lunedì 15 giugno 2015

Salvador di Bahia dove i prezzi sono fuori controllo

3.75 reais (poco piu' di un euro e 10 centesimi). Come? Per 40 minuti. Si perche' per ora e' piu' di 4 reais. 40 minuti di uso di internet in un internet cafe'? Esatto.

Sono solo lontani ricordi (poco piu' di 3 anni e mezzo fa) quando internet costava 2 reais all'ora. Internet il dovertimento dei poveri e' diventato carissimo, A Salvador, Bahia, Brasile.
E nonostante cio' gli internet cafe' sono pochi e chiudono presto. E' un business in fallimento. Perche'?

Ma e' chiaro. Gli stranieri a salvador sono spariti. La citta' ha costi proibitivi. Erano loro che usavano internet a qualsiasi ora. Di conseguenza l'internet cafe' non ha senso perche' I locali usano what's up e facebook sul cellulare. Non c'e' bisogno di andare in una Lan house per questo.

In Italia il costo di internet 24 ore in promozione puo' arrivare anche a 30-40 euro al mese. In Brasile 2 giga di internet pos-pago costa con il modem piu' di 100 reais (piu' di 30 euro). E con 2 giga il vostro cronista lavora per 2 o 3 giorni al massimo.

Non parliamo del costo del cellulare. Se chiami un operatore telefonico simila al tuo I costi sono bassissimi. Ma se chiami un operatore differente il costo arriva a 2.20- 2.30 reais al minuto (70 centesimi di euro al minuto). Una follia. Questo significa che nessuno chiama un operatore che non ha. O usi il cellulare con piu' chip o non chiami altri operatori.
Il numero di chiamate tra le persone si e' ridotto drasticamente negli ultimi anni. Cio' per la miopia degli operatori che per fidelizzare I propri clienti li vogliono costringere a lasciare gli altri operatori. Con questo l'unico effetto e' ridurre il numero delle telefonate.

Se a tutto cio' aggiungiamo che il costo degli autobus e' andato a livellli proibiti a Salvador (3 – 3.50 reais a corsa o 1 euro per una singola corsa senza biglietto a tempo) l' effetto netto di questo grosso aumento dei prezzi e' la riduzione delle comunicazioni tra le persone, degli spostamenti tra I vari quartieri. Di fatto siamo tornati alla societa' del passato quando se volevi incontrare o parlare con qualcuno andavi personalmente da lui se viveva in zona.
Chiamarlo con un altro operatore telefonico? Siamo pazzi. Mandargli un messaggio? Solo su what's up. Incontrarlo? Se vive da un altra parte e' troppo caro.

Ma che succede alla bellissima Salvador de Bahia, dea nera del Brasile?

La crisi e l'aumento sconsiderato dei prezzi ha trasformato una delle citta' piu' cosmopolite e varie del Brasile in una citta' con poca varieta'. Gli stranieri sono spariti. I poveri sono aumentati. I ricchi sono diventati molto piu' ricchi. La classe media e' sparita.

Jeisi lavorava in una ditta di pesce. Era la responsabile di una ditta del Sud del Brasile con filiale a salvador. Aveva una propria rete di venditrici. Solo 4 anni fa. Ora Jesi e' una venditrice semplice. Lavora a commissione. Il suo ufficio nel Commercio, zona commerciale di salvador e' chiuso.

Peppe era uno dei migliori pizzaioli di Salvador. Ora ha perso il lavoro e si arrabatta con lavori saltuari. Jeisi e Peppe erano membri della classe media di Salvador e ora sono scessi nella classe sociale. O meglio precipitati.

L'idea del Brasile come un paese dove andare a svernare dopo una lunga vita di lavoro in Italia e' un idea del passato. Il Brasile e' molto piu' caaro dell' Italia. Qui si paga tutto. E salato. Scuola, Assicurazione di salute. I l mangiare e' molto piu' caro che in Italia. La qualita' molto minore.

La cosa che rimane bellissima del Brasile e' la cordialita' e la semplicita' del paese. Le bellezze naturali che ancora ci sono.

Ma e' meglio non illudersi. Se pensate che venire qui vi rilassera' portandovi quattro soldi non sprecate I soldi del bigliettto aereo.

Il Brasile e' un paese carissimo. Il mercato immobiliare di Rio e' anche piu' caro di quello di Milano. Quello di Salvador e Sao Paulo sono molto cari.

Siete una famiglia di 4 persone? Con meno di 10.000 reais (circa 3300 euro) e' difficile vivere. E dove li prendete 10.000 reais se qui il salario minimo e' di 800 reais e coloro che guadagnano 10.000 reais sono meno del 3% della popolazione?

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giovedì 11 giugno 2015

Brasile: Il fallimento della politica economico-sociale del PT

Rio de Janeiro anno 2001: la citta' in crescita, con un dinamismo che straripa in un flusso di persone ed auto nella Avenida Nossa Senhora de Copacabana.
Gente che corre indaffarata, allegra, piena di prospettive, anche ingiustificate.
Tutto sembra disegnare un futuro radioso, nel paese del futuro come e' sempre stato definito il Brasile.

Salvador, Bahia 2015. Le strade del Porto da Barra, piccolo gioiello del Nord Est della Bahia, sono invase da mendicanti che dormono nelle spiaggie adiacenti. E se la Barra, che in Salvador e' considerato il quartire rinomato e “in” per il flussso turistico, e' in queste condizioni, il resto della citta' sembra in situazioni ben peggiori. Poliziotti in assetto di guerra presidiano l' Avenida Sete di Sete de Setembro con tute mimetiche di quelle che si usano per gi assalti nelle favelas. Soldati con simili vestiti presidiano anche il porto da Barra.
Francamente il vostro cronista che vive a Bahia non ha mai visto cose del genere in passato, cose diventate normali ormai. E non solo a Salvador ma anche a Rio de Janeiro, Brasilia e Sao Paolo.
Ma cosa e' successo al paese del futuro, che con la guida pluridecennale del PT doveva uscire dalle iniquita' del passato e portare in paese nel futuro?

Paradossalmente e' successo esattamente l' opposto: le iniquita' sono aumentate, la poverta' si e' allargata in maniera esagerata ed e' sparita quel pezzo di societa' che e' dominante nel paesi occidentali: la classe media.

Cio' e' evidente nello shopping piu' famoso della citta' di Salvador, lo Shopping Barra. Qui la “praca de alimentacao” il piano terra dedicato al food, e' letteralmente invaso da centinaia di persone che spendono senza guardare tanto ai prezzi. Prezzi che farebbero impallidire anche un europeo. Nel Mac Donald's con meno di 20 reais (circa 7 euro) e' virtualmente impossibile mangiare alcunche'.

Di fatto una famiglia di 4 persone spende facilmente 100 – 130 reais (circa 35-40 euro) quando in Italia spenderebbe un po' piu' della meta' (circa 25 euro).

E che dire degli altri posti? I prezzi sono anche maggiori. Un cono alla Perini costa minimo 9 reais (circa 3 euro) quando in Italia I valori sono inferiori. Burger King ma anche il ristorante Napoleone, etc. hanno prezzi aggressivi verso l'alto. Ma tutto cio' non sembra spaventare I clienti che al contrario spendono e spandono tanto che all'ora di pranzo non e' raro aspettare anche un quarto d'ora per essere serviti.

Com'e' possibile cio'? Semplice.
La classe alta e' diventata piu' ricca, molto piu' ricca, mentre fuori dello Shopping la miseria e' dilagante.
L'autobus costa 3,5 reais (1 euro) non c'e' biglietto e quindi si paga la corsa semplice. In pratica per qualcuno che vive nella periferia e che dovrebbe prendere minimo due autobus per venire al centro dovrebbe spendere minimo 14 reais (circa 4 euro) solo per venire al centro e tornare a casa.
Questo in un paese in cui il salario minimo e' poco piu' di 800 reais (circa 250 euro).

E' evidente che le masse di miserabili che si muovevano fino al Porto da Barra dalla periferia per vendere quattro cianfrusaglie per sopravvivere prendendo l'autobus a 1 real anni fa tornava a casa a dormire. Ora non piu' perche' l'autobus e' carissimo e preferiscono dormire sulla spaiggia di fatto favellizando l'aumbiente. Di qui l' uso di una polizia ben piu' aggressiva che nel passato che non ha remore a “liberare” l'area infestata dai poveri della periferia.

E paradossalmente la creazione dell'area pedonale nel porto da Barra in Salvador ha peggiorato le cose. Perche'?
Perche' una misura che in Europa favorisce il miglioramento dell'ambiente in una citta' come Salvador con squilibri sociali elevati peggiora le cose. Cio' perche' I poveri della periferia, che gia' avevano grosse difficolta' a pagare l' autobus ora con la possibilita' di dormire vicino ad un area pedonale ne approfitta di fatto per vivere in strada, cosa che njon poteva avvenire quando le strade del lungomare avevano un flusso di auto che impediva loro di sdraiarsi vicino la strada.

La situazione e' cambiata molto e l'assenza degli stranieri e' sicuramente una cosa che si nota subito. Il “gringo” in passato era il pollo da spennare. Ora non piu'. I prezzi assurdi praticati fanno scappare I turisti stranieri. Ma anche quella massa di stranieri che vivevano a Salvador con pochi soldi approfittando di un costo della vita' basso sono spariti. Il perche' e' evidente. I costi proibitivi della citta' li costringe ad una scelta: o vivere nella pericolosa periferia della citta' o tornarsene a casa, nel proprio paese d'origine. Inutile illudersi: questo paese da' poche opportunita' ai propri brasiliani, figuriamoci se da' possibilita' di lauti guadagni a stranieri.

Percio', capita l'antifona, gli stranieri che da decenni vivevano a Salvador, son spariti. Nel porto da Barra, vicino al bar di Nicola la lingua piu' parlata era l'italiano. Ora Nicola e' tornato in Italia e con lui gli italiani.
Non si sente piu' parlare straniero a Salvador.

Gli enormi cambiamenti dovuti ai mega eventi sportivi (Coppa del Mondo e future Olimpiadi a Rio de Janeiro) hanno drogato il paese. Ma non sono la vera causa di questa grave situazione economica, che ha provocato la quasi estizione della classe media.

La vera ragione di cio' e' il totale fallimento della politica economica e sociale del PT. Ci si aspettava che con l'avventi al potere del Partido dos Trabalhadores il paese sarebbe uscito dalla pluridecennale situazione di ingiustizia sociale in cui ha sempre versato.

Cio' era basato su alcuni punti: un sistema assistenziale chiamato Bolsa Familha, che avrebbe dovuto sostenere la crescita di una nuova classe media tramite trasferimenti ai poveri. In realta' questa politica si e' dimostrata fallimentare perche' non ha generato alcun meccanismo economico di sostenibiluta' e quindi, in una situazione di crisi economica ha dimostrato cio' che veramente era: dare soldi senza alcun stimolo economico. Risultato: I poveri non sono cresciuti socialmente e, in proporzione, oggi sono molto piu' poveri di 15 anni fa.
Il Brasile e' regredito. La bolla immobiliare speculativa ha strangolato la classe media.
La rampante corruzione ha dilaniato alcune delle poche imprese importanti del Brasile come la Petrobras. L'educazione e sanita' si trovano in condizioni anche peggiori del passato.
Ma e' soprattutto la mancanza di prospettive che colpisce in questo Brasile moderno.

Mentre I politici continuano ad far finta che nulla accade la situazione della popolazione e' diventata esplosiva. Le iniquita' sociali sono aumentate. I prezzi sono fuori di controllo. La polizia e' sempre piu' aggressiva, cosi' come la criminalita'.

In questa situazione il Brasile piu' che paese del futuro sembra in realta' sempre di piu' il paese del passato, il paese dei coroneis, dei ricchi che dominano e strangolano le classi inferiori.

venerdì 22 maggio 2015

Sindone, il mistero di Gesu'

Sono andato a Torino per la Sindone. Come tutti eri incuriosito di vedere il panno che avvolse Gesu'.
Così dicono. Per la verità' ho sempre avuto dei dubbi che un panno sopravvivesse 2000 anni per arrivare fino a noi.
Mi chiedevo: Com'e' possibile che un panno si mantiene intatto e non si deperisce dopo tutto questo tempo? Sara' vero? Non so.
Comunque la curiosità' mi ha spinto a vedere il panno.
Come giornalista ho avuto accesso alla sindone rapidamente, senza la fila. Sono entrato in una sala buia. Non si vedeva niente.
E la guida mi ha portato davanti a un vetro e mi ha detto: "Eccola". Ho alzato gli occhi e ho detto:

"Cosa?" "La Sindone" ha risposto.
E io vedendo il panno bianco ho detto" : "Ma non vedo niente".

La voce registrata nel frattempo ci ha invitato a pregare. L'ho fatto. Era finito il turno e le persone sono uscite. Ma io non vedevo niente. Vedevo solo un panno bianco illuminato nel buio totale.

Ho chiesto alla guida:"Ma dov'e' l'immagine non vedo niente". E la guida "Vedi quella parte e' quella davanti e quell'altra e' la parte che avvolse Gesu' da dietro.
Ma io continuavo a non vedere niente. Solo un panno bianco.

Ho continuato a dire: " Non vedo, un momento". E ho continuato a fissare l'immagine, ma non vedevo niente.
La guida mi ha detto: " Dobbiamo andare, e' il turno del prossimo gruppo". E io ho detto:" Un momento, solo un momento". E mi sono fermato, ho fissato il panno. E mi sono concentrato. Molto.
Ero quasi pronto a desistere quando ho visto. Ho visto finalmente l'immagine. Il cranio, il volto, Gesu' tutto. Ho visto la sofferenza di Gesu'. Il suo povero corpo martoriato. Ho visto. Perché'?

Perché' ho visto con il cuore, non con gli occhi. E in quell'istante in cui ho visto ho sentito un flusso, un fluido molto forte che dal panno attraverso il vetro e' entrato dentro di me.
Qualcosa di magico. Si e' trattato di una cosa di qualche secondo. Una cosa incredibile.
Il flusso dal panno e' entrato dentro di me.
Tutta la sofferenza del panno e' svanita e ho sentito una forte energia positiva entrare dentro di me.
Che dire? Se si vede con il cuore si riesce a vedere Gesu' Cristo.
E' una cosa che dovremmo fare tutti e sempre.
La Sindone e' veramente una cosa magica, una esperienza unica.

Napoli, capitale del Paraguay

Sono napoletano. Amo Napoli e la squadra di calcio.
Ma solo una volta nella mia vita ho visto ciò' che vidi a Natale a Napoli: ad Asuncion, capitale del Paraguay, America Latina.

IL traffico a Napoli e' diventato una loucura. Totale. Ricordo che ero partito un ora prima da fuori Napoli per arrivare alla stazione centrale e prendere il treno. Cosa che avevo sempre fatto in passato nelle rare volte che ero tornato in città' dal Brasile.
Era sempre stato abbastanza. Non ora. Sono dovuto scendere dall'auto a 15 minuti dalla partenza del treno in mezzo alla strada, con le valigie in mano, i bimbi e la moglie al seguito. Il traffico era completamente paralizzato. Non c'era modo di muoversi. Fummo costretti a correre nel mezzo della strada per afferrare il treno. Ce la facemmo per miracolo.
La colpa era dovuta a:

1) il successo turistico di Napoli. Enormi autobus di persone venute dall' Est Europeo e da varia altre parti del mondo ingolfavano le strade vicino alla Stazione. Una paralisi totale. Ma perché' lasciano autobus monstre entrare in città',? mi chiedevo mentre quei mostri bloccavano la strada.

2) il parco macchine. Ogni famiglia napoletana ha sempre avuto uno o due macchine in passato. Ora pero' mi sembra che il numero sia cresciuto a 3 - 4 auto per famiglia. Le auto sono troppe. E sono vuote. Solo una persona a guidare e basta. Francamente per me che vengo dal Brasile e' una novità'.

3) l'inciviltà' di chi guida. Cosa purtroppo comune non solo a Napoli ma a molti italiani che non hanno alcun rispetto per i pedoni. L'Italia e' dominata dalla cultura dell'auto. Chi non ce l'ha? Peggio per lui. Nelle auto l' italiano si sente protetto e che può' fare di tutto.
A Napoli poi i semafori sono un optional come anche le precedenze ed il resto. Risultato: persone che sbucano da tutte le parti senza ritegno.

C'e' pero' da dire che gli incidenti sono rari, perché' tutti sanno come funziona il meccanismo e tutti guardano da tutte le parti quando guidano.

Cosa appunto che ho trovato anche ad Asuncion in Paraguay, dove ognuno guida senza rispettare le regole, con il rosso, il verde, etc.

Beh, che volete che vi dica? Amo la mia città' ma finche' c'e' un voler ignorare le regole basiche del traffico non penso di resistere molto la prossima volta che ci andrò'.

Il sindaco, le autorità', etc? Beh mi sembrano tutte del Paraguay.
Dicono che le cose vanno bene anche se non e' così. Io che sono napoletano, perché' amo Napoli dico pero' quello che non va, come faccio anche in Brasile.
Mi sembra proprio che Napoli sia diventata la capitale del Paraguay.

mercoledì 13 maggio 2015

Indigenti: il vero popolo del pianeta Terra

“Caro Max tu scrivi molto degli indigenti italiani in Brasile ma non scrivi mai di quelli locali, che a volte vivono in condizioni anche peggiori degli italiani. Perche’?” mi chiede il mio lettore dall’ Africa australe. Lo confesso: il mio lettore ha ragione.

Ma la ragione e’ molto semplice anche se opinabile. Come straniero in Brasile le mie obiezioni circa la situazione molto spesso tragica della grande maggioranza della popolazione di questo paese sono interpretate come indebita ingerenza nella politica di questo paese.
“Tu sei ospite qui anche se paghi le tasse” mi dicono. In realta’ non concordo ma il punto non e’ questo. La vera ragione di non scrivere sugli indigenti brasiliani e’ dovuta al fatto che deve essere la coscienza del popolo locale a far sorgere una indignazione verso lo stato di miseria in cui versa una grande parte della popolazione locale, specie nel Nord Est del Brasile.
In mancanza di cio’ qualunque intervento “straniero” anche se viene da parte di una persona che vive in maniera “fissa” nel paese non solo non avra’ successo ma sara’ tacciato di razzista verso quel popolo.

Ma oggi, sul finire dell’anno voglio raccontarvi di una storia che fa ribollire il sangue nelle vene e che, anche se non in maniera diretta, riguarda anche gli italo-brasiliani. Tutto e’ partito da una foto di un mio vecchio amico, Sandraque, un giovane indio che appartiene alla lideranza indigena di Prado, del Sud della Bahia. Il viso del mio amico nella foto del giornale era seriamente arrabbiato e la ragione era di quelle che fa fremere di indignazione.

Siamo a Porto Seguro, una citta’ di grande turismo nel sud della Bahia (dove la comunita’ italiana e’ numerosa). Qui tre bambini indigeni (indios) di 13, 9 e 10 anni dovevano tornare a casa. Sfortunatamente chiesero un passaggio ad un viaggiante dalla voce rauca, una persona che dovrebbe essere di fiducia, l’ex-vice sindaco della citta’ Queribim Fortunado das Virgens di 57 anni. Questi si offri’ di dar loro un passaggio d’auto. Tutto questo accadde alle 10 del mattino nella orla di Porto Seguro, il luogo di passeggio piu’ famoso della citta’. Cio’ mostra l’arroganza dell’ uomo.
Il mostro rapi’ i tre bimbi e li violento’ a turno. Approfittando di un momento di distrazione del mostro i tre fuggirono. Il mostro fu denunciato. La madre era sotto shock. Tre volte in tre giorni differenti la foto del mostro fu riconosciuta dai bimbi.
La polizia arresto’ il mostro. Ma, incredibile a dirsi, dopo solo 4 giorni, il mostro e’ stato liberato. Il giudice Marcio Monte Alegre ha dato l’ordine di liberare il mostro.

Com’e’ possibile? Dove’e’ la coscienza comune? Perche’ la gente di Vera Cruz (dove il mostro ha una farmacia ed opera come dentista) non lo ripugna? Come fa un uomo del genere a stare a piede libero e nessuno far niente? Un mostro abominevole, un essere ripugnante e’ libero.
Il mio amico Sandraque dice che cio’ accade perche’ i 3 tre bimbi erano indios. I veri brasiliani, autentici abitanti di questo paese. Probabilmente e’ vero.
Come e’ vera un’altra triste e dura realta’. In questa nostra terra siamo circa 6 miliardi di abitanti. La stragrande maggioranza di abitanti di questo pianeta sono indigenti, poveri, anche miserabili.
In questa epoca di Natale, di bonta’ collettiva, sembriamo dimenticare cio’. Se un marziano scendesse dalla sua astronave dopo aver sorvolato la terra rimarrebbe sorpreso di vedere che piu’ di tre quarti del genere umano vive con un circa un quarto delle risorse del pianeta ed che un quarto vive, vicevera, con tre quarti delle risorse del pianeta.
Questa disparita’ e’ intollerabile ed insostenibile data l’ alta natalita’ dei paesi sottosviluppati. Viviamo come i passeggeri della nave Titanic, ballando mentre la nave affonda. Immagini spettrali si avvicinano sempre di piu’ alle nostre case e finestre e noi li’ a brindare per il nuovo anno nel nostro lusso osceno. La violenza sui bimbi indiani-brasiliani e’ solo l’ultimo anello di una lunghissima catena.

Gli stermini di massa con bombardamenti in varie parti del mondo lontano e vicino a noi, le orribili stragi che accadono davanti ai nostri occhi. E noi che guardiamo dall’altro lato per non vedere questi orrori. Proprio quando loro, i bambini innocenti, che non hanno chiesto a nessuno di nascere, subiscono terribili violenze di tutti i generi.
Il marziano tornerebbe sul suo pianeta d’origine e nella sua relazione scriverebbe: “Terra, pianeta popolato da una strana razza, gli indigenti, gente miserabile senza futuro e costantemente sfruttata. Si trovano oasi di ricchezza circondata da mari di immensa poverta’. Pianeta strano questo”.
Spero solo che nel 2059 la relazione del marziano sara’ diversa, ma non ci credo molto.

Articolo scritto nel Dicembre del 2008

domenica 10 maggio 2015

Cicero, il futuro degli italiani all' estero

Salvador, Bahia, Brasile. Daniele camminava con difficoltà'. aveva avuto un serio incidente. Viveva nella favela di Gamboa, a Salvador. nessuno lo aiutava.
La cosa mi rivoltava. Com'e' possibile, mi chiedevo che un italiano all' estero sia abbandonato da tutto e da tutti? Si, può' anche avere sbagliato, fatto errori, tutti li facciamo.
Ma e' pur sempre italiano. Lo stato italiano lo deve aiutare. Non importa che e' in Brasile o negli USA o in Africa o Asia. E' un cittadino italiano e deve essere aiutato dal suo paese.

In fondo che fanno gli USA, la Gran Bretagna, la Francia e molti altri paesi con i loro cittadini? Non intervengono.? All'epoca ero un modesto cronista italiano di Bahia ma ero già' in contatto con una rete di italiani all' estero. Un piccolo gruppo di una ventina di persone basate in tutte le parti del mondo. Un unico desiderio. Unire il popolo degli italiani all' estero. Perché'? Perché' gli italiani all'estero rappresentano la più' grande diaspora della storia dell'umanità'.

Oggigiorno ci si scandalizza per i migranti dall' Africa che vengono in Italia e Europa.

Ma gli italiani fecero lo stesso con milioni di persone il secolo scorso. E in proporzione alla popolazione italiana, fu un oceano di persone che fuoriuscirono dall' Italia.

Noi italiani siamo un popolo di migranti. E quando arrivavamo non chiedevamo stanze separate come hanno chiesto i migranti trasferiti a Livorno qualche giorno fa.
Dovevamo fare tutto da soli. Avevamo la foresta davanti a noi in Brasile ad esempio.

Perché' non riunire le forze degli italiani all' estero in un gruppo allora che difendesse i diritti degli italiani all' estero? Un gruppo che facesse sentire forte la voce degli italiani all' estero nel mondo?
Un utopia dirai tu mio caro lettore. Un gruppo di 20 persone che può' fare ciò'?

L'inizio fu tuttavia subito positivo. Tutti insieme scrivemmo al console di rio de Janeiro che intervenne con un prestito consolare che aiuto' Daniele. Il console onorario di Salvador aveva abbandonato Daniele e se fosse stato per lui sarebbe già' all'altro mondo.

Il risultato ottenuto ci dette coraggio. Io, Max Bono creei un gruppo in Yahoo che comincio' a crescere quantitativamente e qualitativamente.

In Cicero entrarono virtualmente tutte le maggiori personalità' del mondo degli italiani all' estero. Giornalisti, parlamentari, membri di Comites, anche ministri, ma soprattutto persone normali che avevano scelto di emigrare perché' non sopportavano più' di vivere in Italia.

Mancanza di opportunità', lavoro, burocrazia eccessiva: queste sono solo alcune delle ragioni del fenomeno migratorio italiano.

La più' grande risorsa umana della storia e soprattutto la meno utilizzata: gli italiani all' estero.

Cicero combatte' battaglie di diritti civili, per italiani in difficoltà', in carcere, che non ricevevano la pensione INPS, etc.
Ma Cicero promosse anche il nome degli italiani all'estero nel mondo: Max Bono fu invitato come rappresentante degli italiani all'estero alla cerimonia di insediamento del nuovo sindaco di New York De Blasio.
La proposta di modifica del voto degli italiani all'estero fu scritta da Cicero, presentata dall'on. Zacchera e divenne bipartizan con il PD appoggiandola in Parlamento.

Cicero ha difeso la lingua italiana nel mondo, promsso iniziative come il primo raduno degli italiani all'estero a Roma.

Molto e' stato fatto ma moltissimo c'e' da fare.
Un impresa titanica. Ma quando quello sparuto gruppo di 20 persone 6 anni fa si riunì' non si immaginava che divenisse un gruppo di oltre 2200 che rappresentano milioni di italiani all' estero.

Eh si perché' ogni membro di Cicero e' al tempo stesso membro di Comites , di gruppi di italiani all'estero, etc. e quindi rappresenta 1000, 3000 o 5000 concittadini.
Fate un po i conti moltiplicando questo numero per i membri di Cicero e vedrete che Cicero rappresenta milioni di persone.
Tutti fratelli italiani che vivono all' estero.
La grande famiglia di Cicero, che nacque il 9 maggio 2009. Buon Compleanno Cicero

sabato 2 maggio 2015

Il grande inganno delle banche popolari venete

"Attenzione attenzione, comprate comprate le azioni delle vostre banche cari clienti", grida il banditore mentre cammina nelle strade del Veneto.
"E' l'ora dei grandi acquisti. Si tratta delle azioni della vostra banca, banca solida, radicata nel territorio. Siete nostri clienti da decenni. Fidatevi di noi."
E i clienti giù' a comprare le azioni della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Valori irrealistici. Ma soprattutto valori non verificabili. Non si tratta di valori di mercato ma valori decisi da consigli di amministrazione.
Ma poi il gioco cambia. Prima la BCE con Comprehensive Assessment e con l' Asset Quality Review.
Poi il governo con il decreto che promuove il consolidamento del mondo delle banche popolari.
E improvvisamente l' adeguamento al ribasso del valore delle azioni: da 62,5 a 48 euro (-23,2%) la Banca popolare di Vicenza, da 39,5 a 30,5 euro (-22,8%) Veneto Banca.
La domanda e': com'e' possibile che da un anno all'altro le banche scoprono improvvisamente che valgono un quarto in meno del loro valore?
Ma la domanda anche peggiore e': se i multipli significano qualcosa il rapporto tra rapporto tra valore e patrimonio per le due banche e' di 1,2 e di 1,28, contro una media del settore bancario ampiamente inferiore a 1.

Ora se si assume che le banche quotate siano in media più' efficienti di quelle non quotate, e' evidente che i nuovi valori delle azioni delle banche popolari venete siano ancora irrealistici.

Tradotto in altre parole tali valori dovranno essere svalutati di nuovo e di molto in futuro.
La domanda e': com'e' possibile che il top management che e' sicuramente responsabile di quanto accade agli azionisti rimanga li ed anzi e' sempre più' solido al potere se le banche che gestiscono hanno grosse perdite?
Com'e' possibile che gli azionisti non si uniscono e protestino per queste situazioni che pregiudicano i loro risparmi? Perché' non si realizza una class action contro i presidenti di queste banche?

Forse la risposta a tutto ciò' e' nella grande passività' degli italiani, che si fidano ciecamente solo di coloro che conoscono.
E questi ne approfittano per spennare i loro polli.
"E la storia non e' ancora finita miei cari risparmiatori", grida il banditore di turno nel Veneto. Aspettiamoci delle belle in futuro.