molto sofisticati. Ma di rispamiatori medi e sofisticati che volevano guadagnare da nababbi senza lavorare molto.&lt;br /&gt;E ora siamo tutti nella stessa barca. Una barca piena di buchi che puo’ affondare in qualsiasi momento. Ci salveremo solo se, con l’aiuto dello stato, tutti insieme faremo la nostra parte e eviteremo il disastro. Ma se agiremo da soli, senza un concerto e pensando solo a noi stessi, affonderemo tutti insieme.&lt;br /&gt;Un New Deal, un nuovo patto sociale deve essere promosso. Che rispetti anche l’ambiente. Perche’ a differenza del 1929, l’ambiente oggi e’ stato seriamente danneggiato ed e’ a rischio.&lt;br /&gt;Non illudiamoci: se non reagiamo tutti congiuntamente con il rispetto dell’ambiente, il futuro sara’ nero per noi e per i nostri figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3425908826319984294?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3425908826319984294/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3425908826319984294' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3425908826319984294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3425908826319984294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/10/la-grande-crisi.html' title='La grande crisi'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5810508670363602724</id><published>2008-10-22T06:12:00.001-07:00</published><updated>2008-10-22T06:12:39.788-07:00</updated><title type='text'>Piccoli eroi italiani sconosciuti di Bahia</title><content type='html'>Sono un privilegiato. Sto facendo un lavoro interessante e bellissimo. Non per la paga, che al contrario e’ molto piccola. Ma se fosse stato per quella  non avrei lasciato il lavoro superpagato della City di Londra per fare il giornalista in Brasile.&lt;br /&gt;Da quando lavoro per una piccola ong per gli italiani all’estero di Bahia, APK, sto incontrando persone veramente interessanti. Veri e propri piccoli eroi sconosciuti di Bahia. Eroi italiani. Che l’Italia non conosce. Che a volte le autorita’ consolari locali non hanno mai visto. Ma che grazie al mio lavoro i lettori di tutto il mondo stanno conoscendo e apprezzando.&lt;br /&gt;Ricevo lettere da Sydney, da Kuala Lumpur, da Philadelfia chiedendomi sempre piu’ storie su di loro. Come quella che vi racconto oggi, di questo italiano che ha fatto tanto in Brasile, eroe sconosciuto in un mondo moderno che mette in prima pagina chi guadagna un milione di dollari e che dimentica chi non e’ famoso ma che dedica la sua vita al sacrificio, al prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Francesco Carloni, frate cappuccino di Salvador de Bahia. Lo incontro in un caldissimo primo pomeriggio domenicale. Busso con insistenza alla porta del monastero della piazza della Pidedade nel centro di Salvador. Dopo un po’ un frate mi apre. Chiedo del padre italiano, padre Francesco. “Frei Francesco esta’ almocando” padre Francesco sta pranzando mi dice l’umile padre, aspetti qui per favore. E mi seggo in una di quelle austere sedie tipiche dei conventi benedettini, in attesa del padre italiano.&lt;br /&gt;Dopo un po’ viene un simpatico vecchietto minuscolo dentro una saia tipica dei benedettini e mi dice: “Salve sono Frei Francesco”. E cosi’ comincia la nostra amabile conversazione sulla vita di questo padre italiano di Montecaroto, Jesi, Marche, venuto in Brasile 36 anni fa.&lt;br /&gt;A quell’epoca la vita era molto piu’ dura di oggi in Brasile  Frei Francesco aveva deciso di venire perche’ aveva sentito parlare di Frei Beto e di altri padri che avevano deciso di aiutare i poveri e di affrontare i pericoli della dittatura militare a loro rischio e pericolo. Dittatura dura e spietata, anche se non molto conosciuta, quella brasiliana, che ha lasciato dei marchi profondi ancora oggi.&lt;br /&gt;A quell’epoca i padri potevano essere arrestati e torturati con facilita’. Ma il simpatico marchigiano dall’aspetto fragile e dalla forza di volonta’ mastodontica non aveva avuto paura ed anzi aveva vissuto nell’interno dello stato di Bahia per aiutare i senza tetto e senza terra.&lt;br /&gt;Per darti un ‘idea di dove lavorava, mio caro lettore, ti basti sapere che l’interno dello stato di Bahia mi ricorda il titolo di uno Zagor (fumetto italiano che reputo essere il migliore, per lo meno 30 anni fa): Terra senza legge. Niente strade asfaltate, terre sconfinate possedute da padroni che non vivevano li’ ma a Sao Paolo, lavoro schiavo diffusissimo e degradante, approfittatori di tutti i tipi e loro, i dannati della terra.&lt;br /&gt;Gente poverissima che annoveravano anche figli di nostri emigrati, italiani in condizione  di indigenza sfruttati come gli ex-schiavi negri liberati dalle catene legali ma non quelle economiche del potere dei fazendeiros (proprietari terrieri). Chi li osava sfidare rischiava la vita, visto che loro erano la legge. Ma il nostro simpatico marchigiano, minuscolo ma grandissimo, aveva svolto un grande lavoro ad Esplanada, nell’interno della Bahia, nel completo anonimato.&lt;br /&gt;Dopo aver girato per decenni ad assistere i poveri della Bahia era finito nella capitale dello stato di Bahia, Salvador.&lt;br /&gt;Piccola parentesi tutta italiana. Frei Francesco era tornato per un breve periodo in Italia. Poiche’ era registrato all’ AIRE non aveva diritto ad assistenza sanitaria in Italia. Cosa buffa perche’ lo stesso avveniva in Brasile. L’Italia non lo aiutava ne’ li’ ne’ in patria. Tuttavia ebbe un inizio di polmonite e rischio’ seriamente la vita. Era gia’ stato ricoverato al pronto soccorso con urgenza quando scoprirono che non aveva diritto all’assistenza. Francamente non so se cio’ fosse giusto o no secondo la legge italiana. So che gli dissero cio’. Tuttavia la compassione per il piccolo e fragile padre italiana fu piu’ forte della burocrazia italiana che l’avrebbe lasciato morire. Percio’ (gli dissero) fecero un eccezione e lo ricoverarono. Cosi’ si salvo’ la vita.&lt;br /&gt;Ah, se cio’ avvenisse anche per gli emigrati italiani in condizione di estrema indigenza in Brasile tanti non sarebbero morti in anni recenti qui in Brasile.&lt;br /&gt;Cosi’ frei Francesco ritorno’ a Salvador e continua il suo lavoro con il sorriso di sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccolo eroe italiano sconosciuto in questa terra di Bahia, come tanti altri che umilmente lavorano in condizioni che in Italia sarebbero considerate disumane e qui sono considerate normali.&lt;br /&gt;Non importa se l’Italia li ignorano, pensa solo a quanto costano, e’ cosi’ avara con loro.&lt;br /&gt;Hanno deciso di vivere cosi’ e non saranno quattro centesimi del governo italiano che li fara’ cambiare idea.&lt;br /&gt;Solo che forse meriterebbero di essere come minimo ricordati dal nostro stato, cosi’ generoso con alcuni banchieri nostrani, avidi e senza scrupoli, che sono salvati dal disastro che hanno causato ai poveri risparmiatori italiani, e cosi’  taccagno con i nostri eroi sconosciuti di Bahia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5810508670363602724?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5810508670363602724/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5810508670363602724' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5810508670363602724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5810508670363602724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/10/piccoli-eroi-italiani-sconosciuti-di.html' title='Piccoli eroi italiani sconosciuti di Bahia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7613507924546766310</id><published>2008-10-22T06:11:00.001-07:00</published><updated>2008-10-22T06:11:53.242-07:00</updated><title type='text'>Polizze unit e index linked: le banche si arricchiscono a spese dei risparmiatori</title><content type='html'>I risparmi di tutta una vita. Giovanni aveva centellinato ogni lira sua e di sua moglie. Per affrontare le difficolta’ del periodo in cui andava in pensione. Come professore di scuola media superiore non guadagnava certo una pensione dorata. Al contrario. Tra quella sua e quella della moglie i soldi erano sufficienti per mantenersi, per aiutare il proprio figlio in difficolta’ e soprattutto per pagarsi le spese mediche.&lt;br /&gt;Si perche’ il servizio sanitario nazionale nel Sud Italia non era certo famoso per la sua efficienza.&lt;br /&gt;Vivere una vita dignitosa con i soldi della pensione. Questo era l’obiettivo. Tuttavia le spese erano cresciute sempre di piu’ e Giovanni aveva dovuto usare sempre di piu’ i propri risparmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risparmi sudati ma comunque al sicuro. Per lo meno questo era quello che credeva. Le ultime volte il funzionario di banca che lo assisteva era cambiato, aveva incontrato uno nuovo che gli parlava sempre di prodotti finanziari nuovi, sempre piu’ sofisticati. In principio Giovanni non aveva volto cambiare il caro e vecchio deposito di risparmio per qualcosa di diverso. Ma quel nuovo funzionario era diventato sempre piu’ insistente. Tutte le volte che andava in banca Giovanni si trovava un po’ in soggezione con lui. Ed in imbarazzo. E si perche’ non sapeva piu’ come dirgli di no.&lt;br /&gt;“I tempi sono cambiati mio caro Giovanni” diceva il nuovo funzionario, “i depositi di risparmio non ce li ha piu’ nessuno, dovresti aggiornarti”. E, con quello sguardo furbo e smaliziato lo poneva sempre piu’ in difficolta’. Giovanni sentiva che non poteva piu’ sotttrarsi. Doveva anche lui “aggiornarsi”, modernizzarsi. Non poteva piu’ apparire un dinosauro dei tempi antichi.&lt;br /&gt;Per la verita’ quando entrava nella filiale nuova della sua banca tutti quei giovani dinamici che parlavano di fondi di investimento, polizze assicurative index linked, unit linked, lo facevano sentire piu’ vecchio dei suoi 75 anni. Promotori finanziari, questa poi era la categoria piu’ strana di tutte.&lt;br /&gt;Gli parlavano del suo gruzzolo duramente costruito durante gli anni come di una pianta che stava marcendo, mentre poteva crescere rigogliosa se avesse investito i suoi soldi nei loro prodotti. Per la verita’ Giovanni non era avido, non era alla ricerca di ritorni fantasmagorici, cercava solo di mantenere il potere d’acquisto che aveva costruito con il sudore della fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ormai doveva arrendersi all’evidenza: se non avesse investito in quegli strumenti finanziari strani le persone della banca l’avrebbero guardato con ironia e quasi aria di sfotto’. Doveva aggiornarsi.  Le persone come Giovanni hanno un senso dell’autostima molto alto e non possono assoggettarsi a cio’.&lt;br /&gt;Morale della favola: Giovanni ha investito i suoi risparmi in prodotti assicurativi unit linked e index linked. Dopo il recente crollo della borsa il suo capitale e’ stato piu’ che dimezzato ed in piu’ se vende le perdite saranno anche maggiori. Le penali per vendere prima del tempo sarebbero pesantissime.&lt;br /&gt;Giovanni si era fidato della sua banca ed ora e’ rovinato. Deve pagare le medicine per se’, sua moglie e suo figlio ed e’ costretto ad uscire anticipatamente dall’investimento finanziario.&lt;br /&gt;Una grande banca italiana ha guadagnato laute commissioni alle sue spalle e lo ha mollato senza alcun aiuto dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni ha poi letto in un sito (&lt;a href="http://www.assicurazione-online.it/"&gt;www.assicurazione-online.it&lt;/a&gt;) questo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Una polizza vita di tipo "unit linked" è innanzitutto una polizza vita ad alto contenuto speculativo. Il denaro, cioè il premio, che si consegna al gestore (banca, SIM o compagnia d'assicurazione) viene cioè investito in quote di fondi di investimento, i quali posseggono generalmente una parte più o meno elevata di azioni. Il rendimento della polizza è così legato al rendimento del fondo; garanzie di rendimenti minimi o di riavere indietro quanto versato non ve ne sono.&lt;br /&gt;La complessità del prodotto assicurativo unit linked e il rischio di subire elevate perdite sono inidonei per persone con bassa conoscenza dei prodotti finanziari e ridotta propensione al rischio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste ultime parole sono abbastanza indicative. Il governo ha deciso di soccorrere le banche per evitare perdite ai risparmiatori. Ma Giovanni sta fuori da questa categoria. Lui, che sa poco o niente di prodotti finanziari, e’ considerato un investitore sofisticato. Percio’ le perdite che subisce sono a suo carico. E’ questo che la banca gli ha detto.&lt;br /&gt;E mi chiedo:&lt;br /&gt;Che fa la Vigilanza della Banca d’Italia, la Consob, e gli altri organi di controllo? Ed il governo?&lt;br /&gt;Perche’ le banche possono arricchirsi alle spalle di poveri risparmiatori ignari di quello che comparano e poi essere salvate dopo che hanno bruciato grossi capitali?&lt;br /&gt;L’ironia della sorte e’ che Giovanni paghera’ due volte: una con la perdita dei propri risparmi e due con le maggiori imposte che dovra’ pagare perche’ lo stato copra le perdite delle banche che gli hanno appioppato prodotti finanziari a dir poco scabrosi.&lt;br /&gt;E questo quando quelle stesse banche ed il loro top management rimarranno la’ perche’ il governo le ha salvate e proprio con i soldi dei risprmaitori e quindi anche di Giovanni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi tornano alla mente le parole che il mio vecchio professore di liceo citava sempre:&lt;br /&gt;“Il sonno della ragione genera mostri”.&lt;br /&gt;Fino a quando dovremo pagare per i mostri che sonoin alcune banche nostrane?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7613507924546766310?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7613507924546766310/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7613507924546766310' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7613507924546766310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7613507924546766310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/10/polizze-unit-e-index-linked-le-banche.html' title='Polizze unit e index linked: le banche si arricchiscono a spese dei risparmiatori'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1741944398523263001</id><published>2008-10-20T08:06:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T08:07:38.397-07:00</updated><title type='text'>Italiani dimenticati di Bahia</title><content type='html'>Porto di Napoli, 1958. La nave francese era carica di italiani (per la maggior parte meridionali) con la tristezza e la speranza nel cuore. Tristezza perche’ abbandonavano la terra amata, loro e dei loro padri. Senza sapere se mai sarebbero tornati. Il dopoguerra aveva lasciato l’Italia distrutta ed il Sud Italia quasi senza speranze. O la fame o il viaggio. Viaggio verso l’ignoto.&lt;br /&gt;E qui nasceva la speranza. Speranza di un mondo migliore, di una vita degna, non piu’ di stenti. In un mondo nuovo, dove (dicevano) davano la terra gratis. Il Brasile.&lt;br /&gt;Il giovane siciliano con lo sguardo sveglio e la millenaria sapienza sicula sul volto, salutava idealmente la terra che aveva lasciato quando era partito dalla Sicilia.&lt;br /&gt;Siculiana, provincia di Agrigento, che aveva lasciato a soli 20 anni, carico di speranze. Ora Pasquale (questo era il suo nome) doveva cominciare una nuova vita. Aveva cominciato gli studi per divenire agronomo ma non li aveva terminati. Il sussidio del governo italiano era venuto meno e non poteva permettersi di continuare gli studi.&lt;br /&gt;Era sbarcato a Salvador nello stato di Bahia, in Brasile. Qui aveva cominciato piccoli lavori come commerciante. Andava fino a Sao Paolo a comprare stoffa e vestiti e li rivendeva a Bahia. I viaggi erano lunghi e difficili e non privi di rischi. Per darvi una idea oggi le strade di collegamento tra la Bahia e il Sud-est del Brasile sono state definite da vari studi in pessime condizioni. A quell’epoca neanche esistevano strade asfaltate. Viaggiare era una avventura. E i banditi ti potevano rapinare ed uccidere.&lt;br /&gt;Ma la sapienza millenaria del simpatico siciliano lo aiuto’ a superare tutte le difficolta’. Non a guadagnare molto pero’. A sbarcare il lunario con dignita’. Il Brasile dell’epoca, terra di sogni e di promesse, si rivelo’ terra difficile, anche se gentile e ospitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Pasquale siede qui davanti a me a raccontarmi la sua vita. Non e’ indigente per i parametri brasiliani. Guadagna circa 1200 reais al mese (circa 400 euro) ma deve pagarsi l’assicurazione di salute che si mangia quasi tutto, data la sua eta’ (70 anni). “Ma l’assistenza sanitaria offerta dall’Italia?” gli chiedo. Mi guarda e con un sorriso che tradisce tutta la bonarieta’ siciliana mi dice “Assistenza sanitaria, pensione? Macche’, il governo italiano non mi da niente, per loro non esisto”.&lt;br /&gt;“Ne’ il governo italiano ne’ quello brasiliano”, continua. “Ma perche’?”, gli chiedo io, “qui in Brasile ne avresti diritto”.&lt;br /&gt;E con uno scatto di orgoglio Pasquale mi risponde: “no, perche’ io sono considerato straniero qui in Brasile” e mi mostra la carta per straniero (RNE in linguaggio brasiliano).&lt;br /&gt;Ma, incalzando, gli chiedo: “Per essere vissuto mezzo secolo qui in Brasile, avresti diritto a chiedere la naturalizzazione che ti da gli stessi diritti di un brasiliano”. E Pasquale mi risponde: “Mio caro Max, all’epoca dovevo rinunciare alla mia nazionalita’, quella italiana. Io sono italiano, ho orgoglio della mia patria e non ci rinuncio per niente al mondo. Per questo non ho diritto alla pensione brasiliana”.&lt;br /&gt;Lo confesso: non so quasi niente di sistemi pensionistici italiani e brasiliani (forse dovrei perche’ vivendo in Brasile prima o poi ci passero’ anch’io). Ma penso che Pasquale dice il vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro simpatico amico siciliano dopo oltre mezzo secolo e’ orgoglioso di essere italiano. Guadagna molto poco ed e’ in ristrettezze finanziarie.&lt;br /&gt;Il suo paese, l ‘Italia, lo ignora. Il consolato di Salvador di Bahia fa lo stesso.&lt;br /&gt;In Italia avrebbe diritto alla pensione sociale. La costituzione italiana lo dice. Ma non e’ applicata per gli italiani all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli emigrati italiani in condizione di difficolta’ o indigenza sono una grande realta’. “Quanti sono?” mi chiede un lettore. Non lo so. Sicuramente molti di piu’ di quelli registrati dai consolati italiani, in Brasile e nel mondo. A Salvador una ong, APK,  sta facendo il censimento degli italiani, in numero molto maggiore di quello registrato al consolato. Senza fondi statali. Si tratterebbe di un lavoro del governo italiano, che invece non lo fa, ne’ lo finanzia.&lt;br /&gt;Perche’, se si tratta di cittadini italiani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pasquale mi guarda con un lampo di furbizia tutta siciliana e mi dice: “ Ne ho visti tanti come me che sono morti qui in Brasile come indigenti. Dopo il lunghissimo viaggio in navi, decenni vissuti in ristrettezze finanziarie qui in Brasile erano tutti fieri di essere italiani. E l’Italia e’ fiera di loro, che l’hanno lasciata per non morire di fame in patria?”.&lt;br /&gt;Non lo so caro Pasquale, ma giro la tua domanda al governo italiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1741944398523263001?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1741944398523263001/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1741944398523263001' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1741944398523263001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1741944398523263001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/10/italiani-dimenticati-di-bahia.html' title='Italiani dimenticati di Bahia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-658663420435615355</id><published>2008-10-18T16:53:00.000-07:00</published><updated>2008-10-18T16:54:09.551-07:00</updated><title type='text'>Gli italiani all’estero e i tagli della Finanziaria</title><content type='html'>“Caro Max  ma perche’ non scrivi sui tagli della Finanziaria per gli italiani all’estero?” mi chiede con veemenza il mio lettore dallo stato di New York. “Il nuovo governo sta tagliando tutto e tu non dici niente. Perche’?”. Un’altro dai Caraibi gli fa eco: “Questi tagli sono cosi’  consistenti che bisogna dire qualcosa”. Calma miei lettori, calma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sono nascosto alle mie responsabilita’. E non voglio stupirvi ne’ lasciarvi incolleriti con quanto sto per dirvi. Sono favorevole ai tagli del nuovo governo con un ma.&lt;br /&gt;“Ma che dici Max?” sareste pronti a replicare in tanti. “Ma perche’?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le parole del mio vecchio e caro professore di liceo, un tipo burbero e tosto, ma a cui piaceva dire la verita’. Ricordo le sue parole: “Quando si vede un provvedimento di un governo, di una istituzione, di un paese, mio caro Max, lascia perdere gli strilli e le grida, ma vedi solo i fatti.” . “Due sono i criteri: i beneficiati e le misure adottate”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo confessare la mia ignoranza sul vasto provvedimento della Finanziaria per gli italiani all’estero. E vi spiego anche il perche’. Un motivo molto prosaico: la mia figlioletta di pochi mesi non dorme, i soldi per il bilancio familiare dell’italiano all’estero (il sottoscritto) sono pochi e non mi posso permettere una nursey. Devo ninnare da solo. Per questo non ho avuto il tempo di analizzare la nuova Finanziaria in dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia conosco bene due aree degli italiani all’estero e, in relazione a queste, possono esprimere un giudizio: la stampa italiana all’estero, gli emigrati in condizione di indigenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In relazione alla stampa italiana all’estero ho condotto una inchiesta che ha messo in evidenza (leggete il mio blog &lt;a href="http://www.maxbono.blogspot.com/"&gt;www.maxbono.blogspot.com&lt;/a&gt; per i dettagli) una vera e propria gomorra di spreco di fondi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le iniquita’, la altissima concentrazione di fondi pubblici a beneficio del gruppo Assopigliatutto- La Repubblica, i milioni di rivoli in cui si perdono i fondi pubblici in giornali e riviste mai pubblicati, inesistenti, con poche copie, con pubblicazioni inconsistenti, di qualita’ molto dubbia. Persone a dir poco folkloristiche per non dire sinistre, e a volte addirittura con fedina penale poco pulita. L’editoria italiana all’estero ha di tutto e di piu’. No mio caro lettore i tagli, la razionalizzazione delle spese in quest’ area non mi lascia per niente proccupato anzi. Finalmente arriva e speriamo che sia veramente giusta, che la finisca con gli sprechi colossali, che benefici chi il giornalista all’estero lo fa veramente, con articoli di qualita e sul territorio, sul web o sulla carta stampata in egual misura. Abbiamo chiesto a voce alta questa razionalizzazione e la vogliamo veramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che sono colpiti dalle misure del governo sono, per la maggior parte, persone che non meritavano, che ne approfittavano (per non dire di peggio). I beneficiati (si spera) dovrebbero essere quelli che il giornalismo all’estero lo fanno sul serio. Le misure adottate, la razionalizzazione ed i tagli sono pertanto misure giuste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E veniamo al ma. Questo riguarda un’area che mi sta particolarmente a cuore, che conosco bene: gli emigrati in condizione di estrema indigenza. Purtroppo le misure (o per meglio dire l’assenza di misure) sono uguali a quelle del precedente governo. Ancora una volta gli emigrati indigenti che vivono nelle favelas brasiliane, argentine, sudamericane o di altri parti del mondo, sono abbandonati a se’ stessi. Assistenza sanitaria, pensioni sociali sono ancora un lontano miraggio. E’ buffo che le critiche a questo governo vengono dalla stessa parte che nel governo scorso non ha fatto niente per gli indigenti. Di nuovo la lezione del mio professore di liceo torna alle mie orecchie: i danneggiati dall’assenza di misure adottate sono italiani in condizione di difficolta’, indigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse, al di la’ della mancanza di fondi per loro, quello che colpisce e’ la mancanza di sensibilita’ dell’italiano medio per questi emigrati indigenti. Nella gomorra napoletana sono morti 6 persone in una strage vergognosa contro gli immigrati africani. Nella gomorra di rio de janeiro sono morti in un giorno 30 persone mitragliate in una strage uguale a Duque de caxias, periferia di Rio. Nella gomorra di salvador di Bahia sono morti in una strage analoga piu’ di una mezza dozzina di persone. Succede quasi tutti i fine settimana, mi racconta un amico che vive li’.&lt;br /&gt;Emigrato indigente italiano. Dimenticato dall’italiano di Italia, che  pare sensibile alle gomorre nostrane e non a quelle che avvengono in altri paesi, anche se i suoi fratelli italiani all’estero vivono li’.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-658663420435615355?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/658663420435615355/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=658663420435615355' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/658663420435615355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/658663420435615355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/10/gli-italiani-allestero-e-i-tagli-della.html' title='Gli italiani all’estero e i tagli della Finanziaria'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-6262202539065524050</id><published>2008-10-11T11:01:00.001-07:00</published><updated>2008-10-11T11:01:33.988-07:00</updated><title type='text'>The end of the financial world</title><content type='html'>Lehmann disappeared. Merrill Lynch as well. Morgan Stanley seems to be the next one to disappear. AIG, together with Fannie Mare and Freddie Mac nationalized.&lt;br /&gt;A gigantic rescue attempt of the financial system by  the US government spending billions of dollars seems not to stop the anxiety of stocks investors all around the world, all taken by a selling frency. The world of investment banking built up in over a century, nearly disappeared in less than a week.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What’s happening? Is this the end of the world? Actually it is the end of the world, the end of the financial world. What does that mean? Let’s try to understand what is happening.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The service industry always took advantage of its position to get fat and often unjustified margins by its clients. And, within it, the financial industry was the one that got the fattest margins and (probably) the lowest value added for its clients.&lt;br /&gt;In the past bank clients had to book an appointment and meet his/her bank manager to receive good advise and make “good” investments in stocks and bonds.&lt;br /&gt;But this is history. Nowadays you can easily do the same thing over the net with a click of your mouse and without any time wasting. Well, you could argue that the advise of your bank manager is invaluable. But is it?&lt;br /&gt;Over the net you could get such valuable information that, probably, not even a good branch manager of a large bank could give you. And so, whay would you pay so fat margins to your bank? Well, you would say that this phenomenon was already true in the recent past. What does that have to do with Wall Street financial meltdown? In fact it was the sub-prime loan crisis which spurred the meltdown, not the disintermediation and disintegration of the financial industry. True and not.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The sub-prime loan crises accelerated a trend which was already inevitable: the disappeareance of the financial industry the way it is now and the creation of two different financial worlds.&lt;br /&gt;An investment and commercial banking group class which offers standardized products to its clients, and a small group of very high value added institutions which gives real valuable advise to their clients.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The investment banking industry had already undergone a change in the last years but few people had admitted it. The very same change that the commercial banking industry had undergone in the past.&lt;br /&gt;As we might reckon, the standardization of the traditional banking and insurance products made unjustified the fat margins asked by the commercial banks and insurance companies. But, within the financial industry, the investment bank industry was still earning fat margins. The justification was simple: high value-added products offered by very experienced financial experts.&lt;br /&gt;Capital market products (both in bonds, equities and derivatives), advisory on large corporate deals, short-term investments, wealth management and even tax optimization plans: these were most of the sophisticated products offered by the industry and people, corporations, commercial banks and insurance companies were willing to pay large margins to get those products.&lt;br /&gt;But the true was that the products were not that sophisticated and, with the rapid diffusion of information due to the internet, they are easily accessable by most operators today.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In addition the greediness of the investment banking industry made it possible to speculate and make huge bets without the backing of the first and foremost tool of the industrial world: the capital. Regulators set very low capital (BIS) ratios and did not adjust them to the new reality of the financial world of derivatives. With huge leveraged positions made possible with new financial instruments an average trader within a financial firm could bet several times the entire capital of any investment banking group.&lt;br /&gt;In fact what the sub-prime loan crises shows is the replication of Nick Leeson’s lesson at system level: the collapse of the industry due to wrong bets and highly leveraged positions against a relatively low capital base. HBOS case show how a well capitalized bank according to BIS standards in fact was not at all in today’s financial world. What Nick Leeson did at personal level the financial industry did as a system: to bet several times its capital to get high profits in an unsustainable situation of the real estate market. That explains why so many firms collapsed: virtually anyone did it without controls. Leverage against it own capital was absurd and untainable. Once one fell, most of the others came along.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The lack of controls and low capital base just accelerated a clear trend of the financial industry: its uselessness in today’s net world.&lt;br /&gt;Nobody needs the old style financial industry. Neither the average man in the street nor the sophisticated investor nor the large corporations nor the governments.&lt;br /&gt;All we need is a bunch of few institutions where we can deposit our money or get a loan from. And at a cheap rate, the base rate for the industry. But also all the other financial products could be offered as standardized and cheap products by the same institutions. There is virtually no sophisticated financial product not easily accessable at a cheap price anymore. Everything is available and standardized in today’s financial industry. And whoever charges high fees for financial products has his days numbered.&lt;br /&gt;There is room only for a bunch of high value added advisors, capable of putting together sophisticated deals in the capital markets world or people with really true excellent analytical skills to make good investment decisions.&lt;br /&gt;But the crowd of high fliers financial whizz-kids is something of the past. No illusions any more: you must get some real value added for the money today. Gone are the days of  “good” advise on some secret deals made in the darkness which would make you rich.&lt;br /&gt;Today nearly everything is standardized in the financial world. And whoever says the opposite might do so to justify his/her untainable margins. But today the financial client knows it and does not buy it anymore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-6262202539065524050?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/6262202539065524050/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=6262202539065524050' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6262202539065524050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6262202539065524050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/10/end-of-financial-world.html' title='The end of the financial world'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5723588792637585953</id><published>2008-08-14T12:02:00.000-07:00</published><updated>2008-08-14T12:03:26.659-07:00</updated><title type='text'>Radio Citta’ Futura: la BBC in Italia a spese del contribuente italiano</title><content type='html'>Sapevate che una radio locale in Italia (Radio Citta’ Futura) riceve forti contributi pubblici come organo di partito politico? Sapevate che questa radio trasmette per alcune ore al giorno la radio BBC a Roma e Firenze? E sapevate che tutto cio’ accade alle spese del contribuente italiano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti nella giungla dei contributi italiani all’editoria italiana, distribuiti in maniera cosi’ generosa per gli italiani in Italia e cosi’ taccagna per gli italiani all’estero. Tanto generosi che, di fatto, finanziano l’espansione e la trasmissione di una radio straniera (la BBC) in Italia mentre non aiuta ne’ di lontano nella stessa misura le emittenti italiane e nemmeno la stampa italiana all’estero, ad eccezione del gruppo che abbiamo definito Assopigliatutto (La Repubblica).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come si spiega questo mistero? Beh la cosa sembra complicata ma in realta’ e’ semplice.&lt;br /&gt;Partiamo da un paradosso: lo stesso mezzo di comunicazione in Italia puo’ ricevere contributi di natura diversa a seconda della classificazione con cui presenta la domanda di contributi. E questo anche se stiamo parlando dello stesso mezzo. Non ci credete? Leggete qui per credere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge italiana sembra essere molto precisa ma in realta’ e’ il contrario. Analizziamo i seguenti commi della  Legge 7 agosto 1990 n.250, la legge delle “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche per la dichiarazione di rinuncia agli utili ....”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) art. 3 comma 10: “contributi per testate organi di partiti e movimenti politici che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una della camere o rappresentanze nel parlamento europeo o siano espressione di minoranze linguistiche riconosciute ......”&lt;br /&gt;Negli anni passati alcuni tra i principali giornali italiani, veramente organi di partiti politici (L’Unita’, La Padania, etc.), ricevevano i contributi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) art. 3 comma 2: “ contributi per quotidiani editi da cooperative di giornalisti”. E qui incontriamo il nostro amico quotidiano Area della societa’  AREA Agenzia Coop. A.R.L, che riceve sussidi per un totale di € 1 .032.913,80 nel 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh per la verita’ sarebbe un po’ ardito chiamare AREA un quotidiano, in quanto la societa’ Area Ag. Coop. A.R.L. in Via Angelini Giovanni, 00149 Roma sembra essere la sede di Radio Citta’ Futura, una famosa radio locale romana.&lt;br /&gt;E qui cominciano le ambiguita’. Infatti il contributo e’ stato erogato per un quotidiano non per una radio, prova ne sia che scorrendo la lista degli altri enti che ricevono contributi si trovano una serie di altri giornali italiani minori. Perche’ Radio Citta’ futura riceve la bellezza di piu’ di un milione di euro come contributi per quotidiani visto che si tratta di una radio? E non e’ finita qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti ci sono altri contributi che lo stato italiano versa alle radio-politiche, organi di partito.... per imprese radiofoniche che risultano essere organi di partiti politici. E qui sorgono i primi dubbi:&lt;br /&gt;perche’ non regolare i contributi per tutto cio’ che riguarda gli organi dei partiti politici in un tutt’uno, piuttosto che separatamente?&lt;br /&gt;Ma la domanda maggiore riguarda la nostra amata Radio Citta’ Futura: nel 2004 ricette 366.842 euro mentre nel 2005 sono la bellezza di 1.711.388,00 euro con una crescita del 366% contro una crescita complessiva dei fondi del 25%. Cosa giustifica questo aumento esagerato dei fondi per Radio citta Futura?&lt;br /&gt;Se poi si considerano i contributi diretti totali per la radio e la sua “societa’ editoriale” il totale ricevuto nel 2006 sale a 2.744.000 euro circa. Probabilmente la nostra stima e’ errata per difetto perche’ stiamo assumendo che i contributi per la “radio-politiche” ricevuti da radio Citta’ Futura nel 2006 (non pubblicati dal governo) sono uguali a quelli del 2005.&lt;br /&gt;Niente male per una radio locale di Roma, per di piu’ ne’ organo di partito politico, come prescrive la legge. Ma e’ veramente cosi’?&lt;br /&gt;Renato Sorace, presidente del cda di Radio Città futura ha recentemente dichiarato alla collega Laura Maragnani  «La radio non è uno strumento militante ma uno spazio aperto. Diciamo che si colloca in un’area ampia del centrosinistra, siamo vicini al Pd. Ma da lì a definirci veltroniani o bettiniani...». Ma i soldi non dovevano andare solo agli organi dei partiti politici? Se il presidente di Radio Citta’ Futura fa una simile dichiarazione significa che qualcosa non quadra.&lt;br /&gt;E stiamo parlando solo di contributi diretti a radio Citta’ futura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi e’ questa radio Citta Futura?&lt;br /&gt;La radio nasce negli anni 70, con l’avvento delle cosiddette “radio libere”. Siamo parlando degli anni di piombo, anni di forti rotture con il passato.&lt;br /&gt;E’ buffo ricordare che quegli anni sono “figli” del 68, quando nacquero varie generazioni di “contestatori” del potere costituito. Ricordiamo una frase tipica dei sessantottini: “La fantasia al potere”. E’ buffo notare che una delle radio “libere”nate in quel periodo, Radio Citta’ futura, che dovrebbe esprimere questo concetto della fantasia al potere, esprime piuttosto il concetto: mantenersi con i  soldi del potere. Ma di che potere stiamo parlando? Del potere rosso romano, quello dei salotti del potere che i leghisti tanto disprezzano, anche se al momento loro stessi siedono nelle stanze del potere di “Roma ladrona”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nomi li conosciamo bene e non c’è bisogno di farne l’elenco.&lt;br /&gt;Tra questi Renato Sorace, classe 1961, per 10 anni Direttore dell’Agenzia di Stampa Area, è oggi anche il Presidente di Radio Città Futura, storica emittente capitolina. Secondo il sito freeonline.org “Area è un'agenzia di stampa nazionale specializzata nell'informazione radiofonica e on line. Area On Line è la divisione Internet dell'Agenzia. Produce e distribuisce news e notiziari personalizzati per siti Web.” Non pare ci sia menzione di quotidiani anche se riceve generosi contributi per questo dal governo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma recentemente Radio Citta’ Futura e’ diventata famosa per trasmettere nientemeno che la BBC in Italia. Per la verita’ la toda-poderosa (potentissima in portoghese) BBC che si allea ad una radio cittadina e’ qualcosa che sembra inusuale. E’ vero che Radio Citta’ futura da qualche anno trasmette la BBC anche a Firenze. Tuttavia sembra strano che lo sbarco in Italia avvenga appoggiandosi ad una radio locale, anche se rispettosissima e storica come Radio Citta’ futura.&lt;br /&gt;Gli orari sono i seguenti:&lt;br /&gt;03.00-07.00 BBC World Service (daily)22.00-23.00 Newshour with the BBC World Service (daily)23.00-01.00 Underground Garage with Little Steven (weekly, Sat-Sun)01.00-03.00 Underground Garage with Little Steven (weekly, Sun)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cio’ che mi ha incuriosito e’ stato quanto la radio romana ha pagato per i servizi della BBC. Mi sono sciroppato 31 minuti e 7 secondi di presentazione dell’accordo BBC- Radio citta’ futura che, con il download da internet ci ha messo quasi un ora nonostante la mia connessione DSL. Belle parole, salamelecchi ossequiosi alle varie autorita’ di stato nazionali ed inglesi ma nessuna cifra del prezzo pagato. Non contento ho controllato il bilancio della BBC, un malloppone di quasi 7 mega ma nessun numero sull’accordo. Forse avrei dovuto dedicare piu’ tempo alla ricerca ma francamente non e’ stato possibile.&lt;br /&gt;Il fatto e’ che la stessa BBC si mantiene con i sussidi del governo inglese ed e’ quindi abituata alle politiche che regolano l’erogazione di sussidi pubblici, cosa in cui Radio citta’ futura e’ maestra in Italia. Forse l’affinita’ e’ nata qui, dopo la “dura” selezione come l’ha definita l’executive della BBC.&lt;br /&gt;La cosa buffa e’ che la BBC trasmette su internet e quindi si poteva ricevere lo stesso servizio gratis solo collegandosi al web. Che la comunita’ anglofona di Roma sia come un drogato in crisi di astinenza che non puo’ attendere di collegarsi su internet per ascoltare la BBC e per questo ascolti Radio Citta’ futura per questa ragione, francamente abbiamo forti dubbi a riguardo.&lt;br /&gt;Tra l’altro in una intervista a Anthony Smith nel novembre 2006 il capo della programmazione di Radio Citta’ futura Marco Moretti non sembra dipingere un quadro di successo del lancio della BBC in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cio’ che sembra essere certo e’ che i soldi dei contribuenti italiani finanziano lo sbarco della BBC in Italia. E questo in un momento in cui l’ editoria italiana all’estero e’ fortemente penalizzata da un sistema fortemente iniquo dell’assopigliatutto-La repubblica e da un grande spreco di risorse per giornali di dubbia fattura. Assistenza al web italiano all’estero neanche parlarne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, sembra il sistema sia diverso. Mantenersi con i  soldi del potere, pardon con la fantasia al potere avviene con accordi che aiutano radio locali “rosse” e straniere come la BBC, che hanno in comune, in Italia, il fatto di essere mantenuti dallo stato italiano. Sarebbe interessante verificare se la Gran Bretagna sovvenziona l’espansione in quel paese di radio italiane. E con questo dubbio vi lasciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia fantasia al potere non e’ sovvenzionata ne’ dal governo italiano ne’ da quello inglese. Devo correre a guadagnarmi la pagnotta da solo. Spero solo che il nuovo governo cambi questo sistema dell’editoria italiana sovvenzionata che beneficia chi ha gia’ tanto e fa poco ed e’ taccagno con chi non ha molto ma fa tanto.&lt;br /&gt;Avverra’?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5723588792637585953?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5723588792637585953/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5723588792637585953' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5723588792637585953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5723588792637585953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/radio-citta-futura-la-bbc-in-italia.html' title='Radio Citta’ Futura: la BBC in Italia a spese del contribuente italiano'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4911068102035911987</id><published>2008-08-12T10:59:00.000-07:00</published><updated>2008-08-12T11:00:15.169-07:00</updated><title type='text'>Stampa italiana sul web: sussidi solo per i grandi giornali</title><content type='html'>“Caro Max ma perche’ non scrivi sulla stampa italiana all’estero sul web? Non pensi sia importante?” mi chiede un mio lettore dall’Australia.&lt;br /&gt;Beh, il fatto che ho lettori in Australia mi lusinga, visto che sono un semplice cronista italiano in Brasile. E’ peraltro vero che, molto modestamente, la mia inchiesta sulla stampa italiana all’estero sembra averla risvegliata da quel torpore storico in cui si trovava ed ora sembra ci si sia finalmente focalizzati sugli argomenti e soggetti giusti.&lt;br /&gt;Pertanto rispondiamo al mio lettore, visto che questo argomento della stampa italiana all’estero sul web va molto di moda di questi tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio caro lettore ma come puoi pensare che ignoro la stampa italiana all’estero sul web? Senza di essa Max Bono non esisterebbe, per il semplice fatto che il web da’ la possibilita’ a persone (come me) senza contatti nell’elite del settore giornalistico ma solo basandosi sul proprio lavoro di poter lavorare come giornalista. L’ altra faccia della medaglia del giornalismo web e’ che, anche se scrivi meglio della carta stampata ti pagano poco o niente lo stesso. Ma tralasciamo questi elementi scabrosi e vediamo di rispondere alla domanda.&lt;br /&gt;E allora perche’ non ho scritto sulla stampa italiana web all’estero?&lt;br /&gt;Ma mio caro lettore  io ho gia’ scritto sulla stampa italiana web all’estero, anzi per la verita’ il gruppo che ho definito assopigliatutto basa tutta la sua strategia sul web e nel complesso riceve la bellezza di 9.4 milioni di euro o l’83% del totale dei grandi fondi per la stampa italiana all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero tramite il sistema dei cosiddetti quotidiani teletrasmessi altro non e’ che un modo per i due maggiori giornali italiani di ricevere forti contributi da parte dello stato italiano per la loro diffusione all’estero. Con la differenza che, al contrario del Corriere della Sera, il quotidiano La Repubblica ha costruito un sistema che, di fatto, monopolizza i contributi dati dal governo italiano alla stampa italiana all’estero. Come abbiamo gia’ spiegato il fatto che ci siano forti incroci di business tra i menzionati giornali del gruppo assopigliatutto determina oggettivamente una diffusione del quotidiano La Repubblica nei principali mercati anglosassoni del mondo. Il tutto basato sulla teletrasmissione che altro non e’ che la trasmissione del giornale La Repubblica tramite il web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa significa tutto cio’?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in presenza, da un punto di vista economico, di sussidi alle esportazioni dei due principali giornali italiani, con la differenza che avvengono con la seguente giustificazione: quotidiani teletrasmessi.&lt;br /&gt;Il web e’ solo uno strumento per sovvenzionare questi giornali. Per la verita’ ci sembra di essere in presenza di un vero e proprio sistema ad personam perche’ (dati del 2004) non beneficia il sistema dell’informazione italiana all’estero sul web o i giornali italiani in generale, ma solo i due principali quotidiani italiani.&lt;br /&gt;Con la differenza che il giornale La Repubblica, con la creazione del sistema assopigliatutto, si e’ beneficiata pienamente di tali sussidi, mentre il Corriere della Sera non ha saputo o voluto saper fare cio’.&lt;br /&gt;Qual’e’ stata la ratio del legislatore nella definizione di questo sistema? Nenhuma (Nessuna) come si dice qui in Brasile. Si sono beneficiati solo i due principali giornali italiani e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un epoca in cui il panorama dell’editoria mondiale si disegna in funzione della vendita, distribuzione e creazione dell’informazione sul web, il legislatore italiano sembra essere andato controcorrente ed aver beneficiato con un generoso sistema di contributi solo la carta stampata principale italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nascita del giornalismo blog, di frontiera, di commentatori e analisti come il sottoscritto ha messo in crisi ed in ginocchio il sistema di informazione tradizionale italiano che aveva due caratteristiche fondamentali: atteggiamento eccesivamente ossequioso verso la classe politica (maggioranza e opposizione al tempo stesso), mancanza di sistematica analisi dei provvedimenti adottati, in particolare verso la stampa stessa. Ribadisco il concetto di sistematico: e’ vero che ci sono ottimi commenti di tanto in tanto sul settore, ma sono lasciati li’ e si perdono in una mancanza di organicita’ dovuta al tipico timore di perdere il proprio posto di lavoro con commenti troppo “forti” verso i potenti gruppi editoriali italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto il sistema attuale di contributi alla stampa italiana all’estero ignora tutta l’informazione web, specie quella di qualita’, che si basa esclusivamente sul proprio lavoro e che avrebbe la necessita’, per continuare, di ricevere alcuni sussidi dal governo italiano: non quelli giganteschi e quasi osceni del sistema assopigliatutto ma nemmeno essere completamente ignorata dal governo italiano come attualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto perche’ il pubblico attuale legge molto di piu’ chi ha una visione critica delle cose che non chi ossequia i potenti. Con un click elimina le pagine boring (noiose) e legge quelle interessanti. Ed e’ per questo che le prime (boring) hanno la necessita’ di un sistema come quello attuale di sovvenzioni “sprecate”. Perche’ senza di esse interi giornali da un giorno all’altro sparirebbero senza lasciare traccia. Perche’ essi sopravvivono soprattutto grazie ai contributi. Basta vedere la recente storia dei principali giornali all’estero sovvenzionati dal governo italiano per verificare cio’.&lt;br /&gt;Solo lo stato italiano sembra non accorgersene. O non vuole?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4911068102035911987?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4911068102035911987/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4911068102035911987' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4911068102035911987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4911068102035911987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/stampa-italiana-sul-web-sussidi-solo.html' title='Stampa italiana sul web: sussidi solo per i grandi giornali'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3196972841754952132</id><published>2008-08-07T16:44:00.000-07:00</published><updated>2008-08-08T07:51:35.434-07:00</updated><title type='text'>Commissariamento dell’erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero</title><content type='html'>“Signori fate il vostro gioco” grida il croupier e lancia la pallina nella roulette dell’erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero.&lt;br /&gt;Ed i giocatori non se lo fanno dire due volte.&lt;br /&gt;Come in uno di quei bei film del Far West dell’epoca tutti si muovono con frenesia puntando le fiches sui vari numeri. Risate sguaiate di donne di facili costumi accompagnano le puntate dei giocatori al tavolo verde dell’editoria italiana all’estero. Bari, bevitori incalliti, giocatori disperati e persone oneste sono tutte li’ a puntare le proprie fortune al tavolo.&lt;br /&gt;C’e’ ne per tutti i gusti:&lt;br /&gt;editori di periodici che non esistono piu’ da secoli e che ricevono contributi dallo stato italiano, mezze figure di giornalisti che elemosinano contributi basati su feullettons che sarebbe ardito chiamare giornali, persone con aspetto impettito e con le tasche bucate che tentano di mascherare i gravi buchi di bilancio con vestiti alla moda. Ci sono poi i controllari dei consolati e dei ministeri, che molto spesso non controllano niente e che pongono il visto su numeri di tirature cosi’ esagerati da far ridere i polli. Ci sono i funzionari del governo che non riempono i siti del governo neanche con la miseria di dati dei contributi alla stampa estera piu’ recenti del 2004. Come se per riempire una tabellina in Excel ci fosse bisogno di fare studi sui massimi sistemi. E dire che con la meta’ dei loro stipendi si potrebbero assumere un gruppo di studenti universitari che riempirebbero quelle tabelle molto rapidamente.&lt;br /&gt;E poi ci sono (anzi ci siamo noi) persone oneste, anche noi colpevoli, forse piu’ di tutti. Si’ perche’ il fatto che la maggior parte della stampa italiana all’estero fosse (come si dice in romanesco) un grande magna-magna tutti lo sapevano. Ma che nessuno avesse fatto uno studio dei numeri (per la verita’ anch’essi poco disponibili fino a poco tempo fa) e’ grave per una categoria, quelli dei giornalisti italiani all’estero, piu’ abituata a piangersi addosso che a fornire elementi veri e propri allo stato italiano perche’ questi sganci piu’ soldi a loro stessi.&lt;br /&gt;E poi c’e’ lui, il banco assopigliatutto, il vero e proprio boss del gioco dei contributi alla stampa italiana all’estero. Non staro’ qui a ripetere i numeri di cio’ ne ‘ il suo nome. Chi vuole puo’ entrare nel mio blog: &lt;a href="http://www.maxbono.blogspot.com/"&gt;http://www.maxbono.blogspot.com/&lt;/a&gt; dove ci sono tutti i dettagli numerici ed i nomi dei vari interessati e soprattutto di lui, il gruppo assopigliatutto. Ripetero’ solo un numero: 83%, che corrisponde alla percentuale del totale dei grossi fondi alla stampa italiana all’estero che vanno a lui, all’assopigliatutto: 9.4 milioni su 11.3 milioni di euro. Una vera e propria situazione di quasi monopolio del tutto anomala ed antidemocratica visto che si tratta di soldi pubblici.&lt;br /&gt;Si parla tanto di ridurre i fondi alla stampa italiana all’estero.&lt;br /&gt;Propongo una cosa: commissariamento dell’erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero e sua razionalizzazione basata su principi democratici.&lt;br /&gt;Si’ perche’ il principio che quasi tutto va all’assopigliatutto mentre per le briciole si scannano come lupi famelici tanti piccoli giornali e riviste e’ una cosa vergognosa. Se poi a cio’ si aggiunge che quelli che ricevono di piu’ (tra le briciole) o non esistono o producono tirature ben al di sotto di quelle pubblicate, il quadro d’insieme che ne esce e’ proprio quello da Far West.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo al croupier: anche questa volta e’ uscito il quattro (numero dell’assopigliatutto) e il banco vince. Francamente non sappiamo come funziona il banco ne’ lo vogliamo sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che ci basterebbe e’ che il governo prendesse le misure di questo settore (quello dei contributi alla stampa italiana all’estero) e facesse chiarezza una volta per tutte sui criteri di erogazione, suddividesse i fondi in maniera equa, li pubblicasse celermente e soprattutto beneficiasse quelli che la stampa italiana all’estero la fanno sul serio. Con notizie non copiate da agenzie di stampa ma autentiche tramite lavoro sul luogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si’ perche’ bisogna intendersi su che cosa e’ la stampa italiana all’estero. Se si continua con la visione di portare le notizie dell’Italia alla comunita’ italiana emigrata all’estero si fanno ridere i polli (per la seconda volta). Con un click in internet si hanno notizie molto piu’ dettagliate che comprando giornali che scopiazzano notizie del giorno proprio da internet stesso.&lt;br /&gt;La stampa italiana all’estero dovrebbe essere autosufficiente, fornire notizie vere sulla comunita’ italiana all’estero ad essa stessa e all’Italia, non perdersi in articoli salameccosi di ossequio ai politici di turno all’estero. E’ chiaro che cosi non vende, ne’ vendera’ mai.&lt;br /&gt;Persone incartapecorite che appaiono e parlano del piu’ e del meno nei cosiddetti giornali italiani all’estero quando le comunita’ italiane all’estero hanno serissimi problemi di sopravvivenza (come in Sudamerica) e nessuno lo sa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fate il vostro gioco” ripete il croupier con la faccia di chi ha gia’ visto tutto nella vita e con un sorriso di denti gialli. Tanto gia’ sa che le chiacchere dei politici e dei giornalisti di turno fanno parte del gioco.&lt;br /&gt;Tanto sa che all’83% la pallina tornera’ sul 4 e il banco assopigliatutto vincera’ di nuovo. E se non ci sara’ il commissariamento dell’erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero il gioco continuera’ cosi’.&lt;br /&gt;L’unica possibilita’ che muti e’ se gli onesti si organizzeranno e protesteranno in maniera unita. Lo faranno? Denti gialli non ci crede molto. E’ per questo che sorride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1992662.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1992662.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3196972841754952132?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3196972841754952132/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3196972841754952132' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3196972841754952132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3196972841754952132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/commissariamento-dellerogazione-dei.html' title='Commissariamento dell’erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4153589599291143976</id><published>2008-08-06T18:36:00.001-07:00</published><updated>2008-08-07T05:53:35.119-07:00</updated><title type='text'>Assopigliatutto</title><content type='html'>Quando ero piccolo c’era un gioco di carte che mi piaceva molto. Si chiamava assopigliatutto. Era un gioco molto semplice. Nel corso del gioco le varie carte si ponevano sul tavolo, ma quando arrivava l’asso, prendeva tutte le carte del tavolo. Assopigliatutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi l’ avrebbe mai detto che, dopo alcuni decenni, sarei tornato a pensare a questo gioco, ottima metafora per la stampa italiana all’estero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si’ perche’ nella stampa ed editoria italiana all’estero c’e’ qualcuno che ha sempre l’asso in mano. E quando usa l’asso prende quasi tutto che c’e’ sul tavolo dei contributi alla stampa italiana all’estero.&lt;br /&gt;Non ci credete? Vedete questi numeri. Se consideriamo i contributi diretti alle imprese di quotidiani editi e diffusi all'estero (A) e i contributi a quotidiani italiani teletrasmessi in Paesi diversi da quelli membri dell'Unione europea (B) vediamo che il loro totale (C) e’ dominato da un gruppo che fa capo al quotidiano La Repubblica in Italia ed ai suoi giornali “affiliati” (con i quali ha accordi di distribuzione all’estero, il Corriere Canadese, America Oggi e il Globo). Qui la difficolta’ e’ dovuta alla mancanza di dati disponibili per cui nella nostra comparazione abbiamo dati differenti: al 2006 (A) e al 2004 (B). Pertanto per fare una comparazione che ha senso assumeremo che i dati di B al 2004 siano stati tenuti costanti nel tempo fino al 2006. Se poi il governo ci fornira’ in futuro i dati veri, cio’ ci risparmiera’ questi esercizi logici necessari a fare calcoli cha abbiamo senso. In fondo i funzionari che pubblicano nei siti del governo sono sicuramente ben pagati e probabilmente non e’ assurdo attendersi da loro un piccolo sforzo e finalmente pubblicare i dati mancanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vamos la’ con i numeri, come si dice in portoghese brasiliano.&lt;br /&gt;Il totale dei contributi diretti alle imprese di quotidiani editi e diffusi all'estero (A) nel 2006 e’ 9.3 milioni di euro (di cui 8.1 del magico gruppone legato alla Repubblica con uno score dell’ 87% del totale).&lt;br /&gt;Il totale dei contributi a quotidiani italiani teletrasmessi in Paesi diversi da quelli membri dell'Unione europea (B) nel 2004 e’ 2 milioni di euro di cui 1.3 al gruppo La repubblica (score del 65% del totale).&lt;br /&gt;Ma in realta’ A e B devono essere considerati insieme (C) poiche’ i due businesses sono correlati tra loro, come spiegato nei miei precedenti articoli. Arriviamo quindi al totale 11.3 milioni di euro di cui 9.4 milioni al gruppo “assopigliatutto”. E qui lo score e’ quasi da monopolio: 83% del totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare che in questo calcolo abbiamo considerato solo i grossi numeri, i soldi veri, che vanno alla editoria italiana all’estero. Infatti le altre due categorie (Contributi diretti alle pubblicazioni edite in Italia e diffuse prevalentemente all'estero e contributi diretti a giornali italiani pubblicati e diffusi all'estero) sono di entita’ minore (rispettivamente 0.6 milioni e 1.4 nel 2004) ma soprattutto si perdono in una miriade di rivoli di riviste e giornali italiani pubblicati all’estero, a volte di ottima fattura, ma il piu’ delle volte di dubbia qualita’ ed in alcuni casi di veri e propri inganni allo stato italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi e’ il gruppo assopigliatutto che ha in mano le vere redini della stampa italiana all’estero. Ironia della sorte e’ che la grandissima concentrazione di potere editoriale e di contributi pubblici legati al gruppo assopigliatutto e’ sicuramente anomala, soprattutto perche’ non beneficia la stampa italiana in genere ma un gruppo in specifico.&lt;br /&gt;Il fatto che non ci siano legati azionari all’interno di questo gruppo e’ irrilevante poiche’ di fatto il legame e’ tanto nel business (specialmente per i giornali pubblicati all’estero con il “capogruppo”) quanto nei contributi (per tutti i membri del gruppo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’ironia vera e’ che questo gruppo ha sempre pesantemente criticato un altro gruppo editoriale, quello legato all’ attuale Presidente del consiglio, per la concentrazione di sistema di radio-tv che detiene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale che sia la concentrazione del gruppo Mediaset, ne’ di lontano si assomiglia a quella del gruppo assopigliatutto nella stampa italiana all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie: chi e’ senza peccato scagli la prima pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22575"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22575&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4153589599291143976?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4153589599291143976/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4153589599291143976' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4153589599291143976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4153589599291143976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/assopigliatutto.html' title='Assopigliatutto'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8534474252255044024</id><published>2008-08-05T11:02:00.001-07:00</published><updated>2008-08-07T05:42:24.595-07:00</updated><title type='text'>Quotidiani teletrasmessi: che significa per la stampa italiana all’estero?</title><content type='html'>Confesso che ho un debole per le cose complicate. Piu’ non capisco e piu’ tento di capire. Saranno le parole del mio vecchio professore di liceo: “Caro Max, mai fermarsi alla soluzione piu’ semplice. Cercare di approfondire sempre per quanto possibile. Ma attento agli errori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi mio caro lettore perdonami se commettero’ alcuni errori. Questa volta pero’ sono scusato. La scarsezza dei dati a disposizione e’ impressionante, visto il dettato di trasparenza che i recenti governi italiani avevano assunto. Speriamo che il nuovo governo migliori cio’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed infine andiamo a tentare di sbrogliare la complicata matassa dei contributi ai giornali italiani all’estero, impresa titanica per un semplice cronista che ha a disposizione poche risorse.&lt;br /&gt;Quello che tenteremo di comprendere e’ gli incroci che avvengono tra contributi a giornali italiani all’estero ed accordi con giornali nostrani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dall’ultimo articolo pubblicato quello delle coincidenze nei contributi per la stampa italiana all’estero. Avevamo rilevato che nel 2006 i giornali che ricevevano una fetta impressionante dei fondi pubblici (piu’ del 70 % del totale) erano concentrati in solo 3 testate e solo nei paesi anglosassoni.&lt;br /&gt;Cose queste sicuramente anomale visto che le scelte di erogazione di fondi pubblici dovrebbero essere basate su principi di equita’ di distribuzione e politiche per gli italiani all’estero e non preferenze quali-quantitative solo per alcune aree (anglofone) o solo per un numero ridottissimo di testate (solo 3). Se a questo si aggiungeva che una, il Corriere Canadese, e’ di proprieta’ di una multinazionale straniera e con la possibilita’ di perdere il management italiano la situazione diveniva veramente dubbia.&lt;br /&gt;Avevamo altresi’ rilevato che tutti e tre avevano accordi di distribuzione con un giornale italiano, La Repubblica, che e’ un nome a 5 stelle dell’editoria italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un ulteriore analisi dei contributi pubblici abbiamo rilevato un’ altra categoria, quella dei contributi a quotidiani italiani teletrasmessi in Paesi diversi da quelli membri dell'Unione europea.&lt;br /&gt;La legge del 7 marzo 2001, n. 62, art. 3 li definisce cosi’(sito della Presidenza del consiglio):&lt;br /&gt;“Il contributo previsto è riservato alle imprese editrici di giornali quotidiani che abbiano attivato sistemi di teletrasmissione in facsimile delle testate edite in Paesi diversi da quelli membri dell’Unione europea. Il contributo erogabile, per un totale di euro 2.065.827,596 l’anno (2004), è determinato dal 50% dei costi annui documentati relativi all’acquisto carta, stampa e distribuzione riguardanti la diffusione delle copie delle testate teletrasmesse aventi i requisiti previsti.”&lt;br /&gt;Tuttavia e’ presumibile attendersi che oggigiorno i costi della teletrasmissione sono soprattutto quelli della stampa e della connessione via internet, con cui si inviano i giornali all’estero in tempo reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui cominciano le difficolta’ per il vostro cronista. Infatti, contrariamente ai dati summenzionati (del 2006), inspiegabilmente i dati per questa seconda categoria di contributi non sono disponibili per il 2006. Questa asimmetria di dati disponibile e’ difficile da intendere visto che non deve trattarsi di un calcolo complicato. Ma tant’e’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi dati disponibili sono quelli del 2004 e sono i seguenti:&lt;br /&gt;1) GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO S.p.A. LA REPUBBLICA 1.325.982,39 euros&lt;br /&gt;2) R.C.S. QUOTIDIANI S.p.A. IL CORRIERE DELLA SERA 739.845,20 euros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono dati vecchi di 4 anni e quindi non molto significativi, ad eccezione di dare un indicazione di massima. E qual’è tale indicazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la seguente: data la difficolta’ di penetrazione di mercati esteri, il primo quotidiano menzionato si e’ presumibilmente affidato ad accordi con quotidiani di lingua italiana all’ estero che comportano la distribuzione congiunta dei due giornali (La Repubblica e l’altro giornale del paese anglofono). In questo caso i lettori trovano inserita all’interno del giornale all’estero l’edizione internazionale de “la Repubblica”.&lt;br /&gt;Fin qui nulla di male. In piu’ l’edizione internazionale de “la Repubblica” e’ “teletrasmessa” e stampata a totale suo carico, come lo stesso direttore di America Oggi Andrea Mantineo ha dichiarato alla stampa nel 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema e’ che, con i contributi statali a quotidiani italiani teletrasmessi chi paga veramente e’ il governo italiano non il giornale menzionato. In altre parole La Repubblica riceve i contributi pubblici molto rilevanti e poi a costi molto ridotti teletrasmette e stampa i propri prodotti fuori dell’Unione Europea. E, in piu’, appoggiandosi a quotidiani loro stessi gia’ pesantemente sussidiati dallo stato italiano, che gia’ di per se’ stessi quindi producono a costi ridotti.&lt;br /&gt;Non si puo’ negare che in questo modo c’ è un beneficio oggettivo per i famosi 3 giornali italiani all’estero, che hanno la possibilita’ di vendere a costo zero i propri giornali con l’edizione internazionale della Repubblica.&lt;br /&gt;Ma lo stesso giornale La Repubblica si beneficia di cio’ poiche’ a costo molto basso diffonde all’estero i propri giornali e soprattutto riceve grandi contributi pubblici per questo.&lt;br /&gt;Tutto cio’ appoggiandosi alla rete di distribuzione di giornali italiani all’estero che, come detto, gia’ ricevono contributi pubblici dallo stato italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se abbiamo svelato il mistero dei contributi pubblici ai grandi giornali italiani all’estero onestamente non lo so.&lt;br /&gt;Ma francamente rimane il fatto che un sistema che in teoria dovrebbe beneficiare i giornali italiani all’estero per trasmettere i sentimenti e le impressioni delle nostre comunita’ all’estero, si trasforma, oggettivamente, in uno strumento per facilitare la diffusione all’estero e ricevere sostanziosi contributi pubblici per grandi giornali nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre i contributi pubblici, dall’altro lato, beneficiano un numero ridottissimo (3) di giornali italiani all’estero. E tutto cio’ quando giornali genuinamente italiani all’estero sono in una situazione di cronica penuria di fondi e dovrebbero essere aiutati dallo stato italiano per il loro lavoro svolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiaenamerica.com/index.php?IdNot=17999"&gt;http://www.italiaenamerica.com/index.php?IdNot=17999&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22568"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22568&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5339"&gt;http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5339&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2194"&gt;http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2194&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10436/2008-08-07.html"&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10436/2008-08-07.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8534474252255044024?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8534474252255044024/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8534474252255044024' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8534474252255044024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8534474252255044024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/quotidiani-teletrasmessi-che-significa.html' title='Quotidiani teletrasmessi: che significa per la stampa italiana all’estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1305706685271755889</id><published>2008-08-03T12:09:00.000-07:00</published><updated>2008-08-06T17:22:35.325-07:00</updated><title type='text'>Coincidenze nei contributi per  la stampa italiana all’estero</title><content type='html'>Tre su tre. Troppe coincidenze. Mi ritornano alla mente le parole del mio vecchio professore di liceo, burbero ma simpatico: “Mio caro Max quando ci sono troppe coincidenze c’e’ qualcosa che non va. Allora e’ il caso di investigare”.&lt;br /&gt;E proviamo a farlo anche se l’impresa e’ mastodontica, di un modesto giornalista italiano all’estero.&lt;br /&gt;Tre su tre dicevamo. E vediamole queste coincidenze. Stiamo parlando dei contributi per quotidiani editi e diffusi all’estero. Di quelli veri, i tre maggiori pagati dal governo italiano:&lt;br /&gt;1) Oggi Gruppo editoriale, che produce il giornale America Oggi negli USA e che ha ricevuto contributi di 2 .582.284,50 euro nel 2006;&lt;br /&gt;2) Italmedia SCRL, che produce il giornale Corriere Canadese nel Canada e che ha ricevuto contributi di 2 .892.158,64 euro nel 2006;&lt;br /&gt;3) S.E.I. PTY LTD., che produce il giornale il Globo nell’ Australia e che ha ricevuto contributi di 2 .582.284,50 euro nel 2006.&lt;br /&gt;Insieme la magica triade ha ricevuto circa 8 milioni di euro. Che cosa hanno in comune questi giornali italiani all’estero, oltre a ricevere i maggiori sussidi all’editoria italiana all’estero?&lt;br /&gt;Tutti e tre hanno accordi di distribuzione del quotidiano La Repubblica nei loro mercati all’estero. Niente male per uno stato, quello italiano, notoriamente taccagno con i suoi giornali italiani all’estero.&lt;br /&gt;Il vostro cronista non arriva a comprendere la volonta’ dei governi che hanno deciso questa politica per i giornali italiani all’estero. Troppo grande e’ il livello per lui.&lt;br /&gt;Egli si limita solo a rilevare questa serie di coincidenze, i soldi e gli accordi, per gli stessi giornali.&lt;br /&gt;La Repubblica e’ un eccellente giornale e probabilmente tutti i giornali italiani all’estero fanno a pugni per avere accordi di distribuzione con esso. Tuttavia rimane il fatto che chi ci riesce e’, coincidentalmente, chi riceve i contributi piu’ rilevanti dallo stato italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No per favore non mi parlate di casta, parola questa che dovrebbe essere usata solo per le categorie di gruppi sociali indiani che costituiscono una gerarchia rigida in alcune società del passato. Vi ho detto gia’ che il vostro cronista non arriva a questi livelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ pero’ un fatto che, in tempi di penuria quasi cronica per la stampa italiana all’estero, la concentrazione di fondi pubblici solo ai menzionati giornali e’ gia, di per se’ sola, anomala. Se a cio’ si aggiunge la coincidenza degli accordi di distribuzione allora la cosa diviene quasi incomprensibile.&lt;br /&gt;Perche’ questo?&lt;br /&gt;Forse nell’afa dell’ombrellone di agosto i nostri politici e giornalisti (quelli con la lettera maiuscola) vorranno pensare alla domanda di questo modesto cronista, che e’ la stessa di una grande categoria, un po’ ignorata al momento, quella degli italiani all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1989208.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1989208.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22558"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22558&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://xaviercity.blogspot.com/2008/08/coincidenze-nei-contributi-per-la.html"&gt;http://xaviercity.blogspot.com/2008/08/coincidenze-nei-contributi-per-la.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10430/2008-08-06.html"&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10430/2008-08-06.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1305706685271755889?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1305706685271755889/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1305706685271755889' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1305706685271755889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1305706685271755889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/coincidenze-nei-contributi-per-la.html' title='Coincidenze nei contributi per  la stampa italiana all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1045301531060990121</id><published>2008-08-02T20:59:00.000-07:00</published><updated>2008-08-06T17:35:11.745-07:00</updated><title type='text'>Corriere Canadese: il profitto grazie ai sussidi italiani</title><content type='html'>Sapevate che uno dei giornali tradizionali delle comunita’ italiane all’estero (Corriere Canadese) appartiene ad una multinazionale canadese (Multimedia Nova Corporation), recentemente a sua volta partecipata in maniera significativa dalla compagnia Torstar quotata alla borsa candese?&lt;br /&gt;E sapevate che il Corriere Canadese ha ricevuto la bellezza di 2 .892.158,64 euros nel 2006 come contributi per quotidiani editi e diffusi all’estero?&lt;br /&gt;E’ giusto che lo stato italiano sussidi una corporation straniera , che sicuramente non ha bisogna di cio’ per aumentare i suoi profitti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti nella giungla dei sussidi italiani ai giornali italiani all’estero, un argomento che abbiamo discusso varie volte in passato. Questa volta pero’ parliamo della numero1 delle imprese che ricevono i sussidi per i giornali italiani all’estero, la Italmedia Societa’ cooperativa a responsabilita’ limitata, per lo meno secondo i dati del governo italiano. Bisogna percio’ cercare di essere precisi e mi scuso in anticipo con il lettore per le eventuali imprecisioni contenute nell’articolo, data la scarsezza dei dati disponibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere Canadese, secondo il sito della Multimedia Nova Corporation, ha una tiratura giornaliera di circa 30,000, il che da’ poco piu’ di undici milioni di copie vendute all’anno (ammettendo una tiratura costante durante l’anno). E’ sicuramente da chiedersi perche’ un periodico di cui abbiamo parlato in passato in Brasile (Fanfulla) che secondo dati ufficiali produce circa un milione e mezzo di copie riceve solo poco piu’ di 50,000 euro a confronto del Corriere che (come detto) per undici milione di copie riceve quasi 3 milioni di euro.&lt;br /&gt;Qui le anomalie sono due: da un punto di vista matematico se un 1.5 milioni di copie danno 50.000 euro, 15 milioni dovrebbero dare 500.000 euro. Nel caso del Corriere 11 milioni di copie danno invece 3 milioni di sussidi del governo.&lt;br /&gt;Non si capisce perche’ le copie del Fanfulla sono valorizzate cosi’ poco.&lt;br /&gt;Forse i numeri dei giornali e periodici italiani all’estero sono davvero sinistri a vederli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra anomalia: Per ogni copia prodotta lo stato italiano da 27 centesimi euro di sussidi (3 milioni di sussidi/11 milioni di copie) . Il prezzo sulla copertina del Corriere Canadese e’ 0.75 euro (o un dollaro piu’ tasse con il giornale La Repubblica). E qui la matematica deve veramente essere un opinione.&lt;br /&gt;Il Corriere Canadese riceve dal governo italiano un sussidio del 36% del prezzo pagato dal consumatore. Come e’ possibile cio’?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere Canadese e’ un giornale storico della comunita’ italiana in Canada, fondato dal famoso Dan Iannuzzi. Tuttavia e’ curioso che esso fosse posseduto dalla societa’ Italmedia Societa’ cooperativa a responsabilita’ limitata con sede in Via Flaminia 19 - int. 16, Roma. Cosi’ e’ del resto registrata con il governo italiano la societa’ che riceve i sussidi governativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora probabilmente questa era la realta’ tanti anni fa ma oggigiorno e’ completamente diversa.&lt;br /&gt;Prova ne sia che esisteva un management agreement tra Italmedia e la Multimedia Nova Corporation in base al quale il management del Corriere Canadese doveva essere deciso dalla societa’ italiana Italmedia. Ora pero’ dall’ottobre 2007 la societa’ Multimedia Nova ha denunciato la validita’ di questo agreement. Vi sono voci che cio’ e’ legato alla continuazione nel ricevere sussidi dal governo italiano. La storia si trascina dallora poiche’ quasi ogni 3 mesi la Multimedia lascia aperta la possibilita’ di non denunciare l’agreement (l’ultima volta e’ avvenuto ad inizio maggio 2008) probabilmente stando alla finestra per vedere se il Corriere Canadese ricevera’ i sussidi anche quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda e’ tuttavia sempre la stessa: e’ giusto che lo stato italiano paghi i profitti di una grande corporation straniera, specialmente con i soldi che dovrebbero essere usati per i giornali genuinamente italiani all’estero (nel management come nella proprieta’)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22551"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22551&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2194"&gt;http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2194&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10408/2008-08-05.html"&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10408/2008-08-05.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lagenteditalia.com/Giornali/attuale.pdf"&gt;http://www.lagenteditalia.com/Giornali/attuale.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=3_143929"&gt;http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=3_143929&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1045301531060990121?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1045301531060990121/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1045301531060990121' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1045301531060990121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1045301531060990121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/08/corriere-canadese-il-profitto-grazie-ai.html' title='Corriere Canadese: il profitto grazie ai sussidi italiani'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-4882502546989430542</id><published>2008-07-31T10:18:00.000-07:00</published><updated>2008-08-04T06:05:47.612-07:00</updated><title type='text'>Periodici italiani all’ estero: dove vanno milioni di euro?</title><content type='html'>Lo so. Nel mio ultimo articolo avevo scritto che avrei terminato l’inchiesta. Tuttavia ho ricevuto una valanga di emails di colleghi giornalisti, specialisti, professori universitari, direttori e soprattutto persone semplici che mi chiedono di continuare. Ho cercato di spiegare loro che si tratta di un argomento che interessa molto ma che sono oberato di altri lavori, piu’ redditizi. Non ne hanno voluto sapere.&lt;br /&gt;E allora torniamoci, solo per questa volta, sull’argomento. Teniamo presente i numeri. Le opinioni, i voli pindarici, le prese di posizione orgogliose le lasciamo agli interessati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A noi cronisti al verde ci riserviamo solo il lavoro di rendicontazione. Un lavoro boring (da noia mortale) ma che e’ vitale per capire il livello di sprechi che colpisce questo settore, che e’ sovvenzionato da tempo dallo stato italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo calcolo: se il Fanfulla, periodico italiano all’estero che illustri specialisti del settore mi hanno detto sapere aver cessato l’esistenza da decenni, ha ricevuto, per esempio, negli ultimi 20 anni la stessa somma percepita nel 2006 (circa 50 mila euro), cio’ significa che stiamo parlando di un milione di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trattasi di una stima per difetto probabilmente. Un milione di euro che, andando ad un periodico che probabilmente non esiste da piu’ di 20 anni, grida vendetta per quella miriade di giornali e periodici, cartacei ed on-line che si mantengono solo sullo sforzo di cronisti e giornalisti da sempre cronicamente in bolletta (come il sottoscritto) e che praticamente lavorano gratis producendo, senza falsa modestia, articoli e riviste di qualita’ anche minima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi ripetiamo il calcolo per l’Eco di Basilea ne esce un altro milione di euro per gli ultimi 20 anni. E se moltiplichiamo per i periodici che producono poco e niente ma che hanno ricevuto sussidi fissi dal governo italiano solo negli ultimi due decenni, stiamo parlando di cifre che superano le decine di milioni di euro. Per cosa? Le cifre delle tirature pubblicate sono impressionanti per i primi in classifica di quelli che ricevono sussidi pubblici. Fanno invidia a giornali di buona tiratura pubblicati in Italia.&lt;br /&gt;Sono veritiere? Onestamente dubitiamo fortemente di cio’. Le verifiche che dovevano essere svolte dagli organismi consolari italiani all’estero sono, anch’esse, tutte da verificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciatemi dire una cosa: non tutti i periodici italiani all’estero sono nello stesso calderone. Ci sono alcuni di ottima qualita’, che, ironicamente, ricevono sussidi non all’altezza della loro qualita’. Ma il quadro d’insieme e’ francamente disarmante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme agli amici del boteco (bar povero) di sao Paolo, abbiamo tentato di fare un controllo minimo di questi periodici. Ci sono cose che, come diceva il mio vecchio professore di liceo, fanno ridere i polli.&lt;br /&gt;Tuttavia non e’ lavoro di un cronista al verde fare un serio censimento di tali sprechi ed iniquita’. E’ lavoro di funzionari del MAE. Che gia’ sono troppo ben pagati dallo stato italiano per attendersi che cronisti squattrinati italo-brasiliani facciano il loro lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora si parla di aumentare la torta dei fondi pubblici. Richiesta sacrosanta visto che le cifre erogate non sono state modificate dall’inizio del millennio, quando i costi di produzione dei giornali erano molto minori.&lt;br /&gt;Tuttavia se si adotta lo stesso criterio usato finora, si beneficeranno solo i soliti noti, mentre i seri professionisti non riceveranno il becco d’un quattrino.&lt;br /&gt;Spero che questo articolo spieghi per i mei lettori che quanto il gruppo di Sao Paolo poteva fare l’ha fatto.&lt;br /&gt;Ora la palla passa al MAE e speriamo che non ci sara’ il classico autogol in zona Cesarini. Specie perche’, per parafrasare un linguaggio calcistico, il passaggio che abbiamo fatto apriva la via al gol delle autorita’ non al loro autogol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2189"&gt;http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2189&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22541"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22541&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10386/2008-08-04.html"&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10386/2008-08-04.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-4882502546989430542?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/4882502546989430542/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=4882502546989430542' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4882502546989430542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/4882502546989430542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/periodici-italiani-all-estero-dove.html' title='Periodici italiani all’ estero: dove vanno milioni di euro?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8137827721392204306</id><published>2008-07-29T19:58:00.000-07:00</published><updated>2008-08-03T18:23:24.882-07:00</updated><title type='text'>Nuova legge sui periodici italiani all’estero: piu’ soldi a chi?</title><content type='html'>San Paolo, boteco (bar povero) degli italiani della grande mela sudamericana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensavi di fare rumore e invece alcuni nemmeno ti pubblicano piu’ Max. La tua inchiesta sui periodici italiani all’estero non piace a molti” dice il mio amico col naso aquilino.&lt;br /&gt;“Max devi renderti conto che gli sprechi colossali che riferisci accadevano con il silenzio-assenzo degli italiani in Italia, che non vogliono stare a sentire a noi italiani di fuori e che pensano di liquidarci con qualche centesimo. Il problema e’ che anche quello va ai soliti noti e a noi non arriva niente. Gli italiani all’ estero che ricevono” termina il mio amico bassetto che tradisce le origini meridionali con l’ immancabile cervejnha (birretta) gelata, “sono ammanicati con gli italiani d’Italia. Risultato loro prendono tutto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma perche’ pensi che si parla ora di questi periodici?” grida il giovane biondino pieno di brufoli dal fundo, cronicamente al verde come freelance giornalista italiano in Brasile. “Leggi qua: e mi mostra l’articolo di una agenzia di stampa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....Il decreto-legge 25 giugno 2008 n.112, attualmente all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati contempla tra l’altro, all’articolo 44, una norma che riguarda la semplificazione e il riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria ed i cui effetti interessano anche i quotidiani italiani all’estero e, anche se più alla lontana, la stampa periodica italiana all’estero. .... Quando parla di contributi, la norma si riferisce specificatamente alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, che riguarda i quotidiani compresi quelli editi all’estero, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62, che si riferisce nella massima parte sempre ai quotidiani ma che, tuttavia, all’art. 3 si occupa della stampa periodica italiana all’estero solo per prevedere il raddoppio dello stanziamento ad essa destinato (da 2 a 4 miliardi di vecchie lire)....&lt;br /&gt;e l’ordine del giorno proposto da Giovanni Rapanà in passato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tale proposito, raccomanda il seguente emendamento alla Legge 7 marzo 200l, n. 62 (Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla Legge 5 agosto 1981, n. 416), Art. 3 (modalità di erogazione delle provvidenze in favore dell'editoria) Il comma 1. dell'art. 3 va cambiato come segue: "A decorrere dal 10 gennaio 2005 l'importo di 4 miliardi in lire previsto per i contributi di cui all'art.26, primo comma, della Legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, è aumentato a 4 milioni di euro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stanno aumentando i soldi, dopo secoli che davano una miseria ai periodi italiani all’estero” continua il biondino, “e ora i soliti noti stanno salivando per prendersi tutto come prima, solo che di piu’. Senza controlli sara’ una bella pappatoia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per questo molti non ti vogliono pubblicare Max, smettila che e’ inutile”, riprende il bassetto. “Ma le autorita’ che fanno? Grida quello col naso aquilino. “Tu pensa che Max ha mandato l’articolo a tutti quelli del MAE, tutti sanno tutto ma nessuno dice niente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Max sei un ingenuo e’ agosto, ora vanno tutti al mare” grida il biondino coi brufoli “ed in piu’ i giornali italiani non pubblicano perche’ non sono interessati per solidarieta’ di casta” continua il brufolone con la rabbia tipica del freelance squattrinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed alla fine sono io Max che la faccio la figura dell’ingenuo. A questo punto, come diceva un famoso cartoon, “l’ultimo chiude la porta” e la mia inchiesta finisce qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio finire questa cervejinha gelada prima che si riscalda. Gli animi del boteco sono gia’ troppo accesi. E, detto tra noi, la verita’ e’ che c’e’ una punta di invidia di questo gruppo di giornalisti squattrinati in Brasile che vede la possibilita’ di aprire un giornale sempre piu’ lontana, nonostante l’aumento dei fondi annunziato dal governo. Perche’ sa gia’ che, anche se arriveranno, a loro non andranno mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22525"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22525&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lsdi.it/2008/08/01/nuova-legge-sui-periodici-italiani-all%e2%80%99estero-piu%e2%80%99-soldi-a-chi/"&gt;http://www.lsdi.it/2008/08/01/nuova-legge-sui-periodici-italiani-all%e2%80%99estero-piu%e2%80%99-soldi-a-chi/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1988218.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1988218.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8137827721392204306?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8137827721392204306/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8137827721392204306' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8137827721392204306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8137827721392204306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/nuova-legge-sui-periodici-italiani.html' title='Nuova legge sui periodici italiani all’estero: piu’ soldi a chi?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-5447350778331236429</id><published>2008-07-28T05:46:00.000-07:00</published><updated>2008-08-04T17:01:03.439-07:00</updated><title type='text'>Stampa italiana periodica all’estero: quali sono i dati veri?</title><content type='html'>San Paolo, ristorante italiano, una domenica pomeriggio di luglio.&lt;br /&gt;“Ma dove credi di stare Max, in Svizzera? Qui siamo in Brasile, lo sai, ci sono sempre trucchi per gabbare le autorita’, figurati quelle italiane che controllano la stampa italiana all’estero” grida il mio amico col naso aquilino, un po’ alticcio.&lt;br /&gt;“Ma che dici, in Svizzera e’ come qua in Brasile, si gabba il santo alla stessa maniera, vedi l’Eco” risponde l’altro, basso e tarchiato ma con lo stesso colorito rosso fuoco disegnato dal vino.&lt;br /&gt;“La verita’ e’ che i dati della stampa periodica all’estero, che riceve sussidi dal governo italiano sono molto spesso gonfiati. Non tutta, ci sono notabili eccezioni, anche molto valide, ma la maggioranza e’ cosi’, e lo sanno benissimo in Italia” risponde un terzo dal fondo del ristorante italiano, con le immancabili foto d’epoca.&lt;br /&gt;E vediamo un po’ se il mio amico ha ragione, per lo meno per quanto riguarda la Svizzera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una prima occhiata L’Eco di Basilea (o Eco Tele 7) e’ molto simile al Fanfulla di Sao Paolo (Brasile).&lt;br /&gt;Tirature da fare invidia ad un giornale italiano venduto in Italia (dati a fine 2006): 1.366.500 copie il primo 1,410,000 il secondo.&lt;br /&gt;E soprattutto i contributi statali: 67.061,07 euro il primo, 49.511,27 euro il secondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia le similitudini non finiscono qui: tanto il primo (&lt;a href="http://www.l-eco.ch/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://www.l-eco.ch/&lt;/a&gt; )quanto il secondo (non ce l’ha proprio) non hanno un sito funzionante. E dire che con tutti i fondi pubblici ricevuti questi anni potevano farlo, come fanno tutti i giornali e le riviste al mondo.&lt;br /&gt;I dubbi sul Fanfulla li abbiamo descritti in precedenza. Sull’ Eco gia’ nel novembre 2007 l’ ex- deputato Gianni FARINA diceva:&lt;br /&gt;“Eppure, le testate sono ancora tante e i contributi a favore degli editori sono di 2 milioni di euro. Sono pochi? Non direi, ma male utilizzati, sicuramente.....&lt;br /&gt;Per fare un esempio, L’Eco, il settimanale edito a Basilea, diretto da Emiddio Bulla, ha ricevuto dallo Stato italiano nel 2005 precisamente 72'552,05 euro (circa 120 mila franchi) per una tiratura totale di 1'371'000 copie l’anno, circa 30 mila copie la settimana. Se ai contributi diretti dall’Italia, aggiungiamo quelli indiretti, si arriva ad una somma indubbiamente considerevole. “&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sembrano questi periodici avere una diffusione mostrata dal numero di copie pubblicato. Qui la legge italiana e’ interessante.&lt;br /&gt;“I bilanci devono essere corredati da una relazione di certificazione da parte di società abilitate secondo la normativa dello Stato in cui ha sede l’impresa.&lt;br /&gt;... La tiratura del quotidiano deve essere accertata mediante esibizione di fatture per l’acquisto della carta e fatture dello stampatore. Sulla tiratura dovrà essere espressa l’esplicita indicazione&lt;br /&gt;dell’autorità diplomatica o consolare competente.&lt;br /&gt;... Tutta la documentazione occorrente deve essere presentata in regola con le norme italiane sul bollo con relativa traduzione giurata in lingua italiana.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Norme che sembrano rigide a sufficienza per garantire una sicurezza nell’applicazione delle regole.&lt;br /&gt;Ma sono applicate alla lettera? E l’autorita’ consolare competente ha sempre dato un indicazione positiva a riguardo? E basata su che cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede le domande sono molte. Il fatto e’ che da una semplice discussione ad un ristorante sorge una domanda severa che deve essere risposta dalle nostre autorita’ di governo:&lt;br /&gt;“Dove vanno i soldi dati alla stampa periodica all’ estero?” e , in piu’, “I controlli sono adeguati?” Quest’ultima domanda suscita forti dubbi che non possono piu’ essere lasciati inevasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con che autorita’ si tagliano fondi a destra e manca nell’area degli italiani all’estero e poi si lasciano in vita sprechi colossali come quelli descritti?&lt;br /&gt;E concludiamo con le parole del mio amico col naso aquilino al ristorante:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quelli dell’ Eco e del Fanfulla sono solo la punta dell’iceberg. Ma se si controllano ad uno ad uno le tirature ed i fondi dati ai giornali e ai periodici italiani all’estero (come il MAE dovrebbe fare) ci sono cose da far rizzare il capelli in testa. A quando questo controllo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?TAG=mondiale"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?TAG=mondiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22510&amp;amp;Itemid=29"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22510&amp;amp;Itemid=29&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=17803"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=17803&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10340/2008-07-30.html"&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/10340/2008-07-30.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5315"&gt;http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5315&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=3_143823"&gt;http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=3_143823&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-5447350778331236429?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/5447350778331236429/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=5447350778331236429' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5447350778331236429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/5447350778331236429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/stampa-italiana-periodica-allestero.html' title='Stampa italiana periodica all’estero: quali sono i dati veri?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1133618110077085597</id><published>2008-07-25T10:51:00.000-07:00</published><updated>2008-08-03T17:39:37.581-07:00</updated><title type='text'>Fanfulla: la stampa italiana in Brasile</title><content type='html'>Pensavo di essere un bravo ricercatore. Probabilmente non e’ vero. Ho passato una ora su Google cercando il sito. E non l’ho trovato. E dire che il sito e’ di quelli che dovrebbero essere facili da trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito del principale settimanale di lingua italiana in Brasile. Che ha una tiratura (dati a fine 2006) di 1,410,000 e che soprattutto ha ricevuto 49.511,27 euro in 2006. Una enormita’ per i periodici italiani all’estero, costretti ad elemosinare euros ad un governo sempre piu’ taccagno con gli strumenti di diffusione della lingua e cultura italiana all’estero.&lt;br /&gt;E’ vero che la Settimana del Fanfulla e’ un settimanale storico della comunita’ italiana di sao Paolo. Fondato nel giugno del 1893 era la voce della emigrazione italiana in Brasile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma seri dubbi sul Fanfulla furono adombrati gia’ molti decenni fa. Nel sito dell’ Archivio Storico dell’ Emigrazione Italiana si legge: “Constantino Ianni, figlio di italiani radicatisi a São Paolo, commentando la notizia relativa ai 30 milioni spesi nel 1955 dall’Iri nel “tentativo di non far crollare il quotidiano in lingua italiana (sc. il Fanfulla) che si stampa in Brasile”, osservò che la presenza di questi fogli “coloniali” era in realtà dannosa, in quanto ostacolava l’integrazione.”&lt;br /&gt;Ma se i dubbi erano forti all’epoca oggi sono francamente imbarazzanti. Questa enorme tiratura di quasi un milione e mezzo di unita’ dove va? Perche’ non c’e’ informazione a riguardo del Fanfulla?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La polemica sugli sprechi di fondi pubblici per la stampa italiana all’estero, che fa accendere gli animi di giornalisti italiani all’estero, sottopagati o che lavorano gratis, diventa sempre piu’ importante in tempi di vacche magre del bilancio statale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi e’ che conta le copie pubblicate? Chi e’ che verifica i dati del MAE circa le pubblicazioni della stampa italiana all’estero? Perche’ si danno soldi a pioggia a giornali e riviste insignificanti mentre grossi giornali prendono una fetta enorme del totale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual’e’, infine, il criterio di scelta dell’erogazione dei fundi pubblici alla stampa italiana all’estero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mistero. L’unica cosa certa e’ che, in questi tempi di cultura italiana sempre piu’ bistrattata in patria e all’estero, c’e’ la necessita’ che il nuovo governo faccia piena luce su come si spendono i soldi dell’editoria italiana all’estero. Senza false retoriche ed interessi di bottega. Forse non e’ vero che i fondi non ci sono. Forse solo razionalizzare l’utilizzo di quelli che ci sono sarebbe sufficiente per aiutare i meritevoli e soprattutto penalizzare gli sprechi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fanfulla e’ anche il nome della principale squadra di calcio di Lodi. Storica anch’essa perche creata nel 1874, prendendo il nome da Fanfulla da Lodi, uno dei 13 cavalieri italiani che sconfissero i francesi nella disfida di Barletta del 1503. Oggi milita nella Serie D girone B.&lt;br /&gt;Meno male nel calcio, differentemente dalla stampa italiana all’estero, la storia non fa la classifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22486"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22486&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=17750"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=17750&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://videojournalist.blogs.it/2008/07/25/fanfulla-la-stampa-italiana-in-brasile-449927"&gt;http://videojournalist.blogs.it/2008/07/25/fanfulla-la-stampa-italiana-in-brasile-449927&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.infodem.it/analisi.asp?id=2184"&gt;http://www.infodem.it/analisi.asp?id=2184&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.oriundi.net/index.php"&gt;http://www.oriundi.net/index.php&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1133618110077085597?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1133618110077085597/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1133618110077085597' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1133618110077085597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1133618110077085597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/fanfulla-la-stampa-italiana-in-brasile.html' title='Fanfulla: la stampa italiana in Brasile'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2600360554230617338</id><published>2008-07-24T09:33:00.000-07:00</published><updated>2008-07-26T18:27:55.768-07:00</updated><title type='text'>Fratelli d' Italia</title><content type='html'>“Fratelli d’Italia, l’Italia s’e’ desta”, grida mio figlio quando passeggia com me in strada. Há solo 2 anni e qualche mese, non parla bene e’ nato in Brasile ma e’ italiano al 100%.&lt;br /&gt;Gli piace cantare l’inno nazionale, non conosce neanche il paese d’origine ma e’ fiero di essere italiano.&lt;br /&gt;Quanti di noi in Itália e all’estero siamo come lui? Pochi, molto pochi se vediamo cosa succede nelle cronache italiane e non. Alcuni piccoli grandi esempi.&lt;br /&gt;Ero com um amico che si era recato al consolato di Salvador de Bahia. Lui raccontava: “Pois não?” chiedeva la funzionaria del consolato. “Come?” rispondeva il mio amico. “Pois não?” ripeteva com calma la funzionaria. “Non capisco sono italiano. Parla l’italiano?” E questa scena si ripete in moltissimi altri consolato italiani nel mondo.&lt;br /&gt;Che io sappia il consolato o l’ambasciata sono território italiano. C’e’ obbligo di parlare italiano. Non sono io che devo chiedere al funzionario se parla italiano, e’ lui che há l’obbligo di farlo. Si e’ invertito l’ordine delle cose.&lt;br /&gt;Ma in fondo vari responsabili dei Comitês italiani all’estero o addirittura parlamentari italiani non parlano correttamente l’italiano. Ma insomma siamo italiani o no? Se siamo in pátria dovremmo usare la nostra língua non il contrario.&lt;br /&gt;Altro esempio: sono in fila al consolato italiano in Brasile. Insieme ai brasiliani. Fila única. Migliaia di persone che fanno la pratica per la cittadinanza ed io tra loro, che gia’ sono cittadino italiano. Perche’? Perche’ all’estero per l’Italia c’e’ il principio della fila única. Non c’e’ discriminazione di nazionalita’, rispondono fieri al consolato.&lt;br /&gt;E perche’ questa discriminazione ai consolati inglese, americano, brasiliano etc. all’estero c’e’? Perche’ quelli del paese d’origine pagano lê tasse. E perche’ noi italiani non lê paghiamo? Si pero’ noi abbiamo vergogna a far valere i nostri diritti. La discriminazione ci dovrebbe essere ed e’ giusta. Perche’ siamo noi che manteniamo i consolati italiani non quelli che chiedono la cittadinanza. Giustissimo diritto il loro di chiederla. Ma perche’ devo essere io italiano a stare in uma fila enorme per questo?&lt;br /&gt;Altro esempio: gli istituti di cultura inglese (British Council), tedesco (Goethe Institute), francese e spagnolo sono in edifici bellissimi con strutture molto valide e biblioteche aperte ad orari continuati. Non cosi’ gli istituti italiani di cultura all’estero: edifici fatiscenti, strutture precarie non sono la regola ma quasi. Senza parlare della gogna che bisogna passare per prendere in préstito um libro o um film italiano. Perche’ se gli istituti di cultura italiani ricevono fondi pubblici? E’ vero non sono tantissimi, al contrario, ma cio’ non giustifica strutture che in Sudamerica (com l’eccezione di São Paolo e poche altre) sono paragonabili a quelle locali, da sempre cronicamente al verde. Vedete la Casa d’Italia di Salvador per credere.&lt;br /&gt;Forse la ragione di tutto e’ l’italica vergogna di far valere i propri diritti anche quando ci sono. Il fatto di pensare che forse non ne abbiamo diritto anche quando sappiamo che e’ vero il contrario.&lt;br /&gt;Forse e’ solo il mio figlioletto che canta com orgoglio “Fratelli d’Italia”. Ne’ in pátria accade cio’. Ma tentero’, per quanto possibile, di spiegargli che il mio paese há forgiato la storia del mondo e quindi di camminare a testa alta quando si parla di esso. E a difenderlo anche contro lê stesse strutture pubbliche italiane all’estero che a volte sembrano, loro stesse, aver timore di preferire gli italiani agli stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1979766.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1979766.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2600360554230617338?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2600360554230617338/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2600360554230617338' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2600360554230617338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2600360554230617338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/fratelli-d-italia.html' title='Fratelli d&apos; Italia'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1874719770782738313</id><published>2008-07-21T08:12:00.000-07:00</published><updated>2008-07-23T19:31:59.606-07:00</updated><title type='text'>L'italiano</title><content type='html'>“Ue’ guaglio’ aro vai? Ue’ paisa’ vag a casa” i due bei ragazzini mulattini nell’interno della Bahia, Brasile comunicano tra loro in napoletano cosa fanno.&lt;br /&gt;Brisbane, Austrália: in dialetto calabrese i due vecchietti raccontano la loro giornata con il calore típico del Sud Itália.&lt;br /&gt;New York City, USA: i due yuppies italiani di Wall Street in Little Italy al clássico ristorante italiano. Un misto di milanese e siciliano tra due generazioni di emigrati, quelli della valigia di cartone e quelli della ventiquattrore.&lt;br /&gt;Abdjan, Costa d’Avorio, África: in italiano puro i due missionari toscani discutono dei problemi delle comunita’ locali tormentate dalle guerre tribali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversi punti del mondo ma un punto in comune: l’italiano ed i suoi dialetti. La língua latina piu’ parlata al mondo dopo lo spagnolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qual’e’ il poema piu’ famoso della storia dell’umanita’? La Divina Commedia di Dante Alighieri, con la descrizione dell’inferno e del paradiso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La língua italiana, cosi’ importante fuori d’Italia, cosi’ poco importante per gli italiani d’Italia, che non la difendono abbastanza. Non cosi’ per gli italiani all’estero, fieri della própria língua e delle proprie canzoni, famose in tutto il mondo (specie quelle classiche).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come si e’ arrivati a questo declino, che pare inarrestabile, della valorizzazione della própria língua e dell’italianita’ stessa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungi da noi voler sembrare nazionalisti o estremisti. Vogliamo pero’ solo valorizzare il patrimônio culturale che abbiamo, enorme. Forse e’ questo il problema. E’ tanto grande che non ci rendiamo conto di cio’. Fino a che non andiamo all’estero dove un misero cimelio e’ valorizzato come fosse una cosa dell’altro mondo mentre alcuni patrimoni dell’umanita’ nostrani giaciono in gattabuia negli scantinati di musei non valorizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema della valorizzazione della cultura italiana e’ serio ma e’ nella língua che si sente maggiormente. Parlare, esprimersi, comunicare e’ una cosa immediata.&lt;br /&gt;Esempio: Il mio laptop brasiliano há um programma Word che mi corregge gli accenti e lê parole da solo. Inutile pensare di avere um programma símile in italiano qui in Brasile o in altre parti del mondo. Per lo meno con facilita’. E percio’ molto spesso i miei lettori mi criticano gli errori grammaticali che faccio. Non volutamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse la vera natura del problema e’ la sudditanza culturale nostrana alla cutura angloamericana, che ci fa pensare la nostra cultura di secondo piano, (molto piu’ cool quella inglese).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irônico pensare che nella nostra storia passata lê culture straniere ci copiavano e disputavano i nostri artisti a peso d’oro. Ora siamo noi che ci nascondiamo e che ci vendiamo come internazionali. Senza pensare che il nostro vero valore aggiunto, cio’ per cui siamo veramente valorizzati all’estero, e’ la nostra italianita’, la nostra língua la nostra cultura, lê nostre bellezze, uniche al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora paisa’ che aspettam? Fratelli d’Italia sveglia l’Italia s’e’ desta.&lt;br /&gt;Valorizziamo la nostra cultura. Non siamo taccagni a spendere uma porzione mínima del bilancio statale per la nostra cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma prima di tutto superiamo la nostra sudditanza culturale perche’ la nostra cultura ha influenzato il mondo ed in questo mondo globalizzato, senza frontiere, essere fieri della nostra língua e cultura non e’ essere antistorici, al contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cessiamo di copiare gli altri e siamo noi stessi con la nostra língua e la nostra cultura. Chissa che forse possiamo promuovere un altro período Rinascimentale italiano e mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giornalesentire.it/2008/luglio/265/ilettoriciscrivonodimaxbono(sanpaulo).html"&gt;http://www.giornalesentire.it/2008/luglio/265/ilettoriciscrivonodimaxbono(sanpaulo).html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.go.ilcannocchiale.it/post/1977132.html"&gt;http://liberaliperisraele.go.ilcannocchiale.it/post/1977132.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22464"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22464&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/luglio/Art_230708_10.html"&gt;http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/luglio/Art_230708_10.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1874719770782738313?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1874719770782738313/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1874719770782738313' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1874719770782738313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1874719770782738313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/litaliano.html' title='L&apos;italiano'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3704747528160229786</id><published>2008-07-02T06:06:00.000-07:00</published><updated>2008-07-16T20:16:00.682-07:00</updated><title type='text'>Nuova preposizione articolata: la nuova politica per gli italiani nel mondo</title><content type='html'>Tanti (tantissimi) anni fa. Scuola media superiore tradizionale in Itália. Il mio professore di grammatica era vero duro.&lt;br /&gt;Di ciascun brano assegnato bisognava fare l’analisi grammaticale, lógica e del período. Analizzare tutto. E bene. La piu’ difficile e lunga era l’analisi grammaticale. E c’era sempre lei. La preposizione articolata. La fusione tra preposizione semplice e l’articolo determinativo. Del e nel tra lê tante.&lt;br /&gt;Il concetto del mio professore era chiaro: attenzione, sembrano uguali ma introducono concetti completamente differenti. Parole sante mio caro professore, parole sante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccomi qua, dopo decenni, a leggere lê dichiarazioni del nuovo sottosegretario per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica. Um uomo intelligente e simpático.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, al di la’ delle dichiarazioni che fa, mi colpisce il titolo, che si riassume cosi’: “Dagli italiani nel mondo agli italiani del mondo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco che, dal profondo della memória mi ritorna allá mente la frase del mio vecchio professore di grammatica: “preposizioni articolate: , sembrano uguali ma introducono concetti completamente differenti. Non fatevi ingannare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed allora seguiamo le prudenti parole del mio professore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiani nel mondo. Ovvero italiani che sono nel mondo. Nel, preposizione articolata definisce il concetto di luogo, del fatto che, pur trovandosi nello spazio “mondo” stiamo parlando di “italiani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiani del mondo. Del, preposizione articolata, definisce il concetto di appartenenza, del fatto che stiamo parlando di “italiani” che appartengono al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Differenza enorme, abissale.&lt;br /&gt;I primi sono sempre italiani, dovunque e comunque. I secondi no, appartengono al mondo dove si trovano. Ai paesi dove si trovano, Brasile, Argentina, USA.&lt;br /&gt;Appartengono a quelle realta’ e a quelle realta’ devono far riferimento. Non piu’ all’ Itália. E quindi la smettano di rivolgersi all’ Itália per i loro problemi. Sono italiani del mondo, non piu’ nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse questa mutazione di preposizione articolata riassume la nuova política del governo per gli italiani nel mondo, pardon del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risolvetevi i vostri problemi da soli, dove siete e nel paese di appartenenza. Non venite a piangere da noi in Itália.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete italiani del mondo non siete piu’ italiani nel mondo. In altre parole siete italiani dell’ Argentina, del Brasile, dell’ Austrália.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si’, il mio vecchio professore di grammatica aveva ragione. Un cambiamento di preposizione articolata e, come d’incatesimo, muta tutto. Persino la politica per gli italiani nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come’e’ che nessuno se ne era accorto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1958679.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1958679.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/luglio/Art_040708_5.html"&gt;http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/luglio/Art_040708_5.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22299"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=22299&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3704747528160229786?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3704747528160229786/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3704747528160229786' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3704747528160229786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3704747528160229786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/07/nuova-preposizione-articolata-la-nuova.html' title='Nuova preposizione articolata: la nuova politica per gli italiani nel mondo'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-297471740086533343</id><published>2008-04-16T15:17:00.001-07:00</published><updated>2008-04-17T16:37:32.987-07:00</updated><title type='text'>La fine del grande Pollastro</title><content type='html'>Popolo popolo degli italiani in Sudamerica udite udite: il grande Pollastro e’ caduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolino ai margini si guarda negli occhi, incrédulo: sara vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si e’ vero, urrah, urrah. Grida il popolo in delírio. Andiamo nella piazza principale di São Paolo e buttiamo giu’ l’arrogante statua del Pollastro, dentro la Câmera di Commercio di São Paolo. E’ finita, finalmente, siamo liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ tutta colpa del mio partito, grida ringhioso il Pollastro, scalzato a forza dal Parlamento. Sono stato uno dei parlamentari piu’ assidui sempre presente, non mérito questo.&lt;br /&gt;Tutte bugie e inganni contro di me, non mérito cio’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le campagne di stampa di quel Bono contro di me sono tutte menzogne. E’ vero il treno ad alta velocita’ e’ stato um fallimento, e’ vero i corsi fantasma allá Câmera di Commercio sono stati deleteri per la mia immagine, e’ vero lê accuse contro di me circa cio’ che ho fatto mi hanno danneggiato.&lt;br /&gt;Ma perche’ cosa hai fatto? Grida il bambino innocente. Niente, meno di niente solo ordini del giorno senza valore, Bono aveva ragione, grida un’ altro.&lt;br /&gt;Non ti sfiora la mente che non ti abbiamo voluto votare per quello che hai detto che avresti fatto e che poi non hai fatto? Dice um tipo com il naso aquilino nello sfondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ colpa dei brogli, dello sciopero delle poste brasiliane, io l’ho denunciato súbito, dice il Pollastro ringhioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevi di essere il rappresentante dell’Italia in Brasile, invece non ti abbiamo voluto non lo capisci? Bono há solo detto cio’ che noi sentiamo e pensiamo e che non hai voluto ne’ vedere ne’ sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed e’ forse forse questo il grande messaggio delle elezioni italiane in Sudamerica, pesantemente condizionate tuttavia da casi di broglio.&lt;br /&gt;Bisogna ascoltare il popolo degli italiani all’estero, lê misure cosmetiche, gli ordini del giorno, lê prese in giro non valgono piu’ niente. Gli italiani all’estero del sudamerica sono maturi come quelli in Itália.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi non ascoltera’ la você del popolo degli ítalo-sudamericani ne paghera’ lê conseguenze, come il grande Pollastro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua statua e’ stata abbattuta a São Paolo, citta’ italiana finalmente libera.&lt;br /&gt;Ci aspettiamo dall' ítalo-brasiliano Porta uma rappresentanza che rispetti noi ítalo-sudamericani allá Câmera al di la’ delle differenze di partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed in bocca al lupo al nuovo governo, che incarna lê speranze di questa Itália e soprattutto degli italiani all’estero, ignorati in maniera anche grossolana dal precedente governo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21536"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21536&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1873706.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1873706.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/la-fine-del-grande-pollastro-2.html"&gt;http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/la-fine-del-grande-pollastro-2.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-297471740086533343?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/297471740086533343/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=297471740086533343' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/297471740086533343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/297471740086533343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/04/la-fine-del-grande-pollastro.html' title='La fine del grande Pollastro'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1086540463551673363</id><published>2008-04-03T15:51:00.000-07:00</published><updated>2008-04-03T15:53:22.468-07:00</updated><title type='text'>Sciopero alle poste brasiliane: campionato ítalo-sudamericano all’Argentina</title><content type='html'>Attenzione attenzione popolo degli ítalo-sudamericani. Colpo di scena. Tutte lê previsioni per lê prossime elezioni ítalo-sudamericane possono essere errate. Forse anche il risultato totale delle elezioni, anche a livello nazionale (specie al Senato) potranno essere alterate.&lt;br /&gt;Tutto e’ di nuovo in discussione. Perche’? La risposta e’ semplice: sciopero delle Poste in Brasile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti nel mondo degli italiani in Sudamerica, um mondo che, come vi abbiamo descritto piu’ volte, e’ pieno di incertezze. L’única cosa certa e’ che il domani e’ incerto come e piu’ di oggi. Noi ítalo-sudamericani siamo abituati ai colpi di scena e ci abbiamo fatto il callo. Gli scenziati politici da Roma non hanno idea di come siano lê cose qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Correio (come si chiama la Posta in Brasile) e’ una delle poche istituzioni veramente unitarie di questo paese federale di nome ma di fatto somma aritmética di stati che interagiscono poco e che hanno poche entita’ veramente nazionali. Il Correio e’ una di queste ed há um peso enorme nella vita nazionale. E quando il Correio e’ in sciopero tutti ne risentono. La cosa nuova e’ che anche lê elezionali italiane ne risentiranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aballate (scosse in portoghese) dagli scandali passati e dai brogli dentro e fuori delle cabine elettorali, lê elezioni italiane in Sudamerica si arrichiscono di uma nuova variabile che altera tutti i calcoli: molte schede elettorali non sono arrivate per posta agli italiani in Brasile, non arriveranno e se lo sciopero continua (come e’ probabile) quelle che sono arrivate non arriveranno con il relativo voto ai consolati per posta perche’ lê poste brasiliane sono in sciopero.&lt;br /&gt;Inoltre (effetto collaterale) l’único modo di raggiungere e comunicare agli elettori i nomi degli sconosciuti candidati agli italiani sparpagliati in tutto il Brasile da parte degli stessi candidati, dei patronati e di tutti gli altri e’ tramite le poste stesse, che sono in sciopero. Percio’ anche se si volesse influenzare il risultato allá vecchia maniera, sara’ difficile. Uma vera confusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma gia’ c’e’ chi specula e dice che bisognera’ controllare minuziosamente tutte lê schede elettorali del Brasile: con lo sciopero delle Poste brasiliane lê possibilita’ di brogli aumentano a dismisura: come si controlla che ci ne aveva diritto aveva effettivamente votato se le schede arrivano “in un modo o nell’altro” al consolato competente? E se “qualcuno” raccoglie tutte lê schede e lê porta al Consolato di competenza giurando che si tratta di quelle che dovevano arrivare per posta ma che, per causa dello sciopero, sono arrivate con la consegna a mano da parte di qualche volontario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso di Buenos Aires e dell’eccesso delle schede e’ sotto gli occhi di tutti: e se venissero usate altre schede in eccesso? E chi puo’ giurare che si tratta di schede non “intercettate allá fonte” allá posta (o prima di essa) a causa dello sciopero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vediamo la situazione e’ complicata e farebbero bene lê autorita’ competenti ad intervenire per evitare brogli o (come mínimo) situazioni in cui gli italiani non possono votare. E sarebbero i candidati argentini o quelli venezuelani gli avvantaggiati?&lt;br /&gt;Vi diro’ la verita’: con la carne che manca (in Argentina), com lo scipoero delle poste (in Brasile), com lo sciopero della Polizia (nello stato di Bahia) e conseguente aumento del numero di azioni criminose, con la scuola, la salute, etc. etc. che non funziona, qui come a Lima, come a Caracas come a Buenos Aires, non aspettatevi manifestazioni di piazza di italo-sudamericani per non aver votato. Al massimo al bar dello sport italiano di São Paolo il commento sara’: “Questa volta al campionato sudamericano vinceranno gli argentini, ma solo perche’ noi brasiliani non abbiamo partecipato”.&lt;br /&gt;Piccolo particolare: il commento non si riferisce allá Copa América di football ma alle elezioni ítalo-sudamericane al Parlamento italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21375"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21375&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.go.ilcannocchiale.it/post/1854503.html"&gt;http://liberaliperisraele.go.ilcannocchiale.it/post/1854503.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://messaggero.leonardo.it/blog/sciopero_alle_poste_brasiliane_campionato_italosudamericano_allargentina_2.html"&gt;http://messaggero.leonardo.it/blog/sciopero_alle_poste_brasiliane_campionato_italosudamericano_allargentina_2.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1086540463551673363?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1086540463551673363/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1086540463551673363' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1086540463551673363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1086540463551673363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/04/sciopero-alle-poste-brasiliane.html' title='Sciopero alle poste brasiliane: campionato ítalo-sudamericano all’Argentina'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1513560975983153003</id><published>2008-03-26T07:58:00.000-07:00</published><updated>2008-03-27T15:35:20.600-07:00</updated><title type='text'>Vittoria alle elezioni in Sudamerica: dateci la carne</title><content type='html'>Vittoria sicura di Pallaro e dell’associazionismo. Seggio gia’ prenotato al Parlamento. Nessuna chance per gli avversari. Macche’. Tutto besteira (balle). Dateci la carne e vincerete lê prossime elezioni italiane in Sudamerica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti nel mondo degli ítalo-sudamericani, um mondo di gente che corre, che há mille problemi, che deve affrontare uma dura realta’ che se ne frega delle vane parole e promesse dei politici, tanto locali quanto italiani.&lt;br /&gt;A noi ítalo-argentini non ci importa se Pallaro, la destra o la sinistra vincera’ lê elezioni italiane. Abbiamo fame, vogliamo la carne e chi ce la dara’ vincera’ lê elezioni. Ma lo volete capire o no? Non sprecate soldi in campagne elettorali mastodontiche e inutili, fateci arrivare sul tavolo la nostra bistecca ai ferri e vi voteremo. Chi ci analizza non sa che noi non siamo fossilizzati come si crede, ma siamo dinamici e recettivi nei confronti di chi risolve i nostri problemi.&lt;br /&gt;Non capite? Facciamo um passo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Argentina, il paese chiave per vincere lê elezioni al Parlamento italiano in Sudamerica, sta attraversando uma crisi storica. Non c’e’piu’ carne. Il braccio di ferro tra Cristina Kirchner e i piccoli e medi produttori rurali per l’aumento delle tasse alle esportazioni del settore agro-pecuario há messo in ginocchio il paese. E, cosa ancora piu’ paradossale, lo stato world-famous per la sua carne non ne há piu’. Sulla tavola argentina falta, falta (manca)!!!!!!!!!! gridiamo tutti i giorni alle nostre mogli che vanno dal macellaio come in uma via crucis, senza trovarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La miopia degli analisti politici italiani in Sudamerica e’ anche questa: vedere la realta’ ítalo-sudamericana da Roma, cristallizzata, congelata, quando e’ il contrario.&lt;br /&gt;Gli elogi e lê analisi positive si sprecano per l’asssociazionismo e Pallaro quando poi non e’ cosi’. I politici italiani candidati al Parlamento che aiutassero a sbloccare lo stallo in cui versa l’Argentina in relazione allá distribuzione della carne avrebbero sicuramente um dividendo político cosi’ grande che potrebbero avvantaggiarli di gran lunga per vincere lê elezioni. Ma allora perche’ non lo fanno? Perche’ non capiscono che risolvere questo piccolo dettaglio pratico della vita di tutti giorni degli ítalo argentini potrebbe essere la chiave per vincere pittosto che perdere tempo in vacue promesse?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta a questa innocente domanda e’ semplice: non sono solo gli analisti politici ad avere uma visione errata della realta’ ítalo-sudamericana ma anche i nostri politici. Anche loro (vedi la loro eta’ stantia a confermare cio’) hanno uma visione ultrapassata della realta’ di noi ítalo-sudamericani e continuano a trattarci in maniera ântica.&lt;br /&gt;Continuano a pensare “Il potere logora chi non ce l’há” come diceva il Vecchio Andreotti, quando ormai i tempi sono cambiati e oggi la regloa e’ “Il potere logora chi ce l’há e non fa niente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora qual’e’ la soluzione? Fate qualcosa, dateci la nostra carne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21301"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21301&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.go.ilcannocchiale.it/post/1843980.html"&gt;http://liberaliperisraele.go.ilcannocchiale.it/post/1843980.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://messaggero.leonardo.it/blog/vittoria_alle_elezioni_in_sudamerica_dateci_la_carne.html"&gt;http://messaggero.leonardo.it/blog/vittoria_alle_elezioni_in_sudamerica_dateci_la_carne.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1513560975983153003?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1513560975983153003/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1513560975983153003' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1513560975983153003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1513560975983153003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/03/vittoria-alle-elezioni-in-sudamerica.html' title='Vittoria alle elezioni in Sudamerica: dateci la carne'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-6577925086877868076</id><published>2008-03-06T14:40:00.000-08:00</published><updated>2008-04-03T16:51:54.266-07:00</updated><title type='text'>La giornata di un italiano in Sudamerica</title><content type='html'>“Ma la smetti di scrivere cose che non servono a niente? Il bambino há il pannolino pieno e tu la’ a scrivere sugli italiani all’estero invece di aiutarmi” grida mia moglie dall’ altra stanza.&lt;br /&gt;Benvenuti nel mondo degli italiani all’estero in Sudamerica. Pensavate che stiamo tutti sulla spiaggia circondati di splendide donne com drinks da sogno in mano?&lt;br /&gt;Vi sbagliate siamo ingoiati dalla vita quotidiana che ci sbatte da um posto all’altro in autobus affollati, ad ospedali da incubo, a masse che nelle strade reclamano per lê cose basiche come un educazione che sia in aule e non in tuguri senza luce.&lt;br /&gt;Pensare che in questa confusione, com un caldo bóia che ci soffoca, noi ítalo-sudamericani possiamo svolgere attivita’ política e difendere i diritti italici e’ um sogno.&lt;br /&gt;Qua l’Italia e’ solo un punto su uma mappa geográfica e a Buenos Aires come a Lima a são Paolo come a Caracas siamo tutti piu’ o meno uguali. Corriamo a destra e manca per raggranellare uma miséria che ci permetta di vivere.&lt;br /&gt;Ma forse mia moglie há ragione: e’ inutile scrivere sulle prossime elezioni ítalo-sudamericane. Tanto non cambiera’ niente. Ci sono i soliti noti, vecchioni che sfiorano il centenário com lê potentissime lobbies che ci elemosinano centesimi e promettono milioni. Ci sono i soliti patron dei patronati che ora vanno tutti in Argentina a chiedere voti. E próprio li’ c’e’ qualche vecchione eletto in passato che sembra dire: “gli oltre ottantamila voti sono miei, del mio associazionismo. Dio me li há dati e guai a chi me li tocca”. Come se i voti fossero proprieta’ privata, come se gli ítalo-argentini fossero fossilizzati, non sapessero usare il cervello.&lt;br /&gt;Ma lo sapevate che l’Argentina e’ sicuramente uno dei paesi piu’ brillanti in Sudamerica, con teste d’uovo che l’Italia dovrebbe invidiare? (a Harvard ed in altre top universita’ americane i dipartimenti di economia e finanza sono pieni di argentini com borse di studio integrali ad esempio).&lt;br /&gt;Perche’ i fossili dovrebbero essere concentrati solo tra gli ítalo-argentini e votare sempre i vecchioni o quelli dei patronati? A questo riguardo la magnífica Porta e’ gia’ tra voi fratelli argentini, attenti.&lt;br /&gt;E si’ perche’ in questa confusione sudamericana noi ítalo-sudamericani ci sentiamo um po’ tutti fratelli, non há importanza se stiamo a Caracas o a Buenos Aires.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre che sto cercando di scrivere il mio prossimo articolo sulle elezioni in sudamerica mio figlio mi chiede: “Papa’ tu dici sempre che noi italiani in sudamerica ci sentiamo abbandonati, che i nostri rappresentanti in Parlamento non fanno niente per noi, che noi stessi non manteniamo contatti com l’Italia”.&lt;br /&gt;Ma se questo e’ vero perche’ votiamo sempre gli stessi, quelli che non fanno niente per noi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E improvvisamente, in questo caos sudamericano, rimango improvvisamente a bocca aperta.&lt;br /&gt;Che volete che risponda allá você dell’innocenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1817221.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1817221.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://messaggero.leonardo.it/blog/la_giornata_di_un_italiano_in_sudamerica.html"&gt;http://messaggero.leonardo.it/blog/la_giornata_di_un_italiano_in_sudamerica.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14717"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14717&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/Marzo/Art_070308_9.html"&gt;http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/Marzo/Art_070308_9.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-6577925086877868076?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/6577925086877868076/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=6577925086877868076' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6577925086877868076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/6577925086877868076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/03/la-giornata-di-un-italiano-in.html' title='La giornata di un italiano in Sudamerica'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-727259990025306309</id><published>2008-03-04T05:27:00.000-08:00</published><updated>2008-03-04T13:50:24.726-08:00</updated><title type='text'>Candidature italiane in Sudamerica</title><content type='html'>“Quello la’ non ha speranze”, grida il nonnetto al circolo degli italiani di sao Paolo, Brasile. “Non avete capito, lê candidature qui in sud américa sono decise cosi’: argentino, pieno di soldi, con buoni appoggi a Roma, e vecchio, vecchissimo. Al massimo l’eccezione e’ di essere il patron del patronato: vedi i candidati, sono quasi tutti dirigenti dei patronati italiani in Sudamerica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo e’ uno scandalo: e la regola dell’incompatibilita’ di candidature pubbliche per persone in conflitto di interesse?, grida uno dal fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di che cianci? Se cosi’ fosse tutti i candidati dei patronati non potrebbero essere eletti e al parlamento si avrebbero rappresentanti completamente diversi degli italiani all’estero, dice un’altro.&lt;br /&gt;Si hai ragione, dice uno col naso aquilino che tradisce lê origini italiche, ma ci dovrebbe essere uma obbligazione morale a non essere candidati, altrimenti e’ come giocare con lê carte truccate. E’ come se il presidente o direttori dell’INPS si candidasse allá câmera o al Senato nelle liste dei partiti dei pensionati (che esistevano nel passato).&lt;br /&gt;Infatti qui in sudamerica i patronati sono considerati come agenzie dell’INPS di erogazione delle pensioni o dei consolati per rilasciare lê carte per la cittadinanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa e’ proprio una vergogna, grida um gigante dal fondo, ma quelli dei patronati sono pagati per fare il próprio lavoro, non dovrebbero approfittare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo vedete che siete inconcludenti? Grida il tipo dal naso aquilino. Stavamo parlando dei candidati e voi sempre a parlare dei patronati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nonnetto torna ad affermare: “Ve l’ho detto. Argentino perche’ la maggior parte degli elettori in Sudamerica vivono la’. Pieno di soldi perche’ altrimenti non possono pagar ela campagna elettorale, contattare tutti gli elettori per posta. I furboni del passato che hanno approfittato di modi poco puliti sono sotto inchiesta (e pure condidati).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buoni appoggi a Roma altrimenti non ottengono la candidatura. Vecchio perche’ qui in sudamerica si pensa che noi italiani all’estero siamo burri (termine portoghese per stupidi) e che votiamo solo gli ultrasettanticinquenni, gente che chissa’ se arrivera’ a fine mandato (e non per colpa della legislatura corta come quella del passato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il cambiamento promesso daí nostri politici nostrani? Grida il bambino innocente in prima fila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed improvvisamente il vociare , l’accanito battibecco, lê urla dal fondo, tutto tace.&lt;br /&gt;E uma grossa, fragorosa risata si alza dall’italica folla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14669"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14669&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21060"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=21060&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1814179.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1814179.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://messaggero.leonardo.it/blog"&gt;http://messaggero.leonardo.it/blog&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-727259990025306309?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/727259990025306309/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=727259990025306309' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/727259990025306309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/727259990025306309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/03/candidature-italiane-in-sudamerica.html' title='Candidature italiane in Sudamerica'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-8241451026464735621</id><published>2008-02-28T11:37:00.000-08:00</published><updated>2008-03-04T05:27:24.150-08:00</updated><title type='text'>Italiani all’estero: terra senza legge?</title><content type='html'>Voto falsato: patronati che “indirizzano” il voto, quando non materialmente votano “a nome e per conto” del legittimo elettore. Schede per corrispondenza che spariscono, che non arrivano ai elettori mentre appaiono per magia nelle urne elettorali.&lt;br /&gt;Scene da rabbrividire vengono filmate persino da telecamere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Candidati che appartengono allá fascia “anni 20 a 40” nel senso dell’eta’ . Attenzione pero’: non stiamo parlando di persone tra 20 e 40 anni ma persone nate tra il 1920 e 1940, con l’impressionante eta’ media di 75 anni. Roba vecchia quasi di um secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondi per corsi fantasma di formazione che o non vengono per niente svolti, o vengono svolti in maniera completamente differente da quanto previsto originariamente, con spese folli, ingiustificate , non rendicontate, senza regole. Regioni, province, comuni che spendono e spandono e nessuno sa dove finiscono i soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi ridicole che si richiamano a apostille e altri bizantinismi medievali per descrivere la burocrazia cui si devono assogettare i cittadini italiani all’estero per vedersi riconosciuti i diritti che in patria sono riconosciuti com uma semplice autocertificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consolati com file da incubo di migliaia di oriundi in cerca della sognata cittadinanza che, se tutto va bene, arriva (quando arriva) dopo 10 anni in media. Fondi per i consolati selvaggiamente tagliati quasi fosse uno spreco curarsi degli italiani fuori la própria pátria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiani che se per qualsiasi ragione finiscono in uma prigione estera sono abbandonati in luoghi da incubo dove il caldo, il sovraffollamento, lo schiavismo a cui si e’ sottoposti fa assomigliare il cárcere all’inferno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emigrati in condizioni di estrema indigenza costretti a camminare sotto lê piogge torrenziali sudamericane per non spendere i soldi per l’autobus e che non ricevono nemmeno um centésimo dall’Italia: illusi e presi in giro com proposte ridicole e mai realizzate di presunte pensioni a loro vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel Far West? No siamo nell’area degli italiani all’estero (specie in Sudamerica), terra senza legge dove i potenti fanno cio’ che vogliono e i deboli sono abbandonati a se stessi nelle favelas sudamericane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ questa l’eredita’ che il passato governo há lasciato, e’ bene ricordarlo. Per onesta’ bisogna dire che non tutto cio’ e’ colpa di esso, molto e’ stato ereditato daí precedenti governi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia presentarsi come il nuovo, affermare che lê cose sono migliorate e che cambieranno e’ veramente voler prendere in giro questo itálico popolo all’estero, che assomiglia sempre piu’ a quel popolo del Far West dei film americani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed infine al danno la beffa: tutti gli ex saranno ricandidati perche’ “o popolo o vvo’” come si dice a Napoli. Ma, diciamocelo francamente, chi li vuole questi, responsabili di tante delle disgrazie elencate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma veramente pensano che siamo terra senza legge?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14571"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14571&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1808591"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1808591&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-8241451026464735621?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/8241451026464735621/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=8241451026464735621' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8241451026464735621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/8241451026464735621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/02/italiani-allestero-terra-senza-legge.html' title='Italiani all’estero: terra senza legge?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-7840290443134002397</id><published>2008-02-26T06:56:00.000-08:00</published><updated>2008-02-28T11:39:32.849-08:00</updated><title type='text'>La magnífica gara degli italiani all’estero</title><content type='html'>I motori rombano forte. Le macchine sono tutte la’ in prima fila.&lt;br /&gt;“Sta cominciare la grande gara”, grida con il megafono con la bandiera a scacchi l’arbitro. Il popolino e’ accalcato lungo lê transenne. Non c’e’ posto per nessuno. “Questa volta la gara sara’ veramente mozzafiato” dice l’arbitro, “chi arrivera’ tra i primi, grazie alle vostre preferenze di elettori in Sudamerica vi rappresentera’ nella prossima legislatura”. State attenti a scegliere i bolidi giusti percio’, perche’ questa volta non dovrete sbagliare se non volete lamentarvi in futuro. La scelta e’ vostra”.&lt;br /&gt;Ohhh, grida il popolino, questa volta si’ che siamo decisivi, che contiamo davvero.”&lt;br /&gt;E vediamola la prima fila. Il solito Pollastro, Vecchio ultrasettancinquenne che si spaccia per forza nuova, giovane. L’ironia e’ che in pátria non hanno voluto candidatare i Prodi, i Ciriaco ed altri perche’ erano troppo vecchi.&lt;br /&gt;Ma qui nella nostra gara strapaesana di italiani all’estero la regola della Pátria non vale, anzi in prima fila ci sono i magnifici vecchioni, quelli che tentano di raggiungere il centenário (ed alcuni non sono neanche lontani), lê figure folkloristiche, i ladroni veri e presunti (investigati dalla polizia sudamericana ma la regola della moralita’ vale solo in Pátria di nuovo).&lt;br /&gt;Ed eccolo la magnífica Porta, verso la pensione, verso i contributi, verso il sindacato verso San Paolo, verso il potere.&lt;br /&gt;Ed eccolo il groppuscolo dei venezuelani, donne com e senza il potere, tutte battagliere, tutte grintose, tutte senza risultati.&lt;br /&gt;Eh si perche’ in questa gara automobilística la vera benzina, i voti, si dovrebbe basare sui Risultati ottenuti da quelli che si ricandidano. Dicono loro ricandidati a fuor di popolo, fosse per loro non l’avrebbero fatto, ma quando il popolo chiede, bisogna sacrificarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veramente coraggiosi questi, com le loro facce incartapecorite, come i giovani o vecchi argentini che sono di nuovo li’ in prima fila, c’e’ tutta l’italica squadra.&lt;br /&gt;Com questi vinceremo i mondiali, grida lo strillone. E dal fondo esce il solito monello irriverente che urla” “si i mondiali della vecchiaia, questa e’ la foto delle scorse elezioni, guardate lê macchine in prima fila: sono lê stesse di ora, solo piu’ giovani di due anni”.&lt;br /&gt;“Dov’e’ la novita’ il rinnovamento Veltroniano? Sono i soliti vecchi che non hanno fatto niente per noi in passato”.&lt;br /&gt;Uma crassa risata si alza dal popolino ai box mentre i motori cominciano a mostrare lê ruggini, a fare rumori strani, a gracchiare.&lt;br /&gt;E nell’ombra l’ultimo bólide quello dell’opposizione non esce: sara’ la grande sorpresa che tutti si attendono per fronteggiare i vecchioni, o sara’ il solito ferrovecchio del passato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14537"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14537&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20984"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20984&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1804583.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1804583.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-7840290443134002397?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/7840290443134002397/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=7840290443134002397' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7840290443134002397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/7840290443134002397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/02/la-magnfica-gara-degli-italiani.html' title='La magnífica gara degli italiani all’estero'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3241152764486069781</id><published>2008-02-19T05:25:00.000-08:00</published><updated>2008-02-26T07:02:20.860-08:00</updated><title type='text'>Patron e patronato: lo stesso per l’italiano all’ estero?</title><content type='html'>Benvenuti nel mondo degli italiani all’estero, grida lo strillone. Attenzione perche’ i vostri padroni di oggi (pardon patron) sono i patronati.&lt;br /&gt;Si perche’ un’ altro dei tanti scandali di questa Italietta dimenticata di província sono i patronati all’estero.&lt;br /&gt;Um esempio: per avere la cittadinanza ci vogliono anni, ma al Farol di Itapua’, Salvador de Bahia, alcuni italiani l’hanno ottenuta solo in 6 mesi. Come? Semplice si sono rivolti ai patronati, vero potere occulto delle elezioni degli italiani all’estero. E l’hanno ottenuta com uma rapidita’ impressionante, rispetto alle penose lungaggini a cui sono sottoposti gli italiani oriundi che penano per anni in lunghissime file ai consolati.&lt;br /&gt;I patronati sono agili, rapidi, efficienti. L’altra faccia della medaglia? Il debito di riconoscenza nei confronti di questi Patronati, che molto spesso si traduce nel voto a favore della parte política che essi supportano. Cose dell’ América Latina ma non solo, visto che finalmente se ne comincia a parlare apertamente come há finalmente fatto um político italiano, l'on. Guglielmo Picchi del Popolo della Liberta’.&lt;br /&gt;Altro particolare: ottenimento di pensioni e altri benefici distribuiti dall’Italietta avara nei confronti degli italiani all’estero. I Patronati hanno um indiscutibile know-how che usano per beneficiare gli italiani all’estero. E’ importante sottolineare che si tratta di diritti sanciti dalla legge italiana, non favori dei Patronati.&lt;br /&gt;Putroppo non sono considerati in tal modo daí beneficiati, che “pagano” il loro debito di riconoscenza con il voto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di uma piccola vergogna nazionale che e’ um vero e próprio”competitive advantage” della parte política che il Patronato supporta. Infatti rispondete a questa semplice domanda: come fa um italiano che vive nell’interno dello stato di são Paolo, Brasile, che raramente e’ uscito dalla sua citta’ di provincia dove e’ emigrato anni fa, a conoscere e votare per qualcuno che vive in Venezuela o in Argentina, paesi che forse non conosce neanche nella mappa geográfica (figurarsi se conosce i candidati che vivono li’)? Pensare che il candidato si sai recato nel comune del nostro simpático emigrato e’ símile a pensare a cercare um ago in um pagliaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anni fa in Itália questo comportamento si chiamava “voto di scambio”, um vero e próprio reato. E’ bene che lê autorita’ preposte siano attente ad evitare che cio’ si ripeta in queste elezioni, perche’ e’ in gioco la democrazia italiana ed il legittimo risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed e’ bene che lê forze politiche di opposizione vigilino attentamente su questo comportamento. Non si puo’ sperare che lê cose cambino se non si e’ attenti a come si svolgono lê elezioni.&lt;br /&gt;Intendiamoci: I patronati svolgono um ruolo fondamentale e benéfico per gli italiani all’estero. Ma cio’ che fanno non e’ un regalo ne’ deve essere moneta di scambio per eventuali benefici elettorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14389"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14389&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1794099.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1794099.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20920"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20920&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3241152764486069781?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3241152764486069781/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3241152764486069781' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3241152764486069781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3241152764486069781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/02/patron-e-patronato-lo-stesso-per.html' title='Patron e patronato: lo stesso per l’italiano all’ estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-878074641932910267</id><published>2008-01-31T14:33:00.001-08:00</published><updated>2008-02-05T08:08:54.200-08:00</updated><title type='text'>Iniziative italiane all’ estero e corsi di formazione professionali: dove vanno i soldi?</title><content type='html'>Finalmente se ne parla apertamente. Lo scandalo dei fondi destinati alle iniziative e ai corsi di formazione per gli italiani all’estero e’ ufficialmente scoppiato. Era ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne abbiamo parlato varie volte su questo e altri giornali e possiamo, senza falsa modéstia, vantarci di essere dei pochissimi che l’hanno fatto in tempi non sospetti. L’atteggiamento “leggero” sull’ argomento di gran parte della stampa italiana all’estero era giustificato dalla paura di perdere i finanziamenti pubblici governativi ma adesso che il governo e’ caduto il muro di omerta’ sta cominciando ad incrinarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce n’e’ per tutti i gusti e a tutti i livelli. La caratteristica generale e’ che si tratta di iniziative legate ad esponenti politici di governo nazionale e locale che beneficiano entita’ anche prestigiose che pero’ all’atto pratico realizzano corsi ed iniziative di dubbia validita’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo denunciato in passati in Sudamerica lê iniziative dell’ agenzia del Ministero del Lavoro Itália Lavoro (in Brasile) allá Câmera di Commercio di São Paolo (leggi l’Italiano dell’11 settembre &lt;a href="http://www.litaliano.it/archivio/set11.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/archivio/set11.pdf&lt;/a&gt; e 24 gennaio di quest’anno &lt;a href="http://www.litaliano.it/archivio08/gen24.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/archivio08/gen24.pdf&lt;/a&gt;), in Argentina i corsi di Itália Lavoro all’Universita’ di Buenos Aires (leggi l’Italiano del 18 settembre &lt;a href="http://www.litaliano.it/archivio/set18.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/archivio/set18.pdf&lt;/a&gt; ) ambo sponsorizzate da illustri parlamentari italiani all’ estero. Rileggendo gli articoli si rimane sconcertati sulla facilita’ di erogazione di fondi pubblici per iniziative di dubbia utilita’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le regioni italiane svolgono um ruolo importante in Brasile.&lt;br /&gt;Il Centro Estero per l’internazionalizzazione (ex-centro delle Camere di Commercio Piemontesi) della Regione Piemonte aveva un consulente esterno per l’America Latina, il dottor Cesare Tromellini, che organizzava le iniziative con il Brasile e quindi a Bahia. Incuriositi da ciò abbiamo cercato tracce dell’operato del Centro a Bahia, senza trovarle.&lt;br /&gt;A domande circa l’operato di Tromellini, che non lavora più al Centro Estero, lo stesso aveva informato che è stato costituito da poco e non sa informare dell’operato dello stesso Tromellini. Il Centro estero ha comunicato che, in ogni caso, i fondi erano della regione Piemonte e bisogna rivolgersi a questa per vedere come venivano spesi. Vero, come è vero che la gestione dei fondi era dato, in outsourcing, al centro e più propriamente al signor Tromellini.&lt;br /&gt;Rimane difficile immaginare che un ente pubblico italiano, che dovrebbe avere tutto rendicontato in termini di spese, non sappia dire le iniziative organizzate dall’illustre Tromellini in passato, in particolar modo a Bahia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Salvador de Bahia, l’Università Orientale di Napoli aveva organizzato, con i fondi europei, uno scambio culturale Napoli-Bahia con la università Universidade Federal da Bahia. Già in Itália erano avvenuti in Febbraio eventi simili a meta’ anno scorso ci si aspettava con ansia l’evento in terra bahiana. Giovanni Baratta (professore italiano della Fondazione Gramsci) e Naomar de Almeida, rettore dell’Ufba, erano i responsabili del progetto. Il nome del progetto è affascinante: “Transito atlântico”. Interessante notare che nell’originario progetto EU figuravano come copartecipanti istituzioni accademiche rumene (come l’universita’ di Bucharest) ma non l’UFBA di Salvador. Logicamente l’universita’ rumena non aveva nulla a che fare com il progetto ítalo-brasiliano.&lt;br /&gt;Bene l’evento realizzato e’ stato di spessore a dir poco minore, per non dire residuale. Resta da chiedersi come sono stati spese i fondi EU della DG Cultura. A questa domanda la signora Maria Ursoleo che lavora côn Antonios Komopoulos Capo unità P5 - Cultura della Commissione Europea, non ha fornito alcuna risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ci sono altri piu’ piccoli ma anche sconcertanti per certi versi. A Itaparica, isola vicino Salvador uma ong italiana l'Associazione Valdostana Pro Infanzia Brasiliana (AVIB) di Saint-Vincent, sta ufficialmente realizzando il progetto "Costruzione di una Casa per bambini disabili nell'Isola di Itaparica (Brasile)" realizzato dalla Regione Valle d’Aosta. Ufficialmente perche siamo andati personalmente nell’isola in um nostro viaggio in Bahia. Abbiamo contattato il responsabile Cesare Lucchetti a cui abbiamo chiesto informazioni circa la sede che non esiste ne’ sulla lista telefônica ne’ in nessun luogo nell’isola di Itaparica. Non abbiamo trovato traccia dell’AVIB e abbiamo informato di cio’ Mara Ghidinelli Regione autonoma Valle d’Aosta, Presidenza della Regione, Vice Capo Gabinetto ma al momento non abbiamo avuto alcuna spiegazione a riguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.net/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20657"&gt;http://www.legnostorto.net/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20657&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1768210.html"&gt;http://www.liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1768210.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/Febbraio/Art_020208_5.htm"&gt;http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/Febbraio/Art_020208_5.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-878074641932910267?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/878074641932910267/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=878074641932910267' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/878074641932910267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/878074641932910267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/01/iniziative-italiane-all-estero-e-corsi.html' title='Iniziative italiane all’ estero e corsi di formazione professionali: dove vanno i soldi?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-3766383721035943756</id><published>2008-01-31T08:48:00.000-08:00</published><updated>2008-01-31T13:52:49.649-08:00</updated><title type='text'>Chi e’ l’ italiano all’ estero?</title><content type='html'>Chi e’ l’ italiano all’ estero? Uma domanda semplice, eppure intrigante.&lt;br /&gt;Si perche’ probabilmente si gioca intorno allá definizione esatta di questa categoria il destino della nostra Italietta, divisa in due blocchi contrapposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre nella maggior parte delle democrazie del mondo il fallimento dell’esperienza di um governo determina la alta probabilita’ di vittoria dell’ opposizione, l ‘Itália insiste nel non partecipare in questa sana regola democrática dell’ alternanza e dare in maniera chiara la maggioranza ad una parte política. Continuando cosi’ a rimanere ingessata.&lt;br /&gt;Tuttavia la recente introduzione del voto dei rappresentanti italiani all’ estero há introdotto uma novita’ che altera questa situazione facendo oscillare il pendolo democrático da una parte sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ quindi vitale analizzare il profilo dell’ elettore italiano all’estero per capire chi puo’, in definitiva, definire la prossima maggioranza di governo, specialmente al Senato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa paradossale e’ che ben pochi si sono azzardati in questa analisi e quindi hanno uma chiara idea della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ bene chiarire che solo italiani che vivono all’estero possono, con cognizione di causa, parlare sull’ argomento.&lt;br /&gt;Ma, infine, chi e’ l’italiano che vive e lavora all’ estero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In passato si trattava dell’emigrante che con la valigia di cartone attraversava gli oceani per trovare um lavoro. Figura fondamentale per la creazione delle comunita’ italiane all’ estero. Gli emigrati indigenti sono ancora una importante fetta delle comunita’ italiane all’estero, specie in Sudamerica.&lt;br /&gt;Tuttavia parlare di italiano all’ estero solo in termini di poveri emigranti e’ riduttivo e appartiene a logiche vecchie e stereotipate.&lt;br /&gt;Basta vedere che dei rappresentanti italiani eletti all’ estero quasi nessuno appartiene a questa categoria e non e’ un caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’italiano all’ estero e’ cambiato. Oltre all’emigrante indigente, c’e’ il professionista, il professore universitário (solo a Salvador de Bahia, citta’ notoriamente ignorata dalla madrepatria ce ne sono molti), l’ industriale, il lavoratore di classe media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo in particolare rappresenta uma fetta crescente della comunita’ ítalo-sudamericana. Ad esempio la você della comunita’ italiana all’estero si propaga sempre di piu’ tramite siti web in língua italiana all’estero mentre Raí international, per i suoi costi esorbitanti, non há quasi nessuna importanza per lê comunita’ italiane in Sudamerica.&lt;br /&gt;Questa e’ forse la maggiore novita’ di queste comunita’ che si sviluppano e interagiscono tra di loro sul web aggirando i canali di informazione tradizionali e logori del passato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’italiano all’estero si sente italiano e sudamericano (in sudamerica), há doppia cittadinanza, partecipa allá vita di entrambe lê comunita’ attivamente. Non si tratta piu’ solo dell’ emigrante ghettizzato e abbandonato.&lt;br /&gt;L’errore di focalizzarsi solo su questa categoria e’ stata forse la causa del magro risultato dei politici che alle scorse elezioni si sono presentati come difensori solo degli emigrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emigrato e’ un termine di cui, come italiani, dobbiamo andare fieri, ma non e’ l’único e sara’ bene che di cio’ se ne ricordino i politici alle prossime elezioni se non vogliono ripetere lê magre performance del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14155"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14155&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-3766383721035943756?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/3766383721035943756/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=3766383721035943756' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3766383721035943756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/3766383721035943756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/01/chi-e-l-italiano-all-estero.html' title='Chi e’ l’ italiano all’ estero?'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-2016102564549504834</id><published>2008-01-28T17:06:00.001-08:00</published><updated>2008-01-31T08:48:39.757-08:00</updated><title type='text'>Giu’ dalla torre i vecchi politicanti</title><content type='html'>I vecchi politicanti, ultrasettantenni, sfiduciati, governanti da una vita, si presentano sul palco in stile brezneviano. Sono li’ ingessanti sorridenti con sguardi sbiechi e con voce tremante. Vogliono il nostro voto di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Promettono che questa volta faranno cio’ che hanno sempre promesso. E stata colpa dell’ opposizione se non hanno potuto realizzare il loro programma, che há fatto ostruzione, che non há aiutato lê comunita’ all’estero, che ostacolano il saggio lavoro dei Patronati all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il palco ferve le voci sono accalorate, gli occhi dei vecchi politicanti sembrano uscire fuori dalle orbite. Se non fosse per il caldo sudamericano, che impedisce l’uso dei cappotti stile-Mosca, sembrerebbe il Soviet Supremo riunito sul palco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in Sudamerica e qui tutto e’ piu’ buffo perfino i personaggi che si presentano sul palco.&lt;br /&gt;Il pubblico che li guarda sembra scettico. Dopo tutto i politicanti sono stati dal lato del Potere, quello vero, sono stati decisivi per il governo e non hanno ottenuto nulla per lê comunita’ italiane all’estero, che anzi hanno súbito um peggioramento dei servizi consolari. Lê pensioni per gli indigenti neanche a parlarne.&lt;br /&gt;Ma che hanno fatto per due anni questi nostri rappresentanti? Si perche’ in due anni qualcosa devono pur aver fatto, e’ impossibile il contrario. No, non parliamo di ordini del giorno, dichiarazioni ai giornali e altre cose che fanno parte del circo della política ma fatti veri che riguardano la nostra vita di tutti i giorni di italiani all’ estero.&lt;br /&gt;E’ vero che le comunita’ italiane all’ estero sono maturate, non sono piu’ quelle figure folkloristiche di una volta.&lt;br /&gt;E’ vero che i nostri politicanti non se ne sono accorti e continuano a comportarsi come se fossimo in Little Italy del secolo passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi niente questa e’ la triste risposta al quesito di sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che aspettiamo per “buttare giu’ dalla torre” questi politicanti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo se cambiamo potremmo migliorare, peggio di quello che’ e’ successo in questi ultimi due anni (niente) e’ impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1765539.html"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1765539.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14100"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14100&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20616"&gt;http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=20616&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-2016102564549504834?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/2016102564549504834/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=2016102564549504834' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2016102564549504834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/2016102564549504834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/01/giu-dalla-torre-i-vecchi-politicanti.html' title='Giu’ dalla torre i vecchi politicanti'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-1036826268409355040</id><published>2008-01-25T05:59:00.000-08:00</published><updated>2008-01-29T16:51:48.744-08:00</updated><title type='text'>Elezioni si  Pollastri no</title><content type='html'>La folla rumoreggia. “E’ caduto il governo, e’ caduto il governo, popolo italiano in Sudamerica” grida il gran cortigiano di turno, “ma non preoccupatevi perche’ lê promesse saranno mantenute, tutte lê giuste rivendicazioni del popolo italiano all’estero saranno attese ”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si e’ vero quest’anno la Finanziaria non há fatto niente per voi (l’há ammesso persino um esponente della CGIL) ma questo e’ un dettaglio, non vi preoccupate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si e’ vero i soldi per gli italiani all’estero sono spesi prevalentemente per iniziative di formazione professionale di dubbia entita’ e valore, ma questo e’ um dettaglio, non vi preoccupate (qui in Brasile poi per la câmera di Commercio di São Paolo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si e’ vero gli indigenti italiani all’estero anche quest’anno non riceveranno niente ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si e’ vero l’assistenza sanitária all’estero non esiste ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si e’ vero la condizione di detenuto italiano all’estero e’ da rabbrividire ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo non vi preoccupate perche’ cio’ che conta e’ salvare la pátria dall’opposizione che denigra il nostro paese, che nega i grandi avanzi che il paese sta compiendo, che evidenzia solo i problemi, ma cos’e’ quel cartellone?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed il gran cortigiano di turno há ragione, dal fondo della itálica folla si sta alzando un grande cartellone che a caratteri cubitali espone il messaggio:&lt;br /&gt;“ Italiani all’estero: ELEZIONI SI, POLLASTRI NO”, riferendosi (e’ chiaro) al messaggio del gran ciambellano ed anche a lui stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14010"&gt;http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14010&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.litaliano.it/oggi.pdf"&gt;http://www.litaliano.it/oggi.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/italia-elezioni-si-pollastri-no.html"&gt;http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/italia-elezioni-si-pollastri-no.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1764876"&gt;http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1764876&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6743582849078362624-1036826268409355040?l=maxbono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maxbono.blogspot.com/feeds/1036826268409355040/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6743582849078362624&amp;postID=1036826268409355040' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1036826268409355040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6743582849078362624/posts/default/1036826268409355040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maxbono.blogspot.com/2008/01/elezioni-si-pollastri-no.html' title='Elezioni si  Pollastri no'/><author><name>maxbono</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02120185210680160675</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6743582849078362624.post-566428501330239257</id><published>2008-01-24T03:30:00.000-08:00</published><updated>2008-01-28T10:09:48.776-08:00</updated><title type='text'>Assegno per gli indigenti italiani all’estero; vero o falso?</title><content type='html'>“Allegria allegria, cari indigenti italiani all’ estero, e’ arrivata la vostra ora.&lt;br /&gt;Noi manteniamo la parola data”, grida l’Illustrissimo rappresentante degli italiani all’estero nel governo, lustrandosi i baffetti che ricordano altri molto piu’ famosi del passato e di questo governo.&lt;br /&gt;Si onore al governo che mantiene la parola data, grida il grande Pollastro, gran ciambellano di corte, governatore italiano in Brasile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed un frêmito si sente nelle osse della massa sudicia dei miserabili italiani all’ estero, specie in Sudamerica, dove gli ultrasessantacinquenni italiani che sono ancora vivi (e si’ perche’ nel frattempo ne sono morti a migliaia nell’attesa) lanciano um sorriso con i loro denti gialli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Con il parere positivo della Commissione Affari sociali - spiega l’Illustrissimo - sull'assegno di solidarieta' ho dato personalmente disposizioni per una copertura delle more dell'approvazione che prevede un contributo per gli indigenti ultra essantacinquenni nati Itália.”&lt;br /&gt;Questo si che e’qualcuno che fa qualcosa per noi, grida il gran ciambellano. E smettetela di credere alle bugie dell’ opposizione che si lamenta ed e’ solo distruttiva. Noi si’ che siamo attivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi sono questi indigenti? Grida il solito monello dai piedi scalzi nella moltitudine di miserabili.&lt;br /&gt;In Brasile “gli indigenti sono calcolati in 1200 in tutto il Brasile (529 a Rio, 292 a S. Paolo, 85 a Porto Alegre, 53 a Curitiba , 12 a Recife e 4 a Brasilia)”, grida il gran ciambellano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dalla folla di miserabili si alza uma voce: e noi della Bahia, una delle maggiori comunita’ italiana del Brasile ignorata dal governo? Ed altri dai capelli scompigliati gridano in coro, si e noi bahiani?&lt;br /&gt;E noi dello Espírito Santo, um’ altra grandíssima comunita’italiana del Brasile?&lt;br /&gt;E noi del Para’ gridano altri dal fondo? E noi, e noi, e noi grida sempre piu’ forte la massa di miserabili italiani all’ estero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Illustrissimo diventa paonazzo di rabbia mentre il gran ciambellano arossisce e corre da um lato all’ altro a cercare di zittire la massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E piu’ lontano lê masse miserabili italiane che vivono in Argentina, Venezuela, altri paesi del Sudamerica e degli altri paesi del mondo gridano sempre piu’ forte: “e noi, e noi?” Siamo italiani che l’Italia há abbandonato e costretto ad emigrare per non morire di fame in passato, siamo vecchi, che facciamo?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I baffetti dell’ Illustrissimo sono ormai viola: próprio adesso che il voto e’ vicinissimo sti vecchi reclamano, pensa. Ci serve il loro voto se lê cose vanno male, non possiamo rischiare. Sti vecchi miserabili saranno decisivi e io devo stare qua a pregarli pensa un po’. E poi grida: Ehi, Pollastro falli stare zitti, c’e’ pure la stampa anche quella d’opposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di nuovo il bambino insolente grida: e quant’e’ questo famoso assegno?&lt;
