Voto falsato: patronati che “indirizzano” il voto, quando non materialmente votano “a nome e per conto” del legittimo elettore. Schede per corrispondenza che spariscono, che non arrivano ai elettori mentre appaiono per magia nelle urne elettorali.
Scene da rabbrividire vengono filmate persino da telecamere.
Candidati che appartengono allá fascia “anni 20 a 40” nel senso dell’eta’ . Attenzione pero’: non stiamo parlando di persone tra 20 e 40 anni ma persone nate tra il 1920 e 1940, con l’impressionante eta’ media di 75 anni. Roba vecchia quasi di um secolo.
Fondi per corsi fantasma di formazione che o non vengono per niente svolti, o vengono svolti in maniera completamente differente da quanto previsto originariamente, con spese folli, ingiustificate , non rendicontate, senza regole. Regioni, province, comuni che spendono e spandono e nessuno sa dove finiscono i soldi.
Leggi ridicole che si richiamano a apostille e altri bizantinismi medievali per descrivere la burocrazia cui si devono assogettare i cittadini italiani all’estero per vedersi riconosciuti i diritti che in patria sono riconosciuti com uma semplice autocertificazione.
Consolati com file da incubo di migliaia di oriundi in cerca della sognata cittadinanza che, se tutto va bene, arriva (quando arriva) dopo 10 anni in media. Fondi per i consolati selvaggiamente tagliati quasi fosse uno spreco curarsi degli italiani fuori la própria pátria.
Italiani che se per qualsiasi ragione finiscono in uma prigione estera sono abbandonati in luoghi da incubo dove il caldo, il sovraffollamento, lo schiavismo a cui si e’ sottoposti fa assomigliare il cárcere all’inferno.
Emigrati in condizioni di estrema indigenza costretti a camminare sotto lê piogge torrenziali sudamericane per non spendere i soldi per l’autobus e che non ricevono nemmeno um centésimo dall’Italia: illusi e presi in giro com proposte ridicole e mai realizzate di presunte pensioni a loro vantaggio.
Siamo nel Far West? No siamo nell’area degli italiani all’estero (specie in Sudamerica), terra senza legge dove i potenti fanno cio’ che vogliono e i deboli sono abbandonati a se stessi nelle favelas sudamericane.
E’ questa l’eredita’ che il passato governo há lasciato, e’ bene ricordarlo. Per onesta’ bisogna dire che non tutto cio’ e’ colpa di esso, molto e’ stato ereditato daí precedenti governi.
Tuttavia presentarsi come il nuovo, affermare che lê cose sono migliorate e che cambieranno e’ veramente voler prendere in giro questo itálico popolo all’estero, che assomiglia sempre piu’ a quel popolo del Far West dei film americani.
Ed infine al danno la beffa: tutti gli ex saranno ricandidati perche’ “o popolo o vvo’” come si dice a Napoli. Ma, diciamocelo francamente, chi li vuole questi, responsabili di tante delle disgrazie elencate?
Ma veramente pensano che siamo terra senza legge?
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14571
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1808591
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
giovedì 28 febbraio 2008
martedì 26 febbraio 2008
La magnífica gara degli italiani all’estero
I motori rombano forte. Le macchine sono tutte la’ in prima fila.
“Sta cominciare la grande gara”, grida con il megafono con la bandiera a scacchi l’arbitro. Il popolino e’ accalcato lungo lê transenne. Non c’e’ posto per nessuno. “Questa volta la gara sara’ veramente mozzafiato” dice l’arbitro, “chi arrivera’ tra i primi, grazie alle vostre preferenze di elettori in Sudamerica vi rappresentera’ nella prossima legislatura”. State attenti a scegliere i bolidi giusti percio’, perche’ questa volta non dovrete sbagliare se non volete lamentarvi in futuro. La scelta e’ vostra”.
Ohhh, grida il popolino, questa volta si’ che siamo decisivi, che contiamo davvero.”
E vediamola la prima fila. Il solito Pollastro, Vecchio ultrasettancinquenne che si spaccia per forza nuova, giovane. L’ironia e’ che in pátria non hanno voluto candidatare i Prodi, i Ciriaco ed altri perche’ erano troppo vecchi.
Ma qui nella nostra gara strapaesana di italiani all’estero la regola della Pátria non vale, anzi in prima fila ci sono i magnifici vecchioni, quelli che tentano di raggiungere il centenário (ed alcuni non sono neanche lontani), lê figure folkloristiche, i ladroni veri e presunti (investigati dalla polizia sudamericana ma la regola della moralita’ vale solo in Pátria di nuovo).
Ed eccolo la magnífica Porta, verso la pensione, verso i contributi, verso il sindacato verso San Paolo, verso il potere.
Ed eccolo il groppuscolo dei venezuelani, donne com e senza il potere, tutte battagliere, tutte grintose, tutte senza risultati.
Eh si perche’ in questa gara automobilística la vera benzina, i voti, si dovrebbe basare sui Risultati ottenuti da quelli che si ricandidano. Dicono loro ricandidati a fuor di popolo, fosse per loro non l’avrebbero fatto, ma quando il popolo chiede, bisogna sacrificarsi.
Veramente coraggiosi questi, com le loro facce incartapecorite, come i giovani o vecchi argentini che sono di nuovo li’ in prima fila, c’e’ tutta l’italica squadra.
Com questi vinceremo i mondiali, grida lo strillone. E dal fondo esce il solito monello irriverente che urla” “si i mondiali della vecchiaia, questa e’ la foto delle scorse elezioni, guardate lê macchine in prima fila: sono lê stesse di ora, solo piu’ giovani di due anni”.
“Dov’e’ la novita’ il rinnovamento Veltroniano? Sono i soliti vecchi che non hanno fatto niente per noi in passato”.
Uma crassa risata si alza dal popolino ai box mentre i motori cominciano a mostrare lê ruggini, a fare rumori strani, a gracchiare.
E nell’ombra l’ultimo bólide quello dell’opposizione non esce: sara’ la grande sorpresa che tutti si attendono per fronteggiare i vecchioni, o sara’ il solito ferrovecchio del passato?
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14537
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=20984
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1804583.html
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
“Sta cominciare la grande gara”, grida con il megafono con la bandiera a scacchi l’arbitro. Il popolino e’ accalcato lungo lê transenne. Non c’e’ posto per nessuno. “Questa volta la gara sara’ veramente mozzafiato” dice l’arbitro, “chi arrivera’ tra i primi, grazie alle vostre preferenze di elettori in Sudamerica vi rappresentera’ nella prossima legislatura”. State attenti a scegliere i bolidi giusti percio’, perche’ questa volta non dovrete sbagliare se non volete lamentarvi in futuro. La scelta e’ vostra”.
Ohhh, grida il popolino, questa volta si’ che siamo decisivi, che contiamo davvero.”
E vediamola la prima fila. Il solito Pollastro, Vecchio ultrasettancinquenne che si spaccia per forza nuova, giovane. L’ironia e’ che in pátria non hanno voluto candidatare i Prodi, i Ciriaco ed altri perche’ erano troppo vecchi.
Ma qui nella nostra gara strapaesana di italiani all’estero la regola della Pátria non vale, anzi in prima fila ci sono i magnifici vecchioni, quelli che tentano di raggiungere il centenário (ed alcuni non sono neanche lontani), lê figure folkloristiche, i ladroni veri e presunti (investigati dalla polizia sudamericana ma la regola della moralita’ vale solo in Pátria di nuovo).
Ed eccolo la magnífica Porta, verso la pensione, verso i contributi, verso il sindacato verso San Paolo, verso il potere.
Ed eccolo il groppuscolo dei venezuelani, donne com e senza il potere, tutte battagliere, tutte grintose, tutte senza risultati.
Eh si perche’ in questa gara automobilística la vera benzina, i voti, si dovrebbe basare sui Risultati ottenuti da quelli che si ricandidano. Dicono loro ricandidati a fuor di popolo, fosse per loro non l’avrebbero fatto, ma quando il popolo chiede, bisogna sacrificarsi.
Veramente coraggiosi questi, com le loro facce incartapecorite, come i giovani o vecchi argentini che sono di nuovo li’ in prima fila, c’e’ tutta l’italica squadra.
Com questi vinceremo i mondiali, grida lo strillone. E dal fondo esce il solito monello irriverente che urla” “si i mondiali della vecchiaia, questa e’ la foto delle scorse elezioni, guardate lê macchine in prima fila: sono lê stesse di ora, solo piu’ giovani di due anni”.
“Dov’e’ la novita’ il rinnovamento Veltroniano? Sono i soliti vecchi che non hanno fatto niente per noi in passato”.
Uma crassa risata si alza dal popolino ai box mentre i motori cominciano a mostrare lê ruggini, a fare rumori strani, a gracchiare.
E nell’ombra l’ultimo bólide quello dell’opposizione non esce: sara’ la grande sorpresa che tutti si attendono per fronteggiare i vecchioni, o sara’ il solito ferrovecchio del passato?
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14537
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martedì 19 febbraio 2008
Patron e patronato: lo stesso per l’italiano all’ estero?
Benvenuti nel mondo degli italiani all’estero, grida lo strillone. Attenzione perche’ i vostri padroni di oggi (pardon patron) sono i patronati.
Si perche’ un’ altro dei tanti scandali di questa Italietta dimenticata di província sono i patronati all’estero.
Um esempio: per avere la cittadinanza ci vogliono anni, ma al Farol di Itapua’, Salvador de Bahia, alcuni italiani l’hanno ottenuta solo in 6 mesi. Come? Semplice si sono rivolti ai patronati, vero potere occulto delle elezioni degli italiani all’estero. E l’hanno ottenuta com uma rapidita’ impressionante, rispetto alle penose lungaggini a cui sono sottoposti gli italiani oriundi che penano per anni in lunghissime file ai consolati.
I patronati sono agili, rapidi, efficienti. L’altra faccia della medaglia? Il debito di riconoscenza nei confronti di questi Patronati, che molto spesso si traduce nel voto a favore della parte política che essi supportano. Cose dell’ América Latina ma non solo, visto che finalmente se ne comincia a parlare apertamente come há finalmente fatto um político italiano, l'on. Guglielmo Picchi del Popolo della Liberta’.
Altro particolare: ottenimento di pensioni e altri benefici distribuiti dall’Italietta avara nei confronti degli italiani all’estero. I Patronati hanno um indiscutibile know-how che usano per beneficiare gli italiani all’estero. E’ importante sottolineare che si tratta di diritti sanciti dalla legge italiana, non favori dei Patronati.
Putroppo non sono considerati in tal modo daí beneficiati, che “pagano” il loro debito di riconoscenza con il voto.
Si tratta di uma piccola vergogna nazionale che e’ um vero e próprio”competitive advantage” della parte política che il Patronato supporta. Infatti rispondete a questa semplice domanda: come fa um italiano che vive nell’interno dello stato di são Paolo, Brasile, che raramente e’ uscito dalla sua citta’ di provincia dove e’ emigrato anni fa, a conoscere e votare per qualcuno che vive in Venezuela o in Argentina, paesi che forse non conosce neanche nella mappa geográfica (figurarsi se conosce i candidati che vivono li’)? Pensare che il candidato si sai recato nel comune del nostro simpático emigrato e’ símile a pensare a cercare um ago in um pagliaio.
Anni fa in Itália questo comportamento si chiamava “voto di scambio”, um vero e próprio reato. E’ bene che lê autorita’ preposte siano attente ad evitare che cio’ si ripeta in queste elezioni, perche’ e’ in gioco la democrazia italiana ed il legittimo risultato.
Ed e’ bene che lê forze politiche di opposizione vigilino attentamente su questo comportamento. Non si puo’ sperare che lê cose cambino se non si e’ attenti a come si svolgono lê elezioni.
Intendiamoci: I patronati svolgono um ruolo fondamentale e benéfico per gli italiani all’estero. Ma cio’ che fanno non e’ un regalo ne’ deve essere moneta di scambio per eventuali benefici elettorali.
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14389
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1794099.html
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=20920
Si perche’ un’ altro dei tanti scandali di questa Italietta dimenticata di província sono i patronati all’estero.
Um esempio: per avere la cittadinanza ci vogliono anni, ma al Farol di Itapua’, Salvador de Bahia, alcuni italiani l’hanno ottenuta solo in 6 mesi. Come? Semplice si sono rivolti ai patronati, vero potere occulto delle elezioni degli italiani all’estero. E l’hanno ottenuta com uma rapidita’ impressionante, rispetto alle penose lungaggini a cui sono sottoposti gli italiani oriundi che penano per anni in lunghissime file ai consolati.
I patronati sono agili, rapidi, efficienti. L’altra faccia della medaglia? Il debito di riconoscenza nei confronti di questi Patronati, che molto spesso si traduce nel voto a favore della parte política che essi supportano. Cose dell’ América Latina ma non solo, visto che finalmente se ne comincia a parlare apertamente come há finalmente fatto um político italiano, l'on. Guglielmo Picchi del Popolo della Liberta’.
Altro particolare: ottenimento di pensioni e altri benefici distribuiti dall’Italietta avara nei confronti degli italiani all’estero. I Patronati hanno um indiscutibile know-how che usano per beneficiare gli italiani all’estero. E’ importante sottolineare che si tratta di diritti sanciti dalla legge italiana, non favori dei Patronati.
Putroppo non sono considerati in tal modo daí beneficiati, che “pagano” il loro debito di riconoscenza con il voto.
Si tratta di uma piccola vergogna nazionale che e’ um vero e próprio”competitive advantage” della parte política che il Patronato supporta. Infatti rispondete a questa semplice domanda: come fa um italiano che vive nell’interno dello stato di são Paolo, Brasile, che raramente e’ uscito dalla sua citta’ di provincia dove e’ emigrato anni fa, a conoscere e votare per qualcuno che vive in Venezuela o in Argentina, paesi che forse non conosce neanche nella mappa geográfica (figurarsi se conosce i candidati che vivono li’)? Pensare che il candidato si sai recato nel comune del nostro simpático emigrato e’ símile a pensare a cercare um ago in um pagliaio.
Anni fa in Itália questo comportamento si chiamava “voto di scambio”, um vero e próprio reato. E’ bene che lê autorita’ preposte siano attente ad evitare che cio’ si ripeta in queste elezioni, perche’ e’ in gioco la democrazia italiana ed il legittimo risultato.
Ed e’ bene che lê forze politiche di opposizione vigilino attentamente su questo comportamento. Non si puo’ sperare che lê cose cambino se non si e’ attenti a come si svolgono lê elezioni.
Intendiamoci: I patronati svolgono um ruolo fondamentale e benéfico per gli italiani all’estero. Ma cio’ che fanno non e’ un regalo ne’ deve essere moneta di scambio per eventuali benefici elettorali.
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14389
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1794099.html
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=20920
giovedì 31 gennaio 2008
Iniziative italiane all’ estero e corsi di formazione professionali: dove vanno i soldi?
Finalmente se ne parla apertamente. Lo scandalo dei fondi destinati alle iniziative e ai corsi di formazione per gli italiani all’estero e’ ufficialmente scoppiato. Era ora.
Ne abbiamo parlato varie volte su questo e altri giornali e possiamo, senza falsa modéstia, vantarci di essere dei pochissimi che l’hanno fatto in tempi non sospetti. L’atteggiamento “leggero” sull’ argomento di gran parte della stampa italiana all’estero era giustificato dalla paura di perdere i finanziamenti pubblici governativi ma adesso che il governo e’ caduto il muro di omerta’ sta cominciando ad incrinarsi.
Ce n’e’ per tutti i gusti e a tutti i livelli. La caratteristica generale e’ che si tratta di iniziative legate ad esponenti politici di governo nazionale e locale che beneficiano entita’ anche prestigiose che pero’ all’atto pratico realizzano corsi ed iniziative di dubbia validita’.
Abbiamo denunciato in passati in Sudamerica lê iniziative dell’ agenzia del Ministero del Lavoro Itália Lavoro (in Brasile) allá Câmera di Commercio di São Paolo (leggi l’Italiano dell’11 settembre http://www.litaliano.it/archivio/set11.pdf e 24 gennaio di quest’anno http://www.litaliano.it/archivio08/gen24.pdf), in Argentina i corsi di Itália Lavoro all’Universita’ di Buenos Aires (leggi l’Italiano del 18 settembre http://www.litaliano.it/archivio/set18.pdf ) ambo sponsorizzate da illustri parlamentari italiani all’ estero. Rileggendo gli articoli si rimane sconcertati sulla facilita’ di erogazione di fondi pubblici per iniziative di dubbia utilita’
Anche le regioni italiane svolgono um ruolo importante in Brasile.
Il Centro Estero per l’internazionalizzazione (ex-centro delle Camere di Commercio Piemontesi) della Regione Piemonte aveva un consulente esterno per l’America Latina, il dottor Cesare Tromellini, che organizzava le iniziative con il Brasile e quindi a Bahia. Incuriositi da ciò abbiamo cercato tracce dell’operato del Centro a Bahia, senza trovarle.
A domande circa l’operato di Tromellini, che non lavora più al Centro Estero, lo stesso aveva informato che è stato costituito da poco e non sa informare dell’operato dello stesso Tromellini. Il Centro estero ha comunicato che, in ogni caso, i fondi erano della regione Piemonte e bisogna rivolgersi a questa per vedere come venivano spesi. Vero, come è vero che la gestione dei fondi era dato, in outsourcing, al centro e più propriamente al signor Tromellini.
Rimane difficile immaginare che un ente pubblico italiano, che dovrebbe avere tutto rendicontato in termini di spese, non sappia dire le iniziative organizzate dall’illustre Tromellini in passato, in particolar modo a Bahia.
A Salvador de Bahia, l’Università Orientale di Napoli aveva organizzato, con i fondi europei, uno scambio culturale Napoli-Bahia con la università Universidade Federal da Bahia. Già in Itália erano avvenuti in Febbraio eventi simili a meta’ anno scorso ci si aspettava con ansia l’evento in terra bahiana. Giovanni Baratta (professore italiano della Fondazione Gramsci) e Naomar de Almeida, rettore dell’Ufba, erano i responsabili del progetto. Il nome del progetto è affascinante: “Transito atlântico”. Interessante notare che nell’originario progetto EU figuravano come copartecipanti istituzioni accademiche rumene (come l’universita’ di Bucharest) ma non l’UFBA di Salvador. Logicamente l’universita’ rumena non aveva nulla a che fare com il progetto ítalo-brasiliano.
Bene l’evento realizzato e’ stato di spessore a dir poco minore, per non dire residuale. Resta da chiedersi come sono stati spese i fondi EU della DG Cultura. A questa domanda la signora Maria Ursoleo che lavora côn Antonios Komopoulos Capo unità P5 - Cultura della Commissione Europea, non ha fornito alcuna risposta.
Ma ci sono altri piu’ piccoli ma anche sconcertanti per certi versi. A Itaparica, isola vicino Salvador uma ong italiana l'Associazione Valdostana Pro Infanzia Brasiliana (AVIB) di Saint-Vincent, sta ufficialmente realizzando il progetto "Costruzione di una Casa per bambini disabili nell'Isola di Itaparica (Brasile)" realizzato dalla Regione Valle d’Aosta. Ufficialmente perche siamo andati personalmente nell’isola in um nostro viaggio in Bahia. Abbiamo contattato il responsabile Cesare Lucchetti a cui abbiamo chiesto informazioni circa la sede che non esiste ne’ sulla lista telefônica ne’ in nessun luogo nell’isola di Itaparica. Non abbiamo trovato traccia dell’AVIB e abbiamo informato di cio’ Mara Ghidinelli Regione autonoma Valle d’Aosta, Presidenza della Regione, Vice Capo Gabinetto ma al momento non abbiamo avuto alcuna spiegazione a riguardo.
http://www.legnostorto.net/index.php?option=com_content&task=view&id=20657
http://www.liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1768210.html
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/Febbraio/Art_020208_5.htm
Ne abbiamo parlato varie volte su questo e altri giornali e possiamo, senza falsa modéstia, vantarci di essere dei pochissimi che l’hanno fatto in tempi non sospetti. L’atteggiamento “leggero” sull’ argomento di gran parte della stampa italiana all’estero era giustificato dalla paura di perdere i finanziamenti pubblici governativi ma adesso che il governo e’ caduto il muro di omerta’ sta cominciando ad incrinarsi.
Ce n’e’ per tutti i gusti e a tutti i livelli. La caratteristica generale e’ che si tratta di iniziative legate ad esponenti politici di governo nazionale e locale che beneficiano entita’ anche prestigiose che pero’ all’atto pratico realizzano corsi ed iniziative di dubbia validita’.
Abbiamo denunciato in passati in Sudamerica lê iniziative dell’ agenzia del Ministero del Lavoro Itália Lavoro (in Brasile) allá Câmera di Commercio di São Paolo (leggi l’Italiano dell’11 settembre http://www.litaliano.it/archivio/set11.pdf e 24 gennaio di quest’anno http://www.litaliano.it/archivio08/gen24.pdf), in Argentina i corsi di Itália Lavoro all’Universita’ di Buenos Aires (leggi l’Italiano del 18 settembre http://www.litaliano.it/archivio/set18.pdf ) ambo sponsorizzate da illustri parlamentari italiani all’ estero. Rileggendo gli articoli si rimane sconcertati sulla facilita’ di erogazione di fondi pubblici per iniziative di dubbia utilita’
Anche le regioni italiane svolgono um ruolo importante in Brasile.
Il Centro Estero per l’internazionalizzazione (ex-centro delle Camere di Commercio Piemontesi) della Regione Piemonte aveva un consulente esterno per l’America Latina, il dottor Cesare Tromellini, che organizzava le iniziative con il Brasile e quindi a Bahia. Incuriositi da ciò abbiamo cercato tracce dell’operato del Centro a Bahia, senza trovarle.
A domande circa l’operato di Tromellini, che non lavora più al Centro Estero, lo stesso aveva informato che è stato costituito da poco e non sa informare dell’operato dello stesso Tromellini. Il Centro estero ha comunicato che, in ogni caso, i fondi erano della regione Piemonte e bisogna rivolgersi a questa per vedere come venivano spesi. Vero, come è vero che la gestione dei fondi era dato, in outsourcing, al centro e più propriamente al signor Tromellini.
Rimane difficile immaginare che un ente pubblico italiano, che dovrebbe avere tutto rendicontato in termini di spese, non sappia dire le iniziative organizzate dall’illustre Tromellini in passato, in particolar modo a Bahia.
A Salvador de Bahia, l’Università Orientale di Napoli aveva organizzato, con i fondi europei, uno scambio culturale Napoli-Bahia con la università Universidade Federal da Bahia. Già in Itália erano avvenuti in Febbraio eventi simili a meta’ anno scorso ci si aspettava con ansia l’evento in terra bahiana. Giovanni Baratta (professore italiano della Fondazione Gramsci) e Naomar de Almeida, rettore dell’Ufba, erano i responsabili del progetto. Il nome del progetto è affascinante: “Transito atlântico”. Interessante notare che nell’originario progetto EU figuravano come copartecipanti istituzioni accademiche rumene (come l’universita’ di Bucharest) ma non l’UFBA di Salvador. Logicamente l’universita’ rumena non aveva nulla a che fare com il progetto ítalo-brasiliano.
Bene l’evento realizzato e’ stato di spessore a dir poco minore, per non dire residuale. Resta da chiedersi come sono stati spese i fondi EU della DG Cultura. A questa domanda la signora Maria Ursoleo che lavora côn Antonios Komopoulos Capo unità P5 - Cultura della Commissione Europea, non ha fornito alcuna risposta.
Ma ci sono altri piu’ piccoli ma anche sconcertanti per certi versi. A Itaparica, isola vicino Salvador uma ong italiana l'Associazione Valdostana Pro Infanzia Brasiliana (AVIB) di Saint-Vincent, sta ufficialmente realizzando il progetto "Costruzione di una Casa per bambini disabili nell'Isola di Itaparica (Brasile)" realizzato dalla Regione Valle d’Aosta. Ufficialmente perche siamo andati personalmente nell’isola in um nostro viaggio in Bahia. Abbiamo contattato il responsabile Cesare Lucchetti a cui abbiamo chiesto informazioni circa la sede che non esiste ne’ sulla lista telefônica ne’ in nessun luogo nell’isola di Itaparica. Non abbiamo trovato traccia dell’AVIB e abbiamo informato di cio’ Mara Ghidinelli Regione autonoma Valle d’Aosta, Presidenza della Regione, Vice Capo Gabinetto ma al momento non abbiamo avuto alcuna spiegazione a riguardo.
http://www.legnostorto.net/index.php?option=com_content&task=view&id=20657
http://www.liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1768210.html
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2008/Febbraio/Art_020208_5.htm
Chi e’ l’ italiano all’ estero?
Chi e’ l’ italiano all’ estero? Uma domanda semplice, eppure intrigante.
Si perche’ probabilmente si gioca intorno allá definizione esatta di questa categoria il destino della nostra Italietta, divisa in due blocchi contrapposti.
Mentre nella maggior parte delle democrazie del mondo il fallimento dell’esperienza di um governo determina la alta probabilita’ di vittoria dell’ opposizione, l ‘Itália insiste nel non partecipare in questa sana regola democrática dell’ alternanza e dare in maniera chiara la maggioranza ad una parte política. Continuando cosi’ a rimanere ingessata.
Tuttavia la recente introduzione del voto dei rappresentanti italiani all’ estero há introdotto uma novita’ che altera questa situazione facendo oscillare il pendolo democrático da una parte sola.
E’ quindi vitale analizzare il profilo dell’ elettore italiano all’estero per capire chi puo’, in definitiva, definire la prossima maggioranza di governo, specialmente al Senato.
La cosa paradossale e’ che ben pochi si sono azzardati in questa analisi e quindi hanno uma chiara idea della situazione.
E’ bene chiarire che solo italiani che vivono all’estero possono, con cognizione di causa, parlare sull’ argomento.
Ma, infine, chi e’ l’italiano che vive e lavora all’ estero?
In passato si trattava dell’emigrante che con la valigia di cartone attraversava gli oceani per trovare um lavoro. Figura fondamentale per la creazione delle comunita’ italiane all’ estero. Gli emigrati indigenti sono ancora una importante fetta delle comunita’ italiane all’estero, specie in Sudamerica.
Tuttavia parlare di italiano all’ estero solo in termini di poveri emigranti e’ riduttivo e appartiene a logiche vecchie e stereotipate.
Basta vedere che dei rappresentanti italiani eletti all’ estero quasi nessuno appartiene a questa categoria e non e’ un caso.
L’italiano all’ estero e’ cambiato. Oltre all’emigrante indigente, c’e’ il professionista, il professore universitário (solo a Salvador de Bahia, citta’ notoriamente ignorata dalla madrepatria ce ne sono molti), l’ industriale, il lavoratore di classe media.
Questo in particolare rappresenta uma fetta crescente della comunita’ ítalo-sudamericana. Ad esempio la você della comunita’ italiana all’estero si propaga sempre di piu’ tramite siti web in língua italiana all’estero mentre Raí international, per i suoi costi esorbitanti, non há quasi nessuna importanza per lê comunita’ italiane in Sudamerica.
Questa e’ forse la maggiore novita’ di queste comunita’ che si sviluppano e interagiscono tra di loro sul web aggirando i canali di informazione tradizionali e logori del passato
L’italiano all’estero si sente italiano e sudamericano (in sudamerica), há doppia cittadinanza, partecipa allá vita di entrambe lê comunita’ attivamente. Non si tratta piu’ solo dell’ emigrante ghettizzato e abbandonato.
L’errore di focalizzarsi solo su questa categoria e’ stata forse la causa del magro risultato dei politici che alle scorse elezioni si sono presentati come difensori solo degli emigrati.
Emigrato e’ un termine di cui, come italiani, dobbiamo andare fieri, ma non e’ l’único e sara’ bene che di cio’ se ne ricordino i politici alle prossime elezioni se non vogliono ripetere lê magre performance del passato.
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14155
Si perche’ probabilmente si gioca intorno allá definizione esatta di questa categoria il destino della nostra Italietta, divisa in due blocchi contrapposti.
Mentre nella maggior parte delle democrazie del mondo il fallimento dell’esperienza di um governo determina la alta probabilita’ di vittoria dell’ opposizione, l ‘Itália insiste nel non partecipare in questa sana regola democrática dell’ alternanza e dare in maniera chiara la maggioranza ad una parte política. Continuando cosi’ a rimanere ingessata.
Tuttavia la recente introduzione del voto dei rappresentanti italiani all’ estero há introdotto uma novita’ che altera questa situazione facendo oscillare il pendolo democrático da una parte sola.
E’ quindi vitale analizzare il profilo dell’ elettore italiano all’estero per capire chi puo’, in definitiva, definire la prossima maggioranza di governo, specialmente al Senato.
La cosa paradossale e’ che ben pochi si sono azzardati in questa analisi e quindi hanno uma chiara idea della situazione.
E’ bene chiarire che solo italiani che vivono all’estero possono, con cognizione di causa, parlare sull’ argomento.
Ma, infine, chi e’ l’italiano che vive e lavora all’ estero?
In passato si trattava dell’emigrante che con la valigia di cartone attraversava gli oceani per trovare um lavoro. Figura fondamentale per la creazione delle comunita’ italiane all’ estero. Gli emigrati indigenti sono ancora una importante fetta delle comunita’ italiane all’estero, specie in Sudamerica.
Tuttavia parlare di italiano all’ estero solo in termini di poveri emigranti e’ riduttivo e appartiene a logiche vecchie e stereotipate.
Basta vedere che dei rappresentanti italiani eletti all’ estero quasi nessuno appartiene a questa categoria e non e’ un caso.
L’italiano all’ estero e’ cambiato. Oltre all’emigrante indigente, c’e’ il professionista, il professore universitário (solo a Salvador de Bahia, citta’ notoriamente ignorata dalla madrepatria ce ne sono molti), l’ industriale, il lavoratore di classe media.
Questo in particolare rappresenta uma fetta crescente della comunita’ ítalo-sudamericana. Ad esempio la você della comunita’ italiana all’estero si propaga sempre di piu’ tramite siti web in língua italiana all’estero mentre Raí international, per i suoi costi esorbitanti, non há quasi nessuna importanza per lê comunita’ italiane in Sudamerica.
Questa e’ forse la maggiore novita’ di queste comunita’ che si sviluppano e interagiscono tra di loro sul web aggirando i canali di informazione tradizionali e logori del passato
L’italiano all’estero si sente italiano e sudamericano (in sudamerica), há doppia cittadinanza, partecipa allá vita di entrambe lê comunita’ attivamente. Non si tratta piu’ solo dell’ emigrante ghettizzato e abbandonato.
L’errore di focalizzarsi solo su questa categoria e’ stata forse la causa del magro risultato dei politici che alle scorse elezioni si sono presentati come difensori solo degli emigrati.
Emigrato e’ un termine di cui, come italiani, dobbiamo andare fieri, ma non e’ l’único e sara’ bene che di cio’ se ne ricordino i politici alle prossime elezioni se non vogliono ripetere lê magre performance del passato.
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14155
lunedì 28 gennaio 2008
Giu’ dalla torre i vecchi politicanti
I vecchi politicanti, ultrasettantenni, sfiduciati, governanti da una vita, si presentano sul palco in stile brezneviano. Sono li’ ingessanti sorridenti con sguardi sbiechi e con voce tremante. Vogliono il nostro voto di nuovo.
Promettono che questa volta faranno cio’ che hanno sempre promesso. E stata colpa dell’ opposizione se non hanno potuto realizzare il loro programma, che há fatto ostruzione, che non há aiutato lê comunita’ all’estero, che ostacolano il saggio lavoro dei Patronati all’estero.
Il palco ferve le voci sono accalorate, gli occhi dei vecchi politicanti sembrano uscire fuori dalle orbite. Se non fosse per il caldo sudamericano, che impedisce l’uso dei cappotti stile-Mosca, sembrerebbe il Soviet Supremo riunito sul palco.
Siamo in Sudamerica e qui tutto e’ piu’ buffo perfino i personaggi che si presentano sul palco.
Il pubblico che li guarda sembra scettico. Dopo tutto i politicanti sono stati dal lato del Potere, quello vero, sono stati decisivi per il governo e non hanno ottenuto nulla per lê comunita’ italiane all’estero, che anzi hanno súbito um peggioramento dei servizi consolari. Lê pensioni per gli indigenti neanche a parlarne.
Ma che hanno fatto per due anni questi nostri rappresentanti? Si perche’ in due anni qualcosa devono pur aver fatto, e’ impossibile il contrario. No, non parliamo di ordini del giorno, dichiarazioni ai giornali e altre cose che fanno parte del circo della política ma fatti veri che riguardano la nostra vita di tutti i giorni di italiani all’ estero.
E’ vero che le comunita’ italiane all’ estero sono maturate, non sono piu’ quelle figure folkloristiche di una volta.
E’ vero che i nostri politicanti non se ne sono accorti e continuano a comportarsi come se fossimo in Little Italy del secolo passato.
Quasi niente questa e’ la triste risposta al quesito di sopra.
Ma che aspettiamo per “buttare giu’ dalla torre” questi politicanti?
In fondo se cambiamo potremmo migliorare, peggio di quello che’ e’ successo in questi ultimi due anni (niente) e’ impossibile.
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1765539.html
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14100
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=20616
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
Promettono che questa volta faranno cio’ che hanno sempre promesso. E stata colpa dell’ opposizione se non hanno potuto realizzare il loro programma, che há fatto ostruzione, che non há aiutato lê comunita’ all’estero, che ostacolano il saggio lavoro dei Patronati all’estero.
Il palco ferve le voci sono accalorate, gli occhi dei vecchi politicanti sembrano uscire fuori dalle orbite. Se non fosse per il caldo sudamericano, che impedisce l’uso dei cappotti stile-Mosca, sembrerebbe il Soviet Supremo riunito sul palco.
Siamo in Sudamerica e qui tutto e’ piu’ buffo perfino i personaggi che si presentano sul palco.
Il pubblico che li guarda sembra scettico. Dopo tutto i politicanti sono stati dal lato del Potere, quello vero, sono stati decisivi per il governo e non hanno ottenuto nulla per lê comunita’ italiane all’estero, che anzi hanno súbito um peggioramento dei servizi consolari. Lê pensioni per gli indigenti neanche a parlarne.
Ma che hanno fatto per due anni questi nostri rappresentanti? Si perche’ in due anni qualcosa devono pur aver fatto, e’ impossibile il contrario. No, non parliamo di ordini del giorno, dichiarazioni ai giornali e altre cose che fanno parte del circo della política ma fatti veri che riguardano la nostra vita di tutti i giorni di italiani all’ estero.
E’ vero che le comunita’ italiane all’ estero sono maturate, non sono piu’ quelle figure folkloristiche di una volta.
E’ vero che i nostri politicanti non se ne sono accorti e continuano a comportarsi come se fossimo in Little Italy del secolo passato.
Quasi niente questa e’ la triste risposta al quesito di sopra.
Ma che aspettiamo per “buttare giu’ dalla torre” questi politicanti?
In fondo se cambiamo potremmo migliorare, peggio di quello che’ e’ successo in questi ultimi due anni (niente) e’ impossibile.
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/1765539.html
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14100
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=20616
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
venerdì 25 gennaio 2008
Elezioni si Pollastri no
La folla rumoreggia. “E’ caduto il governo, e’ caduto il governo, popolo italiano in Sudamerica” grida il gran cortigiano di turno, “ma non preoccupatevi perche’ lê promesse saranno mantenute, tutte lê giuste rivendicazioni del popolo italiano all’estero saranno attese ”.
“Si e’ vero quest’anno la Finanziaria non há fatto niente per voi (l’há ammesso persino um esponente della CGIL) ma questo e’ un dettaglio, non vi preoccupate.
Si e’ vero i soldi per gli italiani all’estero sono spesi prevalentemente per iniziative di formazione professionale di dubbia entita’ e valore, ma questo e’ um dettaglio, non vi preoccupate (qui in Brasile poi per la câmera di Commercio di São Paolo).
Si e’ vero gli indigenti italiani all’estero anche quest’anno non riceveranno niente ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.
Si e’ vero l’assistenza sanitária all’estero non esiste ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.
Si e’ vero la condizione di detenuto italiano all’estero e’ da rabbrividire ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.
Ma in fondo non vi preoccupate perche’ cio’ che conta e’ salvare la pátria dall’opposizione che denigra il nostro paese, che nega i grandi avanzi che il paese sta compiendo, che evidenzia solo i problemi, ma cos’e’ quel cartellone?”
Ed il gran cortigiano di turno há ragione, dal fondo della itálica folla si sta alzando un grande cartellone che a caratteri cubitali espone il messaggio:
“ Italiani all’estero: ELEZIONI SI, POLLASTRI NO”, riferendosi (e’ chiaro) al messaggio del gran ciambellano ed anche a lui stesso.
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14010
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/italia-elezioni-si-pollastri-no.html
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1764876
“Si e’ vero quest’anno la Finanziaria non há fatto niente per voi (l’há ammesso persino um esponente della CGIL) ma questo e’ un dettaglio, non vi preoccupate.
Si e’ vero i soldi per gli italiani all’estero sono spesi prevalentemente per iniziative di formazione professionale di dubbia entita’ e valore, ma questo e’ um dettaglio, non vi preoccupate (qui in Brasile poi per la câmera di Commercio di São Paolo).
Si e’ vero gli indigenti italiani all’estero anche quest’anno non riceveranno niente ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.
Si e’ vero l’assistenza sanitária all’estero non esiste ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.
Si e’ vero la condizione di detenuto italiano all’estero e’ da rabbrividire ma non vi preoccupate anche questo e’ un dettaglio.
Ma in fondo non vi preoccupate perche’ cio’ che conta e’ salvare la pátria dall’opposizione che denigra il nostro paese, che nega i grandi avanzi che il paese sta compiendo, che evidenzia solo i problemi, ma cos’e’ quel cartellone?”
Ed il gran cortigiano di turno há ragione, dal fondo della itálica folla si sta alzando un grande cartellone che a caratteri cubitali espone il messaggio:
“ Italiani all’estero: ELEZIONI SI, POLLASTRI NO”, riferendosi (e’ chiaro) al messaggio del gran ciambellano ed anche a lui stesso.
http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=14010
http://www.litaliano.it/oggi.pdf
http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/italia-elezioni-si-pollastri-no.html
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