“Caro Max ora tutti dicono che si tratta di una guerra. Ma quando tu scrivesti l’articolo solo 8 giorni fa sotto casa tua ci fu una festa di inaugurazione del bar della strada. Era pienissimo tanto che non si poteva camminare. L’epidemia era gia’ esplosa ma la gente se ne fregava. Ora sono nel panico”.
Chi mi siede davanti (ad oltre un metro di sicurezza) e’ un italiano molto anziano (oltre ottantenne) di quelli a piu’ alto rischio del covid 19. Di quelli che se prendono il virus sono a serio rischio di vita.
E lui mi racconta la sua storia di italiano che ha navigato tanto nel mare della vita. Sentiamolo.
“Quando ero piccolo mio padre mi raccontava della spagnola la piu’ grande pandemia della storia. Una epidemia globale che uccise tra 50 e 100 milioni di persone. Fu talmente grande che raggiunse tutti i continenti, tutte le varie parti del mondo nel periodo 1918- 20.
Duro’ due anni. Fu devastante. Ebbe un primo picco, poi calo’ e la gente si rilasso’. E fu allora che ci fu il secondo picco. Molto piu’ forte e devastante del primo. In quel periodo la gente all’inizio dette poca importanza al rischio del contagio. E questo favori’ la pandemia.
Morivano persone come mosche. Una cosa terribile.
Ora vedi il comportamento della gente, dei governi in questo momento.
Esattamente lo stesso. All’inizio tutti i governi hanno minimizzato. Poi hanno cominciato a prenderla seriamente. Poi hanno cominciato a prendere misure sempre piu’ severe.
Ma la gente no.
La gente vedeva questo fenomeno come una cosa della tv e basta.
Continuava ad uscire e divertirsi.
Persino ora in queste belle giornate di sole la gente esce e cammina. Porta a spasso il cane. Fa jogging. Una cosa surreale.
Il virus e’ come il simbolo della morte, invisibile che falcia la gente che incontra. Prima li contamina poi li uccide. I primi a cadere sono i vecchi. Ma e’ inutile illudersi. Se non lo si controlla si espandera’ sempre di piu’.
Avevi ragione tu. E’ proprio una guerra. La terza guerra mondiale. Una guerra in cui nessuno vince ma tutti perdiamo. Perdiamo la vita.
Cosa dovremmo fare?
Ovvio prima di tutto stare in casa e non uscire.
Andare in ospedale solo se necessario visto che la gente che lavora li’ e’ sommersa di persone malate che non possono essere assistite.
Mio padre mi diceva che durante la “spagnola” le persone malate venivano lasciate morire. Orribile a dirsi. Ma cosa si poteva fare quando la gente stava malissimo e continuavano ad arrivarne altri ed altri senza sosta? Che si poteva fare?
Temo che lo stesso accadra’ questa volta.
Dobbiamo essere forti. ed avere fede. Perche’ senza quella siamo finiti.
Cosa succedera’? Molti, moltissimi ce la faranno. Ma molti moriranno.
Mio padre si salvo’. e mi disse che cose cosi’ accadono una volta ogni cent’anni.
Cerchiamo di guardarci dentro e di migliorare. Cosi’ da imparare da questa esperienza terribile.
E sai perche’?
Con la tecnologia recente ci siamo sentiti invincibili.
Ma la fragilita’ umana oggi come cent’anni fa e’ uguale.
Non illudiamoci che con la nostra arroganza ce la facciamo sempre e comunque. Perche’ questo virus ci mostra esattamente il contrario.
Affrontiamo questa terribile esperienza con fede e umanita’. Perché cosi diventeremo persone migliori.”
E cosi’ vi passo il messaggio del nostro amico ultraottantenne con la speranza che faremo cio’ che dice.
lunedì 16 marzo 2020
domenica 8 marzo 2020
Italiani siamo in guerra lo capite o no?
Italia 7 marzo 2020. Un tranquillo sabato di marzo. Clima quasi gradevole. Bambini che corrono per le strade. Vecchietti che discorrono amabilmente nelle strade. E poi la notte i bar pieni, la movida funziona pienamente. Tutti felici sorridenti,
Sembra un giornata di festa nazionale. Le scuole sono chiuse e la gente approfitta della bella giornata per vedersi, incontrarsi, raggrupparsi stare insieme. ,
Ma cos’e’ quella immagine che nel cielo sopra di noi sorride con uno sguardo tetro? Avviciniamoci. ,
Si e’ proprio lei. La grande falciatrice, la morte, che sorride con il suo sguardo tetro pensando a quel popolo “burro”” (stupido in portoghese) che le facilita il compito. ,
Perche’ il virus vola di bocca in bocca e si allarga di piu’ sempre di piu’. ,
Milano stazione centrale sera di sabato 7 marzo. Il decreto del governo ampiamente anticipato dai giornali ha provocato la Grande Fuga. Tutti quelli che possono scappano dalla Lombardia. Non vogliono finire in “prigione” nelle nuove zone rosse. ,
Peccato che quando torneranno ai loro paesi d’origine la gente che li incontrera’ lo sapra’. E fuggiranno da loro proprio come loro stanno fuggendo dalla Lombardia. E’ un gioco crudele questo. Cosa? Fuggi dal virus e le persone fuggono da te e cosi’ continua all’infinito. Ma cosa sta succedendo? ,
Benvenuti nella nuova pandemia globale. Quella del 2020, curiosamente quasi un secolo dopo quella piu’ grande della storia, la spagnola del 1920 che uccise tra 50 e 100 milioni di persone. ,
Proprio come quella all’inizio e’ stata fortemente sottovalutata dalla Cina e poi da tutti gli altri governi dei paesi dove sta dilagando. E poi dalle comunita’ non toccate da essi. ,
La domanda e’ questa: se la spagnola si espanse in tutto il mondo incluso l’Oceania e i piu’ remoti angoli della terra nel 1920, quando la mobilita’ delle persone era milioni di volte minore rispetto a quella attuale, come si espandera’ la pandemia attuale del coronavirus? ,
Veramente pensiamo di poterla evitare fuggendo e ignorando la situazione? ,
Purtroppo la grande falciatrice non la pensa cosi’. ,
La realta’ e’ che siamo in guerra. e che non ce ne rendiamo conto. Perche’? Sentite questo: ,
La coppia che cammina dietro di me parla amabilmente. Lui dice: “ora che le scuole sono chiuse ho molto tempo a disposizione quindi andro’ di qua, di la’ di su di giu’ a fare questo e quello. Bisogna approfittare della situazione per muoversi, divertirsi. ,
Permettetemi una pausa. ,
Quando ero piccolo ho visto qualche vecchio film in bianco e nero sulla peste nera, quella che uccise 20 milioni di persone nel Medioevo. ,
Ricordo l’immagine di una persona del popolino che nel suo borgo medioevale saluta la famiglia per andare a prendere qualcosa da comprare per mangiare. Torna subito, dice il padre al figlio. E lui promette che lo fara’. Si copre il volto e corre per strada senza voltarsi mai, senza incontrare nessuno. Fugge per prendere cio’ di cui ha bisogno. E poi torna subito a casa. Pochi minuti vissuti come una sfida alla grande falciatrice. ,
Le immagini descritte all’inizio dell’articolo e del ragazzo con tanto tempo libero sono esattamente l’opposto.,
Hanno chiuso le scuole ma la gente si vede in gruppi. Ragazzi, giovani, vecchi tutti insieme a discorrere amabilmente. E’ festa, divertiamoci. ,
Ma come nella favola di Pinocchio, dopo essere andati tutti noi nel paese dei balocchi saremo trasformati in ciucci e venduti al mercato per non aver voluto ascoltare la voce della farina che ci diceva di stare in casa e di muoverci solo in caso di assoluta necessita’. ,
La mia domanda e’ percio’ questa: Italiani siamo in guerra lo capite o no?
Sembra un giornata di festa nazionale. Le scuole sono chiuse e la gente approfitta della bella giornata per vedersi, incontrarsi, raggrupparsi stare insieme. ,
Ma cos’e’ quella immagine che nel cielo sopra di noi sorride con uno sguardo tetro? Avviciniamoci. ,
Si e’ proprio lei. La grande falciatrice, la morte, che sorride con il suo sguardo tetro pensando a quel popolo “burro”” (stupido in portoghese) che le facilita il compito. ,
Perche’ il virus vola di bocca in bocca e si allarga di piu’ sempre di piu’. ,
Milano stazione centrale sera di sabato 7 marzo. Il decreto del governo ampiamente anticipato dai giornali ha provocato la Grande Fuga. Tutti quelli che possono scappano dalla Lombardia. Non vogliono finire in “prigione” nelle nuove zone rosse. ,
Peccato che quando torneranno ai loro paesi d’origine la gente che li incontrera’ lo sapra’. E fuggiranno da loro proprio come loro stanno fuggendo dalla Lombardia. E’ un gioco crudele questo. Cosa? Fuggi dal virus e le persone fuggono da te e cosi’ continua all’infinito. Ma cosa sta succedendo? ,
Benvenuti nella nuova pandemia globale. Quella del 2020, curiosamente quasi un secolo dopo quella piu’ grande della storia, la spagnola del 1920 che uccise tra 50 e 100 milioni di persone. ,
Proprio come quella all’inizio e’ stata fortemente sottovalutata dalla Cina e poi da tutti gli altri governi dei paesi dove sta dilagando. E poi dalle comunita’ non toccate da essi. ,
La domanda e’ questa: se la spagnola si espanse in tutto il mondo incluso l’Oceania e i piu’ remoti angoli della terra nel 1920, quando la mobilita’ delle persone era milioni di volte minore rispetto a quella attuale, come si espandera’ la pandemia attuale del coronavirus? ,
Veramente pensiamo di poterla evitare fuggendo e ignorando la situazione? ,
Purtroppo la grande falciatrice non la pensa cosi’. ,
La realta’ e’ che siamo in guerra. e che non ce ne rendiamo conto. Perche’? Sentite questo: ,
La coppia che cammina dietro di me parla amabilmente. Lui dice: “ora che le scuole sono chiuse ho molto tempo a disposizione quindi andro’ di qua, di la’ di su di giu’ a fare questo e quello. Bisogna approfittare della situazione per muoversi, divertirsi. ,
Permettetemi una pausa. ,
Quando ero piccolo ho visto qualche vecchio film in bianco e nero sulla peste nera, quella che uccise 20 milioni di persone nel Medioevo. ,
Ricordo l’immagine di una persona del popolino che nel suo borgo medioevale saluta la famiglia per andare a prendere qualcosa da comprare per mangiare. Torna subito, dice il padre al figlio. E lui promette che lo fara’. Si copre il volto e corre per strada senza voltarsi mai, senza incontrare nessuno. Fugge per prendere cio’ di cui ha bisogno. E poi torna subito a casa. Pochi minuti vissuti come una sfida alla grande falciatrice. ,
Le immagini descritte all’inizio dell’articolo e del ragazzo con tanto tempo libero sono esattamente l’opposto.,
Hanno chiuso le scuole ma la gente si vede in gruppi. Ragazzi, giovani, vecchi tutti insieme a discorrere amabilmente. E’ festa, divertiamoci. ,
Ma come nella favola di Pinocchio, dopo essere andati tutti noi nel paese dei balocchi saremo trasformati in ciucci e venduti al mercato per non aver voluto ascoltare la voce della farina che ci diceva di stare in casa e di muoverci solo in caso di assoluta necessita’. ,
La mia domanda e’ percio’ questa: Italiani siamo in guerra lo capite o no?
mercoledì 8 gennaio 2020
Sustainability and traceability at Pitti Uomo: two words the fashion business ignores
Did you know that the water used to produce the amount of cotton needed for a t-shirt and a pair of jeans is about 10,000 liters, the equivalent of 10 years of drinking water for one person?
Did you know that the fashion industry is the second most polluting industry in the world, just after the energy industry?
Welcome to the world of the future, my reader. A world where a great country like Australia is burning alive. Where a billion animals and many forests are burned alive, too.
A world where there is no future for anybody.
But if we go to the Pitti Uomo event in Florence, none of the above concepts are felt or discussed in detail.
I am a modest journalist with no signs of the abovementioned worries. At all.
Pitti Uomo is described as the United Nations of the Fashion industry. UN fashion does not even know what is happening in the environment. Why?
Max Bono goes around the stands asking about just two basic concepts: The traceability of raw materials and the sustainability of the products—no general words about the circular economy or sustainability of small projects.
No, Max wants to know how much of each raw material is used and where it comes from for the fashion products exposed.
Simple questions.
But nobody knows that at the stands.
People keep showing general labels to show provenience. Things of the past. It's worth nothing nowadays.
What raw material is used, and where is it on the blockchain? asks Max.
Block what? The persons at the stands ask.
People going around stand and like to take pictures in fashionable clothes.
But they do not care that the world is burning out there.
They seem to be on the Titanic.
They dance and do not care that the boat is diving and burning.
They are only in love with themselves and with their physical images.
But the Z generation, their customers, wants answers. These are not general words. About lovely (and empty) projects about sustainability.
They want to know where the raw materials come from, how much water is used, and why.
Pitti Uomo, why don’t you answer those questions rather than look at the mirror to see how beautiful and empty you are?
Did you know that the fashion industry is the second most polluting industry in the world, just after the energy industry?
Welcome to the world of the future, my reader. A world where a great country like Australia is burning alive. Where a billion animals and many forests are burned alive, too.
A world where there is no future for anybody.
But if we go to the Pitti Uomo event in Florence, none of the above concepts are felt or discussed in detail.
I am a modest journalist with no signs of the abovementioned worries. At all.
Pitti Uomo is described as the United Nations of the Fashion industry. UN fashion does not even know what is happening in the environment. Why?
Max Bono goes around the stands asking about just two basic concepts: The traceability of raw materials and the sustainability of the products—no general words about the circular economy or sustainability of small projects.
No, Max wants to know how much of each raw material is used and where it comes from for the fashion products exposed.
Simple questions.
But nobody knows that at the stands.
People keep showing general labels to show provenience. Things of the past. It's worth nothing nowadays.
What raw material is used, and where is it on the blockchain? asks Max.
Block what? The persons at the stands ask.
People going around stand and like to take pictures in fashionable clothes.
But they do not care that the world is burning out there.
They seem to be on the Titanic.
They dance and do not care that the boat is diving and burning.
They are only in love with themselves and with their physical images.
But the Z generation, their customers, wants answers. These are not general words. About lovely (and empty) projects about sustainability.
They want to know where the raw materials come from, how much water is used, and why.
Pitti Uomo, why don’t you answer those questions rather than look at the mirror to see how beautiful and empty you are?
lunedì 20 maggio 2019
Salvador de Bahia, il sogno e' finito
“Vai tomar no c.. vagabundo discarado” (Vaff. Vagabondo schifoso in italiano) grida la vecchia del
secondo piano. Le sue grida si sentono in tutto il palazzo.
Nessuno sembra farci caso. Le grida della vecchia si alzano al cielo come una litania tutte le notti e le mattine.
“A velha esta' doida” La vecchia e' pazza. mi dice senza curarsene un vicino.
E in effetti la vecchia non sembra pericolosa. I pericoli sono ben altri a Salvador de Bahia.
Ma cosa e' successo a questa bellissima citta', capitale storica del Brasile?
Sembra che persino gli spiriti del candomble' si sono stancati.
La citta' e' in preda alla paura.
E' fuori controllo.
E le grida di una vecchia pazza non mettono paura.
Cio' che mette veramente paura e' il bollettino di guerra dei morti ammazzati, anche innocenti, dei sequestri lampo, della violenza in crescita.
No non era questa la mia Salvador, All'inizio del millennio ero venuto a stabilirmi qui perche' volevo una vita nuova. La citta' era povera. Ma bella, bellissima. Non parlo solo delle bellezze naturali.
Ma lo spirito delle persone. Ricchi e poveri erano tutti mischiati in quel miscuglio culturale che era Salvador.
Tutti erano uguali. O quasi.
Nel senso che culturalmente lo erano. Anche se ovviamente le differenze di disponibilita' finanziarie erano enormi.
Ma questo non influiva sullo spirito delle persone.
Era facile fermarsi a parlare per ore con le persone del piu' e del meno. E la violenza c'era ma non era esagerata come a Rio.
Lo spirito di citta; a misura d'uoo nonostante I 3 milioni di abitanti si era mantenuto.
Differente da Rio dove la violenza urbana stava nutrendo nelle persone uno spirito di paranoia.
Potevi essere ucciso in qualunque momento. Ricco o povero. Non c'era grande differenza.
Le persone vivevano consapevoli di cio'.
A Salvador no. A salvador si viveva con poco. Non si viveva agiatamente. Ma si viveva bene. Non erano le comodita' che facevano la differenza. Era lo spirito delle persone. Rilassato al massimo. La bomba sociale delle violente dieguaglianze era disinnescata dallo spirito allegre e egualitario delle persone.
Era una citta' unica. Si poteva camminare a qualsiasi ora nel quartiere di Barra ad esempio senza problemi. Le strade erano illuminate. Le persone erano nelle strade fino a tarda ora. Molto spesso a piedi.
Forse era questa la magia e il mistero di Bahia.
Molto tempo e' passato da allora.
E oggi tutto e' cambiato.
Le strade sono buie. Le poche persone in strada camminano di fretta la notte. Molti locali notturni sono falliti e chiusi. I poveri non sono piu' a ciondolare nelle strade.
“O dinheiro acabou meu irmao” I soldi sono finiti fratello mio, si dice qui.
La crisi economica e' fortissima. E ha cambiato Salvador e la gente di qua. Non c'e' piu' tempo per parlare nelle strade. Bisogna guadagnare perche' I soldi sono pochi, molto pochi.
Ma non c'e' lavoro. Bisogna guadagnare a tutti I costi. La criminalita' e' cresciuta a dismisura. Tutti quelli che possono vanno in auto, specie la notte.
Le strade sono deserte la notte. La gente ha paura. E la paranoia e' arrivata anche qui come a Rio de Janeiro. I prezzi sono andati alle stelle.
E la differenza tra ricchi e poveri e' diventata abissale. Nello shopping Barra I prezzi sono due-tre volte quelli italiani. Ma I ricchi pagano.
Ci sono uomini della security dappertutto.
Gli stranieri, con in testa gli italiani sono spariti.
I costi enormi, la fine dell'atmosfera bohema, la criminalita' fortissima. Tutto ha contribuito al mutamento.
E la bomba sociale, disinnescata nel passato, e' esplosa dovuto alla crisi di un paese, Il Brasile, senza direzione, senza guida, senza speranza.
Ognuno per se e Dio per tutti.
La gente e' sospettosa a Salvador. E I poveri sono pronti a tutto per guadagnare qualche real. Tanto lo sanno che non hanno speranza di crescere. Ne' gliene importa. Pensano solo a sopravvivere oggi.
Domani e' troppo lontano. Al domani ci penseranno domani.
E' la fine di un sogno, del sogno della civilta' egualitaria. I soldi dominano anche qua e tantissimo. Salvador de Bahia, la splendida citta' della Bahia di Todos os Santos “e' entregue a ninguem” come dicono gli abitanti di Bahia, e' nelle mani di nessuno.
Nessuno sembra farci caso. Le grida della vecchia si alzano al cielo come una litania tutte le notti e le mattine.
“A velha esta' doida” La vecchia e' pazza. mi dice senza curarsene un vicino.
E in effetti la vecchia non sembra pericolosa. I pericoli sono ben altri a Salvador de Bahia.
Ma cosa e' successo a questa bellissima citta', capitale storica del Brasile?
Sembra che persino gli spiriti del candomble' si sono stancati.
La citta' e' in preda alla paura.
E' fuori controllo.
E le grida di una vecchia pazza non mettono paura.
Cio' che mette veramente paura e' il bollettino di guerra dei morti ammazzati, anche innocenti, dei sequestri lampo, della violenza in crescita.
No non era questa la mia Salvador, All'inizio del millennio ero venuto a stabilirmi qui perche' volevo una vita nuova. La citta' era povera. Ma bella, bellissima. Non parlo solo delle bellezze naturali.
Ma lo spirito delle persone. Ricchi e poveri erano tutti mischiati in quel miscuglio culturale che era Salvador.
Tutti erano uguali. O quasi.
Nel senso che culturalmente lo erano. Anche se ovviamente le differenze di disponibilita' finanziarie erano enormi.
Ma questo non influiva sullo spirito delle persone.
Era facile fermarsi a parlare per ore con le persone del piu' e del meno. E la violenza c'era ma non era esagerata come a Rio.
Lo spirito di citta; a misura d'uoo nonostante I 3 milioni di abitanti si era mantenuto.
Differente da Rio dove la violenza urbana stava nutrendo nelle persone uno spirito di paranoia.
Potevi essere ucciso in qualunque momento. Ricco o povero. Non c'era grande differenza.
Le persone vivevano consapevoli di cio'.
A Salvador no. A salvador si viveva con poco. Non si viveva agiatamente. Ma si viveva bene. Non erano le comodita' che facevano la differenza. Era lo spirito delle persone. Rilassato al massimo. La bomba sociale delle violente dieguaglianze era disinnescata dallo spirito allegre e egualitario delle persone.
Era una citta' unica. Si poteva camminare a qualsiasi ora nel quartiere di Barra ad esempio senza problemi. Le strade erano illuminate. Le persone erano nelle strade fino a tarda ora. Molto spesso a piedi.
Forse era questa la magia e il mistero di Bahia.
Molto tempo e' passato da allora.
E oggi tutto e' cambiato.
Le strade sono buie. Le poche persone in strada camminano di fretta la notte. Molti locali notturni sono falliti e chiusi. I poveri non sono piu' a ciondolare nelle strade.
“O dinheiro acabou meu irmao” I soldi sono finiti fratello mio, si dice qui.
La crisi economica e' fortissima. E ha cambiato Salvador e la gente di qua. Non c'e' piu' tempo per parlare nelle strade. Bisogna guadagnare perche' I soldi sono pochi, molto pochi.
Ma non c'e' lavoro. Bisogna guadagnare a tutti I costi. La criminalita' e' cresciuta a dismisura. Tutti quelli che possono vanno in auto, specie la notte.
Le strade sono deserte la notte. La gente ha paura. E la paranoia e' arrivata anche qui come a Rio de Janeiro. I prezzi sono andati alle stelle.
E la differenza tra ricchi e poveri e' diventata abissale. Nello shopping Barra I prezzi sono due-tre volte quelli italiani. Ma I ricchi pagano.
Ci sono uomini della security dappertutto.
Gli stranieri, con in testa gli italiani sono spariti.
I costi enormi, la fine dell'atmosfera bohema, la criminalita' fortissima. Tutto ha contribuito al mutamento.
E la bomba sociale, disinnescata nel passato, e' esplosa dovuto alla crisi di un paese, Il Brasile, senza direzione, senza guida, senza speranza.
Ognuno per se e Dio per tutti.
La gente e' sospettosa a Salvador. E I poveri sono pronti a tutto per guadagnare qualche real. Tanto lo sanno che non hanno speranza di crescere. Ne' gliene importa. Pensano solo a sopravvivere oggi.
Domani e' troppo lontano. Al domani ci penseranno domani.
E' la fine di un sogno, del sogno della civilta' egualitaria. I soldi dominano anche qua e tantissimo. Salvador de Bahia, la splendida citta' della Bahia di Todos os Santos “e' entregue a ninguem” come dicono gli abitanti di Bahia, e' nelle mani di nessuno.
domenica 2 dicembre 2018
The 1% case , the horror of the life
Dear reader
Today I am going to tell you about the 1% case.
A very rare situation which happens probably once or twice in life. At least for people like myself, who live a “normal” life.
A life where you do take risks but no so often and only incase of necessity.
Let me explain it better.
Ithink it is an illusion that you can eliminate risks in life. Even if you are a very wealthy person, you always run risks. You can diminuish them. But you can't eliminate them.
They are part of life and in fact I do like to take some of them.
But of course I do not like to take unecessary risks.
In any case the 1% case I was talking about before is different.
In that case we are not talking about regular risks but life-threatening risks. I other words risks that might leave you dead.
To be fair I have to tell you something. I was close to die several times in my life. I am not going to list you those cases. The point I am trying to make is that whenever in the past I was about to die it was for accidents or for unforeseen circustances.
I had no time to think about my death because the accident was sudden and unpredictable.
But the case I am going to tell you is different.
In this case I knew I was going to die. I was perfectly aware of that. And I could do nothing, absolutely nothing about that.
I am not going to explain in details the circumstances that caused the situation, also because there will be investigations about that.
What I want to explain is the 1% case. The case so rare that you belueve it will never happen to you. And in fact until the age of 50s I never experienced it. But now I did. And I can tell you it is the absolutely horror case.
I was closed in a car kidnapped by “ninja”people, 6 men dressed in black with the face covered completely. I could only see their eyes.
I was in the wrong place at the wrong time.
They exchanged me for somebody else, a big drug dealer who had to pay them a lot of money. He had not done it. He had to pay with his life for that.
He had the same name as I did. He lived in the same building where I was. He had my nationality. He even had about my age.
All conspired against me.
To make things worse I got to the building where I was supposed to spend a week and where he used to live at 4 am in the morning.
Who could in fact do that if not him, the big drug dealer? Only he could come in the middle of the night all at sudden in the city he had been living and where he had been hiding after disappearing because of the police and the other drug dealers who were after him.
There was no way out: I was him.
Of course I was not. In fact he was fat, while I am slim. He had long hair while I have short hair. He had a tired and bad look, while I have a happy look.
But that did not matter.
To be sure the man who kidnapped me with the other 5 guys asked me: Are you M..?
As I heard my name I said : Yes I am.
And he said: You are arrested. Come in the car now. And pointed a gun right at my face.
Of course they were false policemen. I understood that because the car had no sign of the police.
Neither they had. They were dressed like “ninja”man, all in black with a hat covering their faces.
When I got in the car the man kept asking me about the drug dealer I was supposed to be. I denied I was that man. I was never in the place the “ninja' man was talking me about.
But something happened. The car started going in some very dark streets. There were no signs or people anywhere.
Nobody knew I was there. I was in the middle of nowhere.
And all at the sudden I understood.
I was condemned to death.
I was going to be killed. There was no way out. I suddenly felt in the black hole where there is no way out.
I did not matter if I was the drug deal or not. At that point the decision was already taken.
I did not panick. I perfectly understood my situation. I kept arguing that I was innocent. I was not the man they were talking about.
But I knew that they did not believe it.
I looked at the black street. I could not see anything or anybody. I thought about my sons and my wife.
I would have never seen them again.
I felt terribly sorry for them.
I am a very self controlled man. I was sad.
I was in the 1% case, the horror of life.
I had already seen hndreds of movie scenes like the one I was in.
But I can tell you. None of those movie scene is minimally comparable to what you live in life.
I was in the absolute loliness. Me and death. No one else.
I was not afraid. I thought what some people told me while I was in China: “What it must be, it must be”.
Well if deus Decided that way that was it. I could do nothing.
All at sudden I said: “Look at my passport, at my documents. They show I am not the man you are looking for”. The ninja man took my passport. He read it and checked with his collegues. And said: “He is not the one, he is not the one”.
But of course that was not enough. In kidnappings like the one I was experiencing here in Brazil the man is killed even if he is innocent. Just one shoot and that is it. Nobody will know. He is thrown away in some wild and hidden places. His body will be never found.
That will be it.
But God decided differently for me.
The ninja man decided to free me. I thanked him for that and shook his hand.
He left in a place where I could take a taxi home.
The nightmare was over.
But I changed. I am not the same person any more.
I appreciate live more. And I got to know myself much more.
I know I was lucky. Very lucky.
99% of the case when you get in the 1% case you are dead.
I was the very rare case of the 1% case who survives the 1% case of life threatening situation.
I know it looks complicated. To make it simple nearly nobody who experiences this very rare case survives.
I did. With the help of God. And I thank him for that.
Today I am going to tell you about the 1% case.
A very rare situation which happens probably once or twice in life. At least for people like myself, who live a “normal” life.
A life where you do take risks but no so often and only incase of necessity.
Let me explain it better.
Ithink it is an illusion that you can eliminate risks in life. Even if you are a very wealthy person, you always run risks. You can diminuish them. But you can't eliminate them.
They are part of life and in fact I do like to take some of them.
But of course I do not like to take unecessary risks.
In any case the 1% case I was talking about before is different.
In that case we are not talking about regular risks but life-threatening risks. I other words risks that might leave you dead.
To be fair I have to tell you something. I was close to die several times in my life. I am not going to list you those cases. The point I am trying to make is that whenever in the past I was about to die it was for accidents or for unforeseen circustances.
I had no time to think about my death because the accident was sudden and unpredictable.
But the case I am going to tell you is different.
In this case I knew I was going to die. I was perfectly aware of that. And I could do nothing, absolutely nothing about that.
I am not going to explain in details the circumstances that caused the situation, also because there will be investigations about that.
What I want to explain is the 1% case. The case so rare that you belueve it will never happen to you. And in fact until the age of 50s I never experienced it. But now I did. And I can tell you it is the absolutely horror case.
I was closed in a car kidnapped by “ninja”people, 6 men dressed in black with the face covered completely. I could only see their eyes.
I was in the wrong place at the wrong time.
They exchanged me for somebody else, a big drug dealer who had to pay them a lot of money. He had not done it. He had to pay with his life for that.
He had the same name as I did. He lived in the same building where I was. He had my nationality. He even had about my age.
All conspired against me.
To make things worse I got to the building where I was supposed to spend a week and where he used to live at 4 am in the morning.
Who could in fact do that if not him, the big drug dealer? Only he could come in the middle of the night all at sudden in the city he had been living and where he had been hiding after disappearing because of the police and the other drug dealers who were after him.
There was no way out: I was him.
Of course I was not. In fact he was fat, while I am slim. He had long hair while I have short hair. He had a tired and bad look, while I have a happy look.
But that did not matter.
To be sure the man who kidnapped me with the other 5 guys asked me: Are you M..?
As I heard my name I said : Yes I am.
And he said: You are arrested. Come in the car now. And pointed a gun right at my face.
Of course they were false policemen. I understood that because the car had no sign of the police.
Neither they had. They were dressed like “ninja”man, all in black with a hat covering their faces.
When I got in the car the man kept asking me about the drug dealer I was supposed to be. I denied I was that man. I was never in the place the “ninja' man was talking me about.
But something happened. The car started going in some very dark streets. There were no signs or people anywhere.
Nobody knew I was there. I was in the middle of nowhere.
And all at the sudden I understood.
I was condemned to death.
I was going to be killed. There was no way out. I suddenly felt in the black hole where there is no way out.
I did not matter if I was the drug deal or not. At that point the decision was already taken.
I did not panick. I perfectly understood my situation. I kept arguing that I was innocent. I was not the man they were talking about.
But I knew that they did not believe it.
I looked at the black street. I could not see anything or anybody. I thought about my sons and my wife.
I would have never seen them again.
I felt terribly sorry for them.
I am a very self controlled man. I was sad.
I was in the 1% case, the horror of life.
I had already seen hndreds of movie scenes like the one I was in.
But I can tell you. None of those movie scene is minimally comparable to what you live in life.
I was in the absolute loliness. Me and death. No one else.
I was not afraid. I thought what some people told me while I was in China: “What it must be, it must be”.
Well if deus Decided that way that was it. I could do nothing.
All at sudden I said: “Look at my passport, at my documents. They show I am not the man you are looking for”. The ninja man took my passport. He read it and checked with his collegues. And said: “He is not the one, he is not the one”.
But of course that was not enough. In kidnappings like the one I was experiencing here in Brazil the man is killed even if he is innocent. Just one shoot and that is it. Nobody will know. He is thrown away in some wild and hidden places. His body will be never found.
That will be it.
But God decided differently for me.
The ninja man decided to free me. I thanked him for that and shook his hand.
He left in a place where I could take a taxi home.
The nightmare was over.
But I changed. I am not the same person any more.
I appreciate live more. And I got to know myself much more.
I know I was lucky. Very lucky.
99% of the case when you get in the 1% case you are dead.
I was the very rare case of the 1% case who survives the 1% case of life threatening situation.
I know it looks complicated. To make it simple nearly nobody who experiences this very rare case survives.
I did. With the help of God. And I thank him for that.
lunedì 19 novembre 2018
I vecchioni dell'emigrazione a nudo
"Caro Max il mondo sta cambiando, le proteste via internet, skype, twitter and Facebook stanno cambiando il modo di fare politica. Tutti se ne accorgono. Ma i politici resistono. Sono sotto assedio. Quelli sopra i 60 anni si sentono in forte disagio perché' non sanno ancora maneggiare bene questo strumento. Ma anche quelli sotto i 60 anni non sanno muoversi agevolmente su internet.
Ma la cosa che più' da fastidio e' che il modo di fare politica e' cambiato per sempre.
Le clientele, le promesse, le chiacchiere tutto questo non vale più' niente.
Oggigiorno se dici una bugia, una falsa promessa, ti scoprono subito, ti mettono subito a nudo, sei senza difese. Il vecchio modo di fare politica e' morto per sempre. E' questo che veramente non va giù' ai politici di tutto il mondo. Loro non sanno più' come comportarsi. La politica e' sempre stata basata sul fumo negli occhi dell'elettore, sul "va bene, poi lo facciamo", sulle parole vuote.
Vedi cosa accade in Brasile ad esempio. Un popolo in rivolta perché' stanco di parole. In turchia, in Medio oriente e' la stessa cosa.
In Italia anche il fenomeno Grillo e' la prova che questo approccio funziona. Solo che, come al solito, funziona a meta', perché' il popolo italiano e' un popolo bloccato, che ha paura di cambiare, un popolo che a volte ha paura della sua stessa ombra. Nel mondo degli italiani all' estero poi questo cambiamento e' drammatico.
Prendi ad esempio Cicero, il tuo gruppo.
E' il più' grande gruppo di italiani all' estero al mondo. Creato in Brasile da uno sconosciuto, ha dissacrato e distrutto per sempre le gerarchie di questo mondo di dinosauri della politica degli italiani all' estero. Quest'ultimi non hanno mai contato niente.
Perché'? Per colpe loro e dei loro politici.
Colpa loro perché' gli italiani all' estero si uniscono solo quando solo in difficoltà' mentre prima pensano di poter risolvere tutto da solo. Cosa chiaramente impossibile. Colpa dei loro politici perché' questi sono anagraficamente pietosi con un eta' media sopra i 70 anni. I nuovi a volte sono anche peggio perché' sono messi li' dai vecchioni che hanno finalmente vergogna di apparire. Cosa non comune perché' in generale i vecchioni dell'emigrazione sono senza vergogna. Ma soprattutto Cicero ha distrutto per sempre il loro monopolio dell'informazione. Chiunque dai posti più' remoti al mondo può' far sentire la sua voce. Questo ha detonato per sempre il potere dei vecchioni che pensavano di farla franca con le loro promesse da quattro soldi.
I vecchioni sono colpiti da una isteria collettiva. Sono nudi davanti all'elettore al popolo a tutti. Non possono più' mentire senza essere scoperti. Che possono fare? Usano gli strumenti di informazione che hanno ma che ormai non vale niente. Sono alla deriva. Non capiscono come ciò' sia possibile. Gente che viene dai postumi della seconda guerra mondiale in questo nodo di internet e' perduto.
E' vero che da molto tempo non valgono niente. In Italia Mai hanno avuto importanza. Ma all' estero ancora contavano. Ora no. Sono finiti. Difendono con le unghie e con i denti i loro privilegi. Ma e' finita per loro in questi tempi di crisi. Cicero e' come quel bimbo che dal popolo grida "Il re e' nudo". E francamente vedere i vecchioni nudi non e' proprio un bello spettacolo.
Ma a parte le battute anche solo per questo, per averli messo a nudo, devo farti i complimenti. Aver creato un gruppo mondiale tutto da solo, senza soldi, senza esserti venduto, e senza guadagnarci niente ma dedicando la meta' del tuo tempo a questa missione volontaria e' encomiabile. Grazie di cuore. P. C."
Email ricevuta nel giugno 2013
Ma la cosa che più' da fastidio e' che il modo di fare politica e' cambiato per sempre.
Le clientele, le promesse, le chiacchiere tutto questo non vale più' niente.
Oggigiorno se dici una bugia, una falsa promessa, ti scoprono subito, ti mettono subito a nudo, sei senza difese. Il vecchio modo di fare politica e' morto per sempre. E' questo che veramente non va giù' ai politici di tutto il mondo. Loro non sanno più' come comportarsi. La politica e' sempre stata basata sul fumo negli occhi dell'elettore, sul "va bene, poi lo facciamo", sulle parole vuote.
Vedi cosa accade in Brasile ad esempio. Un popolo in rivolta perché' stanco di parole. In turchia, in Medio oriente e' la stessa cosa.
In Italia anche il fenomeno Grillo e' la prova che questo approccio funziona. Solo che, come al solito, funziona a meta', perché' il popolo italiano e' un popolo bloccato, che ha paura di cambiare, un popolo che a volte ha paura della sua stessa ombra. Nel mondo degli italiani all' estero poi questo cambiamento e' drammatico.
Prendi ad esempio Cicero, il tuo gruppo.
E' il più' grande gruppo di italiani all' estero al mondo. Creato in Brasile da uno sconosciuto, ha dissacrato e distrutto per sempre le gerarchie di questo mondo di dinosauri della politica degli italiani all' estero. Quest'ultimi non hanno mai contato niente.
Perché'? Per colpe loro e dei loro politici.
Colpa loro perché' gli italiani all' estero si uniscono solo quando solo in difficoltà' mentre prima pensano di poter risolvere tutto da solo. Cosa chiaramente impossibile. Colpa dei loro politici perché' questi sono anagraficamente pietosi con un eta' media sopra i 70 anni. I nuovi a volte sono anche peggio perché' sono messi li' dai vecchioni che hanno finalmente vergogna di apparire. Cosa non comune perché' in generale i vecchioni dell'emigrazione sono senza vergogna. Ma soprattutto Cicero ha distrutto per sempre il loro monopolio dell'informazione. Chiunque dai posti più' remoti al mondo può' far sentire la sua voce. Questo ha detonato per sempre il potere dei vecchioni che pensavano di farla franca con le loro promesse da quattro soldi.
I vecchioni sono colpiti da una isteria collettiva. Sono nudi davanti all'elettore al popolo a tutti. Non possono più' mentire senza essere scoperti. Che possono fare? Usano gli strumenti di informazione che hanno ma che ormai non vale niente. Sono alla deriva. Non capiscono come ciò' sia possibile. Gente che viene dai postumi della seconda guerra mondiale in questo nodo di internet e' perduto.
E' vero che da molto tempo non valgono niente. In Italia Mai hanno avuto importanza. Ma all' estero ancora contavano. Ora no. Sono finiti. Difendono con le unghie e con i denti i loro privilegi. Ma e' finita per loro in questi tempi di crisi. Cicero e' come quel bimbo che dal popolo grida "Il re e' nudo". E francamente vedere i vecchioni nudi non e' proprio un bello spettacolo.
Ma a parte le battute anche solo per questo, per averli messo a nudo, devo farti i complimenti. Aver creato un gruppo mondiale tutto da solo, senza soldi, senza esserti venduto, e senza guadagnarci niente ma dedicando la meta' del tuo tempo a questa missione volontaria e' encomiabile. Grazie di cuore. P. C."
Email ricevuta nel giugno 2013
domenica 24 giugno 2018
Italy, migrants is your problem
“What a hell do they want?” the man cries loud. “Do they go there? So it is their problem,
We are not going to host anyone.”
The man is the French President. They are the African migrants.
What is going on? Why tensions are so high in Europe?
Welcome to the new world, the world where the selfish people are the ones who reject the poor people from Africa. The Italians. They are extremist. They do not want to help poor people escaping from the wars.
“What about us helping them and you hosting them?” the child says loudly from the back of the room.
“Shut up child and call me mr. President,” the French President says.
“They come to your ports so they are your problem.”
“But you are so sympathetic to them I am sure you have place and food to shelter them” says the child.
“It is out of question. You are a spy of the extremist part in power in Italy”.
And that is the problem. The French president does not understand it is not the rude man in power in Italy the problem. The problem is the selfishness of Europe, its double-standards, clearly shown by the behavior of Malta.
We want to help them, we sell them medicines and food. But we do not want to host them.
It is an Italian problem.
On one side we criticize the Italians. On the other one we do not want the African migrants.
That is too easy. This is not Europe, it is selfishness.
And the Italians are fed up of that.
Something has to change. Deeply. In Europe.
Otherwise the migrant crisis will turn into European crisis.
But something will stay: anger towards Europe.
Wake up Europe. Migrants are a European problem not an Italian problem.
We are not going to host anyone.”
The man is the French President. They are the African migrants.
What is going on? Why tensions are so high in Europe?
Welcome to the new world, the world where the selfish people are the ones who reject the poor people from Africa. The Italians. They are extremist. They do not want to help poor people escaping from the wars.
“What about us helping them and you hosting them?” the child says loudly from the back of the room.
“Shut up child and call me mr. President,” the French President says.
“They come to your ports so they are your problem.”
“But you are so sympathetic to them I am sure you have place and food to shelter them” says the child.
“It is out of question. You are a spy of the extremist part in power in Italy”.
And that is the problem. The French president does not understand it is not the rude man in power in Italy the problem. The problem is the selfishness of Europe, its double-standards, clearly shown by the behavior of Malta.
We want to help them, we sell them medicines and food. But we do not want to host them.
It is an Italian problem.
On one side we criticize the Italians. On the other one we do not want the African migrants.
That is too easy. This is not Europe, it is selfishness.
And the Italians are fed up of that.
Something has to change. Deeply. In Europe.
Otherwise the migrant crisis will turn into European crisis.
But something will stay: anger towards Europe.
Wake up Europe. Migrants are a European problem not an Italian problem.
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