Thursday, August 14, 2008

Radio Citta’ Futura: la BBC in Italia a spese del contribuente italiano

Sapevate che una radio locale in Italia (Radio Citta’ Futura) riceve forti contributi pubblici come organo di partito politico? Sapevate che questa radio trasmette per alcune ore al giorno la radio BBC a Roma e Firenze? E sapevate che tutto cio’ accade alle spese del contribuente italiano?

Benvenuti nella giungla dei contributi italiani all’editoria italiana, distribuiti in maniera cosi’ generosa per gli italiani in Italia e cosi’ taccagna per gli italiani all’estero. Tanto generosi che, di fatto, finanziano l’espansione e la trasmissione di una radio straniera (la BBC) in Italia mentre non aiuta ne’ di lontano nella stessa misura le emittenti italiane e nemmeno la stampa italiana all’estero, ad eccezione del gruppo che abbiamo definito Assopigliatutto (La Repubblica).

Ma come si spiega questo mistero? Beh la cosa sembra complicata ma in realta’ e’ semplice.
Partiamo da un paradosso: lo stesso mezzo di comunicazione in Italia puo’ ricevere contributi di natura diversa a seconda della classificazione con cui presenta la domanda di contributi. E questo anche se stiamo parlando dello stesso mezzo. Non ci credete? Leggete qui per credere.

La legge italiana sembra essere molto precisa ma in realta’ e’ il contrario. Analizziamo i seguenti commi della Legge 7 agosto 1990 n.250, la legge delle “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche per la dichiarazione di rinuncia agli utili ....”:

1) art. 3 comma 10: “contributi per testate organi di partiti e movimenti politici che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una della camere o rappresentanze nel parlamento europeo o siano espressione di minoranze linguistiche riconosciute ......”
Negli anni passati alcuni tra i principali giornali italiani, veramente organi di partiti politici (L’Unita’, La Padania, etc.), ricevevano i contributi.

2) art. 3 comma 2: “ contributi per quotidiani editi da cooperative di giornalisti”. E qui incontriamo il nostro amico quotidiano Area della societa’ AREA Agenzia Coop. A.R.L, che riceve sussidi per un totale di € 1 .032.913,80 nel 2006.

Beh per la verita’ sarebbe un po’ ardito chiamare AREA un quotidiano, in quanto la societa’ Area Ag. Coop. A.R.L. in Via Angelini Giovanni, 00149 Roma sembra essere la sede di Radio Citta’ Futura, una famosa radio locale romana.
E qui cominciano le ambiguita’. Infatti il contributo e’ stato erogato per un quotidiano non per una radio, prova ne sia che scorrendo la lista degli altri enti che ricevono contributi si trovano una serie di altri giornali italiani minori. Perche’ Radio Citta’ futura riceve la bellezza di piu’ di un milione di euro come contributi per quotidiani visto che si tratta di una radio? E non e’ finita qui.

Infatti ci sono altri contributi che lo stato italiano versa alle radio-politiche, organi di partito.... per imprese radiofoniche che risultano essere organi di partiti politici. E qui sorgono i primi dubbi:
perche’ non regolare i contributi per tutto cio’ che riguarda gli organi dei partiti politici in un tutt’uno, piuttosto che separatamente?
Ma la domanda maggiore riguarda la nostra amata Radio Citta’ Futura: nel 2004 ricette 366.842 euro mentre nel 2005 sono la bellezza di 1.711.388,00 euro con una crescita del 366% contro una crescita complessiva dei fondi del 25%. Cosa giustifica questo aumento esagerato dei fondi per Radio citta Futura?
Se poi si considerano i contributi diretti totali per la radio e la sua “societa’ editoriale” il totale ricevuto nel 2006 sale a 2.744.000 euro circa. Probabilmente la nostra stima e’ errata per difetto perche’ stiamo assumendo che i contributi per la “radio-politiche” ricevuti da radio Citta’ Futura nel 2006 (non pubblicati dal governo) sono uguali a quelli del 2005.
Niente male per una radio locale di Roma, per di piu’ ne’ organo di partito politico, come prescrive la legge. Ma e’ veramente cosi’?
Renato Sorace, presidente del cda di Radio Città futura ha recentemente dichiarato alla collega Laura Maragnani «La radio non è uno strumento militante ma uno spazio aperto. Diciamo che si colloca in un’area ampia del centrosinistra, siamo vicini al Pd. Ma da lì a definirci veltroniani o bettiniani...». Ma i soldi non dovevano andare solo agli organi dei partiti politici? Se il presidente di Radio Citta’ Futura fa una simile dichiarazione significa che qualcosa non quadra.
E stiamo parlando solo di contributi diretti a radio Citta’ futura.

Ma chi e’ questa radio Citta Futura?
La radio nasce negli anni 70, con l’avvento delle cosiddette “radio libere”. Siamo parlando degli anni di piombo, anni di forti rotture con il passato.
E’ buffo ricordare che quegli anni sono “figli” del 68, quando nacquero varie generazioni di “contestatori” del potere costituito. Ricordiamo una frase tipica dei sessantottini: “La fantasia al potere”. E’ buffo notare che una delle radio “libere”nate in quel periodo, Radio Citta’ futura, che dovrebbe esprimere questo concetto della fantasia al potere, esprime piuttosto il concetto: mantenersi con i soldi del potere. Ma di che potere stiamo parlando? Del potere rosso romano, quello dei salotti del potere che i leghisti tanto disprezzano, anche se al momento loro stessi siedono nelle stanze del potere di “Roma ladrona”.

I nomi li conosciamo bene e non c’è bisogno di farne l’elenco.
Tra questi Renato Sorace, classe 1961, per 10 anni Direttore dell’Agenzia di Stampa Area, è oggi anche il Presidente di Radio Città Futura, storica emittente capitolina. Secondo il sito freeonline.org “Area è un'agenzia di stampa nazionale specializzata nell'informazione radiofonica e on line. Area On Line è la divisione Internet dell'Agenzia. Produce e distribuisce news e notiziari personalizzati per siti Web.” Non pare ci sia menzione di quotidiani anche se riceve generosi contributi per questo dal governo italiano.

Ma recentemente Radio Citta’ Futura e’ diventata famosa per trasmettere nientemeno che la BBC in Italia. Per la verita’ la toda-poderosa (potentissima in portoghese) BBC che si allea ad una radio cittadina e’ qualcosa che sembra inusuale. E’ vero che Radio Citta’ futura da qualche anno trasmette la BBC anche a Firenze. Tuttavia sembra strano che lo sbarco in Italia avvenga appoggiandosi ad una radio locale, anche se rispettosissima e storica come Radio Citta’ futura.
Gli orari sono i seguenti:
03.00-07.00 BBC World Service (daily)22.00-23.00 Newshour with the BBC World Service (daily)23.00-01.00 Underground Garage with Little Steven (weekly, Sat-Sun)01.00-03.00 Underground Garage with Little Steven (weekly, Sun)

Cio’ che mi ha incuriosito e’ stato quanto la radio romana ha pagato per i servizi della BBC. Mi sono sciroppato 31 minuti e 7 secondi di presentazione dell’accordo BBC- Radio citta’ futura che, con il download da internet ci ha messo quasi un ora nonostante la mia connessione DSL. Belle parole, salamelecchi ossequiosi alle varie autorita’ di stato nazionali ed inglesi ma nessuna cifra del prezzo pagato. Non contento ho controllato il bilancio della BBC, un malloppone di quasi 7 mega ma nessun numero sull’accordo. Forse avrei dovuto dedicare piu’ tempo alla ricerca ma francamente non e’ stato possibile.
Il fatto e’ che la stessa BBC si mantiene con i sussidi del governo inglese ed e’ quindi abituata alle politiche che regolano l’erogazione di sussidi pubblici, cosa in cui Radio citta’ futura e’ maestra in Italia. Forse l’affinita’ e’ nata qui, dopo la “dura” selezione come l’ha definita l’executive della BBC.
La cosa buffa e’ che la BBC trasmette su internet e quindi si poteva ricevere lo stesso servizio gratis solo collegandosi al web. Che la comunita’ anglofona di Roma sia come un drogato in crisi di astinenza che non puo’ attendere di collegarsi su internet per ascoltare la BBC e per questo ascolti Radio Citta’ futura per questa ragione, francamente abbiamo forti dubbi a riguardo.
Tra l’altro in una intervista a Anthony Smith nel novembre 2006 il capo della programmazione di Radio Citta’ futura Marco Moretti non sembra dipingere un quadro di successo del lancio della BBC in Italia.

Cio’ che sembra essere certo e’ che i soldi dei contribuenti italiani finanziano lo sbarco della BBC in Italia. E questo in un momento in cui l’ editoria italiana all’estero e’ fortemente penalizzata da un sistema fortemente iniquo dell’assopigliatutto-La repubblica e da un grande spreco di risorse per giornali di dubbia fattura. Assistenza al web italiano all’estero neanche parlarne.

In Italia, sembra il sistema sia diverso. Mantenersi con i soldi del potere, pardon con la fantasia al potere avviene con accordi che aiutano radio locali “rosse” e straniere come la BBC, che hanno in comune, in Italia, il fatto di essere mantenuti dallo stato italiano. Sarebbe interessante verificare se la Gran Bretagna sovvenziona l’espansione in quel paese di radio italiane. E con questo dubbio vi lasciamo.

La mia fantasia al potere non e’ sovvenzionata ne’ dal governo italiano ne’ da quello inglese. Devo correre a guadagnarmi la pagnotta da solo. Spero solo che il nuovo governo cambi questo sistema dell’editoria italiana sovvenzionata che beneficia chi ha gia’ tanto e fa poco ed e’ taccagno con chi non ha molto ma fa tanto.
Avverra’?

1 comment:

Domenico Maceri said...

Caro Max,
anche questo pezzo è interessante come gli altri tuoi articoli sul sogetto. Trovo curioso che molte di queste testate che ricevono contributi dal governo poi dicono di non avere soldi per pagare giornalisti freelance come il sottoscritto. Di nuovo, buon lavoro e grazie.